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    Post [Iraq] Iniziato piano di emergenza a Bassora

    Iraq, Iniziato piano di emergenza a Bassora
    Osservatorio Iraq, 5 marzo 2008

    Un piano di emergenza è iniziato oggi a Bassora, per reprimere la
    violenza e porre fine agli attacchi armati da parte dei miliziani. Lo
    riferisce l'agenzia di stampa irachena indipendente Aswat al Iraq,
    citando il capo della polizia locale.

    "La polizia di Bassora ha lanciato un piano di emergenza per dare la
    caccia a tutti i killer, dopo una serie di omicidi e di sequestri", ha
    detto il generale Abdul Jalil Khalaf, parlando al telefono all'agenzia.

    Lunedì scorso, nel centro di Bassora, alcuni uomini armati non
    identificati avevano ucciso l'ispettore generale della polizia della
    provincia di Dhi Qar (che ha per capitale Nassiriya), e tre uomini
    della sua scorta.

    "Il piano viene messo in atto con il supporto dell'esercito", ha
    spiegato il generale. "Cinquemila poliziotti sono stati schierati in
    tutta Bassora per dare la caccia ai criminali e ai killer che mirano a
    destabilizzare la sicurezza nella provincia del sud".

    "Daremo dei giri di vite per sopprimere la violenza e gli attacchi
    armati", ha aggiunto, sottolineando che l'operazione continuerà finché
    tutti gli obiettivi non saranno stati raggiunti.

    [O.S.]

    Fonte: Aswat al Iraq

    http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=5551
    ***
    Iraq, Il sogno di Londra: Bassora come Dubai
    di Ornella Sangiovanni
    Osservatorio Iraq, 5 marzo 2008

    Gli inglesi se ne sono andati – di fatto – dall'Iraq, ma sembrano
    decisi a continuare ad avere un ruolo. Quello che si sono scelti è
    promuovere lo sviluppo economico del Paese, in particolare del sud.

    Elemento centrale della loro strategia è l'idea della Basra
    Development Commission (BDC) – la commissione per lo sviluppo di
    Bassora, una iniziativa che arriva direttamente dal Primo Ministro
    Gordon Brown.

    Di cosa si tratta? Di un organismo composto da "business leader" –
    britannici, iracheni, e "della regione" – il cui ruolo fondamentale
    dovrebbe essere quello di fornire consulenza alle autorità irachene
    nel campo dello sviluppo economico della provincia. Essa dovrebbe fare
    inoltre da collegamento con altri due organismi: la Basra Investment
    Promotion Agency (agenzia per la promozione degli investimenti) e il
    Basra Development Fund (fondo per lo sviluppo di Bassora). Compito di
    quest'ultimo dovrebbe essere quello di fornire crediti alle piccole e
    medie imprese. Entrambe queste agenzie – che ancora non sono state
    create - verrebbero gestite dagli iracheni.

    A capo della BDC è stato invece nominato Michael Wareing, inglese e
    chief executive di KPMG International, una cooperativa internazionale
    di società leader nei servizi di revisione contabile e di consulenza
    fiscale, giuridica e finanziaria, che attualmente occupa circa 113 000
    collaboratori in 148 Paesi.

    Chi mette i soldi? Secondo il Financial Times, il Dipartimento per lo
    sviluppo internazionale, una sorta di ministero britannico della
    cooperazione. Anche se il suo responsabile, Douglas Alexander,
    rispondendo a una interrogazione ai primi di gennaio, ha detto che il
    Dipartimento non ha stanziato fondi destinati specificamente a spese
    per la commissione.

    Ma da Londra, proprio al Dipartimento, confermano a Osservatorio Iraq
    che di soldi ne sono stati stanziati: un milione di sterline, per la
    precisione. Però, dicono, si tratta di costi di "start-up".
    "Assistenza tecnica", è la definizione. E non sono solo per la BDC, ma
    anche per gli altri due organismi ad essa collegati.

    Un buon investimento

    Che si tratti di un buon investimento è indubbio.

    Sull'importanza economica di Bassora non si discute. La provincia
    possiede il 70% delle riserve petrolifere accertate di tutto il Paese,
    e gli unici porti, da cui partono le esportazioni di greggio, e non
    solo. Fornisce il 90% delle entrate dello Stato.

    Lo scorso dicembre, il Primo Ministro, Nuri al Maliki, durante un
    forum economico tenutosi nella città, aveva definito Bassora il
    "polmone" dell'Iraq.

    Una delle zone più ricche del Medio Oriente, potenzialmente è una
    sorta di Dubai.

    Per ora, tuttavia, la situazione è molto diversa.

    La seconda città del Paese, infatti, è un campo di battaglia fra
    milizie (sciite) rivali, che si contendono il controllo del
    territorio, e dei profitti – in gran parte illeciti – che derivano
    dallo sfruttamento delle sue risorse: contrabbando di petrolio
    innanzitutto, ma anche dogane, e via dicendo. Vi operano anche
    numerose bande criminali, e i cittadini vivono terrorizzati in mezzo
    alla violenza. Gli omicidi sono all'ordine del giorno, in particolare
    contro i professionisti, così come i sequestri di persona. La
    situazione delle donne è terribile – almeno 100 quelle uccise lo
    scorso anno. Le forze di polizia, in gran parte infiltrate dalle
    milizie, sono impotenti – oppure conniventi.

    Niente di tutto ciò sembra avere scoraggiato Wareing, che a metà
    febbraio è stato per la prima volta in Iraq. Solo a Bassora, perché
    una tempesta di sabbia lo ha costretto ad annullare il volo per
    Baghdad, dove avrebbe dovuto incontrare il Primo ministro iracheno
    Maliki, e il generale americano David Petraeus, che ha il comando
    della cosiddetta "Forza multinazionale".

    Wareing, che ha assunto il suo incarico – non retribuito – dietro
    espressa richiesta del premier britannico Gordon Brown, vede come
    possibili settori di investimento i porti, gli aeroporti,
    l'agricoltura, e, ovviamente, il petrolio.

    La situazione della sicurezza non sembra preoccuparlo, almeno stando a
    quanto ha dichiarato all'Observer, nella sua prima intervista da
    quando è a capo della BDC.

    Parlando, addirittura, di miglioramenti "significativi" negli ultimi
    mesi, dice che questo non rappresenta comunque più un problema per gli
    investitori.

    "Se si guarda a molte altre economie nel mondo, in particolare quelle
    ricche di petrolio, molti di questi posti sono Paesi notevolmente
    impegnativi nei quali fare affari", ha osservato con il settimanale
    britannico. "Francamente, se è possibile operare con successo nel
    delta del Niger, questo è un punto di riferimento molto diverso
    dall'immaginare che Bassora debba essere come Londra o Parigi".

    Anche per quanto riguarda gli investimenti nel settore petrolifero, la
    questione principale, a suo avviso, non è quella della sicurezza, ma
    l'assenza di una legge sul petrolio, che fissi i termini in cui le
    compagnie possono operare, e il modo in cui verranno ripartiti i profitti.

    Insomma, dopo avere consegnato - in dicembre - il controllo della
    provincia di Bassora agli iracheni, gli inglesi sembrano prepararsi a
    rientrare nel settore che gli è più congeniale: quello del business.

    Prossimi appuntamenti, annunciati da Wareing: una conferenza per gli
    investitori questo mese, in Kuwait, che ha per target privilegiato gli
    iracheni che vivono all'estero, e un evento in aprile, questa volta a
    Londra, rivolto alle compagnie europee, e, forse, anche a quelle
    statunitensi.

    http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=5548

  2. #2
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    Predefinito

    Iraq, Bassora manifesta per la sicurezza
    di Ornella Sangiovanni
    Osservatorio Iraq, 8 marzo 2008

    Migliaia di persone sono scese in piazza oggi a Bassora, per protesta
    contro il deterioramento delle condizioni di sicurezza nella città.

    In almeno 5.000 – riferisce la Associated Press (AP) - hanno
    manifestato nei pressi del quartier generale della polizia, chiedendo
    le dimissioni del suo capo, generale Abdul-Jalil Khalaf, e quelle del
    generale Mohan al-Firaji, inviato direttamente da Baghdad alcuni mesi
    fa per assumere la responsabilità del controllo della provincia, che a
    metà dicembre le truppe britanniche hanno riconsegnato agli iracheni.

    A Bassora, che è la seconda città dell'Iraq, e centro di una delle
    province potenzialmente più ricche, dato che possiede il 70% delle
    riserve petrolifere accertate del Paese, e i suoi unici porti, da
    tempo è in corso una lotta per il potere fra diverse fazioni politiche
    rivali – tutte sciite.

    La città è in mano alle milizie e a bande criminali, che terrorizzano
    la popolazione, che, sempre più allarmata, dice che, da quando le
    forze britanniche si sono ritirate, passando il controllo a quelle
    irachene, omicidi, sequestri, e crimini di altro tipo, già in numero
    elevato, sono aumentati in modo significativo.

    A febbraio, due giornalisti, uno britannico e uno iracheno, che
    lavoravano per la rete televisiva americana CBS, sono stati
    sequestrati. L'iracheno è poi stato liberato, mentre quello britannico
    è ancora in mano ai suoi rapitori.

    Molti dei manifestanti oggi portavano striscioni che condannavano
    l'uccisione di lavoratori, accademici, scienziati, e donne. La
    condizione di queste ultime è particolarmente grave a Bassora, dove lo
    scorso anno, secondo la polizia, ne sono state uccise un centinaio. I
    loro corpi spesso vengono ritrovati con dei messaggi che ammoniscono
    contro la "violazione degli insegnamenti islamici".

    Manifestazione politicizzata?

    Ad ogni modo, a quanto riferisce la AP, i dimostranti di oggi erano in
    stragrande maggioranza uomini, appartenenti a diversi movimenti
    politici sciiti - proprio quelli che controllano le milizie rivali che
    da tempo si stanno dando battaglia in città.

    Fra loro anche sostenitori del Consiglio Supremo islamico iracheno (ex
    SCIRI), uno dei maggiori partiti politici sciiti, che fa parte della
    coalizione di governo – ma che a Bassora è all'opposizione. I suoi
    tentativi di sfiduciare in consiglio provinciale il governatore,
    Mohammed Musbah al Waili, che appartiene a Fadhila, un partito di
    ispirazione `sadrista', e poi di rimuoverlo, finora non hanno avuto esito.

    Fra i dimostranti c'erano anche membri della Brigata Badr, una delle
    milizie che si stanno contendendo il potere con i gruppi rivali, che è
    il braccio armato del Consiglio supremo, partito che a Bassora non ha
    un seguito di massa.

    Non è quindi da escludere che la manifestazione di oggi, costruita su
    uno scontento genuino della popolazione nei confronti della situazione
    della sicurezza, avesse in realtà obiettivi politici.

    Questo è in effetti quello che emerge dal resoconto della agenzia di
    stampa irachena indipendente Aswat al Iraq, secondo cui a radunarsi di
    fronte al quartiere generale della polizia cittadina sarebbero stati
    "centinaia" di sostenitori del Consiglio Supremo islamico iracheno (il
    cui leader è Abdel Aziz al Hakim) e della Brigata Badr.

    "Vogliono cacciarci prima delle elezioni provinciali"

    Il capo della polizia, generale Khalaf, ha definito in seguito, nel
    corso di una conferenza stampa, la manifestazione di oggi come "un
    diritto naturale dei cittadini e dei partiti politici di esprimere le
    loro opinioni".

    La stessa cosa che ha detto per telefono ad Aswat al Iraq,
    sottolineando tuttavia che "esistono organizzazioni che stanno
    cercando di far cacciare via dai nostri posti me e il capo delle
    operazioni [il generale al Firaji NdR] prima delle prossime elezioni
    locali". "Noi siamo indipendenti e non favoriamo una parte rispetto a
    un'altra", ha aggiunto.

    Khalaf ha difeso l'operato della polizia, dicendo che è riuscita a
    liberare 10 persone che erano state rapite negli ultimi 10 giorni, e
    "ha arrestato 64 persone accusate di avere commesso atti di sabotaggio
    e azioni terroristiche in tutta Bassora".

    Ha quindi rivelato un piano da lui proposto per bloccare il
    deteriorarsi della sicurezza in città, in base al quale "tutte le armi
    in possesso dei partiti, dei clan, e delle milizie dovrebbero essere
    consegnate alle agenzie di sicurezza".

    Ha poi aggiunto che "occorre mettere fine alla disoccupazione a
    Bassora, che supera il 50%, e gli investitori e le società che sono
    disposte a lavorare in Iraq devono essere protette, fermando gli
    attacchi contro l'aeroporto di Bassora". Attacchi, ha sottolineato
    Khalaf, che "non danneggiano le forze britanniche, perché le loro
    postazioni sono fortificate".

    Da quando la provincia di Bassora è stata consegnata al controllo
    degli iracheni, nel dicembre scorso, i circa 5.000 militari britannici
    rimasti sono acquartierati in una base nei pressi dell'aeroporto
    internazionale della città, che ultimamente viene attaccata quasi
    quotidianamente.

    Il capo della polizia ha aggiunto che il suo piano prevede anche la
    necessità di controllare i confini con il Kuwait, l'Arabia Saudita, e,
    in particolare, con l'Iran, per "impedire l'ingresso a contrabbandieri
    di armi e infiltrati".

    Da alcuni giorni nella città del sud dell'Iraq è scattato un piano di
    emergenza, che ha come obiettivo proprio quello di riportare sotto
    controllo la situazione della sicurezza.

    Fonti: Associated Press, Aswat al Iraq

    http://www.osservatorioiraq.it/modul...ticle&sid=5566

  3. #3
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    Intanto il Moqtada al-Sadr ha dichiarato che il ''congelamento'' delle operazioni militari dell'Esercito del Mahdi ''serve per riorganizzarla e ristrutturarla'' e non per ''trasformarla in un'altra istituzione''. In un comunicato diffuso nella città santa sciita di Najaf (161 km a sud di Baghdad) e ripreso oggi dalla stampa irachena, Sadr ha inoltre condannato ''la campagna di arresti e perquisizioni'' a cui sono sottoposti i suoi seguaci, accusando implicitamente il Supremo consiglio islamico iracheno (Scii), formazione rivale sciita guidata da Abd al-Aziz al-Hakim, di esser dietro alla repressione in corso da mesi contro sadristi da parte dei servizi di sicurezza iracheni. Il 26 febbraio scorso Sadr ha prorogato per altri sei mesi il ''congelamento'' delle operazioni militari della milizia sadrista, che aveva ordinato per la prima volta nell'agosto 2007.

 

 

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