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  1. #1
    Frangar,non flectar!
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    Predefinito Salvador Allende camerata nazionalsocialista!

    Sembra che Allende fosse "antisemita" e fautore dell'eugenetica,quindi molto più vicino alle idee nazionalsocialiste che a quelle comuniste!L'articolo è esplicitamente denigratorio ma,per me,non fa che rivalutarne la figura storica,alla faccia dei comunisti!!





    Quello che sto per scrivere farà sicuramente arrabbiare il popolo della sinistra che non ama mai mettere in discussione le proprie icone . Su Salvator Allende, una di queste icone che sembravano inattaccabili, si sta dischiudendo un mondo intero di ombre.

    È appena uscito un libro che, prove documentali alla mano, demolisce totalmente il mito del presidente cileno. Víctor Farías, filosofo e germanista all’Università Cattolica del Cile, ha pubblicato un saggio che già dal titolo promette bene. In Salvator Allende la fine di un mito. Il socialismo tra ossessione totalitaria e corruzione (Medusa, pagine 208, euro 19,50) la figura del “carismatico rivoluzionario” viene completamente smontata.

    Le rivelazioni che lo studioso svela manderanno in crisi tutti quei sinistrorsi che ancora credono che Allende si sia suicidato per non cadere vivo nelle mani di Pinochet. Da quello che racconta Farías le cose non sarebbero andate così. Curiosando e scavando negli archivi, l’autore racconta che il presidente è stato eliminato da un ufficiale cubano, presente nel palazzo governativo per ordine di Fidel.

    Ma Farías ha gli argomenti giusti per strapazzare l’icona rivoluzionaria di Allende. Cari compagni lo sapevate che uno dei vostri miti era un convinto antisemita, un sostenitore della predeterminazione genetica dei delinquenti che estese il suo razzismo ad arabi e zingari, sostenne che i rivoluzionari erano pericolosi psicopatici che andavano trattati come malati di mente, propugnò la penalizzazione della trasmissione delle malattie veneree e difese la sterilizzazione degli alienati mentali ?

    Basta entrare nei dettagli della sua tesi di laurea e riconsiderare l’azione governativa di Salvator Allende, ministro della Salute, per capire come il futuro presidente avesse a cuore i principi dell’eugenetica.

    La sua tesi di laurea si intitola : “Higien Mentale y Delicuencia”. Temi ricorrenti sono l’eugenetica il razzismo antisemita e l’eutanasia. Vediamo cosa scriveva il laureando Allende :”Le leggi dell’eutanasia e dell’eugenetica hanno rimpiazzato la Rupe Tarpea: le loro disposizioni proteggono l’individuo indipendentemente dall’individuo stesso, e soltanto con obiettivi sociali. La beneficenza di è l’assistenza sociale di oggi. La bontà personale alla necessità collettiva”.

    Non c’è che dire, il marxista Salvador Allende ha idee naziste. D’altronde, nel suo saggio Farías documenta ampiamente i rapporti del ministro Allende con la gerarchie naziste. In proposito, lo studioso pone l’accento sulle coincidenze delle due ideologie che imposero al XX secolo il totalitarismo più radicale.

    Nel libro sono svelati tutti i lati oscuri della personalità di una delle icone più celebrate dalla sinistra mondiale. “Chi è veramente quel Salvador Allende”, si chiese Simon Wiesenthal quando si vide negare da costui l’estradizione del criminale nazista Walther Rauff, responsabile diretto dell’assassinio di centomila esseri umani e inventore delle camere a gas mobili,ospitato in terra cilena.

    “I documenti-scrive Farías- hanno rivelato come Salvador Allende abbia protetto Walther Rauff di fronte all’appello di solidarietà, rivoltogli nel 1972 da Simon Wiesenthal, per ottenere che il criminale SS rispondesse della sua partecipazione al genocidio nazista”.

    La scoperta di questi documenti, che l’autore presenta nel suo libro con rigorosa scientificità, gettano una luce nuova sui legami esistenti tra il socialismo cileno e il nazismo. A parte Allende, sono numerosi gli esponenti del Partito socialista cileno ad aver subito influenze razziste e antisemite. Questo saggio raccoglie l le prove del razzismo e dsel’’eugenetica di Allende, ma aggiunge altre scoperte.

    Saltano fuori le bustarelle che intascò, per consegnare, per consegnare di fatto, l’intera economia cilena al Terzo Reich. Víctor Farías si è messo a caccia di documenti sconosciuti che erano stati occultati. È riuscito a trovarli. In questo libro sono tutti rivelati e pubblicati. Interessante quello che parla delle intenzioni di Salvador Allende , ministro della Salute nel governo frontista di Pedro Aguirre Cerda, di far approvare un progetto di legge sulla sterilizazzione forzata di alcolisti e dementi.

    Fino ad oggi erano stati nascosti i documenti di quest’ iniziativa di Allende. Il testo del progetto di legge sulla sterilizzazione dei malati di mente ha le sue basi nella tesi di laurea di Salvador Allende. Ma tutta la politica sanitaria del Fronte Popolare era fondata sul concetto eugenetico del “miglioramento della razza”. L’Allende di Farias non è il Grande Presidente con la mitraglietta e il casco da minatore assassinato d Pinochet. E non è neanche il “grande uomo “ eliminato con sostegno golpista degli Stati Uniti.

    Il libro del filosofo cileno apre tante ferite e demolisce il mito del buon dottore socialista e ci rivela con nuovi documenti le sue idee antisemite e le equivoche compromissioni del socialismo cileno con le idee del Terzo Reich. Il libro di Farías ha buttato uno dei santi della sinistra giù dal piedistallo.Con questo libro il filosofo cileno è diventato persona non gradita alla sinistra, che ha bisogno di buoni progenitori per sollevarsi al di sopra delle macchie de di sangue del gulag.

    Le prove documentali dell’autore di questo saggio sono inattaccabili e mandano in frantumi il mito di Allende tanto caro alla sinistra. Noi non possiamo che invitare tutti coloro che ancora credono al mito “Allende” a raccogliere i suoi cocci e buttarli nella spazzatura.

  2. #2
    Micene
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    ci credo poco a ste cose...

    comunque puoi postare la fonte?

  3. #3
    Micene
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    ah, dimenticavo...

    Pinochet BOIA

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da VELENO Visualizza Messaggio
    ci credo poco a ste cose...

    comunque puoi postare la fonte?
    http://www.confronto.it/index.php?It...tent&task=view

  5. #5
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    Quel razzista e antisemita di Allende. Il mito progressista ha radici naziste


    di Lucetta Scaraffia

    [Da «Avvenire», 10 ottobre 2007]

    T utti sappiamo che il cileno Salvador Allende è uno dei pochi «eroi» rimasti alla sinistra dopo la caduta del Muro di Berlino: socialista, e non comunista, morto combattendo contro un colpo di Stato fascista, evoca perfino la musica degli Inti Illimani.

    Ma Victor Farías, intellettuale cileno coraggioso e anticonformista, ha avuto il coraggio di andare a vedere cosa c’era dietro il mito, inquietato da una domanda – «Chi era veramente Salvador Allende?» – di Simon Wiesenthal, amaramente deluso dal presidente che non aveva voluto espellere dal suo Paese un criminale di guerra attivissimo nello sterminio ebraico come Walther Rauff. La ricerca che Farías conduce nel saggio appena edito da Medusa, Savador Allende. Fine di un mito (pagine 208, euro 19,50), porta a scoprire tanti lati oscuri del presidente cileno: l’abitudine di intascare denaro, offerto prima dai nazisti e poi dai comunisti – nonostante le idee democratiche che diceva di difendere –, fino a spingersi a trattare la cessione di una base per sommergibili nel Pacifico meridionale ai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e all’Unione Sovietica nel 1973. E ancora da indagare è la morte di Allende: forse, invece di un «eroico» suicidio, si trattò di un’esecuzione per mano di un agente sovietico. Ma queste rivelazioni, già clamorose, impallidiscono rispetto alla scoperta centrale della ricerca di Farías: fin da giovane Allende era seguace delle teorie razziste di illustri esponenti del positivismo come Lombroso e Pende, e auspicava il ricorso all’eugenetica per risolvere i problemi sociali. A rivelarlo è la sua tesi di laurea intitolata Higiene mental y delincuencia, con cui nel 1933 Allende ottenne il titolo di medico chirurgo e che è stata ristampata nel 2005: un testo mediocre e scopiazzato, che attribuisce a scienziati di fama internazionale opinioni mai sostenute e difende l’antisemitismo e la necessità di migliorare la razza intervenendo su malati e delinquenti con operazioni di eugenetica negativa. E che non fosse una ubriacatura giovanile è confermato sia dalla scoperta di un allucinante scritto antisemita del segretario generale del partito socialista cileno Carlos Altamirano – che evidenzia quindi un pensiero ampiamente condiviso –, sia il fatto che Allende, tra il 1939 e il 1941, quando fu nominato ministro della Salute, cercò di mettere in atto le sue convinzioni, proponendo una legge che prevedeva la sterilizzazione coatta dei malati mentali e degli alcolisti. In un quadro complessivo di igiene mentale dal carattere decisamente autoritario: «Verrà un giorno – scrive Allende – in cui l’igiene mentale, con un’ampia opera preventiva, consentirà di controllare tutti quegli individui propensi a una facile disarmonia, evitando che si comportino in una maniera poco consona che avrebbe come immediata conseguenza uno squilibrio tra loro e la collettività. Solo in queste condizioni otterremo dagli uomini un massimo e profittevole rendimento per la società e conseguiremo, senza dubbio alcuno, una diminuzione apprezzabile dei fatti delittuosi». Sempre su basi genetiche Allende spiega «la tendenza degli ebrei alla delinquenza» e propone la cura chirurgica degli omosessuali. La conclusione – spiega bene Farías – è chiara: «Quando la civiltà umana era radicalmente minacciata dalla barbarie nazista», proprio allora i socialisti cileni, che a parole e demagogicamente furono «antifascisti», di fatto si mostrarono consenzienti con i più importanti aspetti culturali della nuova ideologia, e «Allende e i suoi collaboratori contribuirono così, oggettivamente, all’espansione del nazifascismo». Il volume, ben documentato e pacato, coglie le indubbie somiglianze fra i due totalitarismi, uniti nel disprezzo della dignità umana. Ci ha un po’ stupito quindi la recensione su Il Sole 24 Ore di Goffredo Fofi che ha minimizzato le responsabilità di Allende. Forse perché la sinistra perde con lui uno dei pochi «eroi» che le restavano. In un contesto dove ogni indagine sull’eugenetica riesce imbarazzante a un pensiero progressista che la ripropone oggi sotto le spoglie della diagnosi prenatale o dell’eutanasia.
    Il cileno Farìas indaga sul presidente: lombrosiano da giovane, come ministro sostenne l’eugenetica e voleva vendere basi marine prima a Hitler, poi all’Urss.

    © Avvenire


    http://www.kattoliko.it/leggendanera...ticle&sid=1893

  6. #6
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    ADOLF HITLER? MACCHÉ, SALVADOR ALLENDE…

    Una documentato studio svela un Salvador Allende antisemita e sostenitore delle tesi eugeniste. E la socialista Michelle Bachelet, attuale presidente del Cile, va per la stessa strada…





    Il socialista delle Ande
    che giocava al dottor Faust

    Determinista, razzista, antisemita, sostenitore dell'eugenetica. Così un libro racconta un'icona del 900. Adolf Hitler? Macché, Salvador Allende…

    Nel libro Allende, la face cachée. Antisemitisme et eugénisme (ed. Grancher), tradotto dallo spagnolo e disponibile in Francia da febbraio, il cileno Victor Farias, per trent'anni ricercatore all'università Freie a Berlino, e attualmente professore di filosofia all'università Andrés Bello a Santiago del Cile, svela un Salvador Allende antisemita e sostenitore delle tesi eugeniste.
    Presidente del Cile dal 1970 al 1973, quando morì durante il colpo di Stato diretto dal generale Augusto Pinochet, il socialista Salvador Allende è diventato una delle icone preferite della sinistra planetaria. Prevedibili quindi le durissime reazioni al libro di Farias che, va detto, fatica a convincere quando vuol fare di Allende un "criptonazista".
    Razzismo "scientifico" e antisemitismo infatti non nascono con l'ideologia nazionalsocialista, ma sono il frutto di quelle suggestioni pseudoscientifiche che, in nome del progresso dell'umanità, hanno influenzato anche una larga parte del socialismo progressista.

    LO STUDIO SUI "DELINQUENTI NATI"

    Victor Farias riesce comunque a far traballare l'icona di Allende presentando nel suo libro almeno un paio di documenti estremamente interessanti. Il primo, del 1933, è la tesi di laurea dal titolo Igiene mentale e delinquenza, con la quale Salvador Allende riuscì ad ottenere il titolo di medico chirurgo. Nel sesto capitolo, "Delitto, delinquenti e loro classificazione", si può leggere che Allende non condivide le riflessioni della scuola classica per la quale i delinquenti, «tranne i pazzi, gli alcolizzati eccetera», sono dotati «tutti di libero arbitrio» ed è quindi «assurdo classificarli tutti in distinte categorie in base alle loro particolarità antropologiche». L'interesse di Allende va alla scuola positivista che «propone diverse classificazioni» tra le quali viene citata quella del criminologo italiano Cesare Lombroso «perché contiene delle brillanti intuizioni». Tra queste c'è il tipo antropologico del «delinquente nato». Allende però preferisce una classificazione che considera più precisa, elaborata da un altro italiano, il criminologo e sociologo Enrico Ferri che «utilizzando l'immenso lavoro degli antropologi e le conclusioni osservate e verificate della sociologia - scrive Allende - afferma, sulla base di ragionamenti e dati di un grande valore scientifico, che "la grande massa di delinquenti va classificata in cinque categorie"». Tra le quali, di nuovo, «i delinquenti nati, incorreggibili», che «presentano i segni più accentuati di differenziazione antropologica, rispetto al tipo che viene considerato normale», e nei quali prevalgono «i caratteri atavici su quelli atipici o morfologici».
    In questo quadro, con un Allende adepto convinto del determinismo biologico, nel quinto capitolo della tesi, dedicato a "Clima, razza, delitti collettivi" Allende, citando il Lombroso di Il crimine, cause e rimedi, accenna ad alcune popolazioni che sarebbero composte da individui nati delinquenti, come per esempio la tribù indiana degli Zackakhail, dedita al furto e che «alla nascita di un figlio maschio (...) cantano tre volte: "è un ladro"». Qualche riga sotto tocca agli ebrei che «si caratterizzano per determinate forme di delitto: truffa, falso, calunnia e, soprattutto, usura. L'assassinio e i delitti passionali sono invece l'eccezione. Questi dati (su indiani, arabi, zingari e ebrei, ndr) lasciano sospettare che la razza influisce sulla delinquenza. Ma ci mancano dei dati precisi per dimostrare questa influenza nel mondo civilizzato».

    L'OPPOSIZIONE DEI MEDICI CILENI

    Nel suo libro Farias presenta un secondo documento datato 11 novembre 1939. All'epoca Allende ha 31 anni e, come ministro della Sanità nel governo del Fronte popolare che ha diretto il Cile dal 1939 al 1942, chiede ad alcuni suoi collaboratori di elaborare un progetto di legge sulla sterilizzazione anche forzata dei "malati di mente", epilettici compresi. Una legge che insieme a quelle sul trattamento obbligatorio delle tossicomanie e delle malattie veneree costituisce, scrive lo stesso Allende, «il tripode legislativo di difesa della razza con un aspetto coercitivo che è composto, possiamo dire, da misure eugenetiche negative».
    Se è vero, come sostengono i critici di Farias, che quel progetto legislativo fu abbandonato, questo non lo si deve ad Allende, ma solo alla decisa opposizione di alcuni specialisti che bloccarono la legge con degli articoli pubblicati dall'Amech, l'organo ufficiale dell'Associazione medica del Cile. Il dottor Gustavo Vila ricordava che al Congresso mondiale di Psichiatria, tenutosi a Parigi nel 1935, una proposta di sterilizzazione simile a quella cilena era stata fatta dalla Germania, che fu respinta da tutti i paesi presenti e che «l'indignazione fu generale» perché «non c'erano là delle ragioni scientifiche ma semplicemente una misura di politica totalitaria». Un altro specialista, il dottor Luis Cubillo, era ancora più caustico: «In Germania, come sappiamo, la famosa legge di sterilizzazione degli anormali è stata promulgata il 14 luglio 1933. Curiosa coincidenza, perché è la stessa data della promulgazione della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo». Cubillos concludeva così: «Prima di promulgare delle leggi di sterilizzazione, pensate che l'attuale legge tedesca non è solo la peggior mostruosità scientifica di questo secolo, ma anche la peggior mostruosità politica e sociale dei tempi moderni». La legge finì nel dimenticatoio dove, purtroppo per l'icona di Allende, Farias è andato a recuperarla.

    TUTTI GLI ALIENATI DEL PRESIDENTE

    Santiago, 11 novembre 1939, "Progetto di legge cilena sulla sterilizzazione (anche forzata) degli 'alienati' mentali". Solo un assaggio (i primi tre articoli) del progetto che il poco più che trentenne ministro della Sanità Salvador Allende commissionò ai suoi collaboratori all'alba della sua escalation politica.
    «Ogni persona che soffre di una malattia mentale che, secondo le conoscenze mediche, può essere trasmessa alla sua discendenza, potrà essere sterilizzata, in conformità con le disposizioni di questa legge.
    Saranno considerate in special modo come malattie mentali ereditarie le seguenti malattie: schizofrenia (demenza precoce), psicosi maniaco-depressiva, epilessia essenziale, Corea di Huntington, idiozia, imbecillità e debilità mentale profonda, follia morale costituzionale, alcolismo cronico.
    Potranno sollecitare la sterilizzazione: i direttori dei manicomi, pubblici o privati; i direttori degli ospedali che possiedono delle sezioni per gli alienati; i malati mentali, quando sono maggiorenni; i rappresentanti legali dei malati mentali incapaci».

    di Arrigoni Gianluca
    Tempi num.17 del 20/04/2006

    http://www.fattisentire.net/modules....ticle&sid=1940


    Ora credo che basti!

  7. #7
    Micene
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    grazie kouros.

    adesso i compagni arriveranno in branco

  8. #8
    email non funzionante
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    w allende
    abbasso pinochet!

  9. #9
    Hank Chinaski
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    Alla fine - secondo loro - questo sarebbe nazista perchè nella tesi di laurea ha parlato di eugenetica. O non hanno capito niente del nazismo o non hanno capito niente di Allende. O entrambe le cose.

  10. #10
    Oderint, dum metuant
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    no, è che come gli piace qualcosa lo devono etichettare come "fascista", sennò stanno male.
    sparando poi ste boiate paurose che veramente manco fanno incazzare, fanno solo ridere.

 

 
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