Unpolitically Correct.
Un piano per l' evacuazione delle ambasciate olandesi nei Paesi musulmani, istruzioni d' emergenza ai diplomatici, misure per controlli straordinari antiterrorismo ad Amsterdam, L' Aja e in altre città: così il governo olandese, con un dossier di 20 pagine classificato come «segreto di Stato» ed esaminato durante una riunione ministeriale «di crisi», si prepara a quanto potrebbe succedere subito dopo la diffusione su canali televisivi e su YouTube del film contro il Corano «libro terribile e fascista», un documentario girato dal deputato ultranazionalista Geert Wilders, leader del «Partito della Libertà». Si teme, e i giornali lo scrivono apertamente, una ripetizione di quanto accaduto nel 2005 dopo la pubblicazione in Danimarca di alcune vignette offensive sulla persona di Maometto: ambasciate danesi in fiamme, morti, feriti e distruzioni in tutto il mondo musulmano. Secondo quanto proclamato da Wilders, che tempo fa ha chiesto la messa al bando del Corano, il film andrà in onda - se non sulla tv pubblica, certo sullo spazio televisivo concesso al suo partito - entro la fine del mese: «Chi lo vedrà, vedrà anche che il Corano è molto vivo oggi, che porta alla distruzione di tutto ciò in cui il mondo occidentale crede, del rispetto e della tolleranza: sarà un appello a scrollarci di dosso la strisciante tirannia dell' islamizzazione. Uno tsunami islamico sta per abbattersi su di noi». Il governo olandese, pur avendo ammesso da settimane la sua preoccupazione, ha ieri smentito le indiscrezioni sui piani di evacuazione delle ambasciate, indiscrezioni riportate dal quotidiano de Volkskrant e da una rete televisiva. Ma le moschee olandesi sono in fermento, giorni fa ci sono già state manifestazioni di piazza («Wilders è un pericolo per la salute pubblica», dicevano i cartelli portati da giovani olandesi, in alcuni casi fermati dalla polizia). E si è levato il monito severo del gran muftì di Siria, Ahmad Badr al-Din al-Hassoun, che ha dichiarato a un' agenzia di stampa olandese: «Se Wilders profanerà il Corano, questo significherà semplicemente che vuole la guerra, che vuole che il sangue scorra. Ne sarà lui il responsabile, ed è responsabilità del popolo olandese impedire che ciò accada».
Secondo fonti diplomatiche olandesi, sono stati avviati intensi contatti con la comunità musulmana, «e stiamo spiegando che in Olanda vige la libertà di espressione e che allo stesso tempo il nostro governo è molto preoccupato per il messaggio che presumibilmente il signor Wilders vuole diffondere». Wilders, lui, sembra al contrario il meno preoccupato di tutti: 44 anni, di famiglia cattolica ma ateo dichiarato, da mesi protetto da una scorta, gonfia i suoi guancioni da criceto e rotea gli occhi davanti alle telecamere, non nascondendo la soddisfazione per la pubblicità ottenuta finora. Il suo «Partito della Libertà», che i media locali descrivono genericamente «di estrema destra» ma che raccoglie pulsioni populiste di ogni genere, ha conquistato 9 seggi su 150 alla Camera dopo le elezioni di novembre; ma se si votasse oggi quei seggi salirebbero già a 26, dice qualche sondaggio, proprio sull' onda del clamore suscitato dal film.
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