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  1. #1
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    Predefinito Le stragi quotidiane di Gaza.

    2008-03-01 12:11.
    ATTACCO SU GAZA, 32 MORTI E 80 FERITI. GAZA - Le forze armate israeliane hanno lanciato questa mattina una violenta offensiva nel nord della Striscia di Gaza nel tentativo di fermare i lanci di razzi Qassam verso le città di Sderot di di Asqhelon. Il bilancio dei violentissimi combattimenti, divampati sin dalla notte intorno al campo profughi di Jabaliya, ha provocato finora 32 morti palestinesi (di cui almeno due bambini e un neonato di due giorni), e oltre 80 feriti, compresi molti civili.

    Sale così a 67 il bilancio provvisorio dei palestinesi (undici dei quali bambini) morti nella Striscia di Gaza durante i raid israeliani degli ultimi quattro giorni. Da parte israeliana un portavoce dell'esercito ha detto che cinque soldati sono stati feriti in modo non grave, mentre non vi è finora conferma che negli attacchi siano rimasti uccisi anche due militari.

    Due bambini israeliani e un altro civile sono invece rimasti feriti dal lancio di razzi sulla città di Asqhelon che, nonostante gli intensi combattimenti, sono continuati a piovere. Il vice ministro della difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio militare ha precisato che quella in corso "é solo una operazione allargata e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". In realtà molti analisti sono convinti che l'incursione di oggi, sebbene abbia assunto dimensioni forse più ampie del previsto, costituisca una importante prova generale per i comandi dell'esercito chiamati a valutare i costi in termini di vite umane, e le difficoltà, in vista di una eventuale rioccupazione parziale della Striscia dopo il ritiro del 2005. Fonti palestinesi hanno detto all'ANSA che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati ed attaccati.

    A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati, che per ore hanno martellato le postazioni palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiegherebbe almeno in parte il coinvolgimento dei civili. Una donna palestinese che ha perso negli attacchi la figlia Jacqueline di 12 anni e il figlio Iyad di 11, ha accusato che a sparare contro i due bambini sarebbe stato un cecchino israeliano appostato su un palazzo. Sulla circostanza non vi è tuttavia alcuna conferma da parte di fonti indipendenti. Tra i miliziani palestinesi rimasti uccisi c'é anche il figlio di un deputato di Hamas.

    Fonti delle milizie hanno detto all'ANSA che si tratta di Abdurahman Shihab, membro della brigate Ezzedin al Qassam e figlio di Mohammed Shihab, eletto parlamentare proprio a Jabalia nel 2006 come rappresentante di Hamas. Due giorni fa a Gaza era stato ucciso anche il figlio del capogruppo parlamentare di Hamas, anche egli arruolato nelle brigate Al Qassam.

    carlo.bollino@ansa.it

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._17183702.html

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  2. #2
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  3. #3
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    2008-03-01 222
    Gaza: sono 60 i palestinesi uccisi.
    Portavoce di Barak: 'nessun limite di tempo a operazione' (ANSA) - GAZA, 1MAR- E' salito a 60 il numero dei palestinesi uccisi oggi nella Striscia di Gaza. E Israele non ha fissato un limite di tempo all'operazione. Secondo fonti mediche i feriti palestinesi sarebbero circa 150. 'L'operazione durera' finche' e' necessario - ha dichiarato Ronen Moshe, portavoce di Ehud Barak - noi non ci siamo fissati nessun limite di tempo'. Nei campi profughi del Libano centinaia di palestinesi hanno protestato contro l'offensiva israeliana.


    http://www.ansa.it/site/notizie/awnp...101149428.html


    In quattro giorni 60 morti e 150 feriti...e non si pongono limiti, nè in termini di numero di vittime, che siano miliziani o che siano civili. Che siano uomini, donne o bambini.

    E' da non credere che venga loro permesso tutto ciò.

  4. #4
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    2008-03-02
    GAZA: ANCORA SCONTRI, L'ANP CHIUDE I CONTATTI TEL AVIV - Per il secondo giorno consecutivo le forze israeliane hanno occupato il nord della Striscia di Gaza nel tentativo di neutralizzare i lanci di razzi palestinesi contro le città di Sderot e di Ashqelon. In risposta ai sanguinosi scontri di ieri il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha ufficialmente annunciato il congelamento di tutti i rapporti con Israele inclusi i negoziati di pace, "fino a quando non cesserà l'aggressione militare" contro Gaza. Il ministro della difesa israeliano, Ehud Barak, ha invece fatto sapere che "é ormai sull'agenda" addirittura una escalation delle operazioni. Il numero di raid aerei si è ridotto rispetto a ieri, ma anche si registrano dieci morti palestinesi, fra cui una bambina di 20 mesi il cui corpicino è stato estratto dalle macerie di un'abitazione nella città di Gaza.

    Sale così a 106 il numero dei morti palestinesi da quando cinque giorni fa, in seguito all'uccisione di un civile israeliano colpito da un razzo Qassam a Sderot, è stata sferrata questa dura offensiva costata la vita anche a due soldati israeliani. Dieci sono invece i militari feriti. Il numero delle vittime palestinesi include numerosi bambini e civili, ma le cifre su questo punto sono contraddittorie: la Croce Rossa internazionale sostiene che almeno un terzo dei morti sono "non combattenti", i palestinesi denunciano che i civili sarebbero oltre la metà, secondo i vertici militari israeliani solo il 10 per cento non erano "terroristi operativi". Nel dubbio il ministro della giustizia israeliano Daniel Friedman, su richiesta del collega della difesa Ehud Barak, ha chiesto di verificare se sia legalmente permesso alle forze armate aprire il fuoco su aree palestinesi densamente abitate, quando vengono usate da miliziani per lanciare razzi sul territorio israeliano.

    E' stato il giorno dei funerali, con i 61 morti di ieri sepolti durante cerimonie che in alcuni casi hanno coinvolto migliaia di persone. Le esequie si sono svolte mentre i cieli della Striscia continuavano ad essere solcati dagli aerei-spia senza pilota alla costante ricerca di nuovi obiettivi. Le truppe israeliane chiuse nei loro mezzi corazzati hanno continuato a sostare nella zona intorno al campo profughi di Jabalyia, teatro dei durissimi combattimenti. Secondo un portavoce di Hamas, il bilancio delle vittime di ieri costituisce per i palestinesi il giorno più sanguinoso dai tempi della guerra del 1967. Nonostante la massiccia presenza israeliana, anche sono continuati a piovere su Sderot e su Asqhelon razzi palestinesi, provocando il ferimento di otto civili. A dispetto delle critiche ricevute da Nazioni Unite ed Unione Europea per "un uso sproporzionato della forza", Israele non intende comunque tornare indietro. Il primo ministro Ehud Olmert ha assicurato che "non ci fermeremo neppure un istante nella lotta contro il terrorismo", perché "nessuno può avere il diritto morale di chiederci di non difendere il nostro popolo".

    Olmert si è poi detto stupito della decisione di Abu Mazen di congelare le relazioni: "Noi siamo invece convinti - ha affermato - che ogni azione contro Hamas dovrebbe servire a rafforzare i nostri rapporti con la leadership palestiense più moderata". Il ministro della Difesa Ehud Barak, che considera l'operazione "inverno caldo" (come è stata ribattezzata l'incursione su Gaza) una legittima azione di autodifesa, ha aggiunto da parte sua che "é ormai in agenda un'escalation delle operazioni militari". L'incursione di ieri ha già coinvolto duemila soldati. La solidarietà verso i palestinesi della Striscia si è tradotta in numerose manifestazioni di protesta a Gerusalemme est e in tutta la Cisgiordania. Nella città di Hebron si sono verificati duri scontri nel corso dei quali un ragazzino palestinese di 12 anni è rimasto ucciso, e una quarantina di manifestanti contusi. A Ramallah per la prima volta dopo anni si sono viste sfilare insieme le bandiere di Hamas e di Fatah, mentre da Gaza, Hamas ha rivolto un appello all'Anp invitandola a ricostituire un govero di unità nazionale. Proposta politicamente significativa ma che costituisce solo un piccolissimo passo verso la difficile riconciliazione con Abu Mazen.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._17236679.html

  5. #5
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    Gaza, Resisti!

  6. #6
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    Dopo giorni di pesanti attacchi le truppe di terra iniziano a tornare indietro
    Hamas: "E' una nostra vittoria". L'esercito israeliano: "Raggiunti gli obiettivi"Israele ritira i blindati da Gaza
    "Operazione in via di conclusione"


    Ripresi i lanci di razzi contro Sderot e Ashqelon
    Nella notte uccisi cinque miliziani di Hamas



    Soldati israeliani di ritorno in Israele da Gaza

    GAZA - Si è conclusa alle prime ore dell'alba l'incursione terrestre israeliana a nella zona di Jabaliya-Sajaya (Gaza), ma i lanci di razzi palestinesi verso Israele proseguono. Mentre gli ultimi mezzi blindati israeliani lasciavano la Striscia di Gaza, dopo giorni di pesanti combattimenti in cui sono morte un centinaio di persone, miliziani palestinesi sono tornati a bersagliare le vicine città israeliane di Sderot ed Ashqelon, dove un condominio è stato centrato da un razzo Grad. Sono sette, complessivamente, i razzi sparati.

    Nel corso della notte l'aviazione israeliana ha compiuto a sua volta diversi raid nel tentativo di neutralizzare i lanci di razzi. Cinque miliziani di Hamas, riferiscono fonti locali, sono stati uccisi.

    Per Israele, l'offensiva terrestre nella Striscia, lanciata parallelamente ai raid aerei nel tentativo di sradicare il lancio di missili palestinesi contro il territorio israeliano, è stata un successo. Ma da Hamas la repentina partenza dei soldati israeliani è stata salutata come "una vittoria" per le milizie locali, le quali assicurano che proseguiranno nei loro attacchi. "Abbiamo trasformato Sderot in una città fantasma - ha detto ieri un dirigente di Hamas - e anche ad Ashqelon avverrà altrettanto".

    (3 marzo 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/01/sez...io-ritiro.html

  7. #7
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    Il Comitato Gaza Vivrà ha dato la propria adesione alla manifestazione indetta per domani a Roma dalla comunità palestinese del Lazio. Tutti i compagni che ne hanno la possibilità sono invitati ad essere presenti.


    Roma 4 marzo

    FERMIAMO IL MASSACRO A GAZACESSATI IL FUOCO

    LA COMUNITA’ PALESTINESE DI ROMA E DEL LAZIO

    INVITA TUTTI/E A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE“ FIACCOLATA”, CHE SI TERRA MARTEDI 4 MARZO ALLE ORE 18.00 DA PIAZZA SAN MARCO AL COLOSSEO.
    PER UNA PACE GIUSTA IN PALESTINA.
    Fermiamo il massacro di civili palestinesi!

    Il numero di morti, stamattina, ha superato i cento. Un terzo dei morti sono bambini, il più giovane, ucciso ieri, aveva solo due giorni.

    Le ambulanze palestinesi non possono raggiungere i feriti, perché prive di benzina, in seguito al blocco israeliano. I soldati israeliani sparano contro le ambulanze per impedire il salvataggio dei sopravvissuti.
    Una flotta militare USA si è recata dall'Italia e da Malta verso le coste del Libano, per fare da supporto, mentre una nave da guerra tedesca, abitualmente di stanza nelle acque libanesi in base alla Risoluzione 1701, si è ridispiegata nelle acque della Striscia di Gaza per dare manforte alla marina militare israeliana.
    Il governo israeliano ha fatto sapere che, anche se Hamas dichiarasse una tregua unilaterale, non fermerebbe l'offensiva militare contro la popolazione della Striscia di Gaza, anzi, promette che quest'offensiva sarà aggravata. Il Vice ministro della Difesa israeliano ha promesso ai palestinesi un nuovo e più grande Olocausto.

    E noi, cosa facciamo?

    Continuiamo ad osservare indifferenti che il massacro continui?
    Continuiamo ad accettare le mistificazioni di un Claudio Pagliara, che sui TG nazionali stravolge in modo vergognoso la realtà dei fatti e, dopo aver invertito cause con effetti, conclude che "anche dalla parte palestinese ci sono state delle vittime"?
    Continuiamo a leggere giornali che sprecano solo poche parole per commentare l'assassinio di bambini palestinesi fatti a pezzi da bombe israeliane mentre giocano a pallone?
    Continuiamo a tacere per paura che le nostre parole vengano accusate di antisemitismo, solo perché denunciano la responsabilità di chi fa strage di innocenti, o perché chiediamo che le istituzioni, i partiti, i governi non siano ancora una volta conniventi con chi viola continuamente e spudoratamente il diritto internazionale e umanitario?

    SCENDIAMO IN PIAZZA E FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE CONTRO LA POLITICA GENOCIDA DEL GOVERNO ISRAELIANO, PER LA FINE DELL’ASSEDIO ALLA STRISCIA DI GAZA, CONTRO LE MINACCE DI NUOVE GUERRE AL LIBANO, ALLA SIRIA, ALL’IRAN.
    LA FINE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA E’ LA SOLA SPERANZA PER UNA PACE GIUSTA E DURATURA IN MEDIO ORIENTE.

    Un primo appuntamento a Roma: martedi 4 marzo, ore 18.00 Piazza S. Marco

    Manifestazione convocata dalla comunità palestinese

 

 

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