Nichi: la Puglia è quel Sud che non somiglia a Gomorra


Presidente Vendola, ce l’ha fatta un’altra volta.
Sì. Si sta profilando un distacco di sette punti tra me e Palese. Si sta profilando anche una notevole distanza tra me e la mia coalizione. Una vittoria netta? Direi significativa. Perché è in controtendenza rispetto al voto in Campania e in Calabria. Si conferma ciò che avevo detto in campagna elettorale. E cioè che la Puglia avrebbe fatto la differenza. Perché rappresenta il Sud che non somiglia a Gomorra, perché è il Sud che si presenta con il coraggio di voler scommettere sul suo futuro, sulla qualità, sull’innovazione. Questo messaggio è stato recepito dagli elettori pugliesi.
Un laboratorio nazionale?
Sì. E per molte ragioni, a cominciare proprio dalla conferma che non tutto il Mezzogiorno è stato risucchiato dentro quella specie di cono d’ombra che è degrado, malaffare, spreco.
E D’Alema? L’avrà recepito D’Alema il messaggio?
Io credo che il Pd abbia contribuito in maniera determinante a questa vittoria. Penso tuttavia che tutti i partiti del centrosinistra debbano riflettere sul significato di questa vittoria, su come si è determinata. Così come debbono riflettere approfonditamente sul dato dell’astensione. Che colpisce, io credo, trasversalmente gli schieramenti politici ed è indicativo di come la cattiva politica venga premiata con il voto di astensione. La buona politica invece può essere premiata motivando al voto ciascuno il proprio elettorato.
Presidente, già in queste ore si parla di lei come del leader del nuovo centrosinistra. Che farà a cominciare da domani?
Io penso che il tema sia il nuovo centrosinistra piuttosto che il suo leader. E per me la partita nazionale da domani si comincia a giocare in Puglia. Si gioca nella capacità di rendere sempre più forte. strutturato e credibile il cantiere dell’alternativa».
Va bene. Ma che significa?
L’alternativa non può essere semplicemente l’idea di sostituire il ceto politico berlusconiano con un altro ceto politico. Alternativa significa come concretamente, nell’agenda di governo, nelle scelte di tutti i giorni, difendiamo i beni comuni, a partire dal territorio, dall’acqua, dalla salute dei cittadini. E alternativa significa come complessivamente il centrosinistra diventa il racconto della lotta contro ogni forma di precarietà.
E in Puglia? Da dove ricomincia quella che lei ha definito la Puglia migliore?
Ricomincia da una contesa molto forte con il governo nazionale, che ora spero smetta di prendere in giro i pugliesi. Ci restituisca i soldi che sono stati sottratti ai loro usi legittimi come i fondi Fas. E spero che cambi registro. In questi ultimi anni la Puglia ha avuto una rappresentanza nel governo nazionale che è stata una barriera architettonica per i propri talenti.
Si riferisce per caso al ministro Fitto?
Io sono un simpatizzante del ministro Fitto, che considero un ottimo alleato, visti gli esiti catastrofici del suo comando autoritario sul centrodestra pugliese. Sarei persino tentato di mettere in piedi i comitati “nessuno tocchi Fitto”. Ma davvero auspico che il governo nazionale la smetta con una modalità di relazioni che è barbarica».
Berlusconi, in questi giorni, ha fatto intendere che potrebbero persino essere punite quelle regioni in cui avrà vinto il centrosinistra.
E io che cosa dovrei fare? Dovrei punire i Comuni e le Province di centrodestra? Questa è una concezione barbarica, inammissibile, inconcepibile».
Quanto ha contato la candidatura di Adriana Poli Bortone? È stato avvantaggiato dalla presenza di un terzo candidato?
Penso che abbiamo saputo colloquiare con tutto ciò che non riusciva più a restare fedele al centrodestra: per scoramento, per sfiducia, per non sopportazione dello stile da caserma che il centrodestra pugliese ha avuto. E penso che dovremo continuare a colloquiare con questi settori.
Presidente, in Puglia ha vinto lei, in Basilicata ha vinto Vito De Filippo. Ma in Campania e in Calabria, il centrosinistra ha perso. Quanto peserà questa situazione nel rapporto con il governo Berlusconi e nella competizione tra Nord e Sud?
È un quadro che presenta molte criticità. Ma di fronte c’è un appuntamento che sarà la prova del nove, la prova della verità. Sono i decreti delegati che tradurranno i principi del federalismo fiscale in tabelline, parametri, numeri. Saremo, come diceva il poeta, di fronte all’apparir del vero. E dovremmo vedere che cosa significa costo standard, che cosa significa perequazione. E capiremo quanto l’ipoteca leghista, che è già così predominante nel governo centrale, nel governo Berlusconi, vorrà giocare la partita finale, quella della secessione. Noi siamo qui a presidiare gli interessi del Sud, ma anche gli interessi della solidarietà nazionale.
di STEFANO BOCCARDI



30 MARZO 2010

La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Nichi: la Puglia è quel Sud che non somiglia a Gomorra
e a che assomiglia adesso, a Sodoma?