5 aprile 2010
Le telecamere di Annozero a Stezzano tra razzismo e immigrati sfruttati pronti a rischiare la vita per la paga
di Corrado Formigli
http://antefatto.ilcannocchiale.it/g...?id_blog=96578
La prima volta il cellulare trilla che sono a Padova. É la redazione, mi leggono un’agenzia: tre egiziani arrampicati su una gru, a Stezzano, porte di Bergamo. Si sono cosparsi di gasolio, chiedono soldi arretrati al datore di lavoro. Duecento chilometri. Pesto sul gas, avviso la troupe. Mi mangio la strada. Troppo tardi. Stezzano è campagna inghiottita di botto, ci sono queste villette – ottanta, novanta – che si allungano come uno sbaffo di calce colorata sui campi umidi della bassa bergamasca. Da lontano mi ha guidato la gru, una gru alta settanta metri. Inchiodo sul piazzale davanti al cantiere e d’istinto guardo in alto: nulla. Il mostro d’acciaio giallo gira su se stesso con ronzio di motori elettrici. Sembra proprio un pomeriggio tranquillo per il giovane capocantiere della ditta Sandrini di Bergamo. Invece sono state due ore d’inferno. E poi un casino cancellare le tracce, per lasciare i giornalisti a bocca asciutta. "Quando sono arrivato erano già tutti in pausa pranzo, spariti gli operai appesi alla gru – mi spiega Antonello Simula, sindacalista della Fillea dall’aria mite – c’era solo un tizio sul muletto che alla mia domanda sugli egiziani mi ha risposto: in Italia ci vorrebbe Hitler".




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