Rinvio a giudizio per Cesare Geronzi, ex numero uno di Capitalia ed ora presidente del comitato di sorveglianza di Mediobanca. Lo ha deciso il Gup di Parma, Roberto Spanò, nell’ambito di uno dei due filoni del processo Parmalat. Il banchiere è accusato per estorsione e per bancarotta societaria.

Dovranno tornare in aula, ma senza l’accusa di estorsione, anche Riccardo Bianchini e Sergio Cragnotti. «È una giustizia incomprensibile che procede con moti sussultori – ha commentato il legale di Geronzi – Mentre il presidente Geronzi viene giustamente assolto perché il fatto non sussiste dalla imputazione di bancarotta fraudolenta in danno di Parmalat, il giudice lo rinvia a giudizio per una presunta minaccia che non trova alcun riscontro nemmeno nelle dichiarazioni di Calisto Tanzi».br />
In realtà è lo stesso avvocato difensore di Tanzi a sostenere che «questa tappa del processo è stata molto importante. Secondo il gup – prosegue – Parmalat si trovava in situazione difficile e quindi poteva essere condizionata da personaggi terzi. Per questo l'estorsione è stata imputata a personaggi del mondo bancario».

Al suo attivo, Cesare Geronzi ha già un’interdizione giudiziaria ed una sospensione dall’esercizio dei suoi uffici e una condanna in primo grado ad 1 anno e 8 mesi per concorso in bancarotta nel crac Bagaglino Italcase. Inoltre, è indagato nel filone Eurolat del crac Parmalat – quello per cui è stato rinviato a giudizio venerdì, nel filone Ciappazzi e nel crac della Cirio.

Nella motivazione dell’interdizione, il giudice del Tribunale di Bologna che gliela impose scriveva che Geronzi ha «reiteratamente commesso crimini di gravità inaudita, mostrando la più totale insensibilità nei confronti di chi ne sarebbe stato la vittima più indifesa, il popolo dei risparmiatori». Dopo l’ interdizione – come ha raccontato già Report - il patto di sindacato di Capitalia votò la riammissione di Geronzi agli incarichi. Così come votò a favore all’inizio del 2007 dopo la sospensione di Geronzi a seguito della condanna per il crack Italcase Bagaglino. Tra i componenti del patto spiccano il gruppo Ligresti, la Fininvest e Salvatore Mancuso che rappresenta la regione Sicilia ed è uomo di Salvatore Cuffaro.

Ora Capitalia non c’è più, è stata acquistata dall’Unicredit di Alessandro Profumo. Ma la carriera di Geronzi non si è arrestata: lui è ancora saldamente al timone del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, del patto di sindacato, del comitato remunerazioni, del comitato nomine e di quello relativo alla governance.