Sono convinto che nella sua grandezza dell'Impero Romano non si sarebbe mai comportato in questo modo. Per tenere assieme popoli culture e religioni diverse bisogna anche assorbirne gli archetipi profondi , ma sopratutto rispettare le usanze e imparare dalle loro abitudini agricole ed alimentari.

Monsanto a babilonia
di Joelle Penochet - 06/03/2008

Fonte: comedonchisciotte

http://www.ariannaeditrice.it/artico...articolo=17568

*L’agricultura millenaria irachena distrutta dalle multinazionali*
*agro-alimentari statunitensi*

"Controllate il petrolio e controllerete nazioni intere; controllate
il sistema alimentare e controllerete le popolazioni." Henry Kissinger

E’ nel cuore della Mesopotamia che è stata inventata l’agricoltura –
con un sofisticato sistema d’irrigazione – più di dieci mila anni orsono. La
pianura alluvionale eccezionalmente fertile situata tra il Tigri e l’Eufrate
offre condizioni ideali per la coltura dei cereali. E’ là che nell’antichità
è apparso il grano selvatico. Vi sono state fatte crescere quasi tutte le
varietà conosciute attualmente nel mondo (più di 200.000). Le palme da
datteri, che forniscono l’altra risorsa vitale del paese, proteggevano le
più varie piante da frutto.

*I "semi della democrazia"* *

Dopo essere stato invaso nel 2003, l’Iraq non è stato spogliato dai
suoi aggressori solamente della sua sovranità politica, del suo patrimonio
archeologico, delle sue risorse petrolifere, ma anche della sua sovranità
alimentare.

In violazione della Costituzione Irachena e delle convenzioni dell’Aia
e di Ginevra, che stabiliscono che l’occupante debba rispettare la
giurisdizione del paese occupato, l’amministrazione provvisoria di Paul
Bremer (ex collaboratore di Kissinger) ha deliberato, prima dell’installazione
del governo fantoccio, cento ordinanze scellerate che hanno lo statuto di
leggi e che non possono essere abolite né modificate da alcun governo
iracheno (articolo 26 della nuova Costituzione). Il paese è così caduto
sotto il giogo economico totale dell’Occupante, che aveva deciso di
riformare drasticamente la sua economia sul modello economico neo-liberista
americano.

L’ordinanza 81 del 26 aprile 2004 ha dato il paese in pasto alle
gigantesche necro-imprese che controllano il commercio mondiale dei semi,
come la Monsanto (produttrice dell’agente Orange), Syngenta e Dow Chemicals.
Essa conduce alla irreversibile distruzione dell’agricoltura irachena. L’Afghanistan
aveva subito la stessa sorte nel 2002.

*Biopirateria nel giardino del’Eden*

Questa ordinanza, redatta in maniera assai perversa, ha di fatto
istituito l’obbligo per i coltivatori iracheni di comprare ogni anno una
licenza e le sementi transgeniche dalle multinazionali americane – quando la
legislazione irachena proibiva ogni privatizzazione delle risorse
biologiche.

La regola della "Protezione delle varietà di piante" (PVP), al centro
di questa legge, non tratta della conservazione della biodiversità, ma la
protezione degli interessi delle multinazionali delle sementi americane (le
quali, in virtù delle ordinanze Bremer, sono esonerate dal pagamento delle
imposte, non sono obbligate a reinvestire nel paese ed hanno il diritto di
esportare in patria tutti i loro profitti). Per essere qualificate, le
piante devono essere "nuove, distinte, uniformi e stabili", criteri che le
piante tradizionali non possono soddisfare.

Queste società straniere detengono un diritto di proprietà
intellettuale (simile a quello che Washington ha introdotto nel WTO, di cui
l’Iraq non fa parte) che concede loro, per vent’anni, il monopolio su
produzione, riproduzione, vendita, esportazione, importazione e stoccaggio
di tutte le sementi geneticamente modificate e sulle varietà di piante
"similari".

Monsanto ha compiuto una rapina delle sementi millenarie dell’Iraq per
modificarle geneticamente e brevettarle. E gli agricoltori sono adesso
obbligati a pagare per poterle coltivare [1].

In un primo tempo, per facilitare l’introduzione dell’agricoltura
transgenica, il "ministero" iracheno dell’Agricoltura, alla maniera di uno
spacciatore di droga, ha distribuito quasi gratuitamente i "nuovi semi" ai
contadini iracheni. Senza dire loro che stavano entrando in un sistema
infernale da cui non sarebbero più potuti uscire.

*I contadini iracheni ricattati dai giganti delle sementi*

L’ordinanza 81 ha reso illegali le antiche tradizioni degli
agricoltori di selezionare i semi migliori per riutilizzarli da un anno all’altro
e gli scambi tra vicini. (Secondo la FAO, nel 2002, il 97% dei coltivatori
iracheni riutilizzavano i loro semi o li acquistavano sul mercato locale).
Attraverso gli incroci, lungo le generazioni, avevano creato varietà ibride
adatte al duro clima della regione.

Gli agricoltori "colpevoli" di aver seminato semi non acquistati, o il
cui campo è stato accidentalmente contaminato, incorrono in pesanti
sanzioni, fino a pene detentive, alla distruzione del raccolto, dei loro
attrezzi e installazioni!

Il terrorismo alimentare praticato da multinazionali come Monsanto nei
paesi che colonizzano ha portato al suicidio decine di migliaia di contadini
del Terzo Mondo – rovinati dall’acquisto annuale dei semi transgenici e dei
pesticidi, erbicidi e fungicidi estremamente tossici che vi sono
necessariamente associati. Così, nel solo anno 2003, 17.000 agricoltori
indiani, ai quali le banche avevano rifiutato prestiti per l’acquisto dei
semi Monsanto, si sono suicidati.

*Verso il controllo totale della catena alimentare da parte delle
multinazionali americane*

Gli incessanti bombardamenti, a partire dal 1991, con armi all’uranio
impoverito – che hanno trasformato il paese in una vasta discarica
radioattiva – e i tredici anni d’embargo, avevano già iniziato a distruggere
l’agricoltura irachena: annientamento del sistema d’irrigazione, del
materiale agricolo e delle palme da datteri [2]. Dal 1990 (data dell’inizio
delle sanzioni) al 2003, il volume della produzione dei cereali era
diminuito della metà. Gli animali d’allevamento erano stati decimati.