Il capolavoro politico del Cavaliere e le grane di Veltroni
Scritto da Laura Cesaretti
Definiti gli schieramenti che si sfideranno il 13 e 14 aprile prossimi, la campagna per le elezioni politiche entra nel vivo. Dopo il si' di Raffaele Lombardo all'apparentamento con il Pdl, per il Partito democratico si fa sempre piu' dura. Vincere in Sicilia per il Cavaliere significa assicurarsi una maggioranza in Senato del tutto impermeabile alla vicinanza degli eventuali e residui spezzoni "terzopolisti" che dovessero riuscire a cogliere un qualche successo.
La Rosa bianca si vede ormai obbligata alla riunificazione con l'Udc per sperare di ottenere qualche eletto a Palazzo Madama e qualcosina in piu' a Montecitorio. Al di la' delle alchimie incoraggiate da certi sondaggisti si tratta di una forza politica che rischia davvero l'insuccesso. Del resto e' solo l'unione tra una parte dell'Udc, quella cioe' rimasta fedele a Casini dopo l'abbandono di Giovanardi e dei suoi cattolici liberali, e Savino Pezzotta. Nella sua breve storia l'Udc e' arrivata al massimo al 6 per cento contando pero' soprattutto su una serie di notabili locali che in buona parte hanno anche preferito il Cavaliere. Cosi' se davvero il patto con l'Mpa dovesse rivelarsi l'arma vincente per il centrodestra Silvio Berlusconi avra' compiuto un piccolo capolavoro politico: fare a meno del riottoso ex alleato Casini senza rinunciare ai suoi voti. Del resto era stato proprio l'ex premier a propiziarne l'elezione nel 1994 quando ospito' Casini e Mastella nelle liste di Forza Italia per esserne ricambiato, una volta eletti, con l'abbandono del gruppo e la nascita di un nuovo agglomerato centrista, il Ccd.
Nel centrosinistra intanto si va chiudendo l'accordo tra Pd e Radicali. Ieri gli organismi del partito di via di Torre Argentina hanno approvato all'unanimita' l'intesa con Veltroni. Ma senza entusiasmo per la nuova alleanza. In casa Radicale c'e' la consapevolezza dello sgarbo subito da quelli del loft che si sono fatti dare la linea da Paola Binetti nell'escludere Marco Pannella, mentre non hanno avuto remore ad apparentarsi con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Una preferenza che avrebbe avuto senso se davvero la lista dell'ex pm avesse portato il voto dei seguaci di Grillo e dell'antipolitica. Ma dopo le rivelazioni della scorsa settimana sulla esistenza di un'indagine della procura di Roma proprio a carico del Tonino nazionale per il modo in cui gestisce il proprio partito e il rimborso elettorale, diventa difficile capire la ragione del favore fatto all'Italia dei Valori. Tanto piu' se si considera che tutto il gruppo dirigente del Pd era ben al corrente dell'indagine romana su Di Pietro. Mercoledi' si terra' l'udienza preliminare per decidere se accogliere l'istanza di proscioglimento presentata dal pm o se invece proseguire con le indagini come aveva chiesto il giudice della indagini preliminari. È probabile che si decida per un altro rinvio, in quanto il gip nel frattempo e' cambiato e i difensori di Mario Di Domenico, l'ex socio fondatore dell'Italia dei Valori che con le sua denunce ha dato via al tutto, chiederanno di poter ascoltare numerosi altri testimoni. Un'indagine pendente significherebbe per Di Pietro dover rinunciare a tutto il proprio armamentario polemico giustizialista in campagna elettorale.
Veltroni, che lo ha scelto per strizzare l'occhio al segmento elettorale dell'antipolitica, rischia di vederlo diventare una zavorra proprio agli occhi di quel tipo di voti. Domani intanto si faranno vedere alla Camera i rappresentanti legali di Achille Occhetto che ha chiesto all'amministrazione di Montecitorio di poter avere la parte spettategli di rimborso elettorale dopo le europee del 2004. Di Pietro non ha voluto dargliela, sostenendo la titolarita' della gestione dovuta al fatto che al momento del deposito del simbolo si perito' di essere l'unico a presentare formalmente la lista. Tonino pero' non deve temere, a fare da relatore alla vicenda ci pensa il suo alleato Castagnetti.
Ma la grana piu' grossa per il Pd si chiama questione aborto. Ieri la Cei con il proprio organo di stampa L'Avvenire ha risposto all'ordine dei medici che sabato scorso aveva difeso la legge 194. Dunque ora, soprattutto dopo l'ingresso dei Radicali, il Partito democratico dovra' scegliere se sulla questione stare con i vescovi o con il partito di Pannella che tra i possibili candidati nella lista veltroniana annovera quel dottor Silvio Viale divenuto famoso per aver portato in Italia l'aborto farmacologico tramite pillola RU486. Veltroni ha gia' imposto ai cattodemocratici la scelta dell'alleanza con i Radicali. Difficilmente potra' comporre la posizione della professoressa Binetti e quella di Emma Bonino. Tra le due dovra' scegliere.
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