DOMA' NUNCH
Associazione econazionalista Insubre
www.eldraghbloeu.com



COMUNICATO STAMPA DEL 3 MARZO 2008
Sostegno all'Assessore Pietro Mezzi: stop ai cementificatori nel Milanese!


Apprendiamo dall'edizione di sabato 1 marzo de Il Cittadino, diffuso bisettimanale di Monza e Brianza, che molte Amministrazioni Comunali hanno esposto le loro "perplessità" sui vincoli sulle aree verdi e agricole presentate dall'Assessore Pietro Mezzi della Provincia di Milano, che in questi giorni sta dialogando circa il nuovo Piano Territoriale Provinciale. Riportando le parole della testata brianzola "secondo molti primi cittadini, in particolare di centro destra, Milano sarebbe intervenuta con mano troppo pesante ed avrebbe ipotecato la pianificazione della Brianza" e ancora "in parecchi temono di aver pochi margini di manovra sul proprio territorio e che le attuali aree agricole siano destinate a rimanerlo per molti anni". Mezzi si è quindi giustamente distinto per un piano di tutela delle aree verdi e di recupero delle aree dismesse, piuttosto che per il consumo di altro territorio.

Domà Nunch ritiene pertanto che le osservazioni dei Sindaci siano inaccettabili non solo sotto un profilo tecnico ma anche morale. <<E' ormai chiaro>> sostiene Matteo Colaone, portavoce degli econazionalisti, <<che si sia giunti al nocciolo della questione: quando un Assessore Provinciale decide di togliere le aree agricole e naturali dalle mani della cricca dei Sindaci e delle immobiliari, allora diviene evidente chi vuole arricchirsi svendendo la propria Terra e chi la riconosce come un valore più importante di ogni altra falsa considerazione economicista. Lo sviluppo non è più nè sostenibile nè tollerabile in aree dove la cementificazione è al 60 o al 70% del territorio.>>

Ricordiamo inoltre che Mezzi si sta battendo per la realizzazione della Dorsale Verde Nord Milano, che Domà Nunch ha sostenuto nell'ultimo numero de El Dragh Bloeu. <<Si tratta di un progetto molto interessante che permetterà di conservare una fascia ininterrotta di boschi e campagne fra Adda e Ticino, così da bloccare l'espansione urbana nel Milanese e creare dei veri corridoi ecologici. Chi ritiene questa speranza assurda è perchè ha degli interessi particolari. I Sindaci dovrebbero comprendere le preoccupazioni di Milano e piuttosto ribellarsi a Roma, che ha tagliato i finanziamenti ai Comuni e che li "obbliga" a puntare solo sugli oneri di urbanizzazione. Ma evidentemente i loro burattinai di partito preferiscono lo status quo: un'Insubria sempre più povera che consumi se stessa ma che continui a foraggiarli, anche a costo di un disastro ambientale che perdura da decenni>>.

Domà Nunch invita l'Assessore non solo a continuare la resistenza, ma ad impegnarsi affichè questi affaristi di paese non l'abbiamo vinta! Basta ciment!



ALCUNI NUMERI DELL'EMERGENZA AMBIENTALE NEL MILANESE
Fonte: Assessore Provinciale di Milano al territorio P.Mezzi, dal sito eddyburg.it

La Provincia di Milano è da qualche tempo alle prese con il rifacimento del Piano Territoriale di Coordinamento (PTCP). Ecco alcuni dati:

Numero di Comuni: 189
Territorio urbanizzato: 34%
Territorio edificabile: 42,7% = 159 km2

Territorio edificato ed edificabile:
Milano città: 70%
Brianza occidentale: 66%
Brianza centrale: 57%
Brianza orientale: 37%
Castanese e Magentino: 31%
Alto Milanese/Sempione: 60%
Sud Milano: 19%

Quest’ultimo risultato confortante è reso possibile dall’esistenza dal 1990 del Parco Regionale Agricolo Sud Milano, che in molti, a destra e a sinistra, vorrebbero modificare. La letteratura scientifica
sostiene che, superato il limite del 55%, un territorio è nell’impossibilità di rigenerarsi dal punto di vista ecologico e ambientale.