Il Partito Democratico, come Veltroni ha annunciato, ha chiuso in anticipo e prima degli altri le liste per le elezioni politiche.
Potete leggere le bozze delle liste del Senato cliccando qui.
E quelle della Camera cliccando qui.
Beppe Lumia non verrà candidato. In compenso al Senato in Sicilia sono in posti sicuri e verranno eletti Nino Papania, e Vladimiro Crisafulli.
«È un momento delicato e importante. Come al solito nella nostra regione la lotta alla mafia viene vista dalla politica più come un problema che come una priorità e una risorsa» ha detto l'escluso Lumia. «In questo momento - aggiunge - il mio pensiero va soprattutto alla Sicilia del cambiamento che si trova oggi davanti a scelte non chiare e discutibili. A questo punto penso che sia necessaria una seria riflessione che anche io mi riservo di fare».
Questo il commento di Giorgio Bongiovanni Direttore Responsabile di ANTIMAFIADuemila:
Un chiaro segnale che indica quale direzione ha intenzione di intraprendere il Partito Democratico nei confronti della lotta alla mafia, un segnale inequivocabile che dimostra quanto siano di facciata le dichiarazioni di voglia di etica e di pulizia del leader del partito Walter Veltroni. Non concedere la deroga a Lumia, uno dei pochi politici che davvero ha fatto della lotta alla mafia un caposaldo della sua azione politica e sociale in Sicilia fino al punto di rischiare la propria vita (Provenzano in persona lo condannò a morte, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonino Giuffré) e concederla invece a Enzo Bianco che certo non si è distinto per simili meriti e ancora di più includere nelle liste Vladimiro Crisafulli, filmato mentre parlava con il capo mandamento di Enna, il mafioso Bevilacqua, rivela quanto la politica clientelare sia ancora radicata e imperante. Dimostra quanto la politica di Veltroni sia sempre più affine a quella di Berlusconi, dimostra ancora una volta che la Sicilia non verrà premiata per il suo recente slancio di rinnovamento e riscatto. Una sorta di pulizia etnica degli onesti. E' noto che la nostra rivista non si è mai schierata con nessun partito, ma ha sempre sostenuto quei politici che hanno avuto una chiara visione della lotta alla mafia e della politica internazionale (Rita Borsellino, Claudio Fava, Nando dalla Chiesa, anch'egli escluso dalle candidature, Giulietto Chiesa e altri). Quindi la nostra non è e non intende essere una propaganda politica. Auspicavamo che nel Pd potesse salvarsi almeno il salvabile, ma anche questa speranza è svanita. Ci auguriamo che le piccole forze di sinistra prendano atto, si ravvedano e agiscano di conseguenza almeno nell'ambito della lotta alla mafia. All’onorevole Lumia la nostra umana solidarietà e il ringraziamento per l’eccellente ed eccezionale, per questo Paese, lavoro svolto nel serio e costante contrasto a Cosa Nostra e alle mafie.
Sconcertato e amareggiato anche il commento del presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus: "Con una petizione sottoscritta da persone di ogni parte politica e un 'bombardamento' di mail avevamo esplicitamente chiesto a Veltroni di non candidare Crisafulli e Cocilovo, che invece ritroviamo puntualmente nelle liste, e dobbiamo registrare anche l'esclusione del vicepresidente della commissione parlamentare antimafia".
"Dopo tanto parlare di rinnovamento, non solo si sono ignorate le richieste di migliaia di cittadini (sarebbero stati di piu', se il PD non avesse scelto di anticipare la presentazione delle liste) ma si e' fatta proprio una scelta di campo, cui non si puo' porre rimedio appoggiando la candidatura a presidente del Consiglio regionale Rita Borsellino una scelta che a questo punto assume il sapore della demagogia" aggiunge Guma. "Fra l'altro immagino - e spero - che la situazione crei imbarazzi alla stessa Borsellino".
Ovviamente, precisa il presidente dell'Osservatorio, "questo e' un commento super partes, le candidature degli altri partiti di destra, centro e sinistra non le abbiamo ancora viste, ma anche fra queste - soprattutto a destra e al centro - alcune si annunciano censurabili, al di la' dei discorsi sull'etica fatti fino a poche settimane fa da personaggi quali Tabacci e colleghi, ma perfettamente in linea con le dichiarazioni di Berlusconi e Bondi sui 'perseguitati politici' da includere in lista a dispetto del curriculum penale".
Dura protesta di Ivan Lo Bello, l’industriale leader del movimento anti-racket, cui Veltroni a suo tempo invano propose la candidatura a governatore dell’isola: «Così si indebolisce l’azione di contrasto a Cosa Nostra». Argomento rilanciato anche da Rosario Crocetta, sindaco di Gela ed emblema della nuova Sicilia.
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