BARI (Reuters) - E' morto questa mattina il quinto degli operai rimasti coinvolti nel tragico incidente occorso ieri a Molfetta presso una ditta specializzata in lavaggio di cisterne.
Lo riferiscono i carabinieri.
Il decesso di Michele Tasca - questo il nome dell'operaio ventenne - è avvenuto verso le 5.30 per le gravi lesioni ai polmoni causate dalle esalazioni, come riferito da fonti mediche dell'ospedale di Monopoli, e si va ad aggiungere a quelli di Vincenzo Altomare, 60 anni, titolare della ditta Truck Center, e degli operai specializzati Guglielmo Mangano, 44 anni, Biagio Sciancalepore, 24 anni, e Luigi Farina, 37.
Secondo le ricostruzioni dell'incidente, le esalazioni di zolfo sprigionate da un'autocisterna hanno colpito un primo operaio che vi era entrato per verificare che la prima fase di lavaggio fosse avvenuta correttamente.
E' possibile che le spazzole-sonda o gli speciali detergenti impiegati per il lavaggio non siano stati efficaci nell'eliminare lo zolfo in polvere, e che l'operaio sia rimasto intossicato andando quindi incontro alla morte. Gli altri, entrati uno dopo l'altro per salvarlo, hanno avuto la stessa sorte.
Le condizioni del giovane erano apparse gravissime già da ieri, quando era stato inizialmente ricoverato nell'ospedale di Molfetta per poi essere trasferito nel reparto rianimazione di quello di Monopoli, dove questa mattina è avvenuto il decesso.
Nella catena di morte poteva finire anche un sesto operaio, Cosimo Ventrella, 54 anni, ora ricoverato all'ospedale di Molfetta perché lievemente intossicato. I carabinieri hanno riferito che è fuori pericolo.
Il presidente del Consiglio uscente Romano Prodi ha assicurato oggi che giovedì mattina il Consiglio dei ministri approverà il decreto legislativo sulle norme di sicurezza, mentre i lavoratori pugliesi hanno indetto per domani uno sciopero in segno di protesta contro l'emergenza, come spiegano in un comunicato le segreterie di Cgil, Cisl e Uil.
"Sciopero di 2 ore per esprimere lo sdegno di tutti i lavoratori pugliesi e sollecitare il governo all'emanazione urgente del Testo Unico sulla sicurezza sui posti di lavoro, evitando che la fine prematura della legislatura faccia decadere i termini della delega", recita la nota.
Ma sembra non fermarsi la serie di morti sul lavoro. Questo pomeriggio, infatti, un operaio edile di 38 anni è morto e un altro è rimasto ferito a Diano Marina, in provincia di Imperia, a causa del crollo di un muro nel cantiere in cui stavano lavorando, riferisce la polizia.
"LO ZOLFO DA SOLO NON PUO' AVERE UCCISO"
Giovedì, dice una fonte medico-legale, inizieranno presso l'Istituto di medicina legale di Bari le autopsie sui cadaveri. I medici legali individuati dalla Procura di Trani - competente per territorio - per gli accertamenti necroscopici sono Giancarlo Divella e Biagio Solarino, che oggi hanno effettuato una prima ispezione cadaverica nel cimitero di Molfetta. Saranno coadiuvati dal tossicologo Roberto Gagliano Candela.
E intanto si cerca di capire quali sostanze abbiano provocato il disastro.
"Lo zolfo da solo non può aver causato al tragedia, deve essere combinato con altre sostanze", ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Bari, il colonnello Gianfranco Cavallo.
Secondo la fonte medico-legale, "certo nell'autocisterna non c'era acido solforico, altrimenti si sarebbe sciolto il container... Ora bisognerà verificare quali altri eventuali sostanze miste allo zolfo possano aver scatenato il mix micidiale che ha ucciso a Molfetta" e se, eventualmente, i decessi possano essere stati provocati anche dal "contatto di sostanze letali con i corpi delle vittime".
Sull'incidente è stato aperto un fascicolo da parte della procura di Trani con l'ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, e sono state disposte le autopsie sui corpi di tutte le vittime, come riferito da fonti investigative.
Il magistrato Giuseppe Maraffa si è recato sul posto stamattina per un primo sopralluogo.
Questa notte i carabinieri hanno effettuato sopralluoghi ed accertamenti, e fonti investigative hanno riferito che non si sa se il primo operaio avesse la maschera, ma sicuramente non l'avevano gli altri che si sono calati man mano nella cisterna.
AVVOCATO SOCIETA': PERCHE' IL LAVAGGIO NON E' STATO EFFETTUATO SUBITO?
"La morte del primo operaio è stata fulminante, ma sia Mangano (il primo operaio a morire, n.d.r.) che gli altri dell'equipe eseguivano quei lavaggi in maniera routinaria, solo nell'ultima settimana ne avevano fatti sette", ha detto Bepi Maralfa, avvocato della Truck Center.
Interpellato al telefono da Reuters sul perché gli operai non avessero maschere né scafandri per eseguire lavaggi di materiali altamente tossici, ha risposto che "per il primo operaio specializzato la situazione è stata imprevista e imprevedibile perché quella cisterna che riporta la scritta Fs (Ferrovie dello Stato) risultava ferma dal dicembre 2007 nello scalo ferroviario di Bari. Questo ci induce a pensare che fattori esterni come l'umidità abbiano cristallizzato lo zolfo che una volta scosso nella prima operazione di lavaggio è diventato polvere mortale".
Se l'autocisterna fosse stata trasportata subito dopo l'uso presso la Truck Center per essere lavata, come avviene di solito, "lo zolfo si sarebbe presentato ancora liquido e forse avrebbe salvato la vita di Mangano e a catena anche quella degli altri colleghi che in un tentativo estremo eroico di salvarsi l'un l'altro sono finiti nella trappola mortale", ha aggiunto, precisando che il trasporto per il lavaggio è stato effettuato da una ditta subappaltatrice delle Fs, la 5 Biotherm.
http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/200...o-ca02f96.html




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