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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito lega: il falso mito del radicamento sul territorio

    Il falso mito del radicamento sul territorio e una possibile exit strategy per il PD

    Incuriosito da qualche risultato elettorale sorprendente, ho provato ad analizzare il rapporto tra voto comunale e voto regionale nelle regioni dove c’e’ stato l’exploit della Lega. L’analisi non e’ certo facile poiche’ inficiata dalle mille liste civiche presenti soprattutto nei comuni piccoli, tuttavia per quelli sopra i 15mila abitanti diventa piu’ agevole poiche’ quasi ovunque si presentano i partiti nazionali. L’analisi a mio parere risulta particolarmente valida per la Lombardia, che ha portato al voto un discreto numero di grossi centri, di cui ben 3 capoluoghi di provincia, e ben distribuiti geograficamente. Meno significativa invece per Veneto e Piemonte causa lo scarso numero di grossi centri al voto, sebbene le dinamiche elettorali di Venezia risultino abbastanza in linea con l’analisi.

    Ho dunque raccolto i voti di PDL, PD e Lega in questi comuni sia per le elezioni comunali che per quelle regionali e ne ho calcolato il rapporto Voti Regionali su Voti Comunali, in breve se questo rapporto e’ maggiore di 1 il partito e’ andato meglio alle regionali che alle comunali, se invece e’ inferiore a 1 e’ andata in maniera opposta.

    Questi sono i risultati per







    Come si puo’ agevolmente vedere nel passaggio dal livello Regionale a quello Comunale e’ la Lega il partito che perde piu’ voti, circa il 13% in Piemonte e Lombardia, addirittura il 35% in Veneto, mentre paradossalmente e’ il PD il partito che piu’ si identifica con il territorio, trasportando tutti i voti conquistati dal Comune alla Regione e aggiungendone pochi altri.

    Se ne puo’ dedurre a mio parere che il voto alla lega non e’ un voto territoriale, o identitario, ma un voto ideologico, su temi ben precisi quali sicurezza e immigrazione. L’altro lato della medaglia e’ che questi voti, non essendo identitari sono piu’ facilmente contendibili, se non altro a livello locale come mostrano bene Lecco e Lodi.

    E qui sta la chiave per l’exit-strategy per il PD: rinnovare la sua classe dirigente partendo da coloro che sul territorio vincono e mangiano terreno alla Lega, fare emergere meritocraticamente queste persone a livello regionale e far partire da loro una rinnovata politica locale che vada a colpire i temi sui quali la Lega e’ divenuta partito d’opinione. Un percorso sicuramente lungo, ma fattibile, sicuramente piu’ dell’ingegneria elettorale cui tanti si stanno esercitando in queste ore.

    Il falso mito del radicamento sul territorio e una possibile exit strategy per il PD « il mondo visto da un pennuto
    Dannato Barone Rosso.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: lega: il falso mito del radicamento sul territorio

    Citazione Originariamente Scritto da morfeo Visualizza Messaggio
    Il falso mito del radicamento sul territorio e una possibile exit strategy per il PD

    Incuriosito da qualche risultato elettorale sorprendente, ho provato ad analizzare il rapporto tra voto comunale e voto regionale nelle regioni dove c’e’ stato l’exploit della Lega. L’analisi non e’ certo facile poiche’ inficiata dalle mille liste civiche presenti soprattutto nei comuni piccoli, tuttavia per quelli sopra i 15mila abitanti diventa piu’ agevole poiche’ quasi ovunque si presentano i partiti nazionali. L’analisi a mio parere risulta particolarmente valida per la Lombardia, che ha portato al voto un discreto numero di grossi centri, di cui ben 3 capoluoghi di provincia, e ben distribuiti geograficamente. Meno significativa invece per Veneto e Piemonte causa lo scarso numero di grossi centri al voto, sebbene le dinamiche elettorali di Venezia risultino abbastanza in linea con l’analisi.

    Ho dunque raccolto i voti di PDL, PD e Lega in questi comuni sia per le elezioni comunali che per quelle regionali e ne ho calcolato il rapporto Voti Regionali su Voti Comunali, in breve se questo rapporto e’ maggiore di 1 il partito e’ andato meglio alle regionali che alle comunali, se invece e’ inferiore a 1 e’ andata in maniera opposta.

    Questi sono i risultati per







    Come si puo’ agevolmente vedere nel passaggio dal livello Regionale a quello Comunale e’ la Lega il partito che perde piu’ voti, circa il 13% in Piemonte e Lombardia, addirittura il 35% in Veneto, mentre paradossalmente e’ il PD il partito che piu’ si identifica con il territorio, trasportando tutti i voti conquistati dal Comune alla Regione e aggiungendone pochi altri.

    Se ne puo’ dedurre a mio parere che il voto alla lega non e’ un voto territoriale, o identitario, ma un voto ideologico, su temi ben precisi quali sicurezza e immigrazione. L’altro lato della medaglia e’ che questi voti, non essendo identitari sono piu’ facilmente contendibili, se non altro a livello locale come mostrano bene Lecco e Lodi.

    E qui sta la chiave per l’exit-strategy per il PD: rinnovare la sua classe dirigente partendo da coloro che sul territorio vincono e mangiano terreno alla Lega, fare emergere meritocraticamente queste persone a livello regionale e far partire da loro una rinnovata politica locale che vada a colpire i temi sui quali la Lega e’ divenuta partito d’opinione. Un percorso sicuramente lungo, ma fattibile, sicuramente piu’ dell’ingegneria elettorale cui tanti si stanno esercitando in queste ore.

    Il falso mito del radicamento sul territorio e una possibile exit strategy per il PD « il mondo visto da un pennuto
    ottimo
    altra conferma del conformismo dei media tipo "trionfo della Lega"
    http://forum.politicainrete.net/elez...ella-lega.html

    Così ad occhio potrebbe valere ( più li conosci = più vicini , più li eviti!)

    mandalo al PD ed a quialche giornale di merda
    Ultima modifica di furbo; 05-04-10 alle 15:35
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  3. #3
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    Predefinito Rif: lega: il falso mito del radicamento sul territorio

    Sarebbe opportuno allargare il campione perché l'analisi sia generalizzabile. Bisognerebbe aspettare che l'Istituto Cattaneo renda accessibili i dati ITANES su questa tornata elettorale, così da verificare l'ipotesi anche al livello dei comportamenti elettorali individuali, la cui analisi sarebbe più affidabile dal punto di vista statistico. Sarà possibile valutare l'impatto delle varie componenti (ideologia, territorialità, identità, leaders, ecc.) sulle scelte di voto. Appena ho qualcosa di nuovo ve lo giro.
    Se uno è stronzo, nu' je posso dì stupidino - si crea delle illusioni - je devi dì stronzo!

    Gianfranco Funari

  4. #4
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    Predefinito Rif: lega: il falso mito del radicamento sul territorio

    Sì ma ragazzi, la Lega non vince solo per le sparate, parliamoci chiaro; i gazebo nei mercati ci sono, e ci sono quasi tutto l'anno, non a tre settimane dalle elezioni. Questo vuol dire essere radicati sul territorio, perchè non vi chiedete invece del fatto che il PD al Nord in pratica NON ESISTE PIU'?

  5. #5
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    Predefinito Rif: lega: il falso mito del radicamento sul territorio

    che la lega sia sempre più un partito d'opinione è chiaro.il mito del radicamento del territorio mi sembra na balla come quelli che nel 2008 son passati da rifondazione alla lega.
    i gazebo ci son sempre?mah, io parlo di bologna, mai visti , però qualcosa prende.anzi, a ogni tornata prende di più(o comunque mantiene i suoi voti, che non è da poco in una situazione simile)

    il pd al nord non prende un cazzo xkè non ha capito come tirava l'aria in tempo(e a dire la verità lo capisce poco pure adesso)
    Ultima modifica di MaRcO88; 17-04-10 alle 15:28
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  6. #6
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    Predefinito Rif: lega: il falso mito del radicamento sul territorio

    In Emilia Romagna sulle europee ha guadagnato 10061 voti
    nella sola provincia di Sondrio ne ha persi 12045 ( un elettore su 4 )
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  7. #7
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    Predefinito Rif: lega: il falso mito del radicamento sul territorio

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    che la lega sia sempre più un partito d'opinione è chiaro.il mito del radicamento del territorio mi sembra na balla come quelli che nel 2008 son passati da rifondazione alla lega.
    i gazebo ci son sempre?mah, io parlo di bologna, mai visti , però qualcosa prende.anzi, a ogni tornata prende di più(o comunque mantiene i suoi voti, che non è da poco in una situazione simile)

    il pd al nord non prende un cazzo xkè non ha capito come tirava l'aria in tempo(e a dire la verità lo capisce poco pure adesso)
    Tu stai a Bologna da quanto ho capito, io in Brianza (che è un'area molto meno leghista rispetto alle valli bergamasche o ala provincia di Sondrio); ti garantisco che il radicamento sul territorio esiste eccome, e non è una balla. Le uniche balle le contano gli omini del PD, che ogni volta prendono scoppolate e si giustificano dicendo che chi non vota per loro sono gli ignoranti leghisti. Per me possono pure pensarla così per i prossimi duemila anni, perchè vorrebbe dire che al Nord non li vedremo più fino a quando il Sistema Solare si estinguerà :sofico:

 

 

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