
Originariamente Scritto da
Pensatore
Il candidato Calearo visto da Vicenza

A Vicenza ,chiunque si consideri,anche moderatamente, progressista,ritiene Massimo Calearo un avversario politico.
Non perché è un imprenditore,visto che la nostra terra è terra ricca di imprenditori,in gran parte piccoli e medi,e che un vicentino su cinque in età lavorativa svolge attività autonoma.
Ma perché rappresenta il prototipo dell’imprenditore di destra, piuttosto arrogante con i sindacati e vicino da sempre alla mentalità leghista, quella -per intenderci – che inneggia allo sciopero fiscale, alla mano libera sul lavoro attraverso la cancellazione dell’”armamentario arcaico”dell’articolo 18 e del contratto nazionale.
Un presidente dell’Associazione Industriali di Vicenza tutt’altro che illuminato, che nella sua fabbrica di antenne guarda con sospetto i sindacati, delocalizza in Slovacchia parte della produzione per pagare di meno, rappresenta una delle due fazioni industriali che si contendono tutti gli affari del territorio e che oggi si fronteggiano nelle liste: Giancarlo Galan,potente governatore del Veneto,alleato con una parte degli industriali e intenzionato a contendere fette di potere all’altra parte rappresentata da Calearo.
Galan è ben piazzato nelle liste di Forza Italia e riesce ad imporre una sua fedele amica come candidata sindaco,Calearo rimane spiazzato,visto che la sua carica in Associazione Industriali è scaduta e non riesce a scalare la Presidenza della potente Camera di Commercio locale,commissariata da tempo a causa di questo scontro “titanico”.
E’ in questa guerra di affari di provincia che Calearo viene soccorso inaspettatamente da Walter Veltroni,forse in virtù dell’amico Montezemolo imbarazzato a promuovere Vicepresidente di Confindustria un personaggio così ambizioso ma così modesto.
E Veltroni,che ormai sembra più un agente di campagne pubblicitarie che un leader politico, imbarca nel suo “ospitale” pullmann il Dottor Massimo Calearo come fosse un rappresentante illuminato dell’imprenditoria nordestina.
Di lui si è detto tutto e di più ma nessuno ha ancora raccontato che uno dei motivi più consistenti della sua impopolarità da queste parti consiste nel fatto che Calearo è stato il principale sponsor del progetto di costruzione della seconda base militare americana al Dal Molin. Quella base che la maggior parte dei vicentini continua a non volere.
Ha sostenuto questa causa in tutte le sedi,ad iniziare dal potente quotidiano locale edito dagli industriali vicentini.
I motivi di tanta solerzia non c’entrano con il rispetto delle alleanze internazionali ma semplicemente,come egli stesso ha scritto in un documento siglato con le altre categorie produttive,con gli appalti milionari di un progetto imponente di cementificazione.
Questo è il capolista del P.D. a Vicenza e lo sdegno e l’imbarazzo diffusi nulla hanno a che vedere con una sinistra intrisa di vecchio ideologismo classista,ma con la dignità della politica.
Nessuno nega a Massimo Calearo di entrare in politica,ma lì dove è giusto che stia

on la destra.
Ciò che m’indigna più di tutto è la spregiudicatezza della politica acchiappavoti del P.D.e la mancanza di dignità di quei rappresentanti del sindacato pronti ad essere ospitati nella stessa lista pur di assicurarsi una poltrona a Montecitorio.
Altro che nuova politica. Qui siamo alla solita triste storia del trasformismo italiano.
ECCO UN ALTRO BUON MOTIVO PER VOTARE LA SINISTRA L’ARCOBALENO.
da
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