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    Predefinito Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Le origini della massoneria

    Lo scopo di questa trattazione non è documentare la storia e la presenza della massoneria in Italia – sul tema esistono eccellenti lavori, citati in bibliografia – ma rendere ragione del perché le massonerie da un lato non siano “religioni”, in nessun senso del termine, dall’altra abbiano una storia che continuamente si intreccia, si incontra, si scontra con quella delle religioni. La società pluralista moderna nasce dopo la Riforma e le guerre di religione, il cui esito è la presenza in Europa di gruppi religiosi diversi portatori di idee fra loro inconciliabili. Questa situazione di pluralismo non farà che accrescersi dal Cinquecento in poi: se all’inizio coesistono cattolici e protestanti, ben presto i protestanti si frammentano in decine di denominazioni rivali (mentre le scoperte geografiche rendono evidente a tutto il pubblico colto l’esistenza nel mondo di centinaia di religioni diverse); più tardi – con l’Illuminismo – diventano socialmente significativi anche il razionalismo e il libero pensiero, e a partire dall’Ottocento acquista spazio sempre maggiore anche la presenza in Occidente di religioni non cristiane o “nuove”. Di fronte al pluralismo dottrinale nasce – tanto più nei paesi dove questo è importato tardivamente e quasi improvvisamente – un disagio sociale diffuso, che si manifesta tuttavia in due modi diversi. Da una parte c’è chi tenta la fuga dal pluralismo, che gli appare intellettualmente incomprensibile, riaffermando un’identità “forte” confessionale o comunque religiosa. Dall’altra parte, vi è anche chi – anziché fuggire dal pluralismo – ne cerca una chiave di lettura che lo renda ragionevole e che permetta psicologicamente di adattarvisi.

    Nascono così gruppi caratterizzati dal sincretismo e dal relativismo, per cui tutti i messaggi contraddittori in circolazione nella società pluralista sono contemporaneamente (anche se solo relativamente) veri, ed è possibile vivere fra le pieghe delle loro contraddizioni purché si trovi una chiave che permetta di disporre e ordinare le diverse visioni del mondo in una costruzione in qualche modo logica. Benché i relativismi e i sincretismi siano molteplici, molti comportano un elemento esoterico: si afferma, cioè, che a livello superficiale (exoterico) le diverse religioni, visioni del mondo, filosofie sono contraddittorie, ma che ciascuna comporta anche una parte più profonda e segreta (esoterica, appunto), e che i nuclei segreti delle diverse religioni e filosofie non solo non si contraddicono ma anzi coincidono fra loro.

    “Le origini della massoneria – secondo la storica inglese Frances Yates (1899-1981) – sono uno dei problemi più discussi e discutibili in tutto il campo della ricerca storica” ("L’Illuminismo dei Rosa-Croce", trad. it., Einaudi, Torino 1976, p. 247). Tuttavia, se si vuole comprendere esattamente che cos’è la massoneria, la questione delle origini non può non essere affrontata. La risposta “esoterica” al bisogno di risolvere le contraddizioni della società pluralista nascente si rivela nel modo più caratteristico nella nascita della leggenda dei Rosacroce, secondo cui il “nucleo segreto” che sta dietro alle diverse religioni – e le unifica – sarebbe stato noto fin dal Medioevo a una confraternita di iniziati. Tra i numerosi luoghi dove molti che si appassionano alla leggenda nel Seicento cercano i Rosacroce ci sono anche – specie in Inghilterra e in Scozia – le antiche corporazioni di arti e mestieri, che stanno perdendo la loro importanza economica ma conservano un ricco corpus di simboli e di leggende. La corporazione dei liberi muratori – freemasons in inglese; franc maçons in francese; da cui poi gli italiani frammassoni e massoni –, che comprende i lavoratori della costruzione dai muratori agli architetti, ha un leggendario rigoglioso ispirato a costruzioni famose dell’antichità, dall’arca di Noè al tempio di Salomone. Non potrebbero trovarsi in questa corporazione – si chiede qualcuno – i segreti dei Rosacroce? Nobili e borghesi appassionati di esoterismo e di misteri rosacrociani si fanno così ricevere, pagando il dovuto, nelle “logge” (ma questa espressione è tardiva) della corporazione dei “liberi muratori”, pur non essendo né architetti né muratori. Il fenomeno – che secondo studi recenti di David Stevenson sarebbe iniziato in Scozia negli ultimi anni del Cinquecento – alla fine del Seicento è così diffuso che ormai in Gran Bretagna non è più sufficiente parlare di freemasons o masons: occorre specificare se si tratta di massoni “operativi” (cioè lavoratori della vecchia corporazione) oppure “accettati” (cioè esoteristi che sono entrati nelle logge alla ricerca di segreti rosacrociani, ovvero curiosi che si fanno “accettare” per ragioni sociali o passione antiquaria per le tradizioni corporative).

    L’espressione “speculativi” si affermerà nei primi decenni del Settecento per indicare i non “operativi” che hanno aderito alle logge per ragioni esoteriche e filosofiche culturalmente impegnative e distinguerli dagli “accettati” che sono mossi da semplici motivi di curiosità o sociali. Che cosa trovano nelle logge della corporazione muratoria gli “accettati” e gli “speculativi”? Forse meno di quello che si aspettano. In Inghilterra le organizzazioni locali “operative” erano chiamate nel Medioevo "misteres", parola che più tardi – trascritta in mystery, “mistero” – comprensibilmente emozionerà gli esoteristi. Ma in realtà la parola inglese arcaica mistere era una semplice corruzione dell’italiano “mestiere” (è nota l’importanza dell’Italia per l’attività dei costruttori), e dunque non faceva allusione a nessun “mistero” occulto. Gli elementi decisivi per la formazione del successivo rituale “speculativo” che si trovavano nella massoneria “operativa” britannica erano sostanzialmente due. Da una parte vi era un corpus di leggende contenuto nelle cosiddette “Costituzioni manoscritte della massoneria”, i cui testi principali sono due manoscritti, Halliwell (più conosciuto come Regius) e Cooke, che risalgono agli anni 1390-1410. Questi manoscritti contengono due diverse leggende sulle origini della muratoria: una più antica – che è stata chiamata la “storia antica breve” – e una più recente, la “storia nuova lunga”.

    La “storia antica breve” parte da un mitico viaggio in Egitto di Euclide (c. 300 a.C.), che ivi avrebbe fondato una scuola dell’arte della geometria e della costruzione, trasmessa poi a numerosi popoli e in particolare agli inglesi all’epoca del re Athelstan (†939), che avrebbe dato ai liberi muratori i loro regolamenti e costituzioni. La “storia nuova lunga” parte invece da prima del Diluvio e menziona vari personaggi biblici – fra cui Jabal, che sarebbe stato un maestro costruttore impiegato da Caino, ed Enoch – che avrebbero trasmesso i segreti dell’arte muratoria in lamine d’oro o colonne nascoste (più tardi confuse con le colonne Jachin e Boaz del tempio di Salomone, con cui all’origine non si identificavano). Successivamente questi segreti sarebbero stati rivelati ad Abramo, di cui sarebbe stato allievo Euclide (è raro che le leggende si preoccupino dei dati cronologici) il quale avrebbe insegnato l’arte agli egizi. Dagli egizi l’arte sarebbe stata ritrasmessa agli ebrei, e avrebbe trovato il suo culmine con Salomone e il suo Tempio. Dopo la distruzione del Tempio l’arte sarebbe passata ai cristiani – fra cui quattro martiri europei, costruttori di professione, i santi Quattro Coronati –, sarebbe stata protetta in Inghilterra da sant’Albano (il cui martirio è tradizionalmente fissato al 303 d.C.) e codificata da Athelstan.

    Il materiale dei manoscritti Regius e Cooke – che risale a prima della Riforma, ed è quindi il corpus di leggende di una corporazione cattolica – sarà poi rielaborato in decine di altri manoscritti, che aggiungeranno il tema dell’arca di Noè e si diffonderanno sul Tempio di Salomone e sul suo architetto Hiram Abiff. La leggenda di Hiram Abiff così come i massoni di oggi la conoscono – che comprende la sua uccisione da parte di tre traditori ai quali non voleva rivelare la “parola del Maestro” – appare per la prima volta in manoscritti settecenteschi, anche se rielabora temi più antichi riferiti all’arca di Noè. È pertanto possibile che in gran parte la leggenda di Hiram non sia stata trovata, ma portata dagli “accettati” e dagli “speculativi” all’interno della massoneria “operativa”.

    Il secondo elemento rilevante per i successivi sviluppi “speculativi” che gli “accettati” trovano nelle logge della muratoria è la “parola massonica”, una parola o segno di riconoscimento segreto su cui si leggono spesso imprecisioni notevoli. Lo scopo della “parola massonica” – nata in Scozia nel Cinquecento, ignota nel Medioevo e ignota fra gli “operativi” in Inghilterra – era di carattere pratico, e si ricollegava alla presenza in Scozia di lavoratori dell’industria della costruzione – chiamati cowan – che erano tecnicamente capaci di svolgere il loro lavoro (e di superare una prova) ma non erano passati attraverso il regolare apprendistato corporativo ovvero lavoravano al di fuori della corporazione, qualche volta accettando salari minori di quelli corporativi. La “parola massonica” permetteva ai capimastri e agli imprenditori legati alla corporazione di riconoscere i lavoratori che a loro volta appartenevano all’organizzazione massonica, e di proteggere il sistema corporativo – che ormai scricchiolava in tutta Europa – cercando di assumere soltanto “liberi muratori” e non cowan abusivi.

    Tuttavia la “parola massonica” è una innovazione cinquecentesca, e alla fine del Cinquecento iniziano ad affacciarsi nelle logge gli “accettati” e gli esoteristi. Intorno alla “parola massonica” cominciano così – quasi fin dalle sue origini – a nascere delle leggende, come quella secondo cui si sarebbe trattato di una parola magica capace di rendere invisibili. Per la diffusione di queste leggende gioca un ruolo decisivo il reverendo Robert Kirk (1644-1692). Questo pastore presbiteriano scozzese è soprattutto conosciuto per la sua opera di divulgazione della credenza nelle fate: anche se il suo Regno Segreto sarà pubblicato solo nell’Ottocento, era già una figura molto nota durante la sua vita, e quando morì circolò la leggenda che non fosse veramente morto, ma fosse stato rapito dalle fate nel loro regno. Robert Kirk si interessava a tutti i misteri della Scozia, fra cui elencava “la parola massonica”, di cui affermava che “è come una tradizione rabbinica a guisa di commento su Jachin e Boaz, le due colonne erette nel Tempio di Salomone (1 Re 7, 21), con l’aggiunta di qualche segno trasmesso da mano a mano, per mezzo del quale conoscono e diventano famigliari l’uno con l’altro” (Robert Kirk, "Il Regno Segreto", trad. it., Adelphi, Milano 19933, p. 63).

    Il riferimento di Kirk a “qualche segno” potrebbe indicare già i five points of fellowship (“cinque punti di fratellanza”: piede con piede, ginocchio con ginocchio, cuore con cuore, mano con mano, orecchio con orecchio), descritti senza riferimento alle loro origini in un manoscritto del 1696 e spiegati in manoscritti successivi con tentativi piuttosto macabri di rimettere insieme, togliendoli dalla tomba, i corpi di Noè o di Hiram Abiff per estrarre da questi corpi i loro segreti (a queste leggende si collegherebbe l’espressione “c’è ancora del midollo in quest’osso” – here is yet mar[r]ow in this bone – formula promessa a una carriera nei rituali “speculativi”).


    Immagine tratta dal sito http://freemasoninformation.com/

    Comunque sia, i segreti propriamente esoterici non sono certamente numerosi quando i primi “accettati” si fanno ricevere nelle logge “operative” alla fine del Cinquecento. Dopo un secolo, alla fine del Seicento, un certo numero di segreti esoterici nelle logge massoniche britanniche invece ci sono davvero: non, però, perché ci fossero già prima (c’erano, come si è visto, solo alcuni elementi), ma perché li hanno portati nelle logge gli “accettati” di tendenze più esoteriche che in gran numero si sono fatti ricevere nella corporazione. Questa lenta trasformazione della massoneria da “operativa” in “speculativa” prepara dunque il terreno per la nascita della massoneria moderna, quale la conosciamo oggi.

    Il 24 giugno 1717 – nella festività di san Giovanni Battista, cui i massoni tributano un culto speciale assieme all’omonimo evangelista, in quanto annunciatori della Luce spirituale – quattro logge di Londra si riuniscono sotto la presidenza dell’architetto capo della chiesa di Saint-Paul, Christopher Wren (1632-1723) – gran maestro dei liberi muratori di Londra dal 1688 al 1695, e poi ancora dal 1698 al 1702 –, e costituiscono un’organizzazione unificata – la Gran Loggia di Londra – alla cui gran maestranza è nominato Antony Sayer (1672-1752). La data del 24 giugno 1717, comunemente assunta come data di fondazione della massoneria moderna, costituisce la presa d’atto (in origine limitata alla città di Londra) di una nuova situazione, in cui le logge dei liberi muratori sono ormai composte quasi esclusivamente di “accettati”, in maggioranza ormai veri e propri “speculativi”.

    La massoneria “speculativa” moderna nasce così a Londra, anche se i primi “accettati” erano stati ammessi nella corporazione in Scozia, perché in Scozia ancora ai primi del Settecento “operativi” e “accettati” convivono nelle stesse logge, mentre in Inghilterra vi sono ormai logge separate composte esclusivamente di non “operativi” (e può perfino capitare che un costruttore appassionato di esoterismo appartenga a due logge: una “operativa”, dove discute i problemi della sua professione, e una “accettata”, dove coltiva interessi filosofico-esoterici). Gli ultimi “operativi” puri – ormai quasi degli estranei – sono a poco a poco relegati alla periferia delle logge londinesi, e queste decidono di darsi nuove costituzioni, necessarie perché la realtà delle logge è mutata: da corporazioni di arti e mestieri a circoli filosofico-esoterici ormai completamente privi di qualunque funzione corporativa.

    Le logge londinesi riunitesi nel 1717 nella Gran Loggia di Londra affidano al pastore presbiteriano James Anderson (1680 o 1684-1739) – massone “speculativo”, ma anche scrittore di professione disposto a preparare libri d’occasione a pagamento – la redazione delle loro nuove Costituzioni. Il testo, pronto nel 1721, è rivisto da un comitato di massoni, di cui è magna pars il pastore anglicano Jean-Théophile Desaguliers (1683-1744), figlio di un profugo ugonotto francese e terzo Gran Maestro della Gran Loggia di Londra dopo Antony Sayer e George Payne (1675-1757), e pubblicato nel 1723. Le Costituzioni di Anderson comportano quattro parti: una storia leggendaria dell’ordine e dell’“arte” massonica (che rimonterebbe ad Adamo, Noè, Salomone e all’architetto del Tempio di quest’ultimo, Hiram); i “doveri” o charges; un regolamento per le logge; una serie di canti per i tre gradi di apprendista, compagno e maestro.

    La parte più importante è quella dei “doveri”, ancora considerata vincolante da diverse massonerie contemporanee e fonte di numerosi scismi nella storia, relativi soprattutto al primo e al secondo “dovere”. Il primo prevede che un massone “se comprende correttamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso”; non si tratta peraltro di seguire le stesse “denominazioni o credenze religiose” ma solo “quella religione su cui tutti gli uomini sono d’accordo”. Il secondo dovere chiede al massone la lealtà nei confronti dei poteri politici costituiti e vieta alle logge qualunque attività politica diretta. Qualche controversia hanno causato anche il terzo “dovere” (che esclude, fra l’altro, dalla massoneria le donne) e il sesto, dove – pur senza usare la parola “segreto” – si raccomanda di essere “prudenti” perché neppure “l’estraneo più acuto sia capace di scoprire o di trovare quel che non conviene neppure suggerire”.

    Nelle Costituzioni il riferimento all’esoterismo e al segreto coesiste con il deismo illuminista della “religione su cui tutti gli uomini sono d’accordo”. Questo non significa che l’esoterismo cristianeggiante (seicentesco) e l’illuminismo razionalista (settecentesco) riescano a convivere perfettamente nelle logge massoniche. Al contrario una reazione contro le Costituzioni di Anderson, considerate troppo inclini al razionalismo e all’illuminismo, determina lo scisma degli Antients (“Antichi”), con centro nella città di York (e con un quarto grado, quello dell’Arco Reale, di intonazione cabbalistica, più tardi accolto da tutta la massoneria), che terminerà con la riunione con i Moderns di Londra solo nel 1813. Un elemento che ha dato origine a notevoli controversie è peraltro presente anche nell’Arco Reale, dove è rivelato (accanto al nome Jehovah) anche un altro nome di Dio, Jahbulon o Jah-Bel-On, sintesi dei nomi semitico (Jah o Jahveh), caldeo (Baal) e egiziano (On) della Divinità. Per quanto riguarda “On” sembra che i primi ritualisti dell’Arco Reale siano caduti in errore a proposito del biblico Putifarre “sacerdote di On” (Genesi 41, 45), interpretando On come se fosse una divinità (forse Osiride), mentre invece si tratta di una città. È peraltro vero che le tre componenti Jah-Bel-On sono in seguito state interpretate in modo diverso.

    L’origine degli “alti gradi” della massoneria (che inizialmente conta solo i due gradi di apprendista e compagno, e solo successivamente, a partire dal 1724, adotta un terzo grado, quello di maestro) è in relazione alla sua introduzione e diffusione in Francia, in cui gioca un ruolo prominente il cavaliere scozzese André Michel de Ramsay (1686-1743), discepolo e poi segretario dell’arcivescovo di Cambrai François de Salignac de la Mothe (“Fénélon”, 1651-1715), di cui alla scomparsa diverrà l’erede spirituale e biografo, e in seguito legato alla spiritualità quietista di Madame Jeanne-Marie Guyon (1648-1717), di cui a sua volta diventerà il segretario. Il suo Discours (pronunciato nel 1736 e che avrebbe dovuto essere ripetuto a una grande riunione delle logge di Francia prevista per il 24 marzo 1737, poi vietata dalle autorità) mira a propagandare la massoneria fra i nobili francesi, dissipando l’impressione che si tratti di una realtà nata fra semplici artigiani e muratori e sostituendo all’origine storica muratoria un’origine leggendaria cavalleresca.

    Secondo Ramsay, cavalieri della più alta nobiltà europea si sarebbero infiltrati nella corporazione massonica fin dai tempi delle Crociate per perseguirvi al riparo da occhi indiscreti i loro interessi esoterici. Da molti secoli la massoneria sarebbe dunque, più che una realtà corporativa, una realtà cavalleresca. Sulla base di questa leggenda – creata consapevolmente a tavolino da Ramsay, senza basi storiche – sono elaborati interi sistemi di “alti gradi” a simbologia cavalleresca, che si aggiungono ai primi tre detti della massoneria “azzurra”, i quali ultimi rimangono comunque alla base del sistema. In Germania il Discours di Ramsay è letto con grande interesse e collegato alle speculazioni che fervevano nel Settecento su una prosecuzione segreta dei templari. I “cavalieri” di cui Ramsay non aveva precisato l’identità sono così identificati con i templari, arricchendo ulteriormente la leggenda e dando origine a un gran numero di sistemi di “alti gradi” in concorrenza fra loro.

    Parallelamente all’azione innovatrice di Ramsay, il mito portante che ricollega le origini della massoneria all’Ordine del Tempio è nel frattempo integralmente fatto proprio, nel 1756, dal barone Karl Gotthelf von Hund und Grotkau (1722-1776) –, un nobile di Altenburg, nei pressi di Lipsia, che è all’origine di un sistema massonico in otto gradi (apprendista, compagno, maestro, maestro scozzese di sant’Andrea, novizio, templare, eques professo e grande professo) conosciuto con il nome di Stretta Osservanza. Non tutti i massoni europei si appassionano però alle nuove leggende cavalleresche e templari: in particolare i più legati all’illuminismo e al razionalismo temono che gli “alti gradi” siano veicolo per la prevalenza degli elementi più inclini all’esoterismo e all’occultismo.

    I sostenitori degli “alti gradi” sconfiggono i razionalisti su scala francese al Convento delle Gallie, tenuto a Lione nel 1778 – dove gioca un ruolo importante Jean-Baptiste Willermoz (1730-1824) – e su scala europea al convento di Wilhelmsbad nel 1782. Willermoz è coinvolto anche nella creazione dell’Ordine dei Cavalieri Beneficienti della Città Santa, meglio conosciuto come Rito Scozzese Rettificato, che diventa il centro della massoneria “spiritualista” europea e della sua lotta contro il filone “freddo” o razionalista del mondo massonico. Pochi anni dopo, la “corrente fredda” razionalista si prende tuttavia una rivincita con la Rivoluzione francese (tra i cui protagonisti figurano importanti massoni della stessa “corrente fredda”, e nel corso della quale i massoni della “corrente calda” più esoterica sono invece perseguitati).

    Sul piano massonico internazionale, la massoneria arriva intanto negli Stati Uniti – paese che in seguito avrebbe acquistato una grande importanza massonica – corredata degli “alti gradi”, e appunto negli Stati Uniti – a Charleston, nel 1801 – è fondata la versione oggi più nota del sistema in 33 gradi detto Rito Scozzese Antico e Accettato, più tardi diffusa in tutto il mondo grazie all’opera di una figura controversa ma influente, Albert Pike (1809-1891).

    http://www.cesnur.org/religioni_ital...pendice_01.htm

    Dal sito http://www.cesnur.org/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 07-04-10 alle 23:00
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Massoneria e Cattolicesimo
    di Don Marcello Stanzione

    Pochi mesi fa è stato edito dalla editrice Ares di Milano un interessantissimo testo di Angela Pellicciari su i Papi e la massoneria. L’ origine della massoneria è uno dei problemi più discussi nell’ambito della ricerca storica. Questo movimento si profila fin dalla fine del Medio Evo, quando la massoneria operativa, cioè le corporazioni di arti e mestieri, tra le quali spiccano le corporazioni dei tagliatori di pietra o liberi muratori, si tramuta in massoneria speculativa composta non più da artigiani, ma da nobili aristocratici, intellettuali, attratti dal simbolismo e dai rituali preesistenti. L’atto di nascita della massoneria moderna coincide con il periodo illuminista e si fa risalire al 1717, con la fondazione della grande Loggia di Inghilterra a Londra, dove, nella chiesa di San Paolo, alcuni membri di corporazioni precedenti si fusero in un’unica, grande loggia o società segreta che prese il nome di Frammassoni (da Free maçons, cioè liberi muratori), in cui venivano ammessi anche i non artigiani. Il passaggio dagli operativi agli speculativi era stato del resto molto graduale. Un sacerdote anglicano, James Anderson, compose nel 1723 le costituzioni della società, che sono considerate da molti come la Bibbia della Massoneria. In queste costituzioni si afferma tra l’altro la necessità del relativismo religioso e l’adesione al solo concetto deista che ritiene Dio “grande architetto dell’universo”.

    Notiamo quindi proprio nell’epoca dell’Illuminismo, il profondo cambiamento ideologico della massoneria, che in origine si ricollegava alle associazioni professionali del Medioevo che si formarono sotto la protezione e l’assistenza della Chiesa Cattolica. Nel Medioevo infatti, il tirocinio per imparare un mestiere, comprendeva nello stesso tempo l’apprendimento della Legge divina, perché solo l’osservanza della Legge di Dio permetteva di raggiungere la perfezione a ogni livello, perché la capacità professionale era intesa come un modo di servire Dio e i fratelli. Ma, a poco a poco, si introdusse l’uso di accettare nuovi iniziati che non avevano alcuna intenzione di esercitare lo stesso mestiere degli altri e neppure talvolta avevano l’intenzione di lavorare manualmente.

    Le associazioni incominciarono a diventare più speculative, mentre la spiritualità cristiana veniva sempre più perdendosi. A un certo punto la massoneria smise di essere un’associazione di carattere professionale, e, addirittura. Incominciò a insegnare una dottrina anticattolica e una filosofia decisamente naturalista e deista. Il deismo fu teorizzato dal grande viaggiatore inglese, Lord Herbert di Cherbury che, nel suo trattato intitolato “De veritate” del 1624, ammise come norma di verità la sola ragione umana che prescinde da ogni speciale rivelazione di Dio. Secondo Lord Herbert, gli elementi costitutivi del Deismo sono i cinque principi fondamentali comuni a tutte le religioni e cioè: 1) l’esistenza di Dio; 2) la necessità di tributargli un culto; 3) l’obbligo di praticare la virtù e la devozione; 4) l’orrore del peccato e la volontà di migliorarsi; 5) la fede in una retribuzione in questa e nell’altra vita. Per i seguaci del Deismo tutto ciò che va al di là di questi principi è falsificazione della religione originale per opera del clero. La via del Deismo, aperta da Lord Herbert, fu seguita in Inghilterra da altri pensatori che proposero dei sistemi di filosofia religiosa e politica, tutti più o meno contrastanti con il Cristianesimo.

    La segretezza tipica della Massoneria non implica di per sé delle attività disdicevoli, ma è richiesta per condurre progressivamente l’individuo alla vera conoscenza, per riscoprire lo stato buono e razionale dell’uomo e la presenza in lui del divino. Giunti a questo punto, i massoni si ritengono in grado di coltivare le virtù tipiche del gentiluomo e del buon cittadino. Durante la lotta per il Risorgimento in Italia, la massoneria contribuì notevolmente a inasprire gli animi contro la Chiesa e, grazie ai suoi uomini politici, esercitò un vasto influsso sulla vita pubblica italiana. Appartennero alla Massoneria personaggi come Garibaldi, Nigra, Lemmi, Lanza, Depretis, Crispi, Zanardelli e altri ancora. Nel 1859 Cavour favorì la ricostituzione a Torino del Grande Oriente d’Italia a tendenza monarchica. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, le Massonerie italiane e francesi diventano sempre più anticlericali approdando anche all’ateismo. In Francia, per esempio, il ripudio di Dio nella forma tipicamente massonica di Grande Architetto portò a una profonda crisi.


    Immagine tratta dal sito http://api.ning.com/

    La maggioranza dei massoni aderì al Grande Oriente di Francia che, nel 1878, eliminò dalle proprie costituzioni e dai propri rituali ogni accenno all’esistenza di Dio e all’immortalità dell’anima. Comte e soprattutto Littré furono, nel XIX secolo, i principali apostoli della Massoneria politica, atea e anticlericale, che dominò la Francia all’epoca della terza Repubblica. In Francia la Massoneria si accanì contro le congregazioni di insegnanti delle scuole cattoliche, come i Fratelli delle Scuole cristiane, e impose la separazione tra Chiesa e Stato. In Italia, oltre a Garibaldi, si segnalarono per il proprio anticlericalismo massoni come Adriano Lemmi e Ernesto Nathan. Nel 1884 il Papa Leone XIII con l’Enciclica “Humanum genus”, prese di mira anzitutto questo tipo di Massoneria caratterizzata da anticlericalismo militante.

    Ad ogni modo, al di là dei contesti o pretesti storici, esiste certamente una profonda incompatibilità tra il cattolicesimo e la Massoneria. Certamente risulta difficile stabilire un quadro unitario della Massoneria, tenuto conto della molteplicità delle logge e delle finalità ricercate da ciascuna di esse (finalità religiose, politiche, sociali, filantropiche, economiche), ma possiamo affermare senza timore di sbagliare che le Massonerie di alti gradi comportano tutte delle finalità religiose tendenti al raggiungimento di una conoscenza superiore. Nel 1993 è stata emanata dalla Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede una dichiarazione sulla Massoneria in cui si afferma: “Rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a essa rimane proibita”. Cerchiamo ora di reperire la ragione di questa incompatibilità così fortemente ribadita dal documento vaticano. La massoneria, come i suoi stessi membri la definiscono, è una società iniziatica con lo specifico intento di introdurre gli uomini a una dottrina di tipo esoterico allo scopo di trasformare se stessi e la società nella quale operano. Il massone Francesco Brunelli, nella sua pubblicazione “Principi e metodi di Massoneria operativa”, parlando degli influssi esoterici sulla massoneria, scrive: “Intendiamo riferirci al segreto dell’Arte reale consegnato da tempi immemorabili alle fraternità iniziatiche e che solo la Massoneria possiede nel suo seno e che si svela solo a chi riesce a percepirlo attraverso i simboli e i riti: quel segreto che si scopre lavorando su se stessi alla propria divinizzazione. Ma non è sufficiente lavorare su se sessi perché la Massoneria richiede ai suoi membri non solo il realizzarsi della propria ricostruzione, ma la partecipazione in qualità di massoni alla ricostruzione della società alla quale appartengono gli affiliati realizzando così il tempio dell’umanità intera”.

    Fra tutte le regole fondamentali delle associazioni massoniche vi è la credenza nella esistenza di Dio come Grande Architetto dell’Universo. Ora il Grande Architetto dell’Universo non si identifica con il Dio-persona dei cristiani, ma esprime una intelligenza divina non necessariamente distinta dal cosmo e dall’umanità, ossia è “la collettività di questi esseri individuali, considerata nel suo insieme”. La visione massonica del Grande Architetto dell’Universo è inconciliabile con il Dio-persona della rivelazione cristiana.

    Una diretta conseguenza di quanto abbiamo appena visto, riguarda la considerazione di Cristo. Per la massoneria, Gesù non è Dio, bensì un personaggio inserito nella grande storia degli iniziati che hanno tracciato la strada che l’umanità deve seguire per raggiungere la sua progressiva emancipazione e trovare la sua dignità. Il massone Guido Francocci, nel suo libro “La Massoneria, nei suoi valori storici e ideali”, a pagina 53 così scrive: “Rama, Zaratustra, Krishna, Budda, Hermes, Orfeo, Pitagora, Platone, Lao Tse, Confucio, Mosé, Gesù, Maometto dissero al mondo la loro parola togliendola dall’insegnamento iniziatici dei più remoti misteri”. Come si nota, per la dottrina massonica Cristo è considerato solo un grande iniziato, al pari di Mosé od addirittura al pari di una figura mitica come quella di Orfeo.

    Pertanto i massoni non riconoscono la realtà dell’incarnazione della seconda Persona della Trinità fatta uomo in un evento unico, irripetibile, storico e reale. Ancora, uno degli scopi ultimi della Massoneria è la costruzione del tempio dell’umanità divenendo essi stessi templi viventi. Brunelli nella sua opera, precedentemente citata, a pagina 13 così scrive: “Il lavoro del massone è duplice e nessuno dei due aspetti di esso deve essere posto in secondo piano. Egli deve compiere un lavoro individuale esoterico e contemporaneamente esoterico … dando per scontato che il lavoro individuale è la conditio sine qua non non solo per rimanere nella Massoneria, ma anche per essere qualificato massone”. La costruzione di questo tempio interiore e nello stesso tempo sociale rappresenta per i massoni una realtà “metafisica”, che in tal modo diviene il valore supremo e quindi assolutizzato della dottrina massonica. Capiamo bene allora che siamo di fronte a una elevazione dell’uomo che nulla ha a che fare con la logica della grazia cristiana.

    La costruzione del tempio massonico è una conquista dell’uomo realizzata attraverso un cammino iniziatici di stampo esoterico. Quindi la Massoneria offre dei valori alternativi alla fede cristiana e possiamo ritenere la Massoneria un movimento pseudo-religioso che si presenta in alternativa al Cattolicesimo. In conclusione, la perversità cospiratrice dei massoni può certamente sembrare una grossolana esagerazione, quando si considera, da una parte, la relativa discrezione politica della massoneria attuale e, dall’altra, la moderazione e l’elevatezza morale della Massoneria storica; è quindi ingiusto attribuire ai massoni la responsabilità di tutti i mali della società. Ciò non toglie che la Massoneria fanaticamente anticlericale della fine del XIX secolo, è la conseguenza logica della Massoneria Deista del XVIII secolo.

    Le costituzioni massoniche del 1723 esaltano “una religione in cui tutti gli uomini si trovano d’accordo, lasciando a ciascuno le proprie opinioni, quella cioè di essere uomini buoni e leali, uomini d’onore e di onestà, qualunque siano le denominazioni che intervengano a distinguerli”. Questo tipo di liberalismo religioso di matrice massonica esclude completamente ogni autorità rivelata e fomenta il relativismo. La Chiesa Cattolica si oppone alla Massoneria perché in essa vi ha riconosciuto una filosofia fondamentalmente anticattolica, riservata a una élite, basata su una morale puramente naturalistica e su un umanesimo razionalista e quindi in ultima analisi inconciliabile con la salvezza che solo in Cristo Gesù morto e risorto è offerta all’umanità.

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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Il rito funerario massonico

    di Giuseppe Schiavone


    1. Il rito, il suo senso, i suoi simboli

    In Massoneria il rito funerario è il simbolo della metamorfosi dell’uomo nel fatale passaggio dalla caducità terrena all’eterno, dal contingente al trascendente, dal sensoriale allo spirituale, richiamando inoltre i concetti di rinascita, di evoluzione continua, di fratellanza universale, di reintegrazione nell’Uno.
    Celebrare un defunto, nel Tempio massonico, significa sentirlo presente tra i vivi e così dichiarare una continuità di rapporto con lui, ovvero una continuità di comunicazione tra la vita e la morte; quindi una estensione della fratellanza dei viventi ai morti, in una catena universale, per essere fratelli nella vita attuale e oltre essa, anche dopo la morte. Tutto questo, ovviamente, c’induce a penetrare il senso autentico della morte, superandone la concezione comune o profana.
    Per far ciò siamo obbligati a entrare nel Tempio dei Liberi Muratori parato a lutto, con addobbi che indicano che la morte può mietere gli uomini in qualunque stagione. Il rito inizia simbolicamente a Mezzanotte, quando cioè le tenebre più profonde stendono un velo di dolore sulla natura che attende, momentaneamente vedova, il ritorno dell’astro che la vivifica. La cerimonia viene avviata dal Maestro Venerabile, battendo debolmente un colpo di maglietto (simbolo della nascita dell’uomo), segue il Primo Sorvegliante che batte un colpo fortissimo (simbolo della forza vitale), conclude il Secondo Sorvegliante con un colpo appena sensibile (simbolo dell’ultimo respiro).
    A questo punto i presenti si raccolgono intorno al tumulo che sta al centro del Tempio, così constatando dolorosamente che uno degli anelli della loro catena fraterna è spezzato e che la parola è smarrita. Per ripristinare allora la comunicazione interrotta a più alto livello, viene invocato Dio, il Grande Architetto dell’universo (G.A.D.U.), concepito anche come Fuoco che feconda ogni forma di vita 1, come Principio di ogni trasformazione, come Fine di ciascuna esistenza che ritorna a Lui reintegrandosi nell’Uno: reintegratio ad Unum, aut ad Ignem.
    Segue il ricordo dell’estinto. In presenza della morte –simbolo di silenzio assoluto, di necessità di purificazione 2 per la seconda nascita che trascende la contingenza e immette nell’eterno– i presenti ne traggono un elevato ammaestramento che interiorizzano, divenendo fattore di edificazione coscienziale, sì che l’esempio del defunto possa insegnar loro a morire, perché v’è pure una dignità della morte, oltre che della vita: ne discende un’etica e una pedagogia della morte.
    Si fa strada così la consapevolezza che dalla morte possa scaturire un’importante e profonda lezione educativa; che dalla putredine della decomposizione possano nascere i profumi e le bellezze della vita (come, appunto, accade in natura); che il trapasso non è che l’iniziazione ai misteri di una risurrezione e che nulla si disperde e si estingue in natura.
    È a questo punto infatti che il Maestro Venerabile versa per tre volte l’incenso 3 nei tre bracieri che sono attorno al tumulo e che i presenti, in pellegrinaggio intorno al feretro, gettano su di esso fronde di acacia, simbolo di rinascita, «pregando» affinché la sua memoria e la testimonianza delle sue virtù parlino (s’incidano) nella loro anima e conducano, attraverso assiduo lavoro e rigorosa ricerca, alla verità e alla luce.
    L’ottimismo pian piano prende il posto del pessimismo, nella certezza dell’ininterrotta trasformazione–evoluzione della natura, della creazione continua, quindi della vita permanente, di cui il Fuoco è il principio e il simbolo. In questo spirito, pertanto, i Fratelli riescono a ricomporre la catena d’unione e a scambiarsi baci fraterni intorno al tumulo. «Bruciano» ogni pensiero egoistico, i risentimenti, il ricordo delle offese subite e si rafforzano nella pace, nella concordia e nel comune lavoro, tenendo sempre presente il fondamentale precetto evangelico: «Non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso e fa’ agli altri quello che per te medesimo brameresti». Su di esso giurano.
    Dopo che ciascuno, in catena, attraverso il simbolo e la realtà del Fratello defunto, ha sublimato (purificato) se stesso nell’amore (quindi nel fuoco) e che la concentrazione sulla morte corporea ha aperto la porta del cielo (la janua coeli), cioè dell’interiorità e della coscienza 4, l’opera del soggetto giunge alchemicamente al punto cruciale (alla Croce 5 , appunto). Aperta la Porta d’oro, il Logos fa udire la sua voce interiore e rivela la sua luce, il suo fuoco, la sua essenza spirituale. Il soggetto, prendendone piena consapevolezza, lo fa proprio; lo reincarna nella propria coscienza (quindi certamente a un più alto livello rispetto alla precedente incoscienza che ne aveva, essendo il lui presente all’inizio soltanto in forma latente). In quest’atto, sacrificio e rinfrancamento, dolore e consolazione si con–fondono determinando il fatto nuovo: cioè la nascita dell’uomo nuovo. L’atto trasmutatorio riceve l’intelligenza di sé (l’autocoscienza) e della speranza che lo sostiene e lo spinge, intesa quest’ultima come facoltà di perenne rigenerazione compresa nella circolarità dell’unità divina (l’uroboros 6). Pertanto, se tutto è Uno, la catena non s’interrompe mai, neanche di fronte alla morte, la quale anzi viene assunta nel piano divino fra le forme del divenire; quindi non come frattura negativa, ma come uno dei momenti della continuità positiva, vitale.
    In questa prospettiva e con la fiducia nella Luce ritrovata, il Maestro Venerabile e i due Sorveglianti chiudono i lavori funebri all’alba. Come l’astro che nasce disperde le tenebre della notte, così la speranza – ch’è diventata certezza – che il Fratello passato all’Oriente eterno riposi nel grembo del comune Padre, dissipa ogni dolore e cambia in giubilo lo sconforto. È l’ora in cui il sole si mostra all’orizzonte e spande la gioia sugli esseri viventi. Rischiarati dai suoi raggi, i Liberi Muratori si uniscono in un caloroso triplice applauso per rallegrarsi della glorificazione del Fratello che s’è allontanato dalla Valle terrena e che ora è stabilmente in coelo, cioè nella coscienza purificata di ciascuno (come s’è detto prima), nel Fuoco interiore di ogni Fratello, dove egli è assunto come verbo, come parola interiore che insegna, fortifica e guida verso il bene.
    Va da sé che dopo tale rituale processo trasmutatorio nulla può essere più lasciato alla materialità profana; perché non dev’esserci più la materialità, «non può» esserci. Una ulteriore prolungata fase di decomposizione (putrefactio) rallenterebbe, o arresterebbe, o invertirebbe il processo trasmutatorio. L’opera compiuta nel Tempio è reale, non virtuale, perciò le spoglie mortali devono essere autenticamente purificate, cioè penetrate e consumate dal fuoco, per essere strutturalmente da esso modificate. Solo così si realizza il consummatum est, l’ultima consummatio (il compimento perfetto), la parte più eterea della materia mortale e immortale.


    Funerale massonico, 1906
    Immagine tratta dal sito http://www.parmaunioncemetery.com/


    2. Il fuoco

    Fattore centrale, quindi, di questo piano di realizzazione è la purificazione, il fuoco che agisce, con modalità differenziate, nei diversi livelli dell’essere d’uomo: fisico, animico, spirituale. In primo luogo, la fiamma trasmuta chimicamente la materia grave in una materia eterea. In secondo luogo, a livello animico, la potestà pirica è la potestà mercuriale nella sua emanazione creatrice; cioè la facoltà poietica del soggetto (la facoltà creativa), la quale agisce come potere comunicativo per contatto (l’intuizione: il processo conoscitivo evocativo 7). In terzo luogo, agisce come principio o spirito igneo: il soggetto s’afferma coscientemente come fattore di cause che producono eventi importanti, analogici agli atti creativi divini (ad esempio, l’atto di fecondazione della vita avviene nel fuoco dell’amore); nel termine s(pir)itus v’è il radicale di pür (il fuoco fiammante, urente, il principio igneo). È la sede del fuoco centrale (o centro sensorio, o plesso), il punto d’intersezione di due linee (X) rappresentanti rispettivamente il principio attivo e il principio passivo in amore, cioè agenti l’uno sull’altro, il primo sul secondo, in modo tale da non generare squilibrio, ma equilibrio. È la sintesi delle metamorfosi generate dall’attivo intelligente. È il fuoco fecondante (germe vitale riproducente), la vibrazione di energia urente.
    Nel linguaggio alchemico il fuoco è una sostanza pura, eterna, indispensabile per il compimento della Grande opera. Esso sarebbe alimentato dallo «zolfo dei saggi», simboleggiato dalla Fenice (che risorge sempre dalle ceneri, cioè dopo un processo di combustione, affermando risurrezione e immortalità, rinascita ciclica) e si armonizzerebbe con il volere del G.A.D.U. Presso i Maya Quiché la cenere ha una funzione magica in rapporto alla germinazione e al ritorno ciclico della vita. In alchimia la Fenice è collegata all'Opera al rosso, alla rigenerazione della vita universale e alla finalizzazione dell'Opera. Simbolicamente la cenere, legata al fuoco e alla siccità, è associata al principio yang, all'oro, al sole; la sua sacralizzazione è in relazione ai riti di passaggio e di purificazione attraverso il fuoco.
    Per Aristotele il Fuoco è una espressione del Logos 8, concezione che egli mutua da Eraclito, secondo il quale il fuoco è l’elemento primordiale e tutte le cose non sono che trasformazioni di esso 9, prodotte per via di rarefazione e condensazione; l’universo stesso nasce dal fuoco, che di nuovo tornerà a distruggerlo a intervalli stabiliti. È significativo notare che dei contrari, quello che presiede alla generazione Eraclito lo chiama guerra e contesa, quello che provoca invece distruzione a opera del fuoco lo chiama accordo e pace, mentre il processo di trasformazione secondo il quale si forma il mondo lo chiama la strada in giù e in su 10.
    Il fuoco è lo strumento della modificazione degli stati che nella natura appaiono a prima vista stratificati e insuperabili; è il mezzo affinché la vita, trascorrendo dall’una all’altra forma, si riveli. Il rapporto dell’uomo con il fuoco è atto di suprema intelligenza, perché è rapporto con il Logos. In questo quadro di riferimenti, pertanto, combustione, o carbonizzazione, o incinerazione significa non solo purificazione ma anche indiazione. Perciò l’uomo dovrebbe ardere dall’interno e dall’esterno, per mezzo di ambedue le modalità del fuoco, per bruciare tutte le scorie e, così, divenire pura scintilla in grado di unirsi alla fonte da cui s’è separato.
    Dalla tradizione s’è tramandato sino ai nostri giorni un patrimonio simbolico e coscienziale che fa del fuoco una metafora e uno strumento effettivo che dà senso alla vita e alla morte considerate in una continuità di perenne purificazione, sino a rendere possibile l’immortalità del soggetto.
    Il valore dei riti funerari che fanno ricorso al fuoco, come quello massonico, sta nelle modificazioni che esso produce nell’officiante, o negli officianti. Si tratta di modificazioni di ciò che è mortale in ciò che non può morire. È ancora una volta una iniziazione – come nel massonico «Gabinetto di ri–flessione» –, ma questa volta realmente incontrando e attraversando la morte, con un processo in grado di trasmutare un uomo in un morto vivente, e un morto effettivo in un vivente, come chi è disceso agli inferi, come chi ha conosciuto l’estasi, come chi riesce a passare per la fessura tra i mondi, all’incrocio tra l’orizzontale e la perpendicolare (secondo l’insegnamento, come s’è già detto, del simbolo della Squadra e della Croce). Ciò che ci si attende dal fuoco è che esso ci apra questa fessura, agendo come l’amore, come il fuoco d’amore 11, permettendoci di andare al di là (nell’altra dimensione), per poi ritornare di qua consapevoli, già forti della morte e, quindi, immortali.
    Ciò che ci si attende dal fuoco e dal rito funerario di cui stiamo parlando è una esperienza coscienziale che compia una trasmutazione totale del nostro essere fisico e animico.
    Le guarigioni legate all’azione del fuoco – anche quelle fisiche, documentate – sono delle metafore di questo arcano potere igneo. Sono come delle testimonianze parziali, che rivelano la presenza del fuoco, la possibilità di una guarigione ben più completa, di una trasformazione radicale e globale, attraverso la liberazione dell’elemento sottile e immateriale nascosto nell’interiorità dell’uomo. Un elemento, questo, che non può essere distrutto dal fuoco perché egli stesso è fuoco, perciò è l’unica parte che resta dopo la combustione, la parte immodificabile e immortale, ciò che risorge dalle ceneri, lo spirito divino che venne ad abitare in noi (il Verbo che «habitavit in nobis»: Giovanni, 1: 14; il lapis dell’acronimo Vitriol «qui stat in nobis»).
    Pertanto, oltre a un fuoco risolutivo e trasmutativo, c’è un fuoco come aughé: splendore, luce, radianza. È il corpo di gloria o di luce (confronta Nicosia, "La fortezza pitagorica"; Bianca, "La rigenerazione" - n.d.r.). Da cui l’aureola che tutto circonda e che tutto riempie, splendendo con speciale forza radiante intorno ai volti e alle figure dei maestri, degli iniziati, dei santi.
    Ogni esistente è avvolto da un’aura, come se l’intero universo fosse composto di un’unica materia risplendente, lucente, avvolgente; e ogni cosa, anche miscroscopica, fosse una scintilla che se ne distacca per un attimo per vivere di vita propria, ma conservando le qualità «ignee» del tutto.
    La polisemia del fuoco è suggestiva: fuoco come essenza della divinità, fuoco prometeico, fuoco come simbolo, fuoco ierofante, fuoco trasmutatore, fuoco amico, fuoco della cucina, fuoco del focolare, fuoco ammaliatore, fuoco dell’alchimia, fuoco come amore, fuoco come luce della conoscenza, fuoco come logos.
    Questa è la ricetta dell’oro alchemico, scritta probabilmente da Giovanni Pontano (1429–1503):

    Il nostro fuoco è minerale ed eterno, non evapora se non è eccitato oltre misura; partecipa dello zolfo, non proviene dalla materia; distrugge, dissolve, congela e calcina tutte le cose. Occorre molta abilità per scoprirlo e prepararlo; non costa nulla o quasi nulla. Inoltre è umido, carico di vapori, penetrante, sottile, dolce, etereo. Trasforma, non s’infiamma, non si consuma, circonda tutto, contiene tutto; infine è il solo della sua specie [...].
    Sappi dunque cercare con tutte le tue forze questo fuoco e ci arriverai, perché è quello che compie l’opera ed è la chiave di tutti i filosofi che non hanno mai rivelato; ma se tu indagherai bene e profondamente le cose sante, la proprietà del fuoco la conoscerai e non altrimenti.
    Intendi: Sole = Oro = Zolfo = Anima = Cuore
    Prima fatti padrone assoluto delle tue passioni, dei tuoi vizi, delle tue virtù; devi essere il dominatore del tuo corpo e dei tuoi pensieri. Poi accendi, o sveglia, per meglio dire, nel tuo «cuore» per immaginazione, il centro del «fuoco»; cerca di sentire dapprima una specie di caloricità lieve, poi più forte:
    Fissa tale sensazione nel tuo «cuore».
    Dapprima ti parrà difficile; la sensazione ti sfuggirà; ma cerca di mantenerla nel «cuore»; rievocala, ingrandiscila, diminuiscila a piacere; sottomettila al tuo potere; fissala e rievocala a volontà.
    Prova e riprova.
    Impadronisciti di questa forza e conoscerai il «Fuoco sacro o Filosofico».


    Il fuoco ha la proprietà di riportare i corpi alla loro condizione originaria, per poi ricominciare il ciclo vitale. È tutto qui il segreto della rigenerazione. Il corpo incenerito ritrova la situazione primordiale della sostanza. Analogicamente il regressus ad uterum è un penetrare di nuovo nella matrice materna, per poi rinascere rinnovato. È il cammino (ed il compito) dell’iniziato, che conquista la libertà ignea, cioè la trasmutazione della coscienza, operando sul flusso psichico e mentale (fluidità mercuriale), essiccandolo e riducendolo a una coscienza puntuale, universale, embrionale, come quella dell’uovo, del feto, del seme. In questa fissazione in stato seminale si ha il ritorno alla pura potenzialità, per una nuova attualità. «Solve et coagula»: il mistero (la dinamica) della morte e della vita sta anche qui.


    Note

    1. Secondo gli alchimisti, Dio concepito come Fuoco decodifica l’acronimo I.N.R.I. non nell’espressione «Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum» ma in «Igne Natura Renovatur Integra».
    2. Purificazione, dal gr. pür, püròs = fuoco.
    3. Il simbolismo dell’incenso è in relazione con quello del fumo, del profumo e delle resine incorruttibili. All’incenso si attribuisce la capacità di innalzare la preghiera verso il cielo; per questo è un emblema della funzione sacerdotale e, perciò, uno dei Magi l’offrì al Bambino Gesù. L’incenso, nel rituale indù, è messo in rapporto con l’elemento «aria» e si dice che rappresenti la percezione della coscienza che è presente dappertutto. In America centrale, l’incenso si collega al simbolo del sangue, della linfa, dello sperma, della pioggia. Il fumo dell’incenso, come la nuvola, è una emanazione dello spirito divino.
    4. Nella cultura esoterica il cielo si trova nell’interiorità del soggetto e coelum avrebbe la medesima radice di celatus, a, um, con significati analoghi.
    5. «Secondo antichissimi rituali la linea orizzontale della Croce rappresenterebbe la morte, quella verticale la vita; ambedue insieme la risurrezione. La morte allegorica, seguita da una rinascita a vita nuova, con il testamento del Fratello Apprendista, si conosce nei rituali massonici del primo grado; e si conferma con la misteriosa leggenda di Hiram nel terzo grado» (L. Troisi, Dizionario massonico, Foggia, Bastogi, 1987, p. 276). «Il braccio orizzontale della Croce indica l’elemento passivo, la materia, l’uomo disteso al suolo. Il braccio verticale indica lo spirito, l’elemento attivo, l’uomo. L’idea (segno verticale), entrando nell’intelligenza ricettiva (segno orizzontale), feconda quest’ultima. La verticale è il fecondante, l’orizzontale il fecondato [...]. La Croce a bracci uguali è simbolo del macrocosmo; a bracci disuguali, del microcosmo» (Ivi, p. 129). Il centro della Croce è il luogo favorevole di tutti i passaggi da un livello all’altro, da un luogo, o mondo, all’altro: è l’ombellico del mondo degli antichi, è l’omphalos, la scalinata (confronta Bizzarri, "La scala misteriosa del XXX", n.d.r.) rituale di tante religioni, la scala degli Dei. Per di lì, temporalità ed eternità, terra e cielo, basso e alto entrano in comunicazione.
    6. L’uroboros è il serpente che si mangia la coda, rappresentando un ciclo di evoluzione che si compie. Questo simbolo racchiude nello stesso tempo le idee di movimento, di continuità, di autofecondazione e di eterno ritorno. La forma circolare del simbolo ha dato luogo a un’altra interpretazione: l’unione del mondo sotterraneo (raffigurato dal serpente) e del mondo celeste (rappresentato dal cerchio). Questa interpretazione sarebbe confermata dal fatto che l’uroboros, in alcune rappresentazioni, è metà nero e metà bianco. Significherebbe così l’unione di due principi opposti, il cielo e la terra, lo yin e lo yang cinesi, e tutti i valori di cui questi opposti sono portatori.
    7. Mercurio, messaggero degli Dei, porta la divina ispirazione. È ambasciatore fra le divinità e l’uomo, legame tra finito e infinito, tra il mistero della natura e la comprensione umana a cui l’idea nuova arriva come messaggio dell’intelligenza universale.
    8. Così anche in Giovanni, 1: 4–5, 9.
    9. Eraclito, Frammenti, 44, 45.
    10. Ivi, 46, 47.
    11. Questa era anche la concezione degli «stilnovisti», i poeti medievali iniziati alla società esoterica dei Fedeli d’amore.

    Dal sito http://www.zen-it.com/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 07-04-10 alle 23:17
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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    PASCOLI MASSONE
    di Gianluca D'Elia


    La poesia di Pascoli, come ha detto giustamente il Piromalli, "si infittisce di trame di racconto, di meditazioni sceneggiate e dialogate in cui sono spesso due tempo distinti, passato e presente che si mescolano nei generi del bozzetto, dell’idillio".

    Pascoli non è un "isolato e ingenuo profeta dell’amore, anzi andava più coscientemente e completamente accettando e promovendo l’ideologia nazionalistica della quale la stessa invocata bontà, veniva a essere un componente". Nel 1897 pubblica Il fanciullino , cosciente come artista "della nuova situazione politico-sociale e della nuova funzione della letteratura" che per lui è quella di "risolvere nella poesia tutto il suo mondo culturale e umano".

    Una delle più celebri espressioni del grande poeta romagnolo sull’Istituzione è: "Massoni sono quelli che non anelano se non a fare del bene, a fare - ogni giorno, ogni secolo - meglio; veri uomini di cui si compone la vera umanità. Con le parole - e più con i fatti, e soprattutto con l'esempio - hanno cercato sempre di disarmare i rapaci e di sollevare gli oppressi; sono nella lotta, e non per la lotta; sono pacieri e non guerriglieri; non hanno altro fine che di promuovere la umanità del genere umano".

    Come ricorda il Gentile, "Pascoli fu iniziato il 22 settembre 1882 nella Loggia "Rizzoli" all'Or. di Bologna (cfr. "Mille volti di Massoni" di Giordano Gamberini, Roma 1975, p. 181). Il verbale della sua iniziazione fu redatto da Arturo Dalmazzoni. La povertà e le traversie dovettero certo incidere sull'assiduità di quel neofita, ma le esequie massoniche e civili conchiusero non solo le testimonianze di personali convinzioni, ma pure il ciclo di un contributo muratorio essenziale, spesso reso trasparente, oltre che dalla vita, dalla poesia. Quella partecipazione aveva avuto inizio con la originaria testimonianza di tre doveri: alla Patria la vita, alla Umanità l'amore, a se stesso il rispetto: il testamento di G. P. libero muratore ("L'Acacia", Roma 1951).

    Di opinioni diverse e decisamente contro l’Istituzione è il Ruggio, che nel suo libro (Gian Luigi Ruggio, "Giovanni Pascoli - Tutto il racconto della vita tormentata di un grande poeta", ed. Simoncelli, Milano 1998) fa menzioni interessanti relative ai rapporti tra Pascoli e la Massoneria, in modo particolare, neanche a farlo apposta, nel racconto degli ultimi giorni di vita del poeta, quando già il tumore, che dallo stomaco si era esteso al fegato, lo stava purtroppo portando al lento e progressivo avvicinarsi alla morte.

    Il Ruggio racconta l'agonia e le ultime ore del poeta, minato dal male.
    "Quella sera <5 aprile, il giorno prima della morte> Maria rimase profondamente turbata, pur continuando a non disperare del tutto. A quel punto decise, però, di fargli dare una benedizione e per questo mandò Attilia al Collegio dell'Osservanza perché chiamasse padre Paolino Dall'Olio, amico di Pascoli. E qui avvenne un episodio che incrinò per sempre i rapporti col fratello Raffaele. Lui, forse temendo che l'ammalato, riprendendo coscienza, si impressionasse alla vista del sacerdote, intuendo così che era alla fine, mandò una persona con il contrordine di non far venire il religioso. Maria, nelle sue memorie, confessa, senza mezzi termini, che quel gesto l'aveva amareggiata e disgustata. Afferma che quella fu l'unica ragione per cui il fratello fu privato dei conforti religiosi che, era sicura, avrebbe desiderato. E non perché un picchetto di massoni avrebbe impedito a quel frate di salire a casa Pascoli." (p. 339),


    Immagine tratta dal sito http://www.comune.barga.lu.it/

    Il fatto curioso è come invece, nella sua "Introduzione alle Poesie", il Baldacci riferisca in modo simile che "Falino, il fratello prediletto si fece scrupolo di allontanare il sacerdote che portava il viatico".

    Un’altra, comunque dubbia, versione dell’accaduto, racconta invece che il frate giunse effettivamente alla casa del poeta ormai moribondo e che, intimoritosi di fronte al volto dei tanti massoni presenti al suo capezzale, preferì tornarsene di filata al Convento.
    Pascoli morì, come è noto, la sera del 6 aprile 1912, nella sua residenza bolognese.

    Il testo del Ruggio continua dicendo: "Dal giorno della morte fino a quando la salma non arrivò a Castelvecchio, le campane di San Niccolò suonarono a morto. Nel frattempo, don Barrè era corso a Bologna per ottenere l'autorizzazione per i funerali religiosi. Ciò si rese necessario perché era ancora vivo il ricordo di Pascoli politico, del giovane anarchico che, in gioventù, fu intimo amico dell'attivista socialista Andrea Costa. Senza poi dimenticare che aveva avuto fugaci abboccamenti con la Massoneria dalla quale si era ritratto quasi subito perché aveva capito che, così, avrebbe compromesso la propria libertà." (p. 341).

    Decisamente un’opinione molto discutibile. Al di là di queste fugaci notizie, rendiamo omaggio all’illustre fratello Poeta, con la sintesi della filosofia massonica di cui sono impregnate diverse sue opere.

    Una poesia molto bella che pur non racchiudendo contenuti massonici è doveroso far presente è senza dubbio la lunga e toccante poesia "La morte del Papa", contenuta nei Nuovi Poemetti del 1909, e dedicata alla morte del Papa Leone XIII, il papa forse più anti-massone per eccellenza, al secolo Vincenzo Gioachino dei conti Pecci, di Carpineto Romano, morto a Roma nel 1903 all’età di 93 anni e papa dal 1878 al 1903; successore del grande Pio IX.
    Nonostante la palese ferocia con cui il Santo Padre si scagliò contro i Massoni (basti pensare alle Encicliche "Humanum Genus", "Inimica Vis", ecc.) il Pascoli, già iniziato da diversi anni all’Istituzione, trasmette in questi versi una dolcezza inaudita e un amorevole cura, nel senso latino di attenzione, nei confronti dell’evento dell’aggravarsi delle condizioni di salute del Pontefice, che culmina nella chiusa ("… e con un bianco / lino la fronte gli tergea sua mamma") quando fa accenno a un ricordo infantile del vecchio papa, facendo presente che con la morte "si ritorna fanciulli" e da qui ne seguirebbero lunghi discorsi sulla scia del Fanciullino pascoliano.

    Carboneria - Pascoli Massone

    Dal sito Carboneria - Indice
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 07-04-10 alle 23:30
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    PASCOLI MASSONE
    di Gianluca D'Elia


    La poesia di Pascoli, come ha detto giustamente il Piromalli, "si infittisce di trame di racconto, di meditazioni sceneggiate e dialogate in cui sono spesso due tempo distinti, passato e presente che si mescolano nei generi del bozzetto, dell’idillio".

    Pascoli non è un "isolato e ingenuo profeta dell’amore, anzi andava più coscientemente e completamente accettando e promovendo l’ideologia nazionalistica della quale la stessa invocata bontà, veniva a essere un componente". Nel 1897 pubblica Il fanciullino , cosciente come artista "della nuova situazione politico-sociale e della nuova funzione della letteratura" che per lui è quella di "risolvere nella poesia tutto il suo mondo culturale e umano".

    Una delle più celebri espressioni del grande poeta romagnolo sull’Istituzione è: "Massoni sono quelli che non anelano se non a fare del bene, a fare - ogni giorno, ogni secolo - meglio; veri uomini di cui si compone la vera umanità. Con le parole - e più con i fatti, e soprattutto con l'esempio - hanno cercato sempre di disarmare i rapaci e di sollevare gli oppressi; sono nella lotta, e non per la lotta; sono pacieri e non guerriglieri; non hanno altro fine che di promuovere la umanità del genere umano".

    Come ricorda il Gentile, "Pascoli fu iniziato il 22 settembre 1882 nella Loggia "Rizzoli" all'Or. di Bologna (cfr. "Mille volti di Massoni" di Giordano Gamberini, Roma 1975, p. 181). Il verbale della sua iniziazione fu redatto da Arturo Dalmazzoni. La povertà e le traversie dovettero certo incidere sull'assiduità di quel neofita, ma le esequie massoniche e civili conchiusero non solo le testimonianze di personali convinzioni, ma pure il ciclo di un contributo muratorio essenziale, spesso reso trasparente, oltre che dalla vita, dalla poesia. Quella partecipazione aveva avuto inizio con la originaria testimonianza di tre doveri: alla Patria la vita, alla Umanità l'amore, a se stesso il rispetto: il testamento di G. P. libero muratore ("L'Acacia", Roma 1951).

    Di opinioni diverse e decisamente contro l’Istituzione è il Ruggio, che nel suo libro (Gian Luigi Ruggio, "Giovanni Pascoli - Tutto il racconto della vita tormentata di un grande poeta", ed. Simoncelli, Milano 1998) fa menzioni interessanti relative ai rapporti tra Pascoli e la Massoneria, in modo particolare, neanche a farlo apposta, nel racconto degli ultimi giorni di vita del poeta, quando già il tumore, che dallo stomaco si era esteso al fegato, lo stava purtroppo portando al lento e progressivo avvicinarsi alla morte.

    Il Ruggio racconta l'agonia e le ultime ore del poeta, minato dal male.
    "Quella sera <5 aprile, il giorno prima della morte> Maria rimase profondamente turbata, pur continuando a non disperare del tutto. A quel punto decise, però, di fargli dare una benedizione e per questo mandò Attilia al Collegio dell'Osservanza perché chiamasse padre Paolino Dall'Olio, amico di Pascoli. E qui avvenne un episodio che incrinò per sempre i rapporti col fratello Raffaele. Lui, forse temendo che l'ammalato, riprendendo coscienza, si impressionasse alla vista del sacerdote, intuendo così che era alla fine, mandò una persona con il contrordine di non far venire il religioso. Maria, nelle sue memorie, confessa, senza mezzi termini, che quel gesto l'aveva amareggiata e disgustata. Afferma che quella fu l'unica ragione per cui il fratello fu privato dei conforti religiosi che, era sicura, avrebbe desiderato. E non perché un picchetto di massoni avrebbe impedito a quel frate di salire a casa Pascoli." (p. 339),


    Immagine tratta dal sito http://www.comune.barga.lu.it/

    Il fatto curioso è come invece, nella sua "Introduzione alle Poesie", il Baldacci riferisca in modo simile che "Falino, il fratello prediletto si fece scrupolo di allontanare il sacerdote che portava il viatico".

    Un’altra, comunque dubbia, versione dell’accaduto, racconta invece che il frate giunse effettivamente alla casa del poeta ormai moribondo e che, intimoritosi di fronte al volto dei tanti massoni presenti al suo capezzale, preferì tornarsene di filata al Convento.
    Pascoli morì, come è noto, la sera del 6 aprile 1912, nella sua residenza bolognese.

    Il testo del Ruggio continua dicendo: "Dal giorno della morte fino a quando la salma non arrivò a Castelvecchio, le campane di San Niccolò suonarono a morto. Nel frattempo, don Barrè era corso a Bologna per ottenere l'autorizzazione per i funerali religiosi. Ciò si rese necessario perché era ancora vivo il ricordo di Pascoli politico, del giovane anarchico che, in gioventù, fu intimo amico dell'attivista socialista Andrea Costa. Senza poi dimenticare che aveva avuto fugaci abboccamenti con la Massoneria dalla quale si era ritratto quasi subito perché aveva capito che, così, avrebbe compromesso la propria libertà." (p. 341).

    Decisamente un’opinione molto discutibile. Al di là di queste fugaci notizie, rendiamo omaggio all’illustre fratello Poeta, con la sintesi della filosofia massonica di cui sono impregnate diverse sue opere.

    Una poesia molto bella che pur non racchiudendo contenuti massonici è doveroso far presente è senza dubbio la lunga e toccante poesia "La morte del Papa", contenuta nei Nuovi Poemetti del 1909, e dedicata alla morte del Papa Leone XIII, il papa forse più anti-massone per eccellenza, al secolo Vincenzo Gioachino dei conti Pecci, di Carpineto Romano, morto a Roma nel 1903 all’età di 93 anni e papa dal 1878 al 1903; successore del grande Pio IX.
    Nonostante la palese ferocia con cui il Santo Padre si scagliò contro i Massoni (basti pensare alle Encicliche "Humanum Genus", "Inimica Vis", ecc.) il Pascoli, già iniziato da diversi anni all’Istituzione, trasmette in questi versi una dolcezza inaudita e un amorevole cura, nel senso latino di attenzione, nei confronti dell’evento dell’aggravarsi delle condizioni di salute del Pontefice, che culmina nella chiusa ("… e con un bianco / lino la fronte gli tergea sua mamma") quando fa accenno a un ricordo infantile del vecchio papa, facendo presente che con la morte "si ritorna fanciulli" e da qui ne seguirebbero lunghi discorsi sulla scia del Fanciullino pascoliano.

    Carboneria - Pascoli Massone

    Dal sito Carboneria - Indice
    Caro Tomás, complimenti innanzitutto per tutte le nozioni e informazioni più che esaustive che ci proponi. Ho notato che hai trattato l'argomento della massoneria molto da lontano; io ho l'impressione (non so tu) che, in determinati periodi come questo, si tenda ad hoc a banalizzare con addirittura troppa informazione questo delicatissimo argomento. Sono usciti tutti insieme film, libri,articoli di ogni genere (ottimo sistema di disinformazione per dirvi "ve l'abbiamo detto che ci siamo, che cercate di piu' a fare?"... Io invece ho cercato... e nella massoneria attuale ci sono strutture come il Tavistock Institute, con sede principale a Londra... capitale dell'Elite, neanche a farlo apposta...). Ti mando questo articolo sul quale mi farebbe piacere un tuo commento (in Internet c'e' molto, a tal proposito)...

    Salutoni e fammi sapere!

    LE ORIGINI DI TAVISTOCK
    di Luciano Gianazza - 19/01/2006

    Pochi sanno quanto il Tavistock Institute ha influenzato e influenzi tuttora, sia direttamente che indirettamente e in quale profondità, la nostra vita.

    Fu istituito nel 1921 per studiare i disturbi mentali, derivati dall'esposizione al terrore che si genera in battaglia, sui soldati inglesi che sopravvissero alla I guerra mondiale. Il suo scopo era quello di stabilire, sotto il controllo dell'Ufficio della Guerra Psicologica dell'Esercito Britannico, il "punto di rottura" dell'uomo in condizioni di stress.

    Tavistock sviluppò le tecniche del lavaggio del cervello di massa, che furono usate per la prima volta sui prigionieri americani della guerra in Corea.

    I suoi esperimenti con i metodi di controllo delle masse sono stati ampiamente usati sui cittadini americani, un subdolo e oltraggioso attacco alla libertà per mezzo di psicologia applicata ad aree di territorio circoscritte.

    Nel 1932 un rifugiato politico tedesco, Kurt Lewin, diventò il direttore del Tavistock Institute, e un anno dopo andò negli Stati Uniti sempre come "rifugiato", in realtà il primo di molti infiltrati, e fondò la Clinica di Psicologia di Harvard, da dove fu originata la campagna di propaganda per orientare i cittadini americani contro la Germania e coinvolgere l'America nella II Guerra Mondiale.

    Nel 1938 Roosevelt fece un accordo segreto con Churchill che permetteva al Consiglio Esecutivo per le Operazioni Speciali inglese di controllare l'indirizzo politico degli Stati Uniti, in pratica cedendo la sovranità del popolo americano all'Inghilterra.

    Per mettere in pratica questo accordo Roosevelt inviò il generale Donovan a Londra perché venisse indottrinato prima di istituire l'OSS (l'attuale CIA). La CIA da sempre opera secondo le direttive impostate dal Tavistock Institute. Il Tavistock Institute ha originato il bombardamento di massa sulla popolazione civile tedesca ordinato da Roosevelt e da Churchill, come mero esperimento di terrore di massa, mantenendo le registrazioni dei risultati come se si stesse osservando delle "cavie" in "condizioni di laboratorio controllate".


    Tavistock oggi

    Nel 1947 il Tavistock Institute ha assunto la sua forma definitiva e da allora è un'organizzazione indipendente che cerca di abbinare alla pratica professionale la ricerca nell'ambito delle scienze sociali.
    I problemi che si incontrano nel porre in esistenza un'istituzione, quelli inerenti alla sua struttura organizzativa e alle varie modifiche, vengono esaminati dal Tavistock Institute in ogni settore — governo, industria, commercio, assistenza sanitaria, assistenza sociale, educazione e istruzione, ecc. — a livello nazionale e internazionale e i suoi clienti si estendono dai piccoli gruppi di comunità fino alle multinazionali.
    Un'area in crescita è lo studio di nuovi programmi sperimentali particolarmente nel campo della salute, dell'educazione e nello sviluppo di comunità.
    Ci sono tre elementi che rendono insolito, se non unico, il Tavistock Institute:

    1. è indipendente per il fatto che si auto-finanzia, con nessun supporto dal governo o da altre fonti;
    2. essendo orientato alla ricerca si pone fra (ma non inserito) il mondo accademico e l'ambito della consulenza;
    3. i campi di suo interesse includono l'antropologia, l'economia, i comportamenti delle organizzazioni, le scienze politiche, la psicoanalisi, la psicologia e la sociologia.

    L'ideologia delle Fondazioni americane è stata creata dal Tavistock Institute. L'istituto iniziò occupandosi della "scienza del comportamento", seguendo le linee freudiane del "controllo" degli esseri umani, diventando il centro mondiale dell'ideologia delle fondazioni. Il raggio di azione dei suoi network ora si estende in tutto il mondo e comprende le diverse fondazioni, istituti di ricerca e di ogni altro genere, università, servizi segreti, multinazionali, per citarne alcuni (la lista è molto lunga).
    Al personale di tante multinazionali è richiesto che si sottoponga all'indottrinamento fornito da uno o più istituti fra quelli controllati da Tavistock.


    Rammollire l'individuo

    Tutte le tecniche delle fondazioni americane e di Tavistock hanno un unico scopo: stroncare la forza psicologica di un individuo e renderlo debole, impotente e controllabile.
    Qualsiasi tecnica, che induce al crollo dell'unità familiare e dei principi morali che una famiglia può dare ai suoi membri, viene usata dagli scienziati di Tavistock come arma di controllo di massa.
    I metodi della psicologia freudiana comportamentale inducono disturbi mentali permanenti, destabilizzando il carattere di chi si sottopone a quei trattamenti.

    Alle vittime viene poi raccomandato di "instaurare nuovi rituali di interazione personale", che significa indulgere in brevi rapporti sessuali che realmente lasciano i partecipanti alla deriva senza stabili relazioni sociali nella loro vita.

    Il Tavistock Institute ha sviluppato un potere così grande negli Stati Uniti che nessuno riesce a ottenere un posto di rilievo in qualsiasi campo se non è stato addestrato nella scienza comportamentale a Tavistock o in uno dei suoi centri consociati. Praticamente non c'è campo, da quello dell'istruzione a quello della salute, che non sia sotto l'influenza di Tavistock.

    C'è un denominatore comune che identifica tutte le strategie di Tavistock: l'uso di droghe.
    L'infame programma della CIA denominato MK Ultra causò parecchi morti. Durante il programma a ufficiali della CIA fu somministrato LSD, a loro insaputa. Il Governo americano ha dovuto pagare milioni di dollari ai familiari delle vittime ma i colpevoli non furono mai incriminati. Il risultato di tale esperimento fu la "contro cultura" del LSD degli anni '60, "l'amore libero" e la "rivoluzione studentesca", che fu finanziata con 25 milioni di dollari dalla CIA. Tutte le registrazioni degli esperimenti sono state distrutte dal capo del MK Ultra.

    La CIA condusse anche esperimenti in Canada e pagò il Dr. Herbert Kelman per svolgere ulteriori esperimenti di controllo mentale. Negli anni '50 versò moltissimo denaro al presidente dell'Associazione degli Psicologi Canadesi (CPA) per dare a 53 pazienti del Royal Victorian Hospital di Montreal forti dosi di LSD e perché registrasse le reazioni che avvenivano. Per settimane i pazienti ricevettero dosi di LSD mentre dormivano, seguite da elettroshock e comandi ipnotici.

    I programmi della CIA, preparati da Tavistock, hanno sempre conclusioni nefaste perché tutti gli sforzi dell'istituto sono diretti a causare crolli ciclici in diverse aree geografiche.
    Oggi il Tavistock Institute opera con un network di Fondazioni, raccogliendo fondi per oltre 6 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti, pagati dai contribuenti. Il suo operato si estende al mondo intero, compresa la piccola Italia. 10 grandi istituzioni sotto il suo diretto controllo con altre 400 succursali, 3000 altri gruppi di studio nei soli Stati Uniti e altri istituti di ricerca danno origine a programmi di diverso genere per promuovere il controllo delle masse e le scienze comportamentali.

    Ci sono istituti e fondazioni di fama mondiale controllati direttamente o indirettamente, anche se il legame spesso non è facilmente riconducibile a Tavistock ed è necessario seguire il filo d'Arianna attraversando lussuosi corridoi e uffici per scoprire i due estremi della linea che collega le varie istituzioni.

    Uno di questi è il Massachussets Institute of Technology (MIT); quasi tutti pensano che sia un'istituzione puramente americana, ma non è così.
    Puoi comprendere il potere di Tavistock dal potere delle istituzioni da esso controllate.

    Alcuni clienti del MIT sono:
    - American Management Association
    - Comitato per lo Sviluppo Economico
    - GTE (General Telephone Electronics)
    - Istituto per l'Analisi della Difesa (IDA)
    - NASA
    - Accademia Nazionale delle Scienze
    - Concilio Nazionale delle Chiese
    - Sylvania
    - TRW (uno dei maggiori produttori di apparecchiature per l'industria e il governo americano, inclusi i servizi di informazione, aerospaziali, militari)
    - Esercito degli Stati Uniti
    - Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
    - Marina degli Stati Uniti
    - Ministero del Tesoro degli Stati Uniti
    - Volkswagen

    Si possono aggiungere la Fondazione Rockfeller, l'istituto Carnegie e altri a essi correlati. Sono davvero tanti, ma lo scopo di tutto questo si riassume in poche parole: " ontrollo del comportamento di masse e individui."
    L'ente che possiamo considerare il braccio destro di Tavistock è la Società per la Ricerca e lo Sviluppo, (Research and Development Corporation ) meglio nota con l'acronimo RAND.
    La RAND controlla la linea di condotta politica degli Stati Uniti a ogni livello. Specifica regolamentazione elaborata dalla RAND che diventa operativa include programmi per i missili intercontinentali balistici, linee di condotta da tenere con gli stati esteri, programmi spaziali, progetti sul nucleare, analisi delle industrie, centinaia di progetti militari, programmi della CIA che utilizzano peyote e LSD e droghe più moderne per l'alterazione di stati mentali.

    Alcuni clienti americani della RAND, fra i molti, sono:
    - AT&T (American Telephone and Telegraph Company)
    - Chase Manhattan Bank
    - IBM (International Business Machines)
    - National Science Foundation
    - Partito Repubblicano
    - TRW
    - Aeronautica degli Stati Uniti
    - Dipartimento della Salute degli Stati Uniti
    - Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti

    Le tecniche usate, apparentemente diverse e dai differenti nomi, si riassumono in questo: "lavaggio del cervello".
    Gli operatori sono di solito psicologi, psichiatri, sociologi, esperti di droghe e altri personaggi esperti di de-programmazione. Tavistock ha addestrato psichiatri nelle tecniche di lavaggio del cervello che a loro volta le hanno esportate in università di diversi stati del mondo. Alcuni di essi si sono resi responsabili di aver programmato e diretto azioni di "pulizia etnica" e di terrorismo internazionale. Jovan Rascovich e Radovan Karadviz sono due psichiatri serbi addestrati nelle tecniche di Tavistock, ideatori della Grande Serbia e responsabili della "pulizia etnica" in Bosnia.

    Le tecniche del lavaggio del cervello di Tavistock giunsero anche all'Università Patrice Lumumba di Mosca che sfornò psichiatri che entrarono nelle file del terrorismo internazionale, molti dei quali leaders o consiglieri diretti di leaders di gruppi terroristici.
    Analizzando queste informazioni, si può comprendere che le tecniche del terrorismo e quelle di coloro che dichiarano di combatterlo hanno la stessa origine.


    La paura e il condizionamento

    Per poter condizionare uomini in massa è necessaria la paura come "catalizzatore", come "co-agente". Le persone spaventate accettano maggior controllo su se stesse, rinunciando alla propria sovranità in cambio di maggiore protezione. Quando persone, "rammollite" privandole dei valori etici e morali, hanno paura, diventano facilmente effetto di messaggi di qualunque genere, accettano soluzioni assurde come la pena di morte, la pulizia etnica o l'impiego di kamikaze come mezzi per ottenere pace e giustizia, aumentando il caos esistente e la richiesta di misure restrittive.

    Qualunque cosa i media dicano viene accettato come verità, quando è solo un testo preparato dalle agenzie di PR che, come fondamento, ha solo la fantasia di chi l'ha scritto e la sua abilità di far sembrare bianco il nero. Un esempio di questo lo trovi negli spazi che vengono sempre più inseriti nei palinsesti delle varie TV dedicati agli "opinionisti".
    Facciamo un esempio per capire come funziona. Viene posto un quesito: "Si dovrebbe permettere la vendita di farmaci da banco anche nei supermercati?" Appaiono immagini di persone intervistate, scelte fra le più adatte, alcune a favore altre contro, poi l'opinionista conclude dicendo che i pareri opposti si equivalgono (così non si da torto a nessuno) e che comunque è meglio che i farmaci rimangano in farmacia. Ma avrebbe potuto dire che è giusto che siano venduti anche nei supermercati; tutto dipende da chi è il cliente rappresentato, le associazioni di farmacisti o quelle delle derrate alimentari.
    Io credo che la soluzione che verrà adottata sarà un compromesso fra i due potenti gruppi: i farmaci potranno essere venduti anche nei supermercati, ma in un'area confinata, come il banco del pane o del pesce, e al banco dei farmaci ci dovrà essere un laureato in farmacia che dovrà consigliare i clienti e che quindi si accerterà che non vi siano indebiti acquisti, ecc. Il tutto verrà fatto passare come un beneficio per chi compra, perché costeranno meno, essendoci concorrenza, e per i nuovi posti creati per impiegare i laureati in farmacia che non possono aprirsene una propria. Tutti, incluso governo, sindacati, le varie associazioni di consumatori, faranno bella figura, per lo meno fino a quando la maggior parte delle persone rimarrà convinta che i farmaci curino.
    Tavistock è strettamente legato con la psichiatria e l'industria farmaceutica, perché ha bisogno di entrambe le cose per attuare i suoi piani.
    Un clima di tensione genera ansietà e "depressione" e prontamente arriva l'aiuto del cartello farmaceutico con gli psicofarmaci, dando un'ulteriore spinta al degrado dell'umanità.

    La paura delle "gravi malattie" come tumori, Aids, pandemie ecc. viene utilizzata per spillare soldi "per la ricerca"; per cure che ovviamente non verranno mai trovate, sia perché i presupposti sono errati sia perché non c'è alcuna intenzione da parte della medicina e della ricerca ortodossa di farlo.
    I programmi per raccogliere fondi sono preparati in modo accurato a partire dalla campagna dì sensibilizzazione, la scelta del periodo (... E' Natale, siamo tutti buoni, Jingle bells Jingle bells, ecc.) e le emozioni da coinvolgere (compassione, speranza, paura). La maggior parte delle donazioni andrà all'industria farmaceutica e agli istituti da essa controllati che faranno la "ricerca"; il resto servirà a pagare tutto il carrozzone della rappresentazione, gli spettacoli abbinati, gli organizzatori, i conduttori delle varie trasmissioni e i benefits per chi ha collaborato affinché la festa riuscisse.

    La verità è che non occorrono nuovi farmaci (ovvero nuove combinazioni di sostanze tossiche), ma bisognerebbe educare le persone e portarle alla comprensione che i farmaci realmente non hanno mai guarito nessuno; a meno che per guarigione non si intenda repressione di sintomi o compressione di un tumore "con un po' di chemio," facendo credere che il male sia regredito.
    Tavistock è un istituto molto particolare, non parteggia per una corrente politica o un'altra. Infatti, si trova un gradino al di sopra delle lotte di vario genere che affliggono il pianeta. Che vinca la destra o la sinistra, la Russia o l'America, la Cina o la Corea o il terrorismo, a Tavistock non importa niente; l'importante è che ci sia instabilità, insicurezza e paura, condizioni necessarie per il condizionamento delle masse.


    Il Cambiamento

    Se ti stai domandando perché vi siano organizzazioni che si stanno dando un gran da fare al punto che tutto può sembrare fantascientifico, allora occorre qualche spiegazione in più.
    In natura niente è immutabile, tutto cambia. Le varie civiltà si sono formate e si sono evolute nella direzione imposta dalle regole formulate dai leader della comunità, fino a quando i principi su cui esse si fondavano sono stati mantenuti in esistenza. Quando al potere sono giunti individui prepotenti e disonesti, oltre che emeriti imbecilli come statisti, le civiltà sono decadute per poi estinguersi.

    Gli scienziati di Tavistock, ma non solo loro per fortuna, studiando il momento in cui le varie civiltà hanno iniziato il loro declino hanno rilevato che tale declino avviene quando gli individui non si attengono più ai principi che sono il sostrato stesso della civiltà.
    I principi sono punti di riferimento che permettono a un individuo di orientarsi favorevolmente nella vita. Senza di essi un individuo è alla deriva, non sa più cosa è giusto o sbagliato e le sue azioni sono spesso basate su conclusioni che lo fanno cadere sempre più in basso, fino al punto che non può più rialzarsi.
    Gli esperti di Tavistock, e i loro colleghi che operano nelle migliaia di sedi degli istituti consociati sparsi in quasi tutto il mondo “occidentale”, applicando i fattori che sono causa di decadimento della società, provocano tramite i media, opinion leaders, agitatori di varia natura, eventi che portano a sostanziali cambiamenti favorevoli per i loro clienti, siano essi multinazionali o governi. In questo modo, stili di vita che non possono condurre che verso la distruzione di chi li adotta vengono introdotti per causare i cambiamenti voluti a favore dei clienti.

    Come e per chi un cambiamento verso la distruzione può essere desiderabile?

    Una guerra è favorevole per i fabbricanti e mercanti di armi, per le aziende che si occuperanno della ricostruzione, ecc. La falsa informazione sulla salute e sull'alimentazione crea una popolazione ignorante e in precario equilibrio, a favore dell'universo e delle multinazionali delle derrate alimentari.
    Il risultato di questi cambiamenti, indotti con la tecnologia di Tavistock, è una popolazione che riesce a differenziare sempre meno il vero dal falso e con diminuita capacità di stimare il valore delle cose.
    Tale popolazione accetterà, senza protestare molto, servizi scadenti, tassazioni elevate, trattamenti per malattie che in realtà sono progressivi avvelenamenti, riduzione di diritti, ecc. Questo favorisce, per esempio, la facile vendita di prodotti scadenti di breve durata sul mercato, con immenso spreco delle risorse dei singoli cittadini a favore dei produttori di tali "beni". La qualità non è più una costante, ma un lusso.
    Per Tavistock il nemico è la verità, in quanto le sue tecniche si fondano sulla menzogna. Tutte le operazioni e programmi che vengono portati avanti da individui addestrati a Tavistock o da altre istituzioni satelliti hanno un nobile intento apparente di aiuto e solidarietà, dietro al quale si nasconde quello vero e malvagio: controllare il comportamento di ogni individuo a favore dei grandi interessi economici del pianeta.


    Conclusione

    A seguito di quanto hai letto nell'articolo, osserva i conduttori delle varie trasmissioni TV e dei vari TG e ti accorgerai che stanno vendendo per qualcuno, fosse anche solo per mezzo di un commentino buttato lì, apparentemente per caso. Ricordi la pandemia aviaria? Non ne parla più nessuno. Ma allora tutto il mondo dei media è entrato in movimento e ha fatto un bel can can. I governi hanno comprato milioni di dosi di vaccini, sono stati stampati manuali di sopravvivenza contro la pandemia, molte persone chiedevano in farmacia il "vaccino contro la malattia, quella degli uccelli". Ogni tanto veniva data notizia che il tale istituto di ricerca aveva trovato il vaccino contro il virus dei polli e così via. Bene, hai assistito all'attuazione di un programma elaborato con le tecniche di Tavistock; e non puoi non aver notato che alcuni direttori di telegiornali non si lasciano scappare l'occasione di raccomandare di vaccinarsi per l'influenza a ogni momento.

    Oggi è necessario osservare e chiedersi, quando tramite i media viene sottoposto un affare vantaggioso che richiede la nostra approvazione, per chi sarà vantaggioso; come il passaggio dalla lira all'euro, tanto per fare un esempio. Altrimenti i polli saremo noi, anzi un po' già lo siamo; ma siamo ancora in tempo per far regredire la mutazione.

    Fonte: Medicinenon.it - adhd, psicofarmaci, alimentazione, propaganda, psichiatria

    LE ORIGINI DI TAVISTOCK di Luciano Gianazza - NEXUS Edizioni
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-04-10 alle 22:28

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Citazione Originariamente Scritto da Jacques de molay Visualizza Messaggio
    Caro Tomás, complimenti innanzitutto per tutte le nozioni e informazioni più che esaustive che ci proponi. Ho notato che hai trattato l'argomento della massoneria molto da lontano; io ho l'impressione (non so tu) che, in determinati periodi come questo, si tenda ad hoc a banalizzare con addirittura troppa informazione questo delicatissimo argomento. Sono usciti tutti insieme film, libri,articoli di ogni genere (ottimo sistema di disinformazione per dirvi "ve l'abbiamo detto che ci siamo, che cercate di piu' a fare?"... Io invece ho cercato... e nella massoneria attuale ci sono strutture come il Tavistock Institute, con sede principale a Londra... capitale dell'Elite, neanche a farlo apposta...). Ti mando questo articolo sul quale mi farebbe piacere un tuo commento (in Internet c'e' molto, a tal proposito)...

    Salutoni e fammi sapere!

    LE ORIGINI DI TAVISTOCK
    di Luciano Gianazza - 19/01/2006

    Pochi sanno quanto il Tavistock Institute ha influenzato e influenzi tuttora, sia direttamente che indirettamente e in quale profondità, la nostra vita.

    Fu istituito nel 1921 per studiare i disturbi mentali, derivati dall'esposizione al terrore che si genera in battaglia, sui soldati inglesi che sopravvissero alla I guerra mondiale. Il suo scopo era quello di stabilire, sotto il controllo dell'Ufficio della Guerra Psicologica dell'Esercito Britannico, il "punto di rottura" dell'uomo in condizioni di stress.

    Tavistock sviluppò le tecniche del lavaggio del cervello di massa, che furono usate per la prima volta sui prigionieri americani della guerra in Corea.

    I suoi esperimenti con i metodi di controllo delle masse sono stati ampiamente usati sui cittadini americani, un subdolo e oltraggioso attacco alla libertà per mezzo di psicologia applicata ad aree di territorio circoscritte.

    Nel 1932 un rifugiato politico tedesco, Kurt Lewin, diventò il direttore del Tavistock Institute, e un anno dopo andò negli Stati Uniti sempre come "rifugiato", in realtà il primo di molti infiltrati, e fondò la Clinica di Psicologia di Harvard, da dove fu originata la campagna di propaganda per orientare i cittadini americani contro la Germania e coinvolgere l'America nella II Guerra Mondiale.

    Nel 1938 Roosevelt fece un accordo segreto con Churchill che permetteva al Consiglio Esecutivo per le Operazioni Speciali inglese di controllare l'indirizzo politico degli Stati Uniti, in pratica cedendo la sovranità del popolo americano all'Inghilterra.

    Per mettere in pratica questo accordo Roosevelt inviò il generale Donovan a Londra perché venisse indottrinato prima di istituire l'OSS (l'attuale CIA). La CIA da sempre opera secondo le direttive impostate dal Tavistock Institute. Il Tavistock Institute ha originato il bombardamento di massa sulla popolazione civile tedesca ordinato da Roosevelt e da Churchill, come mero esperimento di terrore di massa, mantenendo le registrazioni dei risultati come se si stesse osservando delle "cavie" in "condizioni di laboratorio controllate".


    Tavistock oggi

    Nel 1947 il Tavistock Institute ha assunto la sua forma definitiva e da allora è un'organizzazione indipendente che cerca di abbinare alla pratica professionale la ricerca nell'ambito delle scienze sociali.
    I problemi che si incontrano nel porre in esistenza un'istituzione, quelli inerenti alla sua struttura organizzativa e alle varie modifiche, vengono esaminati dal Tavistock Institute in ogni settore — governo, industria, commercio, assistenza sanitaria, assistenza sociale, educazione e istruzione, ecc. — a livello nazionale e internazionale e i suoi clienti si estendono dai piccoli gruppi di comunità fino alle multinazionali.
    Un'area in crescita è lo studio di nuovi programmi sperimentali particolarmente nel campo della salute, dell'educazione e nello sviluppo di comunità.
    Ci sono tre elementi che rendono insolito, se non unico, il Tavistock Institute:

    1. è indipendente per il fatto che si auto-finanzia, con nessun supporto dal governo o da altre fonti;
    2. essendo orientato alla ricerca si pone fra (ma non inserito) il mondo accademico e l'ambito della consulenza;
    3. i campi di suo interesse includono l'antropologia, l'economia, i comportamenti delle organizzazioni, le scienze politiche, la psicoanalisi, la psicologia e la sociologia.

    L'ideologia delle Fondazioni americane è stata creata dal Tavistock Institute. L'istituto iniziò occupandosi della "scienza del comportamento", seguendo le linee freudiane del "controllo" degli esseri umani, diventando il centro mondiale dell'ideologia delle fondazioni. Il raggio di azione dei suoi network ora si estende in tutto il mondo e comprende le diverse fondazioni, istituti di ricerca e di ogni altro genere, università, servizi segreti, multinazionali, per citarne alcuni (la lista è molto lunga).
    Al personale di tante multinazionali è richiesto che si sottoponga all'indottrinamento fornito da uno o più istituti fra quelli controllati da Tavistock.


    Rammollire l'individuo

    Tutte le tecniche delle fondazioni americane e di Tavistock hanno un unico scopo: stroncare la forza psicologica di un individuo e renderlo debole, impotente e controllabile.
    Qualsiasi tecnica, che induce al crollo dell'unità familiare e dei principi morali che una famiglia può dare ai suoi membri, viene usata dagli scienziati di Tavistock come arma di controllo di massa.
    I metodi della psicologia freudiana comportamentale inducono disturbi mentali permanenti, destabilizzando il carattere di chi si sottopone a quei trattamenti.

    Alle vittime viene poi raccomandato di "instaurare nuovi rituali di interazione personale", che significa indulgere in brevi rapporti sessuali che realmente lasciano i partecipanti alla deriva senza stabili relazioni sociali nella loro vita.

    Il Tavistock Institute ha sviluppato un potere così grande negli Stati Uniti che nessuno riesce a ottenere un posto di rilievo in qualsiasi campo se non è stato addestrato nella scienza comportamentale a Tavistock o in uno dei suoi centri consociati. Praticamente non c'è campo, da quello dell'istruzione a quello della salute, che non sia sotto l'influenza di Tavistock.

    C'è un denominatore comune che identifica tutte le strategie di Tavistock: l'uso di droghe.
    L'infame programma della CIA denominato MK Ultra causò parecchi morti. Durante il programma a ufficiali della CIA fu somministrato LSD, a loro insaputa. Il Governo americano ha dovuto pagare milioni di dollari ai familiari delle vittime ma i colpevoli non furono mai incriminati. Il risultato di tale esperimento fu la "contro cultura" del LSD degli anni '60, "l'amore libero" e la "rivoluzione studentesca", che fu finanziata con 25 milioni di dollari dalla CIA. Tutte le registrazioni degli esperimenti sono state distrutte dal capo del MK Ultra.

    La CIA condusse anche esperimenti in Canada e pagò il Dr. Herbert Kelman per svolgere ulteriori esperimenti di controllo mentale. Negli anni '50 versò moltissimo denaro al presidente dell'Associazione degli Psicologi Canadesi (CPA) per dare a 53 pazienti del Royal Victorian Hospital di Montreal forti dosi di LSD e perché registrasse le reazioni che avvenivano. Per settimane i pazienti ricevettero dosi di LSD mentre dormivano, seguite da elettroshock e comandi ipnotici.

    I programmi della CIA, preparati da Tavistock, hanno sempre conclusioni nefaste perché tutti gli sforzi dell'istituto sono diretti a causare crolli ciclici in diverse aree geografiche.
    Oggi il Tavistock Institute opera con un network di Fondazioni, raccogliendo fondi per oltre 6 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti, pagati dai contribuenti. Il suo operato si estende al mondo intero, compresa la piccola Italia. 10 grandi istituzioni sotto il suo diretto controllo con altre 400 succursali, 3000 altri gruppi di studio nei soli Stati Uniti e altri istituti di ricerca danno origine a programmi di diverso genere per promuovere il controllo delle masse e le scienze comportamentali.

    Ci sono istituti e fondazioni di fama mondiale controllati direttamente o indirettamente, anche se il legame spesso non è facilmente riconducibile a Tavistock ed è necessario seguire il filo d'Arianna attraversando lussuosi corridoi e uffici per scoprire i due estremi della linea che collega le varie istituzioni.

    Uno di questi è il Massachussets Institute of Technology (MIT); quasi tutti pensano che sia un'istituzione puramente americana, ma non è così.
    Puoi comprendere il potere di Tavistock dal potere delle istituzioni da esso controllate.

    Alcuni clienti del MIT sono:
    - American Management Association
    - Comitato per lo Sviluppo Economico
    - GTE (General Telephone Electronics)
    - Istituto per l'Analisi della Difesa (IDA)
    - NASA
    - Accademia Nazionale delle Scienze
    - Concilio Nazionale delle Chiese
    - Sylvania
    - TRW (uno dei maggiori produttori di apparecchiature per l'industria e il governo americano, inclusi i servizi di informazione, aerospaziali, militari)
    - Esercito degli Stati Uniti
    - Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
    - Marina degli Stati Uniti
    - Ministero del Tesoro degli Stati Uniti
    - Volkswagen

    Si possono aggiungere la Fondazione Rockfeller, l'istituto Carnegie e altri a essi correlati. Sono davvero tanti, ma lo scopo di tutto questo si riassume in poche parole: " ontrollo del comportamento di masse e individui."
    L'ente che possiamo considerare il braccio destro di Tavistock è la Società per la Ricerca e lo Sviluppo, (Research and Development Corporation ) meglio nota con l'acronimo RAND.
    La RAND controlla la linea di condotta politica degli Stati Uniti a ogni livello. Specifica regolamentazione elaborata dalla RAND che diventa operativa include programmi per i missili intercontinentali balistici, linee di condotta da tenere con gli stati esteri, programmi spaziali, progetti sul nucleare, analisi delle industrie, centinaia di progetti militari, programmi della CIA che utilizzano peyote e LSD e droghe più moderne per l'alterazione di stati mentali.

    Alcuni clienti americani della RAND, fra i molti, sono:
    - AT&T (American Telephone and Telegraph Company)
    - Chase Manhattan Bank
    - IBM (International Business Machines)
    - National Science Foundation
    - Partito Repubblicano
    - TRW
    - Aeronautica degli Stati Uniti
    - Dipartimento della Salute degli Stati Uniti
    - Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti

    Le tecniche usate, apparentemente diverse e dai differenti nomi, si riassumono in questo: "lavaggio del cervello".
    Gli operatori sono di solito psicologi, psichiatri, sociologi, esperti di droghe e altri personaggi esperti di de-programmazione. Tavistock ha addestrato psichiatri nelle tecniche di lavaggio del cervello che a loro volta le hanno esportate in università di diversi stati del mondo. Alcuni di essi si sono resi responsabili di aver programmato e diretto azioni di "pulizia etnica" e di terrorismo internazionale. Jovan Rascovich e Radovan Karadviz sono due psichiatri serbi addestrati nelle tecniche di Tavistock, ideatori della Grande Serbia e responsabili della "pulizia etnica" in Bosnia.

    Le tecniche del lavaggio del cervello di Tavistock giunsero anche all'Università Patrice Lumumba di Mosca che sfornò psichiatri che entrarono nelle file del terrorismo internazionale, molti dei quali leaders o consiglieri diretti di leaders di gruppi terroristici.
    Analizzando queste informazioni, si può comprendere che le tecniche del terrorismo e quelle di coloro che dichiarano di combatterlo hanno la stessa origine.


    La paura e il condizionamento

    Per poter condizionare uomini in massa è necessaria la paura come "catalizzatore", come "co-agente". Le persone spaventate accettano maggior controllo su se stesse, rinunciando alla propria sovranità in cambio di maggiore protezione. Quando persone, "rammollite" privandole dei valori etici e morali, hanno paura, diventano facilmente effetto di messaggi di qualunque genere, accettano soluzioni assurde come la pena di morte, la pulizia etnica o l'impiego di kamikaze come mezzi per ottenere pace e giustizia, aumentando il caos esistente e la richiesta di misure restrittive.

    Qualunque cosa i media dicano viene accettato come verità, quando è solo un testo preparato dalle agenzie di PR che, come fondamento, ha solo la fantasia di chi l'ha scritto e la sua abilità di far sembrare bianco il nero. Un esempio di questo lo trovi negli spazi che vengono sempre più inseriti nei palinsesti delle varie TV dedicati agli "opinionisti".
    Facciamo un esempio per capire come funziona. Viene posto un quesito: "Si dovrebbe permettere la vendita di farmaci da banco anche nei supermercati?" Appaiono immagini di persone intervistate, scelte fra le più adatte, alcune a favore altre contro, poi l'opinionista conclude dicendo che i pareri opposti si equivalgono (così non si da torto a nessuno) e che comunque è meglio che i farmaci rimangano in farmacia. Ma avrebbe potuto dire che è giusto che siano venduti anche nei supermercati; tutto dipende da chi è il cliente rappresentato, le associazioni di farmacisti o quelle delle derrate alimentari.
    Io credo che la soluzione che verrà adottata sarà un compromesso fra i due potenti gruppi: i farmaci potranno essere venduti anche nei supermercati, ma in un'area confinata, come il banco del pane o del pesce, e al banco dei farmaci ci dovrà essere un laureato in farmacia che dovrà consigliare i clienti e che quindi si accerterà che non vi siano indebiti acquisti, ecc. Il tutto verrà fatto passare come un beneficio per chi compra, perché costeranno meno, essendoci concorrenza, e per i nuovi posti creati per impiegare i laureati in farmacia che non possono aprirsene una propria. Tutti, incluso governo, sindacati, le varie associazioni di consumatori, faranno bella figura, per lo meno fino a quando la maggior parte delle persone rimarrà convinta che i farmaci curino.
    Tavistock è strettamente legato con la psichiatria e l'industria farmaceutica, perché ha bisogno di entrambe le cose per attuare i suoi piani.
    Un clima di tensione genera ansietà e "depressione" e prontamente arriva l'aiuto del cartello farmaceutico con gli psicofarmaci, dando un'ulteriore spinta al degrado dell'umanità.

    La paura delle "gravi malattie" come tumori, Aids, pandemie ecc. viene utilizzata per spillare soldi "per la ricerca"; per cure che ovviamente non verranno mai trovate, sia perché i presupposti sono errati sia perché non c'è alcuna intenzione da parte della medicina e della ricerca ortodossa di farlo.
    I programmi per raccogliere fondi sono preparati in modo accurato a partire dalla campagna dì sensibilizzazione, la scelta del periodo (... E' Natale, siamo tutti buoni, Jingle bells Jingle bells, ecc.) e le emozioni da coinvolgere (compassione, speranza, paura). La maggior parte delle donazioni andrà all'industria farmaceutica e agli istituti da essa controllati che faranno la "ricerca"; il resto servirà a pagare tutto il carrozzone della rappresentazione, gli spettacoli abbinati, gli organizzatori, i conduttori delle varie trasmissioni e i benefits per chi ha collaborato affinché la festa riuscisse.

    La verità è che non occorrono nuovi farmaci (ovvero nuove combinazioni di sostanze tossiche), ma bisognerebbe educare le persone e portarle alla comprensione che i farmaci realmente non hanno mai guarito nessuno; a meno che per guarigione non si intenda repressione di sintomi o compressione di un tumore "con un po' di chemio," facendo credere che il male sia regredito.
    Tavistock è un istituto molto particolare, non parteggia per una corrente politica o un'altra. Infatti, si trova un gradino al di sopra delle lotte di vario genere che affliggono il pianeta. Che vinca la destra o la sinistra, la Russia o l'America, la Cina o la Corea o il terrorismo, a Tavistock non importa niente; l'importante è che ci sia instabilità, insicurezza e paura, condizioni necessarie per il condizionamento delle masse.


    Il Cambiamento

    Se ti stai domandando perché vi siano organizzazioni che si stanno dando un gran da fare al punto che tutto può sembrare fantascientifico, allora occorre qualche spiegazione in più.
    In natura niente è immutabile, tutto cambia. Le varie civiltà si sono formate e si sono evolute nella direzione imposta dalle regole formulate dai leader della comunità, fino a quando i principi su cui esse si fondavano sono stati mantenuti in esistenza. Quando al potere sono giunti individui prepotenti e disonesti, oltre che emeriti imbecilli come statisti, le civiltà sono decadute per poi estinguersi.

    Gli scienziati di Tavistock, ma non solo loro per fortuna, studiando il momento in cui le varie civiltà hanno iniziato il loro declino hanno rilevato che tale declino avviene quando gli individui non si attengono più ai principi che sono il sostrato stesso della civiltà.
    I principi sono punti di riferimento che permettono a un individuo di orientarsi favorevolmente nella vita. Senza di essi un individuo è alla deriva, non sa più cosa è giusto o sbagliato e le sue azioni sono spesso basate su conclusioni che lo fanno cadere sempre più in basso, fino al punto che non può più rialzarsi.
    Gli esperti di Tavistock, e i loro colleghi che operano nelle migliaia di sedi degli istituti consociati sparsi in quasi tutto il mondo “occidentale”, applicando i fattori che sono causa di decadimento della società, provocano tramite i media, opinion leaders, agitatori di varia natura, eventi che portano a sostanziali cambiamenti favorevoli per i loro clienti, siano essi multinazionali o governi. In questo modo, stili di vita che non possono condurre che verso la distruzione di chi li adotta vengono introdotti per causare i cambiamenti voluti a favore dei clienti.

    Come e per chi un cambiamento verso la distruzione può essere desiderabile?

    Una guerra è favorevole per i fabbricanti e mercanti di armi, per le aziende che si occuperanno della ricostruzione, ecc. La falsa informazione sulla salute e sull'alimentazione crea una popolazione ignorante e in precario equilibrio, a favore dell'universo e delle multinazionali delle derrate alimentari.
    Il risultato di questi cambiamenti, indotti con la tecnologia di Tavistock, è una popolazione che riesce a differenziare sempre meno il vero dal falso e con diminuita capacità di stimare il valore delle cose.
    Tale popolazione accetterà, senza protestare molto, servizi scadenti, tassazioni elevate, trattamenti per malattie che in realtà sono progressivi avvelenamenti, riduzione di diritti, ecc. Questo favorisce, per esempio, la facile vendita di prodotti scadenti di breve durata sul mercato, con immenso spreco delle risorse dei singoli cittadini a favore dei produttori di tali "beni". La qualità non è più una costante, ma un lusso.
    Per Tavistock il nemico è la verità, in quanto le sue tecniche si fondano sulla menzogna. Tutte le operazioni e programmi che vengono portati avanti da individui addestrati a Tavistock o da altre istituzioni satelliti hanno un nobile intento apparente di aiuto e solidarietà, dietro al quale si nasconde quello vero e malvagio: controllare il comportamento di ogni individuo a favore dei grandi interessi economici del pianeta.


    Conclusione

    A seguito di quanto hai letto nell'articolo, osserva i conduttori delle varie trasmissioni TV e dei vari TG e ti accorgerai che stanno vendendo per qualcuno, fosse anche solo per mezzo di un commentino buttato lì, apparentemente per caso. Ricordi la pandemia aviaria? Non ne parla più nessuno. Ma allora tutto il mondo dei media è entrato in movimento e ha fatto un bel can can. I governi hanno comprato milioni di dosi di vaccini, sono stati stampati manuali di sopravvivenza contro la pandemia, molte persone chiedevano in farmacia il "vaccino contro la malattia, quella degli uccelli". Ogni tanto veniva data notizia che il tale istituto di ricerca aveva trovato il vaccino contro il virus dei polli e così via. Bene, hai assistito all'attuazione di un programma elaborato con le tecniche di Tavistock; e non puoi non aver notato che alcuni direttori di telegiornali non si lasciano scappare l'occasione di raccomandare di vaccinarsi per l'influenza a ogni momento.

    Oggi è necessario osservare e chiedersi, quando tramite i media viene sottoposto un affare vantaggioso che richiede la nostra approvazione, per chi sarà vantaggioso; come il passaggio dalla lira all'euro, tanto per fare un esempio. Altrimenti i polli saremo noi, anzi un po' già lo siamo; ma siamo ancora in tempo per far regredire la mutazione.

    Fonte: Medicinenon.it - adhd, psicofarmaci, alimentazione, propaganda, psichiatria

    LE ORIGINI DI TAVISTOCK di Luciano Gianazza - NEXUS Edizioni
    Questi bastardi ci trattano come cavie e nessuno si oppone, è peggio del Grande Fratello di Orwell...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-04-10 alle 22:28
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Citazione Originariamente Scritto da Jacques de molay Visualizza Messaggio
    Caro Tomás, complimenti innanzitutto per tutte le nozioni e informazioni più che esaustive che ci proponi. Ho notato che hai trattato l'argomento della massoneria molto da lontano; io ho l'impressione (non so tu) che, in determinati periodi come questo, si tenda ad hoc a banalizzare con addirittura troppa informazione questo delicatissimo argomento. Sono usciti tutti insieme film, libri,articoli di ogni genere (ottimo sistema di disinformazione per dirvi "ve l'abbiamo detto che ci siamo, che cercate di piu' a fare?"... Io invece ho cercato... e nella massoneria attuale ci sono strutture come il Tavistock Institute, con sede principale a Londra... capitale dell'Elite, neanche a farlo apposta...). Ti mando questo articolo sul quale mi farebbe piacere un tuo commento (in Internet c'e' molto, a tal proposito)...

    Salutoni e fammi sapere!
    Carissimo Jacques, ti ringrazio per i complimenti - che ricambio di cuore, in perfetta sincerità - e per l'interessantissimo contributo.

    Hai colto bene la mia impostazione del thread, che è voluta: partire da lontano, dai contorni generali del fenomeno, per arrivare all'analisi degli aspetti specifici, come hai appena fatto tu.

    Il tema del "lavaggio del cervello", per condizionare e manipolare gli individui e la società di cui sono parte, è stato spesso deriso e riproposto in senso fantascientifico o complottista.

    Eppure... Non saprei dire se è "merito" del Tavistock Institute, però a me sembra realtà quotidiana.

    Moltissima gente vive un'esistenza del tutto acritica, pronta ad accettare dogmaticamente l'informazione deformante, i condizionamenti meccanici, i falsi e perniciosi modelli che vengono proposti/imposti dai media... che, dal canto loro, riescono ad agire sui cervelli come se fossero di plastilina.

    Forse non si adoperano sempre droghe in senso stretto, forse qualcuno si è accorto che trasmettendo "Grande Fratello" o "L'isola dei famosi" si ottengono risultati anche migliori. Ma l'obiettivo mi sembra centrato in pieno. Ormai, senza retorica, le persone capaci di ragionare con la propria mente, di assumere decisioni in completa e responsabile autonomia, di aspirare a un'esistenza proficua e decorosa anche in senso spirituale sono rare come rubini. Sarà un caso?
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-04-10 alle 22:31
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Carissimo Jacques, ti ringrazio per i complimenti - che ricambio di cuore, in perfetta sincerità - e per l'interessantissimo contributo.

    Hai colto bene la mia impostazione del thread, che è voluta: partire da lontano, dai contorni generali del fenomeno, per arrivare all'analisi degli aspetti specifici, come hai appena fatto tu.

    Il tema del "lavaggio del cervello", per condizionare e manipolare gli individui e la società di cui sono parte, è stato spesso deriso e riproposto in senso fantascientifico o complottista.

    Eppure... Non saprei dire se è "merito" del Tavistock Institute, però a me sembra realtà quotidiana.

    Moltissima gente vive un'esistenza del tutto acritica, pronta ad accettare dogmaticamente l'informazione deformante, i condizionamenti meccanici, i falsi e perniciosi modelli che vengono proposti/imposti dai media... che, dal canto loro, riescono ad agire sui cervelli come se fossero di plastilina.

    Forse non si adoperano sempre droghe in senso stretto, forse qualcuno si è accorto che trasmettendo "Grande Fratello" o "L'isola dei famosi" si ottengono risultati anche migliori. Ma l'obiettivo mi sembra centrato in pieno. Ormai, senza retorica, le persone capaci di ragionare con la propria mente, di assumere decisioni in completa e responsabile autonomia, di aspirare a un'esistenza proficua e decorosa anche in senso spirituale sono rare come rubini. Sarà un caso?
    Carissimo Tomás, è proprio come dici tu: viviamo in una sorta di "dittatura sottile e camuffata". Spariamo a zero sulle più eclatanti (quella birmana, quelle africane, ecc.) e non ci accorgiamo della nostra. Tutto fa brodo: dalla musica scelta apposta per far diventare "pappetta" il cervello dei giovani alla scelta dei programmi televisivi completamente idioti e basati sull'apparire e non sull'essere, fino al continuo e costante processo di controllo che stanno perpetrando ai nostri danni. Ti lascio un link interessantissimo dove, oltre al disegno, ci sono i riassunti delle mie "ricerche"; mi farebbe conoscere piacere la tua opinione e, naturalmente, quella di tutti gli altri utenti a tal proposito...

    Le organizzazioni del potere planetario
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-04-10 alle 00:06

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Citazione Originariamente Scritto da Jacques de molay Visualizza Messaggio
    Carissimo Tomás, è proprio come dici tu: viviamo in una sorta di "dittatura sottile e camuffata". Spariamo a zero sulle più eclatanti (quella birmana, quelle africane, ecc.) e non ci accorgiamo della nostra. Tutto fa brodo: dalla musica scelta apposta per far diventare "pappetta" il cervello dei giovani alla scelta dei programmi televisivi completamente idioti e basati sull'apparire e non sull'essere, fino al continuo e costante processo di controllo che stanno perpetrando ai nostri danni. Ti lascio un link interessantissimo dove, oltre al disegno, ci sono i riassunti delle mie "ricerche"; mi farebbe conoscere piacere la tua opinione e, naturalmente, quella di tutti gli altri utenti a tal proposito...

    Le organizzazioni del potere planetario
    Io infatti l'ho trovato molto interessante, soprattutto per la maniera immediata - anche a livello grafico - con cui offre almeno un'idea della ragnatela di rapporti e relazioni che intercorrono tra organismi diversi ma accomunati dall'appartenenza a ristretti comitati di potere che tengono le redini del nuovo ordine mondiale.

    Argomento, questo, che si presta a divagazioni talvolta fuorvianti e caricaturali, ma che - a mio giudizio - è ben altro che una fantasticheria o una fandonia.

    Fa sorridere con amarezza, anzi, l'idea che moltissimi si illudano di essere liberi... laddove infiniti e insospettabili aspetti della loro esistenza sono, attraverso un dedalo di passaggi, decisi e controllati dal Parassita.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-04-10 alle 00:06
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Storia e rituali dei "fratelli massoni"

    Il progetto MK Ultra

    Spesso ciò che oggi viene definito "complottismo", col passare degli anni, è catalogato semplicemente come storia.
    E' il caso, ad esempio, del programma della CIA degli anni 50 e 60 denominato MK Ultra, avente come scopo il raggiungimento del controllo mentale dei singoli e delle masse.

    Negli anni 70, quando il progetto venne alla luce, una commissione fu incaricata di stabilire l'entità dei fatti e il carattere degli esperimenti che venivano condotti su cavie umane, per conto della Cia e del governo americano.
    Ovviamente il lavoro della commissione, denominata Rockefeller, si risolse con un nulla di fatto, ma furono comunque rivelati diversi aspetti di questi esperimenti.

    Il Progetto MK-ULTRA secondo la Rockefeller Commission, era il nome di identificazione non di un unico esperimento fatto su cavie umane, ma di una serie di applicazioni utili a realizzare una missione che potrebbe essere perfetta per scrivere un romanzo di fantascienza come "Frankenstein".
    In quei laboratori segretissimi si lavorava con sostanze nocive per l’uomo senza le quali, però, non sarebbe mai stato possibile portare a termine con successo l’agghiacciante Progetto MK-ULTRA.
    Secondo le testimonianze raccolte, il Progetto MK-ULTRA sarebbe stato messo in piedi per tentare di controllare a distanza la mente dell’essere umano e, quindi, per creare in laboratorio un individuo incapace di intendere e di volere secondo la propria coscienza.
    Il Progetto MK-ULTRA sarebbe dunque servito a costruire uomini destinati ad avere un comportamento determinato dai trattamenti degli scienziati, senza poter opporre alcuna resistenza.

    Il Progetto MK-ULTRA consisterebbe nel controllo mentale di individui ridotti a essere come macchine comandate a distanza dal volere di uno staff di medici.
    Questo inquietante progetto sarebbe avvenuto tramite trattamenti basati sulla somministrazione alle cavie di allucinogeni come l’LSD, l’ipnosi e vari messaggi subliminali ripetuti per giorni interi, portando quindi la mente di un individuo a non essere più in grado di ragionare in modo libero.
    La terrificante realtà che sarebbe alla base del Progetto MK-ULTRA, fondata su violenze fisiche e psicologiche praticate su cavie umane, venne alla luce soltanto nel 1977 quando, secondo alcune tesi, le folli applicazioni scientifiche erano in atto già da oltre 20 anni.
    Ciò significava che, se il Progetto MK-ULTRA era realmente esistito, da qualche parte c’erano ancora individui che avrebbero potuto dimostrare che l’intera faccenda era realmente accaduta.

    [...]

    La Rockefeller Commission, per fare luce sul mistero del Progetto MK-ULTRA, pubblicò un documento ufficiale nel quale erano riportate confessioni roventi.
    Secondo quel testo il direttore della CIA avrebbe rivelato che oltre 30 centri di studio, fra università e altre istituzioni scientifiche, erano coinvolte in un programma intensivo di test che prevedeva la somministrazione di droghe su cittadini non consenzienti.
    Quelle parole non potevano che far pensare al Progetto MK-ULTRA.

    (tratto da "Il progetto MK-ULTRA e il mistero del siero della verità - Un segreto di Stato")


    L'illusione che i governi che dirigono il popolo abbiano come scopo il benessere e la sicurezza del popolo stesso è forse una bugia alla quale i sudditi si sforzano di credere per rendere meno complicate le loro esistenze.
    La verità dei fatti ci dice, senza tanti giri di parole, che lo scopo primario di ogni forma di potere è il controllo e la sottomissione dei molti; l'arte del potere consiste proprio in questo.


    Si vedano anche "Il progetto MK ULTRA ovvero la scienza come crimine" e "Orrori di una scienza asservita al male".
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-04-10 alle 22:47
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

 

 
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  4. "La storia siamo noi" o " La storia la fanno loro" ?
    Di Colin nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
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Permessi di Scrittura

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