NON MOLLARE
di Mauro Mazzotti
Non è chiaro, al momento in cui scrivo, se, quante – e dove! - saranno le candidature di repubblicani, nella destra del Popolo della Libertà: una, due, quattro, ventisette. Personalmente mi auguro nessuna. Forse è l’unica condizione perché il partito possa riprendere la strada delle idee abbandonando finalmente una collocazione che non appartiene alla nostra storia e che ci mortifica.
Da Ravenna - trovando finalmente noi di Riscossa, una posizione unitaria con gli amici della Autonomia, tagliandoci, come si dice, ognuno un dito senza rinunciare ai propri principi - avevamo proposto di presentare l’Edera fuori da entrambi i poli. Nello sviluppo degli eventi, a fronte delle liste pigliatutto, qualcuno pensava anche che si sarebbe potuto tentare un percorso elettorale con radicali della Bonino, socialisti di Boselli, liberali alla Zanone, qualche repubblicano con la voglia di riprovarci – siamo laici, non abbiamo preclusioni - per rappresentare un sentimento di appartenenza laica.
Provare di mandare alla tribuna parlamentare qualche libera voce fuori dal coro, non debitrice nei confronti di alcuno. Forse si poteva riuscire, forse no, ma in ogni caso, sottraendo voti a destra come a sinistra non si sarebbe prodotto gran danno e poteva essere l’inizio di un percorso politico, in cui quattro grandi simboli storici offrissero l’ esperienza delle proprie battaglie, dei propri errori, per la costruzione di un progetto laico, anzi laicista – laico con orgoglio- del quale è forte nel Paese la necessità. Non importa, siamo testardi, ci riproveremo.
Possiamo riprovarci da soli, ma vorremmo riprovarci assieme, con tutti i repubblicani, nella consapevolezza che occorre oggi tanto senso di responsabilità. Responsabilità che chiediamo a tutti; un atto di grande generosità che chiediamo ai nostri dirigenti nazionali: non candidarsi nelle liste comunque mascherate della destra; rinunciare ad una elezione certa che sicuramente non può interessarli a fronte della crisi cui è esposto il partito.
Ai tanti che ci chiedono che fare rispondo ancora di avere pazienza e fiducia. Personalmente – ma è una intenzione condivisa da tanti amici, e non solo qui in Romagna – non sono disponibile a esprimere una parola, un gesto, un voto a favore di una destra peronista e demagogica.
Tratto dal sito: www.pri-ravenna.it




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