L'Ararat Kebab appena dopo il tragico omicidio di Horan Cetin
Al centro l'Assessore regionale di Rifondazione comunista Damiano Stufara
A destra il portavoce provinciale de La Destra Gianluca Procaccini
“La società multietnica non è il lunapark dell’umanità felice, ma una società che fa male. A chi emigra, a chi resta e a chi ospita. E’ inaccettabile l’accusa di razzismo rivolta dall’assessore Damiano Stufara alla comunità ternana. E’ inaccettabile che l’assessore Damiano Stufara, con il suo untuoso umanitarismo, figlio di decenni di cultura radicale, progressista e marxista, risponda alle problematiche che la società multietnica evoca, con proclami alla caccia al razzismo, che non ha radici nella città di Terni. Ben altre sono le violenze e le intemperanze che albergano in città, gli assalti a sassate alla sede de La Destra, ne sono la più recente dimostrazione. E qui la sociologia della tolleranza predicata da Damiano Stufara viene disattivata. L’integrazione di altre razze e di altre culture, o quantomeno il rispetto dell’altro, è sempre difficile, ma è più possibile in una società ove sussiste il senso di appartenenza comunitaria, che nella società spaesata e tendenzialmente universale, predicata da Damiano Stufara. Perché una società radicata assegna valore alle diversità etniche e culturali. Una società apolide, invece le relativizza e le svalorizza. Qui contano solo gli winners, cioè i vincenti. E dunque per i ceti più deboli, per i popoli più poveri, c’è solo emarginazione. E’ questo il vero razzismo dei nostri anni. Occorre passare ad una specie di internazionale delle patrie, in cui le patrie si coalizzano per difendere le proprie radici e la propria peculiarità dal comune avversario. Il globalismo che omologa, che trita le diversità, e concepisce solo individui nudi, e che trova sulla stessa linea, a differenti livelli, un variegato panorama: dai pacifisti umanitari, ai cattolici democratici, dai liberal-progressisti ai socialdemocratici. Sullo sfondo non mancano circoli finanziari e massonici, multinazionali e grandi industrie protese verso la globalizzazione del mercato. Il progetto è far seguire a questo mondialismo degli affari, un mondialismo etico, che trovi fondamento nei diritti dell’uomo ed espressione di un’umanità liberata dalle frontiere terrene e ultraterrene. Pendant e sottofondo necessario di questa visione “eucumenica” è l’individualismo, ovvero la considerazione dell’uomo come entità irriducibile ed autonoma rispetto ad ogni ambito e dunque errante; facilmente spostabile, inappartenente. Non è il caso di sprecare le proprie energie per insultarsi fra dirimpettai di marciapiede quando il rullo compressore minaccia di spianare la strada. Ogni persona che rispetti la cultura e la tradizione del proprio popolo è nostro fratello. “

Gianluca Procaccini
Portavoce provinciale La Destra Terni

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