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    Predefinito Incidenti sul lavoro: altri 4 morti.

    http://notizie.alice.it/notizie/topn...?pmk=nothpstr1

    MORTI BIANCHE; MOLFETTA,5 OPERAI CADUTI IN AUTOCISTERNA: 4 MORTI

    L'incidente è avvenuto nel pomeriggio, un ferito gravissimo

    postato 16 min fa ARTICOLI A TEMA



    Roma, 3 mar. (Apcom) - Quattro operai sono morti in una autocisterna che trasportava zolfo in polvere mentre facevano degli interventi di manutenzione al suo interno. L'autocisterna si trovava all'interno della zona industriale di Molfetta e appertiene all'azienda Trac Center di Molfetta. Un quinto operaio è stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale locale. L'incidente è avvenuto intorno alle 16. Le vittime, a quanto si apprende, sarebbero il titolare della ditta, l'autista dell'autocisterna e due operai.

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  2. #2
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    Pare siano cinque...



  3. #3
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    www.repubblica.it

    MOLFETTA - Un'altra strage sul lavoro. A Molfetta, cinque operai sono morti intossicati dalle esalazioni di zolfo provenienti da un'autocisterna. Ricoverato anche un sesto intossicato: le sue condizioni sono preoccupanti. Tra le vittime, il titolare dell'azienda e l'autista dell'autocisterna.


    però alla radio dicono che il sesto non sarebbe grave.

  4. #4
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    Ennesima tragedia sul lavoro, Cgil Cisl e Uil pressano il governo
    "Strage vergognosa, serve una grande iniziativa di riforma sulla sicurezza"
    Molfetta, i sindacati: 'Subito il decreto'
    Napolitano: 'Tragica catena di morte'




    Guglielmo Epifani

    ROMA - "Una tragica catena di morte": così commenta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l'ennesimo dramma sul lavoro, la morte di quattro persone nella zona industriale di Molfetta, in provincia di Bari. Compatta la reazione dei sindacati: fermare questa "intollerabile carneficina" sollecitando l'approvazione del decreto attuativo del testo per la sicurezza sul lavoro. La sinistra radicale pressa il governo affinché si riunisca in seduta straordinaria e vari i decreti attuativi della legge sulla sicurezza. Una "strage vergognosa e intollerabile", dice Alfonso Pecoraro Scanio. Sul luogo della tragedia il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che denuncia la "troppa inefficacia della politica nell'affrontare il tema".

    Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, parla di "gesto eroico di lavoratori che hanno perso la vita nel tentativo di salvare un compagno" e ricorda che "in queste ore, con Cisl e Uil, stiamo sollecitando l'approvazione del decreto attuativo del testo per la sicurezza sul lavoro, non è possibile attendere oltre per fermare questa intollerabile carneficina". "Basta con le lacrime di coccodrillo dei governanti", dice il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che chiede "una grande iniziativa di riforma sulla sicurezza".

    Solidarietà, commozione e un monito: "Che cosa si aspetta per varare i decreti attuativi della legge sulla sicurezza - si chiede il segretario del Prc, Franco Giordano - cosa deve succedere ancora perché il governo decida di riunirsi in seduta straordinaria, senza perdere un minuto di più, per mettere un freno a questo stillicidio?". A pochi giorni dalla morte di Fabrizio Cannonero a Genova "dobbiamo già registrare un'altra tremenda strage - osserva Giordano - quattro vittime delle assurde condizioni di insicurezza che gravano sui lavoratori italiani".



    "Cordoglio" e "rabbia", il monito ad "agire immediatamente per fermare questa tragica spirale", e l'appello a Romano Prodi affinché "convochi il Consiglio dei ministri per varare immediatamente il decreto attuativo relativo al testo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro": il leader dei Verdi e ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, sottolinea l'urgenza di "una prima misura indispensabile per interrompere questa intollerabile e vergognosa strage". Un Consiglio dei ministri urgente, aggiunge il segretario dei Comunisti italiani, Diliberto, "perché Prodi chiuda questa legislatura con una manovra a favore dei lavoratori".

    Una tragedia, osserva Cesare Salvi della Sinistra Arcobaleno, amplificata "dalla solidarietà tra i lavoratori, che sono morti cercando di prestare soccorso ai loro compagni in difficoltà" e registra invece "la totale mancanza di solidarietà istituzionale, non quella delle belle parole, ma quella delle leggi": "Il Parlamento ha già approvato le nuove norme sulla sicurezza: perché il Consiglio dei ministri non ne approva immediatamente i decreti attuativi? Che cosa sta aspettando Prodi, il via libera di Calearo e Colaninno? E' uno scandalo - conclude Salvi - che sta costando troppo caro".

    (3 marzo 2008)

    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...-reazioni.html

  5. #5
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    Terrificante.

  6. #6
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    eppure continuano a parlare e parlare invece di fare qualcosa di concreto

  7. #7
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    Se va avanti cosi' la classe operaia sparisce davvero.Questi episodi denotano anche il calo di coscienza dei lavoratori, che non li porta per primi ad intervenire verso l'azienda quando questa non applica le misure necessarie, ma anche verso i colleghi quando non prestano attenzione.

  8. #8
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    10:00 D'Alema: "Pd con Damiano" "La posizione del Partito democratico non è quella dei falchi di Confindustria perchè la posizione del Pd è quella rappresentata dal ministro Damiano". Lo ha sottolineato il vicepremier Massimo D'Alema parlando del decreto legislativo sulla sicurezza nel mondo del lavoro alla trasmissione 'Omnibus'.



    http://www.repubblica.it/2008/03/dir...rzo/index.html

    Lavoro, domani il decreto sicurezza
    Confindustria: "Siamo indignati"


    Bombassei: "Le tragedie non devono creare divisioni. Così non va"
    Replica di Bersani: "Dalle imprese allarme non giustificabile"



    Palazzo Chigi

    %

  9. #9
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    Sì al dl sicurezza sul lavoro
    ma Confindustria non ci sta


    Prodi: "Non è un decreto punitivo. Polemiche e opposizioni sono un'offesa verso i lavoratori"


    Luca Cordero di Montezemolo

    ROMA - "Ci sarà una sorta di redenzione". Il ministro della Giustizia Luigi Scotti spiega così la parte del decreto sulla sicurezza sul lavoro - approvato oggi dal consiglio dei ministri - nella quale si stabilisce che, nei casi in cui è previsto l'arresto, "se l'imprenditore rimette tutte le cose a posto gli si applica una sanzione pecuniaria da 8 a 24 mila euro".

    Norme che la tragedia di Molfetta ha riportato drammaticamente d'attualità. E che il Governo ha varato nonostante la contrarietà di Confindustria e della altre associazioni di categoria. "Inasprendo le pene non si salva nemmeno una vita umana perché bisogna prevenire. L'impianto è tutto spostato sulle sanzioni e non sulle regole", dice il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo.

    Ma Romano Prodi spiega: "Questo decreto non ha intenti punitivi, non mette nel mirino le imprese ma mette al centro la tutela della persona umana e il suo diritto a un lavoro il più sicuro possibile". E le polemiche e le contrapposizioni, dice ancora il premier, "sono un'offesa nei confronti di tutti e soprattutto verso i lavoratori".

    Non la pensa così il responsabile per le relazioni industriali di Confindustria, Giorgio Usai: "'Il nostro giudizio e' di insoddisfazione: si è persa una buona occasione per dare un ottimo servizio allo stato". Parole pronunciate al termine della riunione tra Governo e parti sociali. "Così si fa demagogia, si rende difficile l'attività delle imprese serie - insiste Montezemolo - ma si rischia di non salvare una vita in più, che noi imprenditori consideriamo il primo valore da tutelare". Serve, dice il presidente di Confindustria, "un sistema serio di pene e sanzioni per chi commette violazioni gravi in una materia così delicata. Ma occorrono regole chiare e soprattutto bisogna fare cose precise, in positivo: più formazione, più prevenzione, più cultura della sicurezza".


    Ma l'esecutivo insiste e difende le nuove norme. Che, dice il ministro del Lavoro Cesare Damiano, "si muovono da una logica semplice: la proporzionalità alla violazione. Il sistema sanzionatorio è estremamente calibrato". Un risultato di cui "siamo molto soddisfatti" conclude il ministro.

    (6 marzo 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/03/sez...sicurezza.html



    Ultima occasione di Prodi per lasciare il Governo con un decreto con gli attributi, che scontenti per una volta Confindustria ed accontenti i lavoratori salariati.
    Mi auguro che prevarrà la linea dura da parte del Presidente Buono.

  10. #10
    are(a)zione
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    Rischio infortuni, 2 anni di prigione
    Ecco il decreto sulla sicurezza


    E' il provvedimento, molto atteso, che applica la legge 123
    di FULVIO TOTARO



    L'autocisterna della tragedia

    ROMA - Prevenzione, vigilanza, ispezioni, ma soprattutto sanzioni più severe per fermare la contabilità degli incidenti e dei morti sul lavoro. C'è tutto questo nel testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a cui hanno lavorato i ministeri del Lavoro e della Salute: più di 300 articoli che riordinano 50 anni di legislazione. È già pronta una bozza che domani potrebbe essere consegnata a palazzo Chigi; manca ancora un passaggio al ministero della Giustizia per valutare la parte sulle sanzioni che contiene alcune novità.

    La bozza prevede tre livelli di sanzione: per le violazioni non sostanziali, che non provocano rischi per i lavoratori, ci sono solo delle ammende, ma saranno più severe le contravvenzioni anche per progettisti, fabbricanti, installatori. C'è l'arresto da sei a dodici mesi o l'ammenda fino a 15 mila euro per il datore di lavoro che non fa la valutazione del rischio o non nomina il responsabile della prevenzione e per le altre violazioni che mettono in pericolo i lavoratori.

    Per le aziende con rischi chimici, esplosivi o cancerogeni e le imprese edili, in caso di violazioni più gravi, è previsto l'arresto fino a due anni, senza alternative. Le nuove norme inoltre recuperano le aggravanti già previste in caso di lesioni colpose e omicidio colposo.

    Sono sanzioni proporzionate alla gravità della violazione, spiega Cesare Damiano, ministro del Lavoro: "Non al di sotto di quanto prevede la legge 626 del 1994 e non al di sopra di quanto stabilito dalla delega". Proprio la legge delega, la numero 123, approvata ad agosto, contiene delle norme che sono già operative, come la sospensione dell'attività o la chiusura del cantiere fino alla messa in regola, per le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza.

    Ma il testo unico prevede anche il rafforzamento delle attività ispettive, la formazione dei lavoratori e incentivi per le imprese che si mettono in regola. Le sanzioni da sole non bastano anche perché spesso arrivano quando non c'è più niente da fare, spiegano al ministero, ma se sono proporzionate alle violazioni possono fare da deterrente e ridurre il numero degli infortuni che negli ultimi anni sono sempre stati più di 900 mila.


    I morti sul lavoro, invece, sono più di 100 al mese: nel 2006 sono stati 1341, mentre il conto per il 2007 non è ancora pronto, ma secondo le denunce trattate finora dall'Inail, l'anno scorso gli infortuni mortali sono stati meno di 1300. Per il 2008 non ci sono dati certi: secondo la Cgil i lavoratori morti dall'inizio dell'anno sono almeno 180: dati sottostimati, spiegano al sindacato, perché serve tempo per verificare le cause degli incidenti.

    Servirà del tempo anche per il via libera al testo unico: la delega scade a maggio, ma dopo l'approvazione del governo le nuove norme dovranno passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti e della conferenza Stato-Regioni. I morti di questi giorni, dice Damiano, siano un invito a tutte le parti in causa: "serve un atto di responsabilità per vincere le resistenze residue all'approvazione del testo, nell'interesse generale del paese". Ogni giorno perso, dicono le statistiche, ci sono tre morti in più.


    (4 marzo 2008)

    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...za-lavoro.html

 

 
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