
Originariamente Scritto da
stuart mill
luddista, eh?! pensa, che mi innamorai dei distruttori di macchine, quando li studiai alle scuole medie

la prrof diceva: questi qui cercavano di fermare il progresso! (con atria sprezzante), e io: hanno fatto male a non far saltare per aria tutte le fabbriche!

(inutile dire che in una classe di iperconsumisti, buonisti, progressisti, io ero ritenuto l'anticristo o giù di li

)
tornando in tema, beh, si ora sono più moderato, dopo vari sbandamenti ideologici, e diciamo che credo che, per quanto il mondo antico sia stato migliore, anche dal punto di vista fisico (perchè come dici tu la tecnologia non è neutra, ma influenza negativamente parecchie cose, per esempio infiacchendoci, anche se in alcuni limitati casi, può essere positiva[internet]), difficilmente potremo tornare all'arco e alla spada, per intenderci. Questo perchè, ovviamente, se una nazione non sta al passo con i tempi, viene democratizzata a forza. Quindi ripeto, bisognerebbe sacrificarsi alla modernità, mantenendo però un grano d'oro (così la buttiamo sull'ermetismo), un nucleo inviolabile di Tradizione, da preservare. Anzi, proprio per preservare (nel caso dell'europa, ricreare quasi) tale nucleo, bisognerebbe sacrificare il rimanente.
I problemi sono 2:
1)cosa è essenziale e cosa non lo è?
2)in che modo preservare l'interiore sacrificando l'esteriore?
esempio concreti, ispiratemi da un articolo di Vaj su Orion: le biotecnologie.
Sostanzialmente l'autore dice che bisognerebbe usarle per plasmare l'uomo nuovo, insomma cavalcare la tigre delle biotecnologie per usare a fini spirituali. Ora, questo mi sembra parecchio esagerato, poichè dal materiale non può nascere lo spirituale, però il problema resta aperto: come porsi di fronte al continuo ruzzolarci addosso del nuovo?