MILANO - Anche Marco Van Basten ha dovuto fare i conti con gli 007 del fisco. Dopo Valentino Rossi, anche l’ex campione del Milan, tre volte Pallone d’oro, ha chiuso il conto e deciso di versare all’Erario 7,2 milioni di euro, di cui 4,12 milioni di maggiore imposta, 1,65 milioni di sanzioni e 1,44 milioni di interessi, ricorrendo allo strumento della conciliazione giudiziale. COMPENSI DEL 1997 - L’accertamento nei confronti del calciatore olandese è stato effettuato nel 2001 dall’ufficio di Milano 5 dell’Agenzia delle Entrate e riguarda compensi percepiti nel 1997 legati allo sfruttamento dell’immagine, corrisposti all’estero, per i quali non era stata presentata la dichiarazione dei redditi. Van Basten, che nel frattempo si era trasferito a Montecarlo e poi in Olanda, è stato raggiunto dalla richiesta del fisco italiano grazie alla collaborazione delle autorità fiscali olandesi. La cartella esattoriale gli è stata notificata il 6 novembre del 2006.
OPPOSIZIONE - L’ex attaccante rossonero in un primo momento si è opposto alla richiesta presentando ricorso alla Commissione provinciale di Milano, sostenendo di non avere avuto notizie dell’accertamento se non nel momento in cui gli è stata notificata la cartella. Secondo Van Basten, comunque, gli importi effettivamente percepiti nel ’97 erano inferiori a quelli contestati. Successivamente il calciatore, che oggi ha 44 anni e allena la nazionale olandese (anche se il prossimo anno tornerà alla sua prima squadra, l'Ajax di Amsterdam), ha cambiato strategia e nel novembre scorso ha presentato istanza di conciliazione.
BENI BLINDATI - Nella partita fra il fisco e il campione olandese un ruolo decisivo è stato giocato, come detto, dalle autorità fiscali olandesi che hanno «blindato» i beni mobili e immobili del calciatore, attivando misure cautelari. In sede di conciliazione giudiziale l’Agenzia, sulla base della documentazione contrattuale e bancaria prodotta ha ricalcolato gli imponibili tenendo conto dei compensi effettivamente incassati nel 1997. Su tali imponibili ha determinato la maggiore imposta dovuta, su cui sono state applicate le sanzioni del caso, nella misura ridotta di un terzo, come previsto in caso di conciliazione.
02 marzo 2008
Non capisco perchè invece di trovare un accrodo non tergiversino...tra poco arriva Silvio e li aiuta lui questi poverini





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