da candidonews
E’ evidente come questa Campagna Elettorale sia piombata all’improvviso sui vari movimenti politici, lo si evince dalla pochezza degli slogan che campeggiano sui vari manifesti elettorali. Forse persino uno studente al primo anno di Scienze della Comunicazione avrebbe potuto fare di meglio.
Cominciamo dal PD:
“Non pensate a quale partito, pensate a quale paese” oppure “Non rientrate nel caos, voltate pagina”:
Questo bel NON con cui inizia ogni messaggio è un po inquietante, “Non pensate… non rientrate nel caos..”. Questo modo di fare quasi orwelliano mi lascia abbastanza perplesso, sembra essere un messaggio subliminale del tipo “non pensate..non riflettete… votate ’sto simbolo e basta”. In effetti se si pensa che il PD ha candidato l’operaio della Tyssen e l’imprenditore Colaninno, il precario del call-center ed il professor Ichino che vuole togliere l’articolo 18 per tutti, la Bonino e la Binetti… c’è poco da pensare e da riflettere.
Passando al PDL, mentre sui manifesti del PD campeggia il faccione sorridente di Veltroni, per la formazione del centrodestra si intravede solo il simbolo con scritte del tipo “La sinistra ha messo il paese in ginocchio, Rialzati Italia”. La prima cosa che si nota è la scomparsa del faccione di Silvio, il presidentissimo, Mr BanDana; forse preoccupato da qualche ruga in più e non avendo potuto farsi un nuovo lifting per colpa della inaspettata caduta di Prodi, il nostro Cavaliere ha preferito non allietarci con il suo ritratto sorridente. Magari tra qualche giorno, non resistendo al suo enorme ego ci ripenserà contringendo all’incidente automobilistico delle povere donne, letteralmente ammaliate dalla sua apparizione. Rimane comunque memorabile un manifesto taroccato presente su Repubblica.it: “La sinistra ha messo il paese in ginocchio, NOI vi metteremo a 90°”.
Di Pietro, da buona forchetta, ha fatto una scelta “culinaria”: sul manifesto, dove campeggia una bella bistecca, c’è scritto “Abbiamo tagliato il Grasso della Politica, ora tagliamo il Marcio”. Come dire, una campagna molto “elegante”. Si poteva comunque essere più originali, al posto della bistecca potevano metterci il bel faccione del Senatore De Gregorio, cosi avrebbero potuto scrivere “In un colpo solo abbiamo tagliato sia il Grasso che il Marcio della Politica”.
A proposito di De Gregorio e del suo movimento “Italiani nel Mondo”, non so se vi siete persi i suoi manifesti con su scritto “Il Coraggio dei Valori”. Secondo me sarebbe stato piu opportuno scrivere “Il Coraggio di Votarmi”, perche ce ne vuole eh!
E mentre Rutelli, candidato a Sindaco di Roma, si lancia in slogal del tipo “Roma merita Ascolto”, che piu che una campagna elettorale ricorda lo spot della Maico per i non udenti….Danielona Santanchè, futura Premier per La Destra, compare in mezza città con il suo manifesto: gigantografia della signora e slogan come “Io Credo”. Ecco, non so se tale sortita ricordi di piu una pubblicità dell’8×1000 della Chiesa Cattolica oppure, vista la foto molto ”fashion”, magari sostituendo il messaggio con “Io Valgo”, possa tranquillamente rappresentare la nuova campagna dello shampoo della L’Oreal.
Veniano ora alla Sinistra-Arcobaleno che, consapevole di aver perso voti “estremisti” verso Turigliatto e soci, intende parlare all’elettorato nazionale dichiarandosi “DI PARTE!”. “Noi siamo di Parte!” sono questi gli slogan con cui sarà impostata la loro campagna. Immagino già l’indeciso, il piccolo imprenditore, il giovane neovotante che, grazie a questa felice intuizione del Politburo della Sinistra, correrà ai seggi a votare!
Naturalmente invece di impostare tutto sulla parola “SINISTRA”, oramai scomparsa dal vocabolario veltroniano, e pensare slogan del tipo “A Sinistra per il Lavoro”, “A Sinistra per la Laicità” o robette simili… loro han voluto ”Etichettarsi”, essere Di Parte. Io suggerirei agli amici Giordano e Diliberto di far stampare qualche bel manifesto con il ritratto di Lenin o Mao accanto al motto “Il Nuovo che avanza”.. forse sarebbe piu originale ..chissà.
Alla fine della fiera gli unici poster degni di nota sembrano essere quelli del Partito Socialista. La faccia di un signore anziano e la scritta “Sono pensionato e sono Incazzato”, una bella ragazza “Sono donna e sono incazzata”, altri due ragazzi e le scritte “Sono gay e sono incazzato” oppure “sono precario e sono incazzato”. Una campagna aggressiva, ad effetto e che potrebbe far pensare i cittadini, alcuni dei quali si riconoscono sicuramente nello stato d’animo e nella situazione proposta dai manifesti.
C’è un solo piccolo dettaglio, il PS al momento è dato tra lo 0,5 e l’1,5. Non vorrei che gli slogan usati per i manifesti piu che rispecchiare lo stato d’animo dei cittadini rispecchino quello dei dirigenti del partito, incazzati neri perche stavolta non beccano neanche una poltrona!





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