
Originariamente Scritto da
Watanaka60
La decisione clamorosa
Mastella non si candida: «Rinuncio, sconfitto
da un linciaggio morale contro di me»
Casini contro chi lo ha abbandonato: «Fanno schifo, gli danno
anche il calcio dell'asino, dopo aver chiesto i suoi servigi»
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Clemente Mastella e Pier Ferdinando Casini
NAPOLI - Alla fine lascia, molla la pressa. Un addio alla politica romana. «Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi», dice il segretario dei Popolari Udeur, Clemente Mastella. Che aggiunge con un fiato: «Sconfitto per una costante e manipolata disiformazione con la pubblica opinione, determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente». Per queste ragioni, prosegue l'ex Guardasigilli, «sono diventato una sorta di uomo nero, di cui liberarsi e sul quale scaricare tutte le responsabilità del sistema politico. Stretto nella tenaglia, ho retto fino a quando ho potuto sapendo di avere subito ingiustizie clamorose e ben cosciente della mia onestà e innocenza». Poi aggiunge: «Mentre ringrazio quanti, anche in queste ore, mi spingono a restare sul terreno di gioco, ho deciso di non candidarmi al parlamento italiano per le prossime elezioni politiche. Spero così di essere anche più libero e di ritrovare finalmente una serenità che con violenza e ad arte mi è stata tolta».
A questo punto, conclude Mastella, «confesso che un po' di amarezza in tutto questo c'è, ma forte anche della cultura e della saggezza contadina del mio sud, non mi arrendo e se, e qualora ci saranno condizioni diverse, do' l'arrivederci a quegli amici che generosamente e in modo solidale mi sono stati vicino». In pratica l'addio al Parlamento dopo 32 anni (la prima volta fu eletto alla Camera nel 1976).
Che Clemente avesse il morale sotto i tacchi è cosa nota. Non solo il voltafaccia di Berlusconi (
«Se mi alleassi con lui, perderei dall'8 al 10 per cento», aveva detto il Cavaliere), ma anche lo «squagliamento» del suo partito, con molti parlamentari - da Barbato a Del Mese - e amministratori locali che lo hanno salutato e lasciato da solo a combattere la battaglia della vita. Un Campanile, quindi, che rischiava - in caso di scelta elettorale - anche in Campania di andare male, se non malissimo, stretto com'era dall'Udc che, con l'innesto di Ciriaco De Mita, può drenare nel serbatoio di voti mastelliano (ormai in libera uscita). Incursioni che già hanno svuotato il partito in Calabria, Puglia e Basilicata. Ora l'ultima scelta, quella di gettare la spugna per evitare di farsi massacrare sul ring delle elezioni e mettere così in discussione anche l'ultima poltrona rimastagli. Quella della moglie Sandra.
A sorpresa si trova accanto, proprio nel momento dell'addio, il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini,che dice :«Fa schifo chi ha abbandonato Mastella dopo aver utilizzato i suoi servigi». Il candidato premier dell'Udc lo ha detto in un'intervista a Telenorba. «Coloro che gli danno il calcio dell'asino - ha aggiunto Casini - mi fanno schifo. Bisognerebbe avere più rispetto per le persone. Chi ritiene che Mastella sia la causa di tutti i guai del Paese non doveva firmargli dei fogli che gli garantivano la presenza in Parlamento di diversi parlamentari».
Ni.Fe.
06 marzo 2008
QUELLO CHE MI BALZA SUBITO ALLA MENTE,NON E' IL FATTO CHE MASTELLA ABBIA RINUNCIATO,IN FONDO NE SONO CONTENTO,HA AVUTO QUELLO CHE SI MERITAVA PER AVER FATTO CADERE UN GOVERNO ANTEPONENDO I SUOI INTERESSI A QUELLI DEL PAESE, MA IO MI DOMANDO: MA CON CHI CE L'HA CASINI QUANDO PARLA DI CHI GLI HA FATTO FIRMARE DEI FOGLI PER GARANTIRGLI LA SUA PRESENZA IN PARLAMENTO?
