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  1. #1
    anarchico
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    Le ombre del miracolo economico irlandese

    Ireland's risk-of-poverty rate among EU's highest
    6/27/2006 -
    http://breakingnews.iol.ie/news/?c=i...p=cwgbojkfgbql

    Research finds twice poverty rate
    Northern Ireland has double the rate of persistent child poverty than the rest of the UK, a charity has said.
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/n...nd/7240106.stm

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  2. #2
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    In Irlanda si sta meglio di certo, visto che i cittadini non vengono depredati come in Italia.

  3. #3
    anarchico
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    In Irlanda si sta meglio di certo, visto che i cittadini non vengono depredati come in Italia.
    Mi spiace per te e per zia Ayn ma sembra che la libertà economica non sia un parametro con il quale si possa misurare lo stato di benessere di un popolo. Come si vede infatti il tasso di rischio povertà dell'Irlanda è addirittura superiore al nostro ed a quello della Grecia !!!.

    http://www.repubblica.it/2005/j/sezi...ieurostat.html

    Con Portogallo e Spagna siamo tra i Paesi dell'Ue con il più elevato
    tasso di rischio, preceduti da
    Slovacchia, Irlanda e Grecia tutte al 21%
    Ue, 72 milioni a rischio povertà
    11 di questi si trovano in Italia
    Eurostat: e gli interventi sociali evitano un quadro più cupo

    BRUXELLES - Sono sempre di più i cittadini europei che rischiano la povertà. Un fenomeno preoccupante perché in crescita. E solo grazie a massicci interventi sociali i Paesi membri dell'Unione riescono a gestire una situazione altrimenti esplosiva. A livello Ue, sono ben 72 milioni le persone in questa categoria, di cui 11 milioni (cioè circa il 15 per cento) si trovano in Italia.

    I dati preoccupanti, relativi al 2003, sono stati forniti da Eurostat nel rapporto pubblicato oggi dal titolo Povertà ed esclusione sociale nell'Ue-25. In altre parole, il 19 per cento degli italiani vive in famiglie che guadagnano meno del 60 per cento di quanto in media entra nelle casse dei nuclei familiari del Paese. Una percentuale, questa, che si raffronta con una media Ue-25 del 16 per cento.

    Infatti, sottolinea Eurostat, l'Italia è - insieme al Portogallo e alla Spagna - tra i Paesi dell'Unione con il più elevato tasso di rischio povertà, preceduta solo da Slovacchia, Irlanda e Grecia (tutte al 21 per cento). Sull'altro piatto della bilancia ci sono le popolazioni meno a rischio, come la Repubblica Ceca (8 per cento), il Lussemburgo e la Slovenia (entrambe al 10 per cento).

    Lo studio evidenzia inoltre un forte divario tra la fascia ricca della popolazione europea e quella più povera. La media Ue, infatti, è del 4,6, vale a dire che il 20 per cento della popolazione con il reddito più alto è 4,6 volte più ricca del 20 per cento della popolazione con il reddito più basso.

    Ma il quadro sarebbe ben più preoccupante senza le reti di protezione sociale dei singoli stati membri. Per dimostrare l'importanza dell'intervento pubblico, Eurostat ha inoltre calcolato i tassi di rischio povertà per ciascun Paese al netto di qualsiasi contributo (pensioni incluse).

    Ne esce un quadro completamente diverso, che vede la Polonia in testa alla classifica degli stati a rischio povertà, con il 49 per cento della popolazione rispetto a una media Ue-25 del 40 per cento. In questa graduatoria, senza interventi sociali in Italia il 42 per cento della popolazione rischia la povertà. Seguono, tra gli altri Paesi, la Grecia (41 per cento), la Spagna (40 per cento) e la Finlandia (40 per cento).

  4. #4
    anarchico
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    Volevo aggiungere che io non credo a niente per fede. Se qualcuno mi dimostra che il liberismo produce risultati positivi io aderisco al movimento liberale. Ma prima devo essere convinto delle mie idee e non mi pare che gente come te possa darmi una mano in tal senso.

  5. #5
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    Mmm, questi articoli sono un po' vecchi... si è poi realizzata questa temuta situazione?
    Ronnie, che ha sostenuto le politiche irlandesi in più di un'occasione, ne sa qualcosa?

  6. #6
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    il tasso di rischio di povertà non lo conosco...
    ma conosco il fatto che la statistica sia nata come scienza di stato, su commissione dei governi ed è stata usata per fare il bello e il cattivo tempo.
    Quindi per il momento direi tranquillamente che il tasso di rischio povertà potrebbe essere solo un espediente per incrementare i tentacoli del leviatano.

  7. #7
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    Ma il quadro sarebbe ben più preoccupante senza le reti di protezione sociale dei singoli stati membri. Per dimostrare l'importanza dell'intervento pubblico, Eurostat ha inoltre calcolato i tassi di rischio povertà per ciascun Paese al netto di qualsiasi contributo (pensioni incluse).

    Ne esce un quadro completamente diverso, che vede la Polonia in testa alla classifica degli stati a rischio povertà, con il 49 per cento della popolazione rispetto a una media Ue-25 del 40 per cento. In questa graduatoria, senza interventi sociali in Italia il 42 per cento della popolazione rischia la povertà. Seguono, tra gli altri Paesi, la Grecia (41 per cento), la Spagna (40 per cento) e la Finlandia (40 per cento).
    Mooolto interessante. Dov'è l'Irlanda qui? E si può considerare, con un ragionamento del genere, la fonte come attendibile?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    il tasso di rischio di povertà non lo conosco...
    ma conosco il fatto che la statistica sia nata come scienza di stato, su commissione dei governi ed è stata usata per fare il bello e il cattivo tempo.
    Quindi per il momento direi tranquillamente che il tasso di rischio povertà potrebbe essere solo un espediente per incrementare i tentacoli del leviatano.
    Già, per l'appunto.

  9. #9
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    Caro oggettivista, come ti scrivevo nell'altro post, sull'articolo dei comunisti: quando ci sono i dati questi si possono guardare, e si può discutere su di essi.
    Infatti io sono di casa sul sito di Eurostat, al quale sono anche iscritto, ed infatti questa sera in quattro e quattr'otto ti ho preparato questi grafici.



    Vediamo in questi anni l'andamento del PIL pro capite a parità di potere d'acquisto in vari paesi europei (liberali e socialdemocratici, efficienti e meno efficienti):




    La linea verde che balza verso l'alto, e che ci dice che gli irlandesi hanno un potere d'acquisto in ascesa, e migliore di quello di tanti altri paesi europei è proprio quella dell'Eire.

    "Di certo finirà tutto nelle tasche degli imprenditori sfruttatori!" tuonarono nella sezione PCI di Libertarismo.

    Vediamo allora quante persone vivono sotto la soglia di povertà nei fanalini di coda dell'UE:




    C'è chi fa peggio di quei cattivoni irlandesi! E sono paesi molto ridistributori!


    "Si ma chissà che disuguaglianze sociali in Irlanda!" Vediamo infine quali sono le disuguaglianze allora, e quale sia stato il loro andamento negli stessi fanalini di coda:



    Udite udite, ad onta e disonore di Bertinotti e compagni in Italia ci sono più ineguaglianze che nella vituperata e "liberista" Irlanda.




    Pertanto, meno pugnette e tanto di cappello.

  10. #10
    Vedo la mano invisibile
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    grazie teo effettivamente l'irlanda è il miracolo d'europa.
    andai in irlanda 6 anni fa.. conobbi un italiano che lavorava in un call center di dublino, era pagato 1800 euro al mese, una mia amica oggi, 6 anni dopo la mia visita in irlanda, è stata assunto in una banca in italia ed è pagata 1300 euro al mese.. credo non servano commenti.

 

 
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