Sembra che si siano passati parola, gli istigatori dell'odio. Botte ai terroristi (veri o presunti), botte ai clandestini da arrestare all'ospedale, botte agli immigrati, cosí (pensa lei) prendo piú voti.
Ma l'equazione paura/ordine paga ancora? Possibile che ci sia ancora chi ci casca? Possibile che lo schermo della niente-visione con il suo alternarsi di immagini di veline, calciatori, terroristi (veri o presunti), talk-show- e urlatori di professione riesca ancora ad attirare chi cerca il colpevole delle proprie miserie altrove che non nella incapacitá di una intera classe politica di governare un Paese senza furberie, buste e bustarelle, veline e coca? Possibile ci sia ancora chi é disposto ad addentare la polpetta avvelenata per dare il Paese in mano agli incapaci di professione?
FonteL’Italia, paese di artisti santi e navigatori, declassata a repubblica delle banane dai suoi amministratori e politici. Non c’é da meravigliarsi, l’istigazione all’odio sembra, ai miopi della politica, che paghi in termini di voti. Abbiamo nel nostro paese un partito con caratteristiche uniche in tutta l’Europa che da decenni ormai incentra la sua politica sulla discriminazione e l’odio, prima attraverso un immaginario confine sulle sponde del Po, ed ora attraverso una presunta superioritá culturale nei confronti degli immigrati. In una specie di rete solidale europea, si moltiplicano i politici che da un presunto scontro delle civiltá cercano di trarre vantaggi personali ed elettorali. Non sempre il gioco riesce. Nelle recenti elezioni dell’Assia, il governatore Roland Koch (CDU), aveva puntato tutte le sue carte agitando il fantasma di un presunto alto tasso di criminalitá fra giovani con retroterra di immigrazione. L’elettorato lo ha servito con un calo del 12% dei voti (8). C’é da sperare che l’esempio faccia scuola anche da noi e che gli istigatori dell’odio rimangano un episodio da citare a pié di pagina nella storia dell’Umanitá.




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