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Discussione: 8 Marzo

  1. #1
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    Predefinito 8 Marzo

    Alcuni brani della lettera di Papa Giovanni Paolo alle donne
    LETTERA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
    ALLE DONNE


    A voi, donne del mondo intero,
    il mio saluto più cordiale
    << 3. Ma il grazie non basta, lo so. Siamo purtroppo eredi di una storia di enormi condizionamenti che, in tutti i tempi e in ogni latitudine, hanno reso difficile il cammino della donna, misconosciuta nella sua dignità, travisata nelle sue prerogative, non di rado emarginata e persino ridotta in servitù. Ciò le ha impedito di essere fino in fondo se stessa, e ha impoverito l'intera umanità di autentiche ricchezze spirituali. Non sarebbe certamente facile additare precise responsabilità, considerando la forza delle sedimentazioni culturali che, lungo i secoli, hanno plasmato mentalità e istituzioni. Ma se in questo non sono mancate, specie in determinati contesti storici, responsabilità oggettive anche in non pochi figli della Chiesa, me ne dispiaccio sinceramente. Tale rammarico si traduca per tutta la Chiesa in un impegno di rinnovata fedeltà all'ispirazione evangelica, che proprio sul tema della liberazione delle donne da ogni forma di sopruso e di dominio, ha un messaggio di perenne attualità, sgorgante dall'atteggiamento stesso di Cristo. Egli, superando i canoni vigenti nella cultura del suo tempo, ebbe nei confronti delle donne un atteggiamento di apertura, di rispetto, di accoglienza, di tenerezza. Onorava così nella donna la dignità che essa ha da sempre nel progetto e nell'amore di Dio. Guardando a Lui, sullo scorcio di questo secondo millennio, viene spontaneo di chiederci: quanto del suo messaggio è stato recepito e attuato?
    Sì, è l'ora di guardare con il coraggio della memoria e il franco riconoscimento delle responsabilità alla lunga storia dell'umanità, a cui le donne hanno dato un contributo non inferiore a quello degli uomini, e il più delle volte in condizioni ben più disagiate. Penso, in particolare, alle donne che hanno amato la cultura e l'arte e vi si sono dedicate partendo da condizioni di svantaggio, escluse spesso da un'educazione paritaria, esposte alla sottovalutazione, al misconoscimento ed anche all'espropriazione del loro apporto intellettuale. Della molteplice opera delle donne nella storia, purtroppo, molto poco è rimasto di rilevabile con gli strumenti della storiografia scientifica. Per fortuna, se il tempo ne ha sepolto le tracce documentarie, non si può non avvertirne i flussi benefici nella linfa vitale che impasta l'essere delle generazioni che si sono avvicendate fino a noi. Rispetto a questa grande, immensa « tradizione » femminile, l'umanità ha un debito incalcolabile. Quante donne sono state e sono tuttora valutate più per l'aspetto fisico che per la competenza, la professionalità, le opere dell'intelligenza, la ricchezza della loro sensibilità e, in definitiva, per la dignità stessa del loro essere!
    4. E che dire poi degli ostacoli che, in tante parti del mondo, ancora impediscono alle donne il pieno inserimento nella vita sociale, politica ed economica? Basti pensare a come viene spesso penalizzato, più che gratificato, il dono della maternità, a cui pur deve l'umanità la sua stessa sopravvivenza. Certo molto ancora resta da fare perché l'essere donna e madre non comporti una discriminazione. È urgente ottenere dappertutto l'effettiva uguaglianza dei diritti della persona e dunque parità di salario rispetto a parità di lavoro, tutela della lavoratrice-madre, giuste progressioni nella carriera, uguaglianza fra i coniugi nel diritto di famiglia, il riconoscimento di tutto quanto è legato ai diritti e ai doveri del cittadino in regime democratico.
    Si tratta di un atto di giustizia, ma anche di una necessità. I gravi problemi sul tappeto vedranno, nella politica del futuro, sempre maggiormente coinvolta la donna: tempo libero, qualità della vita, migrazioni, servizi sociali, eutanasia, droga, sanità e assistenza, ecologia, ecc. Per tutti questi campi, una maggiore presenza sociale della donna si rivelerà preziosa, perché contribuirà a far esplodere le contraddizioni di una società organizzata su puri criteri di efficienza e produttività e costringerà a riformulare i sistemi a tutto vantaggio dei processi di umanizzazione che delineano la « civiltà dell'amore ».
    5. Guardando poi a uno degli aspetti più delicati della situazione femminile nel mondo, come non ricordare la lunga e umiliante storia - per quanto spesso « sotterranea » - di soprusi perpetrati nei confronti delle donne nel campo della sessualità? Alle soglie del terzo millennio non possiamo restare impassibili e rassegnati di fronte a questo fenomeno. È ora di condannare con vigore, dando vita ad appropriati strumenti legislativi di difesa, le forme di violenza sessuale che non di rado hanno per oggetto le donne. In nome del rispetto della persona non possiamo altresì non denunciare la diffusa cultura edonistica e mercantile che promuove il sistematico sfruttamento della sessualità, inducendo anche ragazze in giovanissima età a cadere nei circuiti della corruzione e a prestarsi alla mercificazione del loro corpo.
    6. Il mio grazie alle donne si fa pertanto appello accorato, perché da parte di tutti, e in particolare da parte degli Stati e delle istituzioni internazionali, si faccia quanto è necessario per restituire alle donne il pieno rispetto della loro dignità e del loro ruolo. In proposito non posso non manifestare la mia ammirazione per le donne di buona volontà che si sono dedicate a difendere la dignità della condizione femminile attraverso la conquista di fondamentali diritti sociali, economici e politici, e ne hanno preso coraggiosa iniziativa in tempi in cui questo loro impegno veniva considerato un atto di trasgressione, un segno di mancanza di femminilità, una manifestazione di esibizionismo, e magari un peccato! >>
    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/letters/documents/hf_jp-ii_let_29061995_women_it.html

  2. #2
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    Alle donne del sindacato


    E’ importante che le donne si ritrovino nelle piazze di varie città italiane questo 8 marzo non soltanto per celebrare i 100 anni di un evento che ricorda il tributo pagato dalle donne nella nostra storia, ma anche per riaffermare i temi che le donne, dei movimenti femminili e femministi come quelle del sindacato, hanno messo al centro dell’agenda politica in un momento così particolare come quello che stiamo vivendo, agitato dai cupi toni di una revanche clericale oscurantista e dagli slogan dei partiti che sul corpo della donna intendono giocare la loro partita elettorale.

    Noi donne di Uds scendiamo in piazza convinte che sia necessario non solo ribadire la difesa della 194, ma anche affermare a chiare lettere che la battaglia per l’autodeterminazione, la libertà e l’autonomia in fatto di maternità e sessualità, le battaglie contro la violenza domestica e la violenza sessuale, le battaglie per il potenziamento dei consultori, per la democrazia paritaria nella politica come nel mondo del lavoro, per il riconoscimento di modelli diversi di famiglia e di relazioni d’amore, sono battaglie per la libertà e la democrazia di tutto il paese.
    Per questo Usciamo dal silenzio ha deciso di scendere in piazza in tutte le città italiane dove è rappresentato, accanto alle donne di altri movimenti e organizzazioni, accanto alle donne del sindacato, con le quali abbiamo condiviso e condividiamo impegno e lotte su questi temi. Siamo convinte che l’unico modo per vincere la difficile partita che si sta giocando nel nostro paese non sia anteporre cio' che ci divide ma affermare l’unità, nella trasversalità e nel riconoscimento delle differenze, mettendo in rete le esperienze di movimento delle donne, nel pieno rispetto delle pluralità di opinioni, di storie e di percorsi. La pratica di Uds è sempre stata quella di uno spazio aperto e trasversale in cui le appartenenze erano presenti ma non condizionanti, nel riconoscimento delle pratiche politiche di tutte.

    Usciamodalsilenzio - Milano

    Marzo 2008
    http://www.usciamodalsilenzio.org/co...8marzo2008.doc

  3. #3
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    Anche donne muoiono di lavoro, una ogni tre giorni
    Inail, percentuale piu' alta al Centro, poi il Nord e il Sud(ANSA) - ROMA, 7 MAR -
    Gli incidenti sul lavoro sono un fenomeno ancora prevalentemente maschile, ma sono in ascesa tra le donne. Sia perche' e' aumentato il tasso di occupazione femminile, sia per il sempre piu' frequente ingresso delle donne in settori ad alto rischio. Ogni anno 120 lavoratrici muoiono,in pratica una ogni 3 giorni,secondo dati Inail.La piu' alta percentuale di infortuni subiti da donne si registra in Italia centrale (27,1%),segue il Nord (24,5%) e il Sud (21,4%).
    http://www.ansa.it/site/notizie/regi...107187251.html

  4. #4
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    8 MARZO, FESTA DELLA DONNA ?



    Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
    Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.
    Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto

  5. #5
    Gioa
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    Che brutta storia, ma all'imprenditore che successe dopo, fu condotto in carcere?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Gioa Visualizza Messaggio
    Che brutta storia, ma all'imprenditore che successe dopo, fu condotto in carcere?
    L' imprenditore naturalmente se la cavò.
    Non si " riuscì " a dimostrare che l' incendio fosse di origine dolosa !

  7. #7
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    Al grido di
    FERRARA FERRARA FATTI I CAZZI TUOI AL CORPO DELLE DONNE CI PENSIAMO NOI !
    migliaia di donne hanno partecipato alle manifestazioni svoltesi in tutta Italia nella ricorrenza dell '8 Marzo.
    Ecco il resoconto di Repubblica online


    Otto marzo, la festa compie cent'anni
    In piazza per difendere lavoro e 194

    Manifestazione per la festa della donna a Firenze

    ROMA - L'otto marzo compie cent'anni. Anche oggi al centro delle manifestazioni e celebrazioni ci sono i diritti delle donne, dall'aborto al lavoro, dalla salute all'autodeterminazione. Quest'anno le donne italiane, tornano in piazza in particolare per difendere il diritto al lavoro e la legge 194, con manifestazioni e cortei in tutta Italia. A Roma in mattinata il presidente della Repubblica ha celebrato al Quirinale la giornata, consegnando premi e riconoscimenti.

    Alle 14 a Roma è partita la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil per il centenario della festa. Lo striscione in testa sintetizza le ragioni della manifestazione: "lavoro, libertà di scelta, sviluppo, qualità della vita". Oltre 30mila i partecipanti secondo le stime degli organizzatori. Sono sfilati striscioni a difesa della legge 194 e si sono sentiti fischi contro Giuliano Ferrara, che oggi ha organizzato una manifestazione parallela a Piazza Farnese con Olimpia Tarzia, presidente del Comitato per la Famiglia, dal nome "Prima le donne e i bambini". Presenti anche il ministro Barbara Pollastrini e i tre leader sindacali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti.

    "Non esiste libertà politica, sindacale ed economica senza un programma politico in favore delle donne" ha detto Bonanni alla manifestazione. "C'è ancora tanta strada da fare per garantire diritti e parità", gli ha fatto eco Epifani, mentre Barbara Pollastrini ha difeso la legge 194: "La libertà e la responsabilità


    femminile sono un valore e una garanzia di libertà per tutti" ha detto il ministro per le Pari Opportunità. Sul palco si sono alternate diverse testimonianze e solidarietà è stata espressa a Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, e a Ingrid Betancourt, ostaggio da anni delle Farc in Colombia.

    Ma gli appuntamenti sono numerosi in tutta Italia. A Cagliari manifestazione a Piazza Garibaldi; a Napoli assemblea "Le donne nelle lotte"; a Milano, corteo con partenza da Largo Cairoli; a Firenze manifestazione con partenza da piazza San Marco. A Chioggia la Festa della donna è l'occasione per protestare, con una manifestazione di fronte al palazzo comunale, contro la decisione dell'amministrazione di sostenere la moratoria all'aborto proposta da Giuliano Ferrara.

    Sempre a Roma, alla Casa Internazionale delle donne viene inaugurata una mostra, "Il pane e le rose", sulla vita delle donne dagli anni '50 agli anni '80.

    (8 marzo 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/03/sez...estazioni.html

  8. #8
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    Gli impegni pre-elettorali che hanno stravolto la mia esistenza privandomi di sonno e pasti regolari mi hanno impedito di postare qui ieri. Ma dato che le donne non hanno bisogno di "riserve indiane" e di tutele speciali allogene, ma di essere se stesse sempre, senza oppressori o "padrini", i miei auguri a tutte le donne (e in specie a Neva) valgono oggi come ieri, come sempre.

    W le donne

    P.S.
    Alcuni anni fa mi presentai al corso per giornalisti sfoggiando (era l'8 marzo) un rametto di mimosa. Tutti i presenti, uomini e donne (e la maggioranza erano donne) non capirono il significato del mio gesto di solidarietà piena e incondizionata alle donne e al mondo femminile. Non lo capì nessuno (le facce erano quanto meno interrogative...), tranne la docente, cui cedetti il rametto in questione (ne ottenni in cambio un disegno che custodisco gelosamente). A lei (che tutt'oggi mi onora della sua amicizia), e alle persone pure di cuore (donne e non) e libere da pregiudizi vanno ancora i miei auguri.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicheja Visualizza Messaggio
    e alle persone pure di cuore (donne e non) e libere da pregiudizi vanno ancora i miei auguri.
    Con un bel po di presunzione mi autoinserisco tra la categoria " delle persone pure di cuore ", se non altro per contraccambiare gli auguri ad una persona che pura di cuore certamente lo è : il mio amico Nicheja

  10. #10
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