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    Predefinito a sinsitra della sinistra

    A sinistra della sinistra

    E.S., 05 marzo 2008, 16:14
    Politica Turigliatto presenta la sua lista, una di quelle che mantegnono falce e martello nel simbolo. Candidato premier Flavia D'Angeli, precaria. Una campagna elettorale con il lutto al braccio, per ricordare le morti sul lavoro




    Franco Turigliatto presenta le liste di Sinistra Critica e lo fa a Milano, dato che nella circoscrizione Lombardia per il Senato il suo nome è in cima alla lista, mentre alla Camera (sempre in Lombardia), capolista è Luigi Malarba, seguito da Flavia D'Angeli, il candidato premier del partito.
    Flavia D'Angeli ha 34 anni, ed è una cosiddetta "precaria", come scritto anche nella lista elettorale. Una rappresentanza perfetta di quelle che sono le tematiche principali che Sinistra Critica affronta nel suo programma politico, come spiega lo stesso Turigliatto: "Il nostro impegno nasce dalla riflessione che serve un'altra sinistra, una sinistra che faccia la sinistra, che rispetti quando è al Governo quello che ha detto in campagna elettorale". Chiaro il riferimento alla su aprecedente esperienza di senatore nelle fila di Prc, ora alla guida del nuovo soggetto politico Sinistra Arcobaleno, che infatti presenta per la corsa a Palazzo Chigi Fausto Bertinotti. Una formazione politica alla quale lo stesso Turigliatto non risparmia commenti pesanti: "Non si può dare fiducia a una coalizione che non ha ancora avuto il coraggio di fare autocritica, e si è ritrovata ad avallare nel Governo Prodi le leggi fatte dall'Esecutivo Berlusconi". Ragione per cui, secondo Turigliatto, il tanto discusso "voto utile" deve convogliare su Sinistra Critica, e non certo per il Pd, "che ha sposato gli interessi delle imprese e non dei lavoratori e per questo non potremo mai fare alleanze con loro". L'ormai ex-senatore, che nella passata legislatura si distinse per il suo voto contrario sulle missioni all'estero, affronta la questione riguardante la sicurezza sul lavoro, tema naturalmente al centro della sua campagna elettorale. "Basta parole e basta trattative al ribasso con Confindustria per blandi aumenti delle pene. Serve in primo luogo assumere 10 mila nuovi ispettori del lavoro. Non ci sono i soldi? Basta istituire una "tassa sulla sicurezza" su rendite e profitti. La sicurezza degli operai la devono pagare i padroni, è un regola di buon senso". Su questo tema un passaggio critico anche sul leader di SA: "Bertinotti ora dice che serve sicurezza sul lavoro, ma per due anni ha sostenuto misure (come l'aumento degli straordinari) che sono la principale causa dell'aumento degli incidenti". Poi l'annuncio di una campagna elettorale dai contorni particolari:"I candidati di Sinistra Critica faranno la campagna elettorale con la fascia nera al braccio, perchè i morti del lavoro non sono solo la notizia di un giorno"..

    Altro tema dirimente quello della casa, che Sinistra Crititca affronta candidando tra gli altri Pina Vitale, storica leader del Comitato Popolare di Lotta per la Casa di Roma, che ha aperto la conferenza stampa tenuta nell'ex questura occupata di viale Gottardo, dove le squadre dell'Acea, scortate dalla polizia, hanno staccato il servizio idrico. "Siamo stufi di essere considerati occupanti di serie B - ha spiegato -; stufi di essere quelli contro i quali si usa la mano pesante per ostentare le parole d'ordine, tanto care a Veltroni, Rutelli e Alemanno, di "legalità e sicurezza". Per tutti i cittadini in difficoltà abitativa, per i precari e gli immigrati, non c'è nessuna sicurezza, nemmeno quella di un tetto e dell'acqua. Non c'e' questione di legalità che tenga di fronte alla situazione in cui viviamo. La legalità non ci è consentita se non ci sono case popolari, non ci è consentita se si stacca l'acqua senza nemmeno proporci prima di pagare il servizio. Vogliamo sapere perché -continua Vitale- si leva l'acqua a un'occupazione di 40 famiglie con bambini senza nemmeno intavolare una trattativa. Siamo senza casa, non senza dignità: vogliamo un posto in cui abitare ma siamo disposti a pagare i servizi di cui usufruiamo. Siamo forse occupanti di serie B?". Poi l'esponente di Sinistra Critica spiega il motivo della sua candidatura: "In quasi cinque mesi di occupazione le istituzioni, comunali e municipali, non hanno aperto con noi una trattativa e si sono mostrate sorde alle voci del proletariato cittadino che vive l'emergenza abitativa causata da una dissennata gestione del patrimonio immobiliare della capitale e dagli accordi tra Comune e costruttori. Adesso è ora che queste istituzioni ascoltino la voce della gente. Per questo motivo ho accettato di candidarmi alle elezioni comunali nelle lista di Sinistra Critica, l'unica ad essere aperta a chi vive nel disagio e che è attenta alle problematiche delle periferie cittadine e umane. La mia sarà una candidatura tutta concentrata sul problema della casa".
    A sinistra della sinistra, qualcosa di concreto è iniziato a muoversi.



    http://aprileonline.info/notizia.php?id=6715

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da assata Visualizza Messaggio
    A sinistra della sinistra

    E.S., 05 marzo 2008, 16:14
    Politica Turigliatto presenta la sua lista, una di quelle che mantegnono falce e martello nel simbolo. Candidato premier Flavia D'Angeli, precaria. Una campagna elettorale con il lutto al braccio, per ricordare le morti sul lavoro




    Franco Turigliatto presenta le liste di Sinistra Critica e lo fa a Milano, dato che nella circoscrizione Lombardia per il Senato il suo nome è in cima alla lista, mentre alla Camera (sempre in Lombardia), capolista è Luigi Malarba, seguito da Flavia D'Angeli, il candidato premier del partito.
    Flavia D'Angeli ha 34 anni, ed è una cosiddetta "precaria", come scritto anche nella lista elettorale. Una rappresentanza perfetta di quelle che sono le tematiche principali che Sinistra Critica affronta nel suo programma politico, come spiega lo stesso Turigliatto: "Il nostro impegno nasce dalla riflessione che serve un'altra sinistra, una sinistra che faccia la sinistra, che rispetti quando è al Governo quello che ha detto in campagna elettorale". Chiaro il riferimento alla su aprecedente esperienza di senatore nelle fila di Prc, ora alla guida del nuovo soggetto politico Sinistra Arcobaleno, che infatti presenta per la corsa a Palazzo Chigi Fausto Bertinotti. Una formazione politica alla quale lo stesso Turigliatto non risparmia commenti pesanti: "Non si può dare fiducia a una coalizione che non ha ancora avuto il coraggio di fare autocritica, e si è ritrovata ad avallare nel Governo Prodi le leggi fatte dall'Esecutivo Berlusconi". Ragione per cui, secondo Turigliatto, il tanto discusso "voto utile" deve convogliare su Sinistra Critica, e non certo per il Pd, "che ha sposato gli interessi delle imprese e non dei lavoratori e per questo non potremo mai fare alleanze con loro". L'ormai ex-senatore, che nella passata legislatura si distinse per il suo voto contrario sulle missioni all'estero, affronta la questione riguardante la sicurezza sul lavoro, tema naturalmente al centro della sua campagna elettorale. "Basta parole e basta trattative al ribasso con Confindustria per blandi aumenti delle pene. Serve in primo luogo assumere 10 mila nuovi ispettori del lavoro. Non ci sono i soldi? Basta istituire una "tassa sulla sicurezza" su rendite e profitti. La sicurezza degli operai la devono pagare i padroni, è un regola di buon senso". Su questo tema un passaggio critico anche sul leader di SA: "Bertinotti ora dice che serve sicurezza sul lavoro, ma per due anni ha sostenuto misure (come l'aumento degli straordinari) che sono la principale causa dell'aumento degli incidenti". Poi l'annuncio di una campagna elettorale dai contorni particolari:"I candidati di Sinistra Critica faranno la campagna elettorale con la fascia nera al braccio, perchè i morti del lavoro non sono solo la notizia di un giorno"..

    Altro tema dirimente quello della casa, che Sinistra Crititca affronta candidando tra gli altri Pina Vitale, storica leader del Comitato Popolare di Lotta per la Casa di Roma, che ha aperto la conferenza stampa tenuta nell'ex questura occupata di viale Gottardo, dove le squadre dell'Acea, scortate dalla polizia, hanno staccato il servizio idrico. "Siamo stufi di essere considerati occupanti di serie B - ha spiegato -; stufi di essere quelli contro i quali si usa la mano pesante per ostentare le parole d'ordine, tanto care a Veltroni, Rutelli e Alemanno, di "legalità e sicurezza". Per tutti i cittadini in difficoltà abitativa, per i precari e gli immigrati, non c'è nessuna sicurezza, nemmeno quella di un tetto e dell'acqua. Non c'e' questione di legalità che tenga di fronte alla situazione in cui viviamo. La legalità non ci è consentita se non ci sono case popolari, non ci è consentita se si stacca l'acqua senza nemmeno proporci prima di pagare il servizio. Vogliamo sapere perché -continua Vitale- si leva l'acqua a un'occupazione di 40 famiglie con bambini senza nemmeno intavolare una trattativa. Siamo senza casa, non senza dignità: vogliamo un posto in cui abitare ma siamo disposti a pagare i servizi di cui usufruiamo. Siamo forse occupanti di serie B?". Poi l'esponente di Sinistra Critica spiega il motivo della sua candidatura: "In quasi cinque mesi di occupazione le istituzioni, comunali e municipali, non hanno aperto con noi una trattativa e si sono mostrate sorde alle voci del proletariato cittadino che vive l'emergenza abitativa causata da una dissennata gestione del patrimonio immobiliare della capitale e dagli accordi tra Comune e costruttori. Adesso è ora che queste istituzioni ascoltino la voce della gente. Per questo motivo ho accettato di candidarmi alle elezioni comunali nelle lista di Sinistra Critica, l'unica ad essere aperta a chi vive nel disagio e che è attenta alle problematiche delle periferie cittadine e umane. La mia sarà una candidatura tutta concentrata sul problema della casa".
    A sinistra della sinistra, qualcosa di concreto è iniziato a muoversi.



    http://aprileonline.info/notizia.php?id=6715
    Soprattutto se mettessero un solido sbarramento al 5% (come minimo).

  3. #3
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    Non entro nel merito della campagna elettorale di Turigliatto.
    Solo una piccola riflessione... Siamo proprio sicuri che incentrare la campagna sulla sicurezza del lavoro (lotta giustissima, per carità) presentandosi con il simbolo della falce e martello sia una buona idea?

    Riporto un interessante articolo che spiega meglio la mia idea:

    Vivere gomito a gomito con la morte. Salutare la propria famiglia al mattino e trascorrere la giornata nel terrore di non riuscire a tornare a casa con le proprie gambe. E’ questa la realtà con cui sono costretti a fare i conti ogni giorno i lavoratori della Repubblica Popolare Cinese, un Paese in cui termini come “sicurezza sul lavoro”, purtroppo, non rientrano ancora nel vocabolario di uso comune.
    Solo nell’ultimo fine settimana, infatti, almeno undici persone sono morte mentre stavano svolgendo il proprio lavoro. Minatori, costretti a turni e condizioni lavorative al limite dell’umana sopportazione: sei di questi (di un settimo sono ancora in corso le ricerche) sono stati arsi vivi sabato scorso a oltre cento metri di profondità, in seguito a un incendio divampato in una cava di carbone nello Jiangxi, periferia orientale del Paese, mentre altri cinque corpi senza vita venivano recuperati dopo l’allagamento di un canale in un’altra miniera, nella provincia sudorientale dello Sichuan.
    Ha un bel dire il governo cinese, che ha recentemente reso noti i dati ufficiali per il 2007, in base ai quali nell’anno scorso il numero di incidenti nelle cave di estrazione si è ridotto di un quinto: preso in valori relativi, un calo del 20 per cento potrebbe sembrare un ottimo traguardo. Ma le cifre assolute sono agghiaccianti: 3,786 morti solo nel 2007 e solo in miniera. Un bel progresso, diranno cinicamente alcuni, visto che appena due anni prima, nel 2005, di minatori morti se ne erano contati quasi seimila, stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa cinese Xinhua.
    E la tendenza al miglioramento, se è per questo, non è iniziata solo due anni fa: se nel 2002 ogni milione di tonnellate di carbone costava la vita cinque persone, nel 2007 il “prezzo” era sceso ad appena una persona e mezzo. Anche qui, un dato relativo ha il potere di mistificare la realtà: 1,5 persone morte ogni milione di tonnellate di carbone sembra infatti poca roba, se non fosse che nel Paese – il cui fabbisogno energetico dipende al 70 per cento dal carbone – soltanto l’anno scorso sono stati estratti 2,52 miliardi di tonnellate di carbone, tutti da minatori egualmente sfruttati e sottopagati.
    La verità è che quella delle morti sul lavoro resta una piaga in Cina, un Paese abitato da quasi un miliardo e mezzo di esseri umani, e in cui qualunque statistica appare spropositata rispetto ai numeri cui siamo abituati nel mondo occidentale. Solo nel 2007, più di 100mila persone sono morte in incidenti legati al lavoro in generale: ed è andata anche meglio del 2006, fa sapere il governo della Repubblica Popolare.
    Così, solo qualche giorno fa, Li Yizhong, responsabile nazionale della sicurezza sul lavoro, rivendicava i buoni risultati della campagna di sicurezza lanciata dal governo, nonostante numeri che restano da ecatombe, conseguenza di uno sviluppo economico inarrestabile che sta facendo pagare prezzi altissimi dal punto di vista sociale. Vari sono stati, negli ultimi due anni, i regolamenti sulla sicurezza nei posti di lavoro approvati dal governo. La loro applicazione continua però a essere molto blanda, e i colpevoli, nella stragrande maggioranza dei casi, non vengono perseguiti: per restare al caso delle miniere, nel 2006, il 95% dei funzionari del Partito implicati nelle proprietà di cave ove si sono verificati incidenti mortali è stato prosciolto.
    Inoltre, i dati “ufficiali” forniti dal governo cinese circa gli incidenti sul lavoro risultano poco attendibili, perché molte morti non vengono denunciate per evitare la chiusura degli stabilimenti estrattivi, come prescriverebbe la legge. Ecco spiegato perché, secondo statistiche indipendenti, i soli morti in miniera sarebbero non tre o quattromila l’anno, bensì più di 20mila.
    Non osiamo neppure immaginare le cifre “reali” delle vittime del lavoro complessivamente inteso: il sindacato clandestino ne stima (per difetto) oltre 130mila l’anno, più di 350 ogni giorno, mentre almeno sei milioni di lavoratori e lavoratrici cinesi subiscono ogni anno danni biologici irreversibili a causa della totale assenza di misure di sicurezza.

    (http://www.mentecritica.net/la-strag...rampelli/2730/)


    Ora, poichè la Cina viene considerata da molti potenziali elettori di Turigliatto come "l'ultimo baluardo del comunismo", mi sembra un'idea di pessimo gusto.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da El_Manta Visualizza Messaggio
    Ora, poichè la Cina viene considerata da molti potenziali elettori di Turigliatto come "l'ultimo baluardo del comunismo", mi sembra un'idea di pessimo gusto.
    dove l'avresti letto? l'hai immaginato tu?

  5. #5
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    Il fatto solo di far comparire sulla schede elettorale il vostro simbolo è una perdita di tempo ed una perdita di soldi per TUTTI.
    Non è possibile che ci siano 230.000 partitini... cioè quali percentuali prenderete? Quanti deputati, quanti senatori?
    NDI - Nuova Destra Italiana

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da assata Visualizza Messaggio
    dove l'avresti letto? l'hai immaginato tu?

    Io? Non mi permetterei mai!...
    Ma sai...Mao Tze Tung non mi sembra fosse di Bergamo, e non mi sembra fosse un Democristiano.

  7. #7
    MANDA A CASA LA CASTA
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    Citazione Originariamente Scritto da El_Manta Visualizza Messaggio
    Io? Non mi permetterei mai!...
    Ma sai...Mao Tze Tung non mi sembra fosse di Bergamo, e non mi sembra fosse un Democristiano.
    con la grande differenza che in italia miniere non ne abbiamo più.. e preferiamo rubare la materia prima dal terzo mondo...
    e quando le avevamo, infermierine così pulite e premuroese in miniera non ce ne erano..... e neanche meno pulite e meno premurose.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da WANDA Visualizza Messaggio
    con la grande differenza che in italia miniere non ne abbiamo più.. e preferiamo rubare la materia prima dal terzo mondo...
    e quando le avevamo, infermierine così pulite e premuroese in miniera non ce ne erano..... e neanche meno pulite e meno premurose.

    Scusa Wanda... Ho riletto il tuo post 4 volte senza capire cosa vuoi dire e quale attinenza abbia con il mio intervento che hai ripreso.

    Che centra Mao con le miniere? Che rilevanza ha con il comunismo in cina l'importazione italiana delle materie prime? Tanto per curiosità, hai una vaga idea del peso dell'economia cinese nel costo mondiale delle materie prime?

    E comunque siamo del tutto OT

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da El_Manta Visualizza Messaggio
    Scusa Wanda... Ho riletto il tuo post 4 volte senza capire cosa vuoi dire e quale attinenza abbia con il mio intervento che hai ripreso.

    Che centra Mao con le miniere? Che rilevanza ha con il comunismo in cina l'importazione italiana delle materie prime? Tanto per curiosità, hai una vaga idea del peso dell'economia cinese nel costo mondiale delle materie prime?

    E comunque siamo del tutto OT
    Prova a leggerti la storia dei minatori italiani in Italia o addirittura in Belgio e capirai che il mestiere di minatore è il più pericoloso del mondo, non in Cina, ovunque!!! La maggior parte delle vittime in Cina avvengono in miniere illegali dismesse dallo stato (perchè preicolose!!) dove la gente lavora abusivamente. Magari sono contadini per di più inesperti.
    La Cina ha un numero di lavoratori superiore agli USa+ UE+ Giappone+ Russia messi assieme, e capirai quale può essere l'enità degli incidenti sul lavoro. Credo che nonostante tutto siano minori che da noi negli anni '60 quando eravamo uno stato industriale e non postindustriale... e comunque noi dovremmo essere gli ultimi a parlare dato che abbiamo la più alta incidenza di incidenti in Europa"""

  10. #10
    MANDA A CASA LA CASTA
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    Citazione Originariamente Scritto da El_Manta Visualizza Messaggio
    Scusa Wanda... Ho riletto il tuo post 4 volte senza capire cosa vuoi dire e quale attinenza abbia con il mio intervento che hai ripreso.

    Che centra Mao con le miniere? Che rilevanza ha con il comunismo in cina l'importazione italiana delle materie prime? Tanto per curiosità, hai una vaga idea del peso dell'economia cinese nel costo mondiale delle materie prime?

    E comunque siamo del tutto OT
    non si capisce neppure il rapporto tra mao e turigliatto... e neppure il rapporto tra i morti delle miniere cinesi con turigliatto e bergamo..
    si capisce solo che volevi fare paragoni tra i numerosi morti nelle miniere della cina e i pochi morti delle miniere italiane..

 

 
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