L'art.51 della Costituzione è stato modificato allo scopo di rendere ammissibile il ricorso da parte del legislatore alle quote rosa. Adesso il primo comma dispone:" Tutti i cittadini dell'uno e dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizione di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini".
Ebbene, la modifica si è resa necessaria per ovviare alle molteplici pronunce di incostituzionalità che avevano colpito precedenti tentativi del leglislatore ordinario di normare la materia. In realtà una legge sulle quote "rosa" allo stato non risulta promulgata. Eppure taluni partiti utilizzano il ricorso a questo criterio come arma di seduzione elettorale. Vi racconto cosa ci sta dietro, dal momento che ne sono e ne sarò in futuro una vittima, vista la mia giovane età, 24 anni, e la mia passione politica(attualmente membro attivo del PD).
Si tratta di un meccanismo che, diversamente da quello che dovrebbe essere il risultato, non favorisce un ricambio nella classe dirigente, chè al contrario ne legittima una piena conservazione. Le donne scelte per le cariche elettive, specie laddove la loro percentuale di partecipazione risulta ope legis altissima( nel Partito democratico il 50% per tutte le cariche elettive diverse dalle nazionali), sono scelte di norma tra le "nuove leve", ossia coloro che, vista la giovane età contribuiscono a dare un'immagine più fresca dei partiti. Mi spiego. Ogni partito politico, fisiologicamente, deve rinnovarsi al suo interno( In Italia perlatro ciò avviene per morte o altri tipi di impossibilità materiale di adempiere le funzioni proprie): i partiti che adottano le quote rosa tendono a semplificare tale procedura, prendendo "due piccioni con una fava"; scelgo te giovane per il ricambio, scelgo te donna per le quote rosa. Ne consegue: sei donna e giovane( preferibimente bella), hai allora ottime chance di fare carriera politica in un tempo tracurabile. Non importa la tua intelligenza, non importa la tua passione, non importa il tuo merito: ne hai uno, infatti, fisiologico. L'appartenenza al tuo genere sessuale.
Viceversa il giovane uomo. Non importa la tua intelligenza, non importa la tua passione, non importa il tuo merito: hai una colpa, infatti fisiologica. L'appartenenza al tuo genere sessuale.
Ebbene. Non so voi. Ma io non mi sono mai pentito neppure per un istante di essere nato uomo. Col passare degli anni, anzi, sono sempre più orgoglioso di essere tale per le caratteristiche fisiologiche che mi contraddistinguono da una donna. Non accetto, inoltre, di vivere come una colpa la mia identità sessuale, suscettibile di sanzione. Non accetto di pagare per un maschilismo che altri hanno, in passato, messo in pratica. Paghino loro, ammesso e concesso che qualcuno debba pagare.
Infine. Capisco la difficile partecipazione di donne a contesti loro estranei, per non dire ostili. Non capisco, però, per quale motivo debba la loro partecipazione essere oggetto di concessione e non di conquista. Infine. Pur ammissibile il ricorso allo strumento delle quote rosa per riparare a danni del passato. Non dovrebbe essere operativo solo per le generazioni vittima della mentalità maschilista discriminatoria enon per i giovani che si affacciano adesso alla vita adulta? A me pare che questa applicazione, sì, configuri una palese discriminazione sessuale frutto di una concezione ipocrita e falsa del fare politica. Ed io sono incazzato e non ho nessuna intenzione di avallarla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!




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