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    Predefinito Morti sul Lavoro, le responsabilità

    Morti sul Lavoro, le responsabilità.
    Pubblicato da candidonews su 4 Marzo, 2008

    La tragedia di Molfetta, in cui cinque operai sono rimasti uccisi mentre pulivano una cisterna, deve far riflettere. Oggi tutte le Istituzioni, dal Governo ai Sindacati passando anche per Confindustria, ripetono le stesse cose, fanno le stesse promesse, propongono le stesse soluzioni. Domani, a funerali terminati, come per il caso della Tyssen, tutto cadrà nel dimenticatoio, seppellito da una campagna elettorale gia nel vivo o dai nuovi pettegolezzi su Sarkozy e Carla Bruni.

    L’Italia ha il primato delle morti Bianche in Europa e le cose non migliorano; in dieci anni (fonte Anmil) gli infortuni mortali nel nostro Paese sono diminuiti solo del 25,49%, in Germania del 48,3%, in Spagna del 33,64%, nell’Unione Europea del 29,41%.

    Il totale dei morti 2007 superano le mille unità (erano 1302 nel 2006) mentre in Germania (che ha 80 milioni di abitanti contro i nostri 58) sono stati poco piu di 800.

    La verità che pochi dicono è che dietro alcune tragedie ci sono delle precise responsabilità politiche e non solo dei singoli imprenditori.

    Punto 1.
    L’istituzione dei contratti di collaborazione che hanno, inevitabilmente, provocato un forte aumento del potere ricattatorio degli imprenditori sui lavoratori. Lavoratori che in questo caso non hanno diritto a permessi, ferie, malattia e possono essere licenziati in qualsiasi momento. Provate a fare il muratore con contratto precario, direste di no al vostro capo se vi chiedesse 2-3 ore di straordinario o di lavorare senza le adeguate protezioni?. Nel 2003 la Legge Biagi, voluta dal governo Berlusconi ha reso “stabile” il precariato ed il governo Prodi, anche per colpa delle sue continue divisioni interne, non ha fatto molto per risolvere la situazione.

    Punto 2.
    Vogliamo parlare dei risarcimenti? In quel caso oltre al danno c’è anche la beffa. La riforma realizzata dal Governo di centrosinistra con il decreto legislativo 38/2000 ha introdotto, in via sperimentale, la copertura del danno biologico, di fatto, dicono dall’Anmil, ha comportato un “netto ridimensionamento del livello delle prestazioni in rendita se non addirittura la trasformazione dell’indennizzo da rendita, a capitale liquidato una tantum”. Se un lavoratore infortunato che perde un piede ha una moglie e un figlio a carico e una retribuzione media, si ritrova oggi a percepire dall’Inail il 13,39% di rendita in meno (ovvero 963 euro l’anno) ripetto a quanto previsto del regime precedente al Decreto 38/2000. La perdita in termini di risarcimento in sede civile sarebbe poi pari a circa 45 mila euro.

    Punto 3.
    Nel 2003 il Governo Berlusconi ha eliminato l’esistenza di una durata massima ordinaria della giornata lavorativa di 8 ore (più 2 di eventuale straordinario volontario). Cosi facendo ha legittimato anche orari di 13 ore consecutive. Provate a guidare un treno per 13 ore consecutive o a stare su una impalcatura per 12 ore di seguito…. e poi ci stupiamo se accadono delle tragedie.

    Il Presidente del Consiglio Prodi fu molto duro dopo le morti della Tyssen, riporto testualmente :“In molti casi c’è una responsabilità delle imprese. Soprattutto in alcuni settori come l’edilizia abbiamo trovato in tantissimi casi la mancanza anche delle più elementari regole di sicurezza. In un anno abbiamo messo in regola 140.000 lavoratori che erano clandestini e quindi fuori da ogni regola e protezione” “Troppo spesso la logica del profitto mette in secondo piano il rispetto della persona umana prima ancora che i diritti dei lavoratori. Non si può morire di lavoro in un luogo dove tra l’altro si combatteva per non perdere il lavoro”.


    Il Governo però è caduto ed ora che il Ministro Damiano sta cercando di varare un decreto sulla sicurezza del lavoro ecco che la Confindustria fa resistenze, lo ammette lo stesso ministro proprio oggi dicendo “Ci sono state resistenze da parte di Confindustria sul tema delle sanzioni. Mi auguro che queste difficoltà vengano superate. Il Paese si aspetta una risposta dovuta, seria e forte”.

    A questo punto, analizzati i fatti e le responsabilità, non risulta sicuramente molto credibile chi, come Veltroni, candida il Presidente di Federmeccanica Calearo che, in una puntata di Ballarò, arrivò a dire che le Imprese fanno piu fatica dei lavoratori dipendenti ad arrivare a fine mese!

    Nessuno vuole criminalizzare tutto il mondo imprenditoriale ma sono necessarie delle regole ferree, delle punizioni severe per i responsabili, delle tutele serie per i lavoratori. Chiedere questo non è da estremisti bolscevichi ma da PERSONE RESPONSABILI!

    Il mondo politico dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza in casi come questi, mentre come al solito li vedremo sfilare silenziosamente ai funerali dei prossimi Martiri del Lavoro.

    Danny

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    ma ovviamente la soluzione è abbassare le tasse alle imprese, candidare falchi di confindustria, ridurre garanzie e tutele dei giovani lavoratori, abbattere quei vecchi steccati ideologici insomma!...siamo tutti sulla stessa barca, tutti una grande famiglia!
    la cosa che mi fa incazzare è che si pensa a detassare gli straordinari rendendoli piu convenienti e cosi facendo però si aumenta il rischio di incidenti sul lavoro per orario troppo prolungato. Al lavoratore fa gola qualche ora in piu è chiaro... ma poi?

  3. #3
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    basterebbe applicare le leggi che già ci sono e fare piu' controlli!
    ma in Italia chi controlla il controllore??
    siamo un paese di furbi

  4. #4
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    la colpa è di tutti...come sempre...



    le aziende nn fanno quello che dovrebbero fare in alcuni casi
    chi dovrebbe controllare nn controlla
    chi lavora ognitanto fa stronzate



    e i risultati sono quelli sotto gli occhi di tutti




    PS: Comunque siamo nella media europea x morti sul lavoro....

  5. #5
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    come per gli incidenti stradali, ci sono perchè ognuno pensa ai c...suoi, siamo un popolo un po' così.....

  6. #6
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    esatto




    i 5 morti di ieri sono legati a cosa?



    stavano facendo un lavoro in che modo?
    rispettavano le regole?



    nn possiamo mica mettere della gente che controlla tutti i lavoratori....

  7. #7
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    in italia è pieno di leggi inapplicate e a volte inapplicabili

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    ma ovviamente la soluzione è abbassare le tasse alle imprese, candidare falchi di confindustria, ridurre garanzie e tutele dei giovani lavoratori, abbattere quei vecchi steccati ideologici insomma!...siamo tutti sulla stessa barca, tutti una grande famiglia!
    straquoto ed aggiungo che se poi ti ritrovi anche i nostri sindacati(pagliacci) arrivi velocemente al perchè siamo i primi in morti bianche.

  9. #9
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    MORTI BIANCHE: IL CDM PRONTO A INASPRIRE LE SANZIONI

    SCONTRO GOVERNO-CONFINDUSTRIA

    Dura polemica tra il ministero del Lavoro e Confindustria sul tema della sicurezza sul lavoro. "Ci sono resistenze della Confindustria sul tema delle sanzioni. Mi auguro vengano superate. Il Paese si aspetta una risposta dovuta, seria e forte", ha detto il ministro dimissionario del Lavoro, Cesare Damiano, sul dlgs in materia di sicurezza sul lavoro che dovrebbe essere approvato giovedi'. Damiano ha aggiunto che sul titolo primo del dlgs ("il piu' importante") le parti sociali hanno gia trovato un accordo domenica scorsa dopo tre giorni di trattative no stop. Ora si sta lavorando con il ministero della Giustizia sul tema delle sanzioni. "Da mesi - ha spiegato - procediamo a ritmi accelerati. Dobbiamo compiere un'opera immane di revisione di una legislazione trentennale".

    Si' all'utilizzo del 'tesoretto' Inail da 12 miliardi per programmi di prevenzione ma "l'aggravamento delle sanzioni e' inaccettabile". Questa la posizione di Confindustria, secondo quanto riferito all'Agi dal direttore generale di viale dell'Astronomia Maurizio Beretta. Quella di utilizzare una parte dell'avanzo di gestione dell'Inail, ha ricordato Beretta, "e' una richiesta che noi facciamo da tempo perche' sono soldi versati dalle imprese per un avanzo cospicuo di gestione" e che appunto ora viene custodito dall'Inail. A suo giudizio, "e' necessario utilizzare queste risorse per specifici programmi di prevenzione ma e' incomprensibile l'aggravamento di sanzioni" a carico delle imprese, come prevede il decreto attuativo del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro che dovrebbe ora approdare in Consiglio dei Ministri.

    L'ultimo scoglio e' stato superato: i ministeri interessati (Lavoro, Salute e Giustizia) hanno trovato la quadra sulle sanzioni da comminare a chi viola le norme sulla sicurezza dei lavoratori. Lo riferisce il sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta, al termine della riunione sul decreto attuativo della legge delega che si e' svolta oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, presenti anche il ministro del Lavoro Cesare Damiano e il sottosegretrio alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. "E' stata trovata una sintesi - spiega Patta- qualche richiesta di modifica avanzata da Confindustria e' stata accolta, ora ci aspettiamo un atteggiamento positivo da parte degli industriali". Le sanzioni "sproporzionate", aggiunge Patta, sono state limate e l'apparato razionalizzato in modo da "evitare piu' multe per la stessa violazione". L'impianto complessivo rimane pero' inalterato. Non viene toccata in particolare la previsione del solo arresto fino a due anni per i responsabili delle aziende con rischi chimici, esplosivi o cancerogeni che non facciano la valutazione del rischio. Misura strenuamente avversata da Confindustria, che chiedeva l'alternativa dell'ammenda. "Parliamo solo di quelle imprese che svolgono attivita' molto pericolose tipo quelle sottoposte alla direttiva Seveso - conclude Patta - chi non fa la valutazione del rischio e' un criminale". (AGI)


    - Roma, 4 marzo -


    http://www.agi.it/politica/notizie/2...11191-art.html

  10. #10
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    non è che sono favorevoli all'utilizzo del tesoretto inail, dato che poi parte dei soldi se li prendono le imprese per organizzare i corsi?ho questo dubbio......(dato che quand'ero in Galbani, lo stato sovvenzionava tali corsi/sega).

 

 
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