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    Predefinito armi di distruzione di massa? in Italia!

    Armi di distruzione di massa?
    Domenica, Febbraio 25, 2007, FebbraioSun, 25 Feb 2007 17:24:09 +00002425pm07 24 thep28e02beSun, 25 Feb 2007 17:24:09 +0000 2004
    Archiviato in: Attualità, pensieri e parole

    Trovate le armi di distruzione di massa. In Italia !
    Se, per assurdo, la Cina si sognasse di autodefinirsi “gendarme del mondo”, oggi l’Italia sarebbe additata (al pari di Iran e Corea) come una potenza nucleare pericolosa per l’umanità. Sì perché noi siamo militarmente una potenza nucleare. Abusiva. Le bombe atomiche non sono solo quelle che si producono in mega centrali nucleari sotto gli occhi del mondo, ma sono soprattutto quelle già belle e pronte che si tengono in depositi sotterranei: per esempio in provincia di Pordenone e in provincia di Brescia. Cinquanta ad Aviano e 40 a Ghedi nelle basi americane. E non sono gingilli da poco: appartengono ai modelli B61 -3 (da 60 a 170 kilotoni), B61-4 (da 10 a 45 kilotoni), B61-10 (da 10 a 80 kilotoni). Little Boy, la prima atomica sganciata su Hiroshima, era un “pensierino” da 14,5 kilotoni. Quindi, stando bassi con i calcoli, in Italia abbiamo pronto da piazzare nel mondo l’equivalente di 90 Hiroshima! I 40 ordigni atomici sepolti a Ghedi a 20 km a sud di Brescia, sono addirittura disponibili per i Tornado PA-200 dell’Aeronautica italiana del 6° stormo (102° e 104° Squadrone); mentre i 50 sepolti ad Aviano a 14 km a nord di Pordenone, sono destinati ai 18 F16/CD americani, ma potenzialmente a 72 velivoli ospitabili nella base (Rapporto Kristensen, www.nrdc.org/nuclear/euro/euro.pdf). E questo in spregio alla sentenza 8 luglio 1996 della Corte Internazionale che definì la minaccia o l’uso delle armi nucleari contrastante con le norme di diritto internazionale applicabili ai conflitti armati e, in particolare, con i principi e le regole del diritto umanitario (doc. n. 3). Ma pochi italiani sanno della convenzione segreta Italia- Usa del 3 dicembre 1960, entrata in vigore il 24 maggio 1961 (n. Reg. 12 UST 641; TIAS 4764; 410 UNTS 3), che mise a disposizione dell’Air Force l’aeroporto di Aviano per ospitare armi nucleari e per utilizzare aerei per il programma strategico nucleare americano. Il trattato, che coinvolge analogamente Belgio, Germania, Grecia, Olanda e Turchia e che è tuttora in vigore, prevede la partecipazione dell’Italia alla programmazione e progettazione della strategia nucleare NATO: in particolare alla pianificazione comune di difesa anche impiegando armi nucleari e alla formazione di truppe e personale all’uso di queste armi. Tuttavia il nostro paese dopo il 1 luglio 1968 (come pure gli Usa) ratificò il Trattato di non proliferazione nucleare che, nel primo articolo, obbliga gli Stati nucleari a non lasciare a disposizione di nessuno, né in modo diretto, né indiretto, armi nucleari. Con l’art. 2, gli Stati non nucleari hanno assunto l’obbligo di non acquisire, direttamente o indirettamente, la disponibilità ed il potere di disporre di armi nucleari, o di cercarne o accettarne il possesso, o di dare un supporto alla produzione delle stesse armi. Con l’art. 6 tutti gli Stati nucleari e non nucleari hanno assunto l’obbligo di trattare in buona fede con gli altri Stati nucleari per pervenire al più presto possibile ad un totale disarmo nucleare sotto controllo internazionale. Ora, se fino al dissolvimento dell’Urss le 480 bombe atomiche americane dislocate (tuttora) in Europa avevano un valore deterrente, spaventa non poco il documento dei Comandi riuniti della Marina e dell’Aeronautica militare americana e delle truppe terrestri pubblicato il 15 Marzo 2005: la cosiddetta “Doctrine for joint Nuclear Operations” (http://www.nukestrat.com/us/jcs/jp3-12_05.htm) che dà istruzioni all’esercito americano sull’impiego delle armi nucleari. In 70 pagine spiega che gli Stati Uniti sono decisi ad impiegare le armi nucleari in qualsiasi futuro conflitto internazionale, anche a livello regionale, o in caso di minaccia proveniente dal terrorismo. Dice inoltre che le forze armate devono e possono usare le armi nucleari anche per attacchi preventivi (pre-emptive-striles). Preoccupa poi apprendere che la NATO ha ancora in vigore i vecchi piani militari che prevedono di rendere operative le armi nucleari in territorio europeo. Tra i possibili bersagli non c’è solo il Medio Oriente che non potrebbe rispondere con missili atomici, ma anche la Russia che ha dichiarato recentemente di riservarsi il diritto di colpire, in caso di minaccia e/o necessità, con armi nucleari ogni Stato anche non nucleare, che metta il proprio territorio a disposizione di una potenza nucleare. Preoccupa inoltre la possibilità di incidenti nei siti di stoccaggio, quando non addirittura di attacchi (terroristici o militari). In Europa naturalmente non siamo i soli doppi- custodi di bombe atomiche. Più “fortunati” di noi i tedeschi: 20 nella base americana di Buchel e 130 in quella di Ramstein; gli inglesi: 110 nella base di Lakenhealth; poi i turchi con 90 a Incirlik. Seguono con 20 ciascuno i belgi (base di Kleine Broggle) e gli olandesi (Volkel).Dall’esposto di cinque cittadini di Aviano che il 23 marzo 2007 a Pordenone porteranno in tribunale il governo degli Stati Uniti per i rischi per la popolazione rappresentati dalla presenza di questi ordigni, si apprende che più volte si è rischiata la rappresaglia. Il 5 ottobre 1960 un radar della Groenlandia segnalò un massiccio attacco missilistico dell’Urss contro gli Usa, partito a 2500 miglia di distanza. Ma era solo la luce specchiata della luna. Il 9 novembre 1979, il centro di comando di Ford Ritchie in Maryland segnalò un attacco nucleare massiccio dell’Urss. Scattò il sistema di difesa nucleare e i primi bombardieri si alzarono in volo, ma un altro sistema di controllo satellitare non confermò l’attacco. Il 3 giugno 1980 nuovo allarme sempre dall’Unione Sovietica per l’ennesimo errore dei computer che si ripeté tre giorni per il difetto di un chip del computer della centrale di comando. Il 26 settembre 1983 un satellite russo segnalò che erano in arrivo 5 missili intercontinentali americani. Questa volta fu colpa dei raggi solari. L’ordine di rispondere non fu dato perché non risultava credibile un attacco di soli 5 razzi. Il 25 gennaio 1995 fu lanciato in Norvegia un missile scientifico la cui errata rotta verso Mosca mise in allarme i russi. Gli articoli 77 e 84 del Trattato Euratom stabiliscono che nessuno può depositare e tenere all’interno del territorio italiano materiale radioattivo senza il permesso delle autorità comunitarie. Lo stabiliscono anche l’art. 484 del Codice penale e la legge 185 9/7/1990. Ma i cittadini italiani sono mai stati informati da qualcuno (destra-sinistra-centro) che siamo su una polveriera sia per i rischi di radioattività sia come potenziale bersaglio? Il Friuli (Aviano dista una ventina di km in linea d’aria da Spilimbergo, paese distrutto dal sisma del ‘76) è o non è zona sismica? E l’Italia non era il paese che ripudiava la guerra (art.11 Costituzione)? Quindi come può tollerare lo stoccaggio a fini indubbiamente poco pacifici, di 90 testate nucleari? Secondo i cinque legali degli abitanti di Aviano che citano in giudizio il Segretario della Difesa americano, la presenza delle armi nucleari deve considerarsi un crimine internazionale secondo i principi dettati dal Tribunale militare di Norimberga, nonché secondo i principi della Convenzione 9 dicembre 1948 per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio, ratificata in Italia il 12 gennaio 1951. La causa (http://www.vialebombe.org/system/files/citazione.doc) intentata a Pordenone intende chiedere la rimozione di tutti gli ordigni nucleari dal territorio italiano, che per la loro presenza viene considerato un bersaglio di attacchi esterni.Il Bel paese è proprio cambiato negli ultimi 50 anni: non è più solo il paese della pizza e dei mandolini… è anche quello delle bombe atomiche.


    … Colpa del nucleare o dell’euro?
    Siamo alle soglie della terza guerra mondiale? O “solo” alle porte dell’ennesimo attacco preventivo delle “forze del bene” contro le “forze del male”? Di quelle stesse “forze del bene” che dal marzo 2003 hanno provocato 3.000 morti americani e un numero imprecisato di vittime irachene: 30.000 secondo Bush (dichiarazione dicembre 2005) o piuttosto 655.000 vittime dirette e indirette, secondo la Scuola medica Blomberg dell’Università di Hopkins (fonte rivista britannica Lancet ottobre 2006). O ancora assistiamo ad un braccio di ferro mediatico tra l’amministrazione Bush e quella del presidente iraniano Almadinejad? La notizia riportata il 10 febbraio dall’autorevole quotidiano inglese The Guardian non sembra lasciare positive speranze. Parla dei piani del Pentagono per attaccare militarmente (forse già in primavera) una serie di obiettivi nucleari in territorio iraniano. Una nuova guerra mediorientale in piena regola, un bombardamento “chirurgico” del tipo di quelli a cui la propaganda di Washington ci ha da anni abituati, in una zona caldissima e ancora una volta senza curarsi delle ripercussioni politiche e militari della cosa. Come se non solo la lezione irachena non contasse nulla, ma come se la presenza di centrali nucleari da bombardare non significasse nulla per l’area e per la vicina Europa e per il mondo intero. E come oltretutto se le ripercussioni sulle forniture petrolifere non si facessero poi sentire sul mondo intero.Di fatto i preparativi sarebbero iniziati: dispiegamento nel Golfo Persico di almeno due portaerei e anche di alcune batterie di missili anti-missile Patriot. Ci sarebbero poi i piani d’attacco dei bunker iraniani e l’intenzione di raddoppiare le riserve petrolifere strategiche statunitensi: riserve che quest’anno dovrebbero così raggiungere il miliardo e mezzo di barili. Ma se, al di là di ogni considerazione morale e politica, un attacco all’Iran sarebbe disastroso, va detto che economicamente per gli Usa rappresenterebbe l’ennesima occasione per fare buoni affari. Armi, petrolio, e ancora profitti dal temporaneo aumento del prezzo del greggio. Benché l’amministrazione Bush parli di “dispositivi militari non offensivi” e l’opinione pubblica americana questa volta sarebbe decisamente contraria alla riproposta del “pantano iracheno”, l’ipotesi allo studio esiste. La preoccupazione di chi non approva le guerre e tanto meno quelle preventive, deriva anche dal fatto che le risoluzioni dell’Onu non rispettate hanno già mosso gli attacchi preventivi americani. E poi la storia insegna che i pretesti sono sempre serviti a scatenare le guerre volute: quando addirittura non sono stati costruiti ad arte. Ma secondo gli analisti la vera minaccia per gli Usa non viene dal nucleare, quanto piuttosto dall’euro. Dopo l’Iraq anche l’Iran vuole adottare la nostra moneta per gli scambi del greggio. L’euro darebbe vantaggio all’Europa, a Cina e Giappone che si difendeebbero così dal deprezzamento del dollaro, a Russia e paesi arabi che intendono diversificare la moneta. E qui salta fuori il pericolo: gli Usa non vogliono che l’euro diventi valuta di scambio per il petrolio. Qualcuno teme che gli Stati Uniti risponderebbero alla fine del dollaro con sabotaggi internazionali (virus informatici o magari fisici) o con golpe o convincendo l’ONU a intervenire militarmente o peggio con la guerra. Però in questo caso, diversamente da quanto avvenuto in Iraq, gli alleati di Teheran (Cina e India) staranno a guardare?


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  2. #2
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    Il governo italiano non rilascia dichiarazioni circa la "cancellazione" di stati dalla carta geografica e non minaccia la morte di alcuno. SAe permetti c'è differenza con l'iran.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da willyI Visualizza Messaggio
    Il governo italiano non rilascia dichiarazioni circa la "cancellazione" di stati dalla carta geografica e non minaccia la morte di alcuno. SAe permetti c'è differenza con l'iran.
    Anche perche' minacciare qualcuno che possiede tre o quattrocento testate nucleari non avendone nessuna sarebbe un po' da pirla.

    Se sottintendevi l'Iran, direi che la fattispecie e' la stessa. Se mai concludera' il suo progetto nucleare gli ci vorranno almeno 30 anni prima di avere la meta' dell'arsenale israeliano. Una minaccia da prendere sul serio come quello che punta una pistola ad acqua contro un carro armato.

    Nel caso italiano, invece, il problema e' diverso. Le armi le abbiamo ma le gestisce qualcun altro. Naturalmente quelli che si sentono minacciati da tali armi puntano le lora sul territorio italiano per ritorsione. Insomma, non ci lamentiamo.

    Tu sei italiano come mia zia, evidentemente, se no ti preoccuperesti piu' di casa tua.

  4. #4
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    sunix

    ma l'iran quale paese ha mai attaccato? semmai e' stato attaccato dall'iraq con il consenso degli Usa...israele il suo arsenale atomico lo ha usato con il Libano, non ha usato la bomba atomica, ma....... Dunque perche' nel Medio Oriente la minaccia e l'Iran e non israele???

  5. #5
    °Alberto°
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    Citazione Originariamente Scritto da willyI Visualizza Messaggio
    Il governo italiano non rilascia dichiarazioni circa la "cancellazione" di stati dalla carta geografica e non minaccia la morte di alcuno. SAe permetti c'è differenza con l'iran.
    Il Govero Italiano appogglia gli USA e partecipa a guerra di invasione e di distruzione. Mi sembra che fino ad ora solo gli USA hanno usato 2 volte la bomba atomica. O no ?

  6. #6
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    Roba vecchia, quelle armi stanno lí dal tempo della guerra fredda, e alcune di sono anche disarmate (inutilizabbili).

    Gli usa non possono usare le armi presenti sul nostro territorio nazionale, senza il consenso del parlamento e del presidente della repubblica.

    Diffidate degli articoli scritti da gente impreparata (purtroppo molti anzi troppi) presente nei mass media come nei blogs.
    Syntax error.

  7. #7
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    kenshiroIT ha detto
    Roba vecchia, quelle armi stanno lí dal tempo della guerra fredda, e alcune di sono anche disarmate (inutilizabbili).
    Allora perche' non mandarle al termovalorizzatore piu' vicino? Via, mica tutti sono trolls qui, puo' darsi che ci sia qualcuno che ne sappia qualcosina.

    Gli usa non possono usare le armi presenti sul nostro territorio nazionale, senza il consenso del parlamento e del presidente della repubblica.
    I quali si comporterebbero come nel caso del Kosovo. Rassicurante. Resta il fatto che anche se fossero bidoni almeno 4 siti italiani sotto sovranita' USA, sono ora agganciati al sistema di deterrenza russo. E questo da meno di un anno, per la prima volta dopo la fine della guerra fredda. Puo' darsi che anche i russi non siano informati del fatto che qui ci sono solo bidoni.

    Diffidate degli articoli scritti da gente impreparata (purtroppo molti anzi troppi) presente nei mass media come nei blogs.
    Basterebbe che la "gente preparata" c'informasse meglio che quella "impreparata" starebbe zitta per forza.

    Resta il fatto che se la guerra fredda e' finita e le nostre FA devono ridurre l'organico a 190.000 uomini (di cui buona parte costantemente all'estero) mentre il totale dei militari stranieri in Italia ammonta a 60.000 potremmo fare anche a meno del Ministero della Difesa, non trovi?

    P.S.
    ogni testata e' sempre "disarmata". Viene armata al momento dell'utilizzo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Sunix Visualizza Messaggio
    kenshiroIT ha detto

    Allora perche' non mandarle al termovalorizzatore piu' vicino? Via, mica tutti sono trolls qui, puo' darsi che ci sia qualcuno che ne sappia qualcosina.
    e allora che si facciano avanti....

    I quali si comporterebbero come nel caso del Kosovo.
    questo spetta al parlamento deciere, ma le armi sono solo per autodifesa, non offesa.

    Rassicurante. Resta il fatto che anche se fossero bidoni almeno 4 siti italiani sotto sovranita' USA, sono ora agganciati al sistema di deterrenza russo. E questo da meno di un anno, per la prima volta dopo la fine della guerra fredda. Puo' darsi che anche i russi non siano informati del fatto che qui ci sono solo bidoni.
    la deterrenza c'e sempre, ed imo é un vantaggio. Ma fintanto che vengono usati solo per difesa non vedo il problema.

    Basterebbe che la "gente preparata" c'informasse meglio che quella "impreparata" starebbe zitta per forza.
    magari...

    Resta il fatto che se la guerra fredda e' finita e le nostre FA devono ridurre l'organico a 190.000 uomini (di cui buona parte costantemente all'estero) mentre il totale dei militari stranieri in Italia ammonta a 60.000 potremmo fare anche a meno del Ministero della Difesa, non trovi?
    e rinunciare alla nostra sovranitá? ma dai...

    ogni testata e' sempre "disarmata". Viene armata al momento dell'utilizzo.

    dipende dalle condizioni in cui si trovano...
    Syntax error.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da kenshiroIT Visualizza Messaggio
    e allora che si facciano avanti....

    questo spetta al parlamento deciere, ma le armi sono solo per autodifesa, non offesa.

    la deterrenza c'e sempre, ed imo é un vantaggio. Ma fintanto che vengono usati solo per difesa non vedo il problema.

    magari...

    e rinunciare alla nostra sovranitá? ma dai...

    dipende dalle condizioni in cui si trovano...
    Guarda, potremmo anche discutere del dettaglio, ma tanto non servirebbe a niente. A me interessa il principio, e questo e' la Sovranita'. Non ce n'e' uno, dico uno, che si preoccupi del fatto che uno Stato che non abbia i tre proverbiali diritti, ovvero: battere moneta, tenere milizia, imporre dazi, non sia uno Stato Sovrano. E noi di questi non ne abbiamo nemmeno uno. L'Euro e' proprieta' di una banca estera di cui tutti siamo debitori. L'esercito e' ridotto all'osso e lo sara' ancor piu', tanto che il totale degli stranieri residenti a vario titolo (poco meno di 4 milioni) lo supera di venti volte. Le frontiere non esistono piu', quindi nemmeno piu' i dazi. Possibile che i fautori della "democrazia" non si accorgano di questo handicap? Questo per la sovranita'.

    Quanto al resto: la nostra difesa durante la guerra fredda era delegata a truppe e mezzi stranieri, del che ben pochi, ed io fra questi, avevano nulla a che ridire. Ora dicono che la guerra fredda sia finita. Ma la presenza di truppe straniere, alleate ovviamente, e' superiore a cio' che era in precedenza. Sarebbe chiedere troppo il sapere perche'? Lo smantellamento della coscrizione obbligatoria, tenuta per anni in condizioni pietose, e' stata salutata da tutti (me compreso) come una liberazione. Ma quando da una milizia di popolo si passa ad un piccolo esercito professionale bisogna cambiare la Costituzione. Mica e' un cambiamento da niente, in quanto investe i principi fondamentali. Ovviamente se ne fa una questione economica: non ci sono soldi.

    Ma via, il sottoscritto e' stato per anni in un reparto d'elite dell'Esercito ed e' andato in giro per il mondo, quindi sa benissimo che quello che guadagna un qualunque marmittone italiano in missione all'estero e' superiore al soldo di un SAS britannico. Ci prendiamo in giro? Il bilancio Difesa va via quasi tutto in stipendi. E' ovvio il perche', lo capirebbe anche un mongoloide.

    Quanto ai "bidoni" messi in soffitta dopo la guerra fredda: a me risulta che lo smantellamento del materiale fissile ex sovietico per uso militare sia quasi tutto effettuato in occidente. Vuol dire che i russi ci mandano tutta questa robaccia perche' noi la ricicliamo. Mi vorresti dire che mentre noi ci occupiamo di smantellare l'arsenale russo, manteniamo il nostro nei magazzini? Via, siamo seri. La verita' e' che e' tutto in perfetta efficienza, ma allora manca il quid per detenerlo. O mentre il vecchio nemico smantella noi lasciamo le cose come stanno? In definitiva, al di la della questione nucleare si pone un problema nuovo, ovvero: la NATO e' ancora un'alleanza difensiva o e' diventata offensiva?

    Tutto il resto lo capirai da te, se hai seguito il filo del mio ragionamento.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Sunix Visualizza Messaggio
    Guarda, potremmo anche discutere del dettaglio, ma tanto non servirebbe a niente. A me interessa il principio, e questo e' la Sovranita'. Non ce n'e' uno, dico uno, che si preoccupi del fatto che uno Stato che non abbia i tre proverbiali diritti, ovvero: battere moneta, tenere milizia, imporre dazi, non sia uno Stato Sovrano. E noi di questi non ne abbiamo nemmeno uno. L'Euro e' proprieta' di una banca estera di cui tutti siamo debitori. L'esercito e' ridotto all'osso e lo sara' ancor piu', tanto che il totale degli stranieri residenti a vario titolo (poco meno di 4 milioni) lo supera di venti volte. Le frontiere non esistono piu', quindi nemmeno piu' i dazi. Possibile che i fautori della "democrazia" non si accorgano di questo handicap? Questo per la sovranita'.

    Quanto al resto: la nostra difesa durante la guerra fredda era delegata a truppe e mezzi stranieri, del che ben pochi, ed io fra questi, avevano nulla a che ridire. Ora dicono che la guerra fredda sia finita. Ma la presenza di truppe straniere, alleate ovviamente, e' superiore a cio' che era in precedenza. Sarebbe chiedere troppo il sapere perche'? Lo smantellamento della coscrizione obbligatoria, tenuta per anni in condizioni pietose, e' stata salutata da tutti (me compreso) come una liberazione. Ma quando da una milizia di popolo si passa ad un piccolo esercito professionale bisogna cambiare la Costituzione. Mica e' un cambiamento da niente, in quanto investe i principi fondamentali. Ovviamente se ne fa una questione economica: non ci sono soldi.

    Ma via, il sottoscritto e' stato per anni in un reparto d'elite dell'Esercito ed e' andato in giro per il mondo, quindi sa benissimo che quello che guadagna un qualunque marmittone italiano in missione all'estero e' superiore al soldo di un SAS britannico. Ci prendiamo in giro? Il bilancio Difesa va via quasi tutto in stipendi. E' ovvio il perche', lo capirebbe anche un mongoloide.

    Quanto ai "bidoni" messi in soffitta dopo la guerra fredda: a me risulta che lo smantellamento del materiale fissile ex sovietico per uso militare sia quasi tutto effettuato in occidente. Vuol dire che i russi ci mandano tutta questa robaccia perche' noi la ricicliamo. Mi vorresti dire che mentre noi ci occupiamo di smantellare l'arsenale russo, manteniamo il nostro nei magazzini? Via, siamo seri. La verita' e' che e' tutto in perfetta efficienza, ma allora manca il quid per detenerlo. O mentre il vecchio nemico smantella noi lasciamo le cose come stanno? In definitiva, al di la della questione nucleare si pone un problema nuovo, ovvero: la NATO e' ancora un'alleanza difensiva o e' diventata offensiva?

    Tutto il resto lo capirai da te, se hai seguito il filo del mio ragionamento.
    Guarda Sunix io sono d'accordo con te, anche io rimango perplesso del fatto che si tagli all'infinito le forze armate, nonostante che sia sempre l'esercito poi a toglerci le castagne dal fuoco :non abbiamo un politica estera? ci pensa l'esercito con le missioni (lo so che non é in grado di supplire ad una politica, ma almeno da l'impressione) le amministrazioni locali fanno schifo? ecco che viene l'esercito (Napoli é solo l'ultima in ordine di tempo dove le ffaa ci "salvano") poi ci sono gli incendi, le catastrofi, gli aiuti dati alle forze dell'ordine (FFOO) nella lotta contro la criminalitá ect ect ect.

    Cosa fanno i politici? tagliano i fondi e i mezzi attuali in servizio stanno raggiungendo l'obsolescenza in tempi rapidissimi (vedi le orde di vcc1 e vcc2 ancora in servizio) tagliano i pochi mezzi moderni che ci sono (vedi la fine che ha fatto l'ariete, il dardo e il puma) lasciano i nostri piloti svolazzare in giro con il vecchio spillone (F104s) nonostante che l'aereo era oramai presente in giro per il mondo solo nei musei militari, lasciano volare i nostri piloti in aerei semi difetosi (l'Amx) li impiegano in giro per il mondo nelle piú svariate missioni senza manco la protezzione minima (ti ricordi di nasserya?)...mah, io questo non la chiamo ipocrisia, la chiamo stupidaggine.
    Senza contare che piú si riducono le FFAA e piú si aumenta la dipendenza dell'appoggio militare estero (USA/NATO). Cosa logica tralatro...con cosa copriamo il terriorio? con cosa garantiamo la sicurezza dei nostri cieli? con forse i 34 F16 block 30 vecchissimi presi in leasing? ma dai..

    Anyway...hai visto in che condizioni i nostri mezzi nei magazzini si ritrovano?
    Syntax error.

 

 
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