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  1. #1
    Speriamo non sia tardi
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    Talking Berlusconi: "Conflitto interessi non esiste"

    10:07 Berlusconi: "Conflitto interessi non esiste" 'Il conflitto d'interessi non esiste". E' la lapidaria risposta di Silvio Berlusconi, leader del Pdl, nel corso della diretta telefonica con Radio anch'io. "Il sistema televisivo - aveva detto poco prima - credo sia l'ultima delle preoccupazioni che un governo dovrebbe darsi, anche perchè il duopolio non esiste più con l'arrivo della tv satellitare".
    http://www.repubblica.it/2008/02/dir...feb/index.html

  2. #2
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    E quando mai lui ha avuto conflitti con i suoi interessi ?

  3. #3
    trinity
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    anche la mafia non esiste

  4. #4
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    Evidentemente lo pensava anche prodi dal momento che NON ha risolto il problema............................

  5. #5
    Speriamo non sia tardi
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    Forse intendeva dire da quando ha venduto tele+ a Murdoch salvo poi ripensarci e creare una pay tv sul digitale terrestre finanziata di fatto con i soldi dello stato...

  6. #6
    MANDA A CASA LA CASTA
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    ciò che esiste è un monopolio impresentabile creato con un decreto legge... roba da africa tribale..

  7. #7
    "SI PUO' FARE"
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    Citazione Originariamente Scritto da WANDA Visualizza Messaggio
    ciò che esiste è un monopolio impresentabile creato con un decreto legge... roba da africa tribale..
    Anche se vince DEVE LUI metterci rimedio comunque.



    Nuovo passo della Commissione europea nella procedura d'infrazione
    Bruxelles ha dato due mesi di tempo per adeguarsi alle norme comunitarie
    Tv digitale, Ue boccia legge Gasparri
    Italia sotto accusa per assegnazione frequenze
    Gentiloni: "Richiamo sacrosanto, ora accelerare l'iter della nuova legge"


    Il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes
    BRUXELLES - L'Italia dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie e ha due mesi di tempo per porre rimedio alle discriminazioni che, in base alla legge Gasparri, possono essere compiute nell'assegnazione delle frequenze gli operatori televisivi nell'ambito del passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Roma dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie altrimenti Bruxelles potrà decidere il deferimento alla Corte di giustizia europea. E' quanto chiede in un parere motivato la Commissione europea, su proposta del commissario alla concorrenza Neelie Kroes, compiendo così un nuovo passo nella procedura d'infrazione relativa alla cosiddetta legge Gasparri. Il richiamo dell'Unione europea "è sacrosanto" per il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che chiede di "accelerare l'iter della nuova legge", in discussione alla Camera.

    Il monito di Bruxelles. La Commissione, si legge in un comunicato, "ritiene che la legislazione italiana che regolamenta il passaggio della televisione analogica alla televisione digitale terrestre imponga restrizioni ingiustificata alla fornitura di servizi di radiodiffusione e conceda vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti". Secondo Bruxelles, "la situazione che conosce attualmente la televisione analogica, in cui solo alcuni operatori possono essere in concorrenza sul mercato dei servizi di radiodiffusione, rischia di riprodursi con la televisione digitale terrestre, il che lascerebbe i consumatori italiani di fronte a una scelta limitata".

    La procedura d'infrazione. La Commissione ricorda di aver già inviato a Roma una lettera di messa in mora, primo passo della procedura d'infrazione, il 19 luglio 2006, in seguito a un esposto depositato a Bruxelles dall'associazione Altroconsumo. "Se l'Italia - avverte ancora l'esecutivo Ue - non prenderà le misure necessarie per conformarsi al parere motivato entro due mesi dal suo ricevimento, la Commissione può decidere di portare l'Italia di fronte alla Corte di giustizia europea".

    Bruxelles ricorda che un anno dopo la messa in mora, le autorità italiane hanno elaborato un progetto di legge, la cosiddetta 'Gentiloni', "che mira a modificare la legislazione esistente in materia di radiodiffusione". Un progetto, tuttavia, che "non è stato ancora adottato", e dunque, lamenta l'esecutivo Ue, "un anno dopo la messa in mora l'Italia non ha ancora notificato alcuna misura concreta volta a placare i timori della Commissione".

    Bruxelles, in effetti, spiega ancora il comunicato, "ha concluso che la legislazione italiana attuale potrebbe impedire agli operatori che non utilizzano le trasmissioni analogiche di procedere a sperimentazione sulle trasmissioni digitali e di creare proprie reti digitali".

    La reazione di Gentiloni. "Il richiamo della Ue è sacrosanto: la legge Gasparri è incompatibile con l'ordinamento europeo", sostiene ancora Paolo Gentiloni, che ha firmato il ddl sul digitale terrestre che modifica le norme della legge del suo omologo nel governo Berlusconi, ora nel mirino della Ue. "Il ddl del governo - continua il ministro - cancella la Gasparri e reintroduce i principi fondamentali di pluralismo e concorrenza. Ora mi aspetto una decisa accelerazione del suo iter come ci chiede esplicitamente l'Europa".

    (18 luglio 2007)


    http://www.repubblica.it/2007/07/sez...-gasparri.html
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da ossoduro Visualizza Messaggio
    Anche se vince DEVE LUI metterci rimedio comunque.



    Nuovo passo della Commissione europea nella procedura d'infrazione
    Bruxelles ha dato due mesi di tempo per adeguarsi alle norme comunitarie
    Tv digitale, Ue boccia legge Gasparri
    Italia sotto accusa per assegnazione frequenze
    Gentiloni: "Richiamo sacrosanto, ora accelerare l'iter della nuova legge"


    Il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes
    BRUXELLES - L'Italia dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie e ha due mesi di tempo per porre rimedio alle discriminazioni che, in base alla legge Gasparri, possono essere compiute nell'assegnazione delle frequenze gli operatori televisivi nell'ambito del passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Roma dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie altrimenti Bruxelles potrà decidere il deferimento alla Corte di giustizia europea. E' quanto chiede in un parere motivato la Commissione europea, su proposta del commissario alla concorrenza Neelie Kroes, compiendo così un nuovo passo nella procedura d'infrazione relativa alla cosiddetta legge Gasparri. Il richiamo dell'Unione europea "è sacrosanto" per il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che chiede di "accelerare l'iter della nuova legge", in discussione alla Camera.

    Il monito di Bruxelles. La Commissione, si legge in un comunicato, "ritiene che la legislazione italiana che regolamenta il passaggio della televisione analogica alla televisione digitale terrestre imponga restrizioni ingiustificata alla fornitura di servizi di radiodiffusione e conceda vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti". Secondo Bruxelles, "la situazione che conosce attualmente la televisione analogica, in cui solo alcuni operatori possono essere in concorrenza sul mercato dei servizi di radiodiffusione, rischia di riprodursi con la televisione digitale terrestre, il che lascerebbe i consumatori italiani di fronte a una scelta limitata".

    La procedura d'infrazione. La Commissione ricorda di aver già inviato a Roma una lettera di messa in mora, primo passo della procedura d'infrazione, il 19 luglio 2006, in seguito a un esposto depositato a Bruxelles dall'associazione Altroconsumo. "Se l'Italia - avverte ancora l'esecutivo Ue - non prenderà le misure necessarie per conformarsi al parere motivato entro due mesi dal suo ricevimento, la Commissione può decidere di portare l'Italia di fronte alla Corte di giustizia europea".

    Bruxelles ricorda che un anno dopo la messa in mora, le autorità italiane hanno elaborato un progetto di legge, la cosiddetta 'Gentiloni', "che mira a modificare la legislazione esistente in materia di radiodiffusione". Un progetto, tuttavia, che "non è stato ancora adottato", e dunque, lamenta l'esecutivo Ue, "un anno dopo la messa in mora l'Italia non ha ancora notificato alcuna misura concreta volta a placare i timori della Commissione".

    Bruxelles, in effetti, spiega ancora il comunicato, "ha concluso che la legislazione italiana attuale potrebbe impedire agli operatori che non utilizzano le trasmissioni analogiche di procedere a sperimentazione sulle trasmissioni digitali e di creare proprie reti digitali".

    La reazione di Gentiloni. "Il richiamo della Ue è sacrosanto: la legge Gasparri è incompatibile con l'ordinamento europeo", sostiene ancora Paolo Gentiloni, che ha firmato il ddl sul digitale terrestre che modifica le norme della legge del suo omologo nel governo Berlusconi, ora nel mirino della Ue. "Il ddl del governo - continua il ministro - cancella la Gasparri e reintroduce i principi fondamentali di pluralismo e concorrenza. Ora mi aspetto una decisa accelerazione del suo iter come ci chiede esplicitamente l'Europa".

    (18 luglio 2007)


    http://www.repubblica.it/2007/07/sez...-gasparri.html
    ma come?...Almunia non era d'accordo con il programma del PdL?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da albertob Visualizza Messaggio
    Evidentemente lo pensava anche prodi dal momento che NON ha risolto il problema............................
    Normalissimo.
    Dove sono stati venduti i primi farmaci da banco? Mi sa nei circuiti delle coop rosse...
    Se questo non e' conflitto di interessi...

    Prima di parlare dell'avversario parlare di se stessi.

    IL MIO E' UN GIUDIZIO CHE VA OLTRE IL COLORE POLITICO.

  10. #10
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    Infatti il problema non è la lobby dei farmacisti che è dai tempi post unitari che si vuole spezzare. Il problema è di chi tenta di risolvere il problema. Anche il nano ha partecipazioni nella grande distribuzione. e quindi?

 

 
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