La sfiducia dei cittadini campani nei confronti di questa classe dirigente potrebbe portare a degli sviluppi davvero fuori da ogni logica e per un certo verso addirittura sorprendenti. Un sondaggio proposto dal sito del Corriere del Mezzogiorno, in poche ore, ha visto una percentuale di cittadini napoletani vicina al 60% dei partecipanti, schierarsi a favore di una candidatura a sindaco di un esponente leghista alle prossime elezioni comunali napoletane, come alternativa al malgoverno del centro sinistra, guidato da Rosa Russo Iervolino.



Tale originale sondaggio trova la sua origine nella provocazione lanciata dal ministro degli interni, Roberto Maroni, che vorrebbe un sindaco leghista nella capitale di quel che fu il regno delle due Sicilie, in modo da poter far funzionare bene la macchina amministrativa e rendere più vivibile la terza città d'Italia. L’annuncio di una candidatura leghista alle prossime elezioni comunali di Napoli, è stato però subito ridimensionato dal governatore della regione Campania, Stefano Caldoro che ha affermato: “queste elezioni regionali hanno dimostrato, in maniera chiara e limpida, che il centro destra ha già una straordinaria forza che metterà in campo per conquistare anche palazzo San Giacomo, anche con un eventuale contributo della Lega Nord, ampliando l’offerta politica all’elettorato di centro destra”. La provocatoria proposta maroniana ha suscitato diverse reazioni. “La città di Napoli va raddrizzata e necessita con una certa urgenza di uno scossone, per cui ben venga chi abbia intenzioni serie per il rilancio di questa città, capitale del Mediterraneo”. Questo il commento del noto cantautore Peppino Di Capri, che alle ultime elezioni regionali si era schierato apertamente a favore di Vincenzo De Luca. Erminia Mazzoni, parlamentare europea del popolo delle libertà ha chiesto, invece, al ministro degli interni Maroni di occuparsi esclusivamente delle questioni che gli competono a partire dall’ invio di ulteriori uomini delle forze dell’ordine per il controllo del territorio e il contrasto alla criminalità organizzata. Seccata invece la reazione del deputato finiano Taglialatetela, che coltiva da mesi sogni da sindaco: “la provocazione del ministro Maroni è inutile, i risultati elettorali hanno dimostrato che nel sud non c’è bisogno dello sbarco della Lega Nord come non c’è bisogno di partiti del sud”. Alessandra Mussolini, eletta con qualche fatica consigliere regionale in Campania, sempre attenta a questi sondaggi, ne ha approfittato per rilanciare la sua candidatura a sindaco di Napoli, questa volta sotto le insegne della Lega Nord di Umberto Bossi, in alleanza con i partiti che compongono il variegato mondo del centro destra campano, affermando che le parole del ministro Maroni non vanno prese come battute, anche perché la Lega Nord, già in queste elezioni regionali ha ottenuto risultati importanti oltre i propri confini, come per esempio in Umbria, nelle Marche, in Toscana, uscendo quindi di fatto dai propri recinti territoriali di Veneto, Lombardia e Piemonte. La deputata pidiellina, prossima alle dimissioni dal consiglio regionale, ha ricordato alla stampa e all’opinione pubblica che fu lei, anni fa ad invitare per la prima volta Bossi a Napoli, quando ancora c’era Alleanza Nazionale e Fini era il segretario nazionale del partito. Un modo neanche troppo velato per far capire che potrebbe essere lei la testa di ponte della Lega Nord nelle istituzioni napoletane, magari con un fazzoletto tricolore al collo, con il verde, colore della speranza più accentuato.
Rinascita sabato 10 aprile 2010