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    Predefinito Napoli: Un milione e 200 mila cittadini sospettati di almeno un reato

    Napoli: Un milione e 200 mila cittadini sospettati di almeno un reato
    C'è una spiegazione «agghiacciante» al fatto che Napoli sia assediata da 78 clan che possono contare su qualcosa come «tremila affiliati, cui vanno aggiunte le cellule criminali che lavorano per conto delle cosche». E, dice la Commissione parlamentare antimafia nella relazione presentata ieri, quella spiegazione va ricercata nei napoletani stessi. Ché quei 78 clan e i loro tremila affiliati sono operativi «in un contesto sociale che presenta la media del trenta per cento della popolazione con precedenti di polizia».

    Il popolo dei sospettati
    Il dato è impressionante. E agli uomini dell'Antimafia l'ha fornito direttamente l'ex questore di Napoli Oscar Fioriolli nel corso di un'audizione. «È calcolato sulla popolazione residente a Napoli e provincia, costituita da circa quattro milioni di persone ». Questo vuol dire che ci sono almeno un milione e duecentomila cittadini sospettati (a torto o ragione) di aver commesso un illecito penale, da quelli meno gravi (che restano pur sempre reati) a quelli più seri. Un milione e duecentomila cittadini denunciati dalle forze dell'ordine o arrestati. Un milione e duecentomila cittadini finiti al centro di accertamenti giudiziari che ne hanno poi escluso o accertato le responsabilità. La stima (calcolata per difetto, perché alla «popolazione residente» andrebbero sottratti tutti i ragazzi con meno di 14 anni) spinge il presidente dell'Antimafia Francesco Forgione a parlare di una «illegalità fatta sistema » tra Napoli e provincia. «C'è una spiralizzazione delle dinamiche delinquenziali: i comportamenti violenti e aggressivi si intrecciano con le piccole illegalità, con la diffusa disattenzione alle minime forme di senso civico, costringendo le forze dell'ordine a investire risorse in compiti diversi da quelli che sono loro affidati». Insomma, «giustificare le logiche dell'illegalità con l'emergenza camorristica è uno stereotipo». E lo stesso capo del pool antimafia Franco Roberti «ha sostenuto che la camorra non rappresenta un'emergenza, ma è piuttosto parte integrante della storia di Napoli», cosa che «rende incerti i confini tra criminalità comune e mafiosa». Quasi a dire che, paradossalmente, più dei tremila camorristi fa paura quel milione e passa di cittadini denunciati.

    Gli undicimila arresti
    Il «popolo di sospettati», se vale a spiegare perché la camorra proliferi in un contesto «socialmente degradato», non è comunque argomento buono per abbassare la guardia contro i clan. E così, nella (finora vana) attesa della riscoperta di quel «senso civico » che la città ha perduto, la lotta ai clan «continua incessante e con grandi risultati». Sono 78 le cosche attive tra Napoli e provincia, con i loro tremila affiliati e le cellule satelliti. I dati relativi al primo semestre del 2007 raccontano di «un'operazione anticamorra ogni tre giorni», per un numero complessivo di «mille arresti, tra esecuzione di misure cautelari e altri provvedimenti». Se poi si estende il bilancio all'azione repressiva contro tutte le forme di illegalità, il numero di manette scattate sale vertiginosamente: «Undicimila arresti nel 2007 da parte dei soli uomini della polizia». Il numero di denunce, un milione e duecentomila, be' quello ormai è noto. Solo che ad abituarsi a questa cifra si fa una fatica del diavolo.

    da il Corriere del Mezzogiorno, 28-02-2008

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  2. #2
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    nelle altre città quanti sono?

    comunque mi autodenuncio...rientrerò sicuramente in quel numero..sai quante volte sono stato segnalato per le manifestazioni?

  3. #3
    naufrago
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    Far finta che lo standard mentale partenopeo sia paragonabile a quello di altre realtà è davvero comico. E lo dico a te che dovresti essere il primo a dirlo, visto che la pensi diversamente del quello "standard" e visto quello che hau scritto sotto l'avatar.

  4. #4
    naufrago
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    Quest'articolo dovrebbe dirla lunga sul Sig. bassolino, che ricordo essere sulla cresta dell'onda partenopea da diversi lustri, evidentemente con il benestare della popolazione:

    http://www.napolionline.org/index.ph...9769&Itemid=43

    "Sequestrate i beni di Bassolino". Ma il governatore non ha proprietà a lui intestate

    Scritto da Dario Del Porto da la Repubblica Napoli, 29-02-2008 07:17

    La Regione Campania chiede il sequestro "conservativo" dei beni di Antonio Bassolino e degli altri 27 imputati dell´inchiesta sul ciclo dei rifiuti. L´avvocato Pino Vitiello depositerà l´istanza all´udienza preliminare in programma questa mattina davanti al giudice Marcello Piscopo. A giudizio del penalista, indicato come difensore di Palazzo Santa Lucia dal curatore speciale, il provvedimento dovrebbe scattare in caso di un eventuale rinvio a giudizio allo scopo di «tutelare i diritti della Regione come ente e dei suoi cittadini per il danno subito, anche istituzionalmente, dal disastro ambientale in cui le condotte contestate hanno precipitato il nostro territorio».
    Alla richiesta sono allegate anche le visure, in tutto 190 pagine, relative alle proprietà degli imputati. «La norma - spiega Vitiello - richiede che debbano essere allegati i beni sui quali si deve svolgere la valutazione del giudice. Per quanto riguarda la posizione di Bassolino, non siamo stati in grado di trovare alcuna proprietà immobiliare intestate al governatore». Nella stessa situazione si trovano altri sette imputati. Nei loro confronti, qualora la richiesta dovesse essere accolta, le norme prevedono la possibilità di sequestrare una somma pari al quinto dello stipendio percepito.
    La mossa della parte civile aggiunge dunque altro sale all´appuntamento di questa mattina. In programma ci sono le arringhe degli ultimi avvocati degli imputati. Fra gli altri, prenderà la parola il professor Alfonso Maria Stile, difensore delle società del gruppo Impregilo coinvolte nell´inchiesta. Poi il giudice Piscopo potrebbe chiudersi in camera di consiglio per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara. Se le cose andassero così, il dispositivo potrebbe essere emesso in serata. Il gup però potrebbe anche scegliere di indicare un´ulteriore udienza da riservare alle repliche del pubblico ministero rinviando pertanto il procedimento a un´altra data. Entrambe le ipotesi, allo stato attuale, sono valide. La certezza comunque è che l´udienza preliminare si avvia ormai in prossimità del rettilineo finale, grazie anche alla marcia spedita impressa dal giudice e alla disponibilità fornita dagli avvocati, dopo le iniziali perplessità, a celebrare alcune udienze anche di sabato.
    L´indagine ha preso in esame il contratto sul ciclo dei rifiuti, poi risolto con decreto il 30 novembre 2005, che secondo la Procura non poteva essere rispettato.
    A cinque società, Impregilo, Fibe, Fisia Italimpianti, Fibe, Campania e Gestione Napoli, viene contestato l´illecito amministrativo. Nei confronti di Bassolino, coinvolto per il periodo trascorso alla guida del commissariato straordinario, i pm contestano accuse che vanno dalla truffa alla frode in pubbliche forniture fino a un´ipotesi di falso formalizzata a udienza già iniziata. Sul banco degli imputati ci sono anche l´ex amministratore delegato di Impregilo (che rispetto ai fatti sotto inchiesta ha cambiato dirigenza e compagine societaria) Piergiorgio Romiti, l´ex amministratore delegato di Fibe, Armando Cattaneo, l´ex sub commissario Giulio Facchi, l´ex vicecommissario Raffaele Vanoli. Nella loro requisitoria, i pm Noviello e Sirleo hanno chiesto il rinvio a giudizio e quindi la celebrazione di un processo sui fatti ripercorsi in un´inchiesta lunga oltre 100mila pagine di atti. I difensori di tutti gli imputati hanno invece respinto le accuse chiedendo il non luogo a procedere. Bassolino è difeso da Giuseppe Fusco e Massimo Krogh. I due penalisti hanno discusso nell´udienza di sabato scorso parlando fra l´altro di procedimento «diventato politico» e che «trasforma in frode e truffa un disastro politico-amministrativo ascrivibile a molti, ad amplissimo raggio nel tempo e nello spazio».

  5. #5
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    BONIFICARE LA CAMPANIA

    Un milione e duecentomila napoletani con precedenti di polizia: in pratica un abitante di Napoli e provincia su tre ha commesso (o è sospettato di aver commesso) un reato. Il dato diffuso dalla Commissione antimafia è assai più di un allarme. E’ la prova conclamata che siamo di fronte non a una società gravemente ammalata, ma a un corpo civile in piena, devastante metastasi. Settantotto clan attivi tra capoluogo e provincia, tremila affiliati al “sistema”, una gragnuola di comuni sciolti per presunte infiltrazione camorristiche (Arzano, “chiuso” mercoledì scorso, è solo l’ultimo della serie: il settantaseiesimo in Campania dal 1991, il quarantacinquesimo in provincia di Napoli): basterebbero queste cifre per chiarire che abbiamo a che fare con un cancro in continua espansione, ma sono appunto i dati relativi al consenso sociale che malaffare e crimine hanno saputo sviluppare e moltiplicare in questi anni a dirci, con toni da ultimatum, che la situazione non è più emendabile con i pur indispensabili blitz che ogni tanto regalano un sospiro di sollievo alla minoranza (sì, rassegniamoci siamo una minoranza) non criminale della collettività. Non solo i numeri ma anche le riflessioni dell’Antimafia parlano chiaro: “esiziali intrecci tra camorra, affari e politica”, “controllo affaristico-mafioso” delle più significative attività economiche sul territorio”, e via inorridendo nella lettura. Terminata la quale non ci si può non chiedere, con un misto di rabbia, dolore e angoscia, che cosa (non) si è fatto da parte delle istituzioni perché la situazione non si imbarbarisse sino al punto di non ritorno al quale sembra si è giunti.

    Per anni gli uomini e le donne del potere locale ci avevano ripetuto che, grazie alla discontinuità con le amministrazioni precedenti, la camorra era stata messa alle corde, che gli episodi ricorrenti di violenza erano solo colpi di coda di clan allo sbando, oppure opera di schegge impazzite non controllate da boss ormai in gattabuia, che le facce fameliche erano state esiliate per sempre dai luoghi delle decisioni economiche e politiche. Balle. Magari chi le raccontava era persino in buona fede: ma si trattava di patetiche, pericolosissime balle. Che sono servite a farci credere che il peggio fosse passato, che la guardia, se non propria abbassata, poteva essere meno guardinga: e intanto la camorra continuava a guadagnare territorio, agilità, potenza. Da pericolosa devianza sociale, la camorra si è fatta così regola rispettata, a vocazione addirittura istituzionale. Se questa è la diagnosi, quale terapia può essere applicata da quegli uomini e quelle donne delle istituzioni che, hanno lasciato che la camorra facesse indisturbata la sua? Una classe politico-istituzionale malata e cieca non è in grado di curare nemmeno sé stessa, figuriamoci una collettività. Ha solo creato un sistema di potere permeabile alla malavita: per disarticolare quest’ultima bisogna smantellare quell’altra. La Campania intera va bonificata, come una discarica che per troppo tempo ha accumulato e messo in circolo veleni. Non sarà allora un blitz che ci salverà, ma il coraggio di ricominciare con nuove regole, nuove idee, facce in grado di guardare il nemico negli occhi. Non di negarne ostinatamente l’esistenza.

    da il Corriere del Mezzogiorno, 29-02-2008


  6. #6
    Juv
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    Non parlate male di uno dei fondatori del PD.

  7. #7
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    Se il numero dei sospettati è così alto significa che le forze dell'ordine in Campania brancolano completamente nel buio.

    "Il sospettato è alto circa 1.75, capelli castani occhi castani."

    Mmmmmmmmm...

  8. #8
    naufrago
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    Questa è solo un'altra lettura...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    nelle altre città quanti sono?

    comunque mi autodenuncio...rientrerò sicuramente in quel numero..sai quante volte sono stato segnalato per le manifestazioni?
    Se hanno scritto un articolo forse significa che la situazione e' un po' peggiore rispetto alle altre citta'! Che dici?

  10. #10
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Citazione Originariamente Scritto da SinistraPiave Visualizza Messaggio
    Se hanno scritto un articolo forse significa che la situazione e' un po' peggiore rispetto alle altre citta'! Che dici?
    No, no,no,no. Razzista, fascista, egoista, nazista, squadrista, apripista!
    Nappul'è la città più bella e civile del mondo, abitata da gente meravigliosa e dotata di un grande cuore di napoli, giustappundo. Tutto quello che succede a Napoli da 150 anni è tutta colpa del nodde! Nuje simme gende straordinaaaaaria. a gente come nuje CI DEVE PENZARE LO STAAAAAATO! VOGLIAME LA GAAAAAAAAAASA!

 

 
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