Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,854
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Veneziani mette in guardia dalla vera censura

    Reati d’opinione: il pericolo che corre l’Italia

    di Marcello Veneziani

    Santoro & C. gridano al diritto di informazione violato per la sospensione dei talk show in campagna elettorale. Ma il rischio per il Paese viene dalle sanzioni di legge al libero pensiero, nel silenzio di giornalisti e magistrati



    La libertà d’opinione in Italia sta prendendo una brutta piega. Nell’arco di pochi giorni sono avvenuti quattro episodi malandrini che hanno investito gli organi della magistratura e dell’informazione. Primo episodio. La Cassazione condanna un sindacalista della Cisl per aver detto in un’intervista questo non è un lavoro per donne. Opinione deprecabile, e a mio parere anche stupida, ma pur sempre un’opinione. Secondo episodio: un’altra condanna giunge dalla magistratura ad un tale che ha apostrofato come gay un omosessuale, però il tono con cui lo ha detto sarebbe configurabile non come una battuta infelice ma come un reato.

    E qui vengo ai due episodi che riguardano invece l’ordine dei giornalisti e che toccano proprio Il Giornale. Vittorio Feltri condannato a sei mesi di sospensione per il caso Boffo, di cui si possono criticare tutte le opinioni espresse dal Giornale e dal suo direttore, ma di cui non si può negare il fatto, la notizia, ovvero che Dino Boffo fu effettivamente condannato per molestie. E condanna, mi pare, si annuncia sul Giornale per aver titolato in prima pagina che «I negri hanno ragione» riferito agli scontri di Rosarno. E dire che per secoli, fino a pochi anni fa, tutti li chiamavano così; negri non è un’offesa, mentre mi sembra ipocrita e sottilmente offensivo chiamarli «di colore»; molti di loro rivendicano con orgoglio la negritudine, che è pure un dignitoso filone letterario; e dar ragione ai negri non comporta affatto denigrarli. E invece...

    Mi preoccupa questa situazione, che poi fa il paio con i reati d’opinione sul piano della ricerca storica, con le diverse valutazioni riguardanti il Novecento, l’entità delle vittime e le responsabilità storiche dei massacri che diventano reati. Solo di alcuni, beninteso, mica dei gulag o di altri stermini, di altri regimi totalitari o di altre dittature. Mi preoccupa che si allarghi il reato di opinione e ciò avviene non per responsabilità del governo, ma di chi dovrebbe al contrario opporre argini al potere e garantire i diritti, a cominciare appunto dal diritto d’opinione: vale a dire magistrati e giornalisti, nei loro più autorevoli organismi.

    Posso assicurarvi che non condivido affatto l’opinione maschilista del sindacalista della Cisl, o quella omofoba sui gay; stimo professionalmente Boffo e lo scrissi anche in quei giorni di bufera e non ho neanche un minimo conato di razzismo; anzi, mi sono sempre considerato, per ragioni di carnagione, un negro adottivo, seppure in versione sbiadita. Dunque, non abbraccio quelle opinioni e condivido chi le confuta e vi polemizza anche in modo vivace. Ma non posso accettare che vengano perseguiti in un Paese libero, civile e democratico i reati d’opinione, che venga interdetto uno dei giornalisti più seguiti del nostro Paese o che venga sanzionato uno dei giornali più importanti del medesimo. E mi impressiona vedere che tutto questo avviene mentre tra gli stessi, magistrati e giornalisti, ordini professionali e organismi giudiziari, si denuncia una presunta minaccia alla libertà da parte del Parlamento e del governo.

    Trovo grottesco che nella santorata dei giorni scorsi, ovvero nella processione in devozione di Sant’Oro, si sia parlato dell’avvento della dittatura in Italia per un’infelice sospensione dei programmi di informazione politica, e si trascuri il fatto assai più preoccupante che si sta allargando nel nostro Paese la sfera dei reati d’opinione. Il politically correct è già una brutta impostura sul piano delle ideologie, dei linguaggi e delle opinioni, perché emargina e mortifica chi non la pensa come il Potere Ideologico Dominante. Ma ora che il politically correct viene imposto a norma di legge e nel nome del politically correct si arriva perfino a punire chi non vi si riconosce nel suo dominio, comincio davvero a preoccuparmi. Che cosa accadrebbe se la filiera si completasse, ovvero se, oltre agli organi della magistratura e della stampa, anche il governo e il Parlamento fossero nelle mani della stessa vulgata?

    Non sono di quelli che gridano alla dittatura alle porte, anche perché il Paese la respingerebbe come un corpo ostile ed estraneo. Però lasciatemi dire che questa brutta piega preoccupa non poco. Lo dico da cittadino, da giornalista e da persona insofferente verso i codici ideologici del politically correct e la loro osservanza pecorina. Era già odiosa e soffocante quella cappa di conformismo che avvolge la cultura e la società; ma sono guai se ora quella cappa bisogna pure indossarla o respirarla a norma di legge, sennò ti tolgono la libertà. Su, colleghi e concittadini, non lasciate correre, svegliatevi e reagite.

    Reati d’opinione: il pericolo che corre l’Italia - Interni - ilGiornale.it del 29-03-2010


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 05-04-10 alle 23:47

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    10,854
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Veneziani mette in guardia dalla vera censura

    L’italia dei pm realizza l’incubo di Orwell

    2 aprile 2010 (16:42) | Autore: Gianfranco de Turris


    C’è uno Stato dove, tra gli uffici di un ministero, esiste anche quello che analizza libri e articoli di giornale per vedere se è osservato il «politicamente corretto»: se non lo è scatta la denuncia. In questo Stato esiste anche una Corte Suprema devota alla «pulizia linguistica»: decidere se usando una certa parola si commette reato oppure no. E sempre in questo Stato si tende a parlare in modo vieppiù elementare, rudimentale, sincopato, grazie anche al linguaggio telematico e dei telefonini. E dove le vecchie parole hanno perso il significato originario per acquisirne, in forza del conformismo assurto a sistema e di minacce più o meno velate di sanzioni anche morali, uno peggiorativo.

    In questo Stato, che fa l’apologia della riservatezza o privacy e in cui la Costituzione sancisce la segretezza della corrispondenza, ci sono centinaia di migliaia di persone il cui telefono è controllato: anche coloro che casualmente parlano con la persona controllata sono a loro volta controllati e coinvolti in indagini che nulla hanno a che vedere con quella originaria.

    E c’è uno Stato in cui tutti indagano su tutti, in un tourbillon di accuse e controaccuse, querele e controquerele, processi e controprocessi: giudici e ministri, avvocati e giudici, giudici e giudici, polizia e giudici e ministri e avvocati, eccetera eccetera.

    Qualcuno penserà: non è altro che una versione riveduta e aggiornata del famosissimo e citatissimo (ma poco letto) 1984 di George Orwell di cui da poco sono trascorsi, e ignorati, i sessanta anni dalla pubblicazione (uscì nel 1949): lì, nello Stato di Oceania, il protagonista, Winston Smith, lavora in un ufficio del Ministero della Verità e passa il suo tempo a controllare libri e articoli di giornale del passato per modificare termini e parole, aggiornandole alla ideologia del Big Brother, il Grande Fratello (ma più esattamente il Fratello Grande, il Fratello Maggiore), il padre-padrone che impone la neolingua, un newspeak che si contrappone all’oldspeak: non solo più essenziale, sintetica, contratta, ma in cui le parole cambiano il senso: ad esempio «pace» vuol dire «guerra», il Ministero dell’Amore è quello in cui si torturano i dissidenti, e così via. E in cui tutti i cittadini sono controllati nelle loro case da una telecamera che non solamente trasmette slogan del regime, ma fa anche vedere quel che loro fanno.

    Questo il Paese da incubo immaginato dall’ex socialista Orwell poco prima di morire, pensando a un’Europa dominata dallo stalinismo. Questo il Paese che rischia di diventare l’Italia grazie alle trovate di certa magistratura politicizzata, forse involontariamente agevolata da certe gaffe del centrodestra, cioè di una forza politica che si proclama liberaldemocratica e del liberalismo ha fatto la propria bandiera. Altro non si può pensare di fronte alla denuncia dell’amico e collega Vittorio Macioce finito sotto inchiesta dell’Ordine dei giornalisti per una denuncia del ministero delle Pari opportunità dove esiste a quanto pare un ufficio che legge, sottolinea e prende provvedimenti nei confronti di chi usa termini non corretti politicamente. Orwell redivivo, 1984 rivisitato. Non è più la dittatura del Grande Fratello (usiamo questo termine), ma della Grande Sorella potremmo dire, che impone i diktat della politically correctness come nemmeno nei Paesi anglosassoni, che hanno inventato questa ossessione, si è arrivati a fare a livello governativo.

    Ci si chiede, umilmente, perché questo vento demenziale stia squassando il governo Berlusconi, per quale motivo si corra dietro a fisime che sembrerebbero tipiche della sinistra massimalista, oltranzista e militante, perché si debba cadere in queste trappole di una demagogia assurda e illiberale impostaci dal conformismo estero. Forse un’attenta rilettura ogni sera prima di addormentarsi del capolavoro orwelliano sarebbe auspicabile agli «esperti» di cui si è circondata la giovane ministra delle Pari opportunità. E non solo a loro.

    L'italia dei pm realizza l'incubo di Orwell | Gianfranco de Turris


    carlomartello

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 02-02-10, 13:12
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-11-08, 14:02
  3. Cristaino Bergodi ci mette in guardia
    Di gerardo1961 nel forum SS Lazio
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 27-08-07, 18:33
  4. Russia-Usa: Mosca mette in guardia Washington
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 03-06-05, 17:06
  5. Governo USA mette in guardia cittadini USA di origine palestinese
    Di L'Uomo Tigre nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-01-03, 18:52

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito