da www.identitario.org
Alla luce degli ultimi avvenimenti in materia di politica estera, riteniamo necessario intervenire nel dibattito che si sta alimentando, con alcune considerazioni, piuttosto spicciole, in merito all’autoproclamazione di indipendenza del Kosovo.
Siamo assolutamente convinti che questa azione di indipendenza non possa essere accettata e sostenuta con la sorprendente facilità e rapidità con cui alcune nazioni, nelle ore subito successive alla notizia, hanno via via dato il loro consenso.
Innanzitutto andrebbe ricordato che tale autoproclamazione di indipendenza viola, per l’ennesima volta, il diritto internazionale, creando un precedente molto pericoloso, ed in particolar modo la Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, che attribuiva alla Serbia la sovranità sul Kosovo, al punto che fino ad oggi il governo di Belgrado ha continuato a pagare il debito estero della provincia kosovara.
Inoltre, chi ben conosce l’attuale situazione geopolitica europea, ed in particolare della zona dei Balcani, non può far finta di non sapere che l’indipendenza di tale territorio potrebbe contribuire a creare notevoli ed ulteriori destabilizzazioni in quella zona rischiando, tra le altre cose, di alimentare e ricreare una sorta di scontro di civiltà tra i cristiano-ortodossi serbi e i mussulmani albanesi.
Ci sorge il dubbio, alla luce di queste brevi ed elementari considerazioni, che questa azione di indipendenza non sia altro che parte integrante di un disegno ben più grande da parte degli Stati Uniti d’America, che hanno contribuito a creare un nuovo stato “fantoccio” nel cuore dell’Europa, così come è stato definito dal capo del Governo serbo, Vojislav Kostunica, e in un territorio strategicamente importantissimo, con l’obbiettivo di indebolire ulteriormente l’Unione Europea e incrinare i buoni rapporti che intercorrevano attualmente tra Bruxelles e Mosca. Non a caso la Russia di Putin è stata tra i primi ad opporsi a questa indipendenza, mentre sull’altro fronte gli USA sono stati i primi a riconoscere la legittimità di questo nuovo stato, seguiti a ruota dalla Turchia, dall’Albania e, purtroppo, anche dall’Italia.
Il Governo italiano uscente ha praticamente continuato, con questa assurda decisione di legittimare l’indipendenza del Kosovo, ad allinearsi, per l’ennesima volta, ad una visione geopolitica sostanzialmente distante dai reali interessi del nostro stato e dell’Europa intera!
Riteniamo, in conclusione, di poter affermare, che una delle possibili soluzioni, se non l’unica praticabile, per evitare ulteriori ripercussioni, anche alla luce dei numerosi scontri violenti che si stanno verificando in quel territorio ormai da parecchi giorni, sia quella di far diventare il Kosovo una sorta di provincia a “Statuto Speciale”, così come auspicato più volte dal governo di Belgrado, che garantisca alla provincia serba una forte autonomia e a tutta la regione balcanica la piena integrazione in Europa.




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