
Originariamente Scritto da
Gianfranco
ELEZIONI/ PIEPOLI: RIMONTA PD IMPROBABILE, CASINI GRANDE INCOGNITA
Veltroni dovrà cercare voti in area ex Dc, non a sinistra
Roma, 5 mar. (APCom) - Mancano esattamente 41 giorni alle elezioni e gli "indecisi sono il 25%", ovvero una persona su quattro non sa ancora per chi votare. Eppure il quadro ormai "sembra abbastanza delineato": invece di accorciarsi in questa ultima settimana la distanza tra il Pd e il Pdl è aumentata sensibilmente e un eventuale sorpasso del Pd è sempre più improbabile. "Tutto è possibile" spiega ad Apcom Nicola Piepoli, presidente dell'omonimo istituto di ricerca,
"ma alla luce di questa inversione di tendenza che ha visto il partito di Veltroni scendere nei sondaggi di un punto percentuale restando indietro di almeno 8,5 punti dallo schieramento avversario, ritengo improbabile una rimonta". "Siamo rimasti meravigliati anche noi - prosegue l'esperto - perchè il trend era sempre stato in salita. Deve aver giocato un ruolo decisivo l'accordo con i radicali che non è piaciuto ai cattolici".
A proposito di cattolici, l'Udc di Casini è intorno al 6% ma potrebbe salire 'rubacchiando' voti sia dagli scontenti del Pdl sia da quelli del Pd? "Casini è la grande incognita di queste elezioni - spiega Piepoli - Nel sondaggio di questa settimana abbiamo avvertito un disorientamento degli elettori verso l'Udc. Dei cambiamenti percettibili sono in atto ma non sono ancora quantificabili. La prossima indagine sulle intenzioni di voto getterà senz'altro un po' di luce sulla questione". "Quel che è certo - aggiunge - è che Veltroni non può puntare sulla sinistra radicale per pescare voti perchè lì non c'è mercato, ma deve guardare a destra in tutta l'area ex democristiana". Perchè non c'è mercato? "Chi vota la sinistra arcobaleno si conta già da settimane - spiega il sondaggista - con i suoi 8-9 punti percentuale si tratta di uno zoccolo duro e difficile da penetrare. Mentre a destra del Pd c'è un ventre molle su cui è più facile intervenire".
"Attualmente, con questi numeri, il Pdl avrebbe 344 seggi alla Camera e 160 al Senato" continua Piepoli. Che spiega come il gioco delle candidature in realtà non abbia alcun ruolo su un eventuale spostamento di voti: "Le candidature finora non hanno mosso nulla, i nomi sono solo uno specchietto per le allodole ma non hanno un vero impatto sull'opinione pubblica". "La gente è interessata ai simboli, non ai volti - conclude l'esperto - anche perchè l'attuale legge elettorale non prevede nemmeno le preferenze per i candidati. E' per questo, infatti, che la campagna la stanno facendo solo i 'capibastone'".
http://notizie.alice.it/notizie/poli...,14215201.html