A proposito della polemica sulla preghiera per la conversione degli ebrei riporto un interessante articolo del professor Jacob Neusner tratto dal blog del professor Giorgio Israel
Noi ebrei chiediamo che Dio illumini i gentili, loro possono farlo per noi
Israele prega per i gentili; perciò anche le altre religioni monoteistiche (compresa la chiesa cattolica) hanno il diritto di fare la stessa cosa, e nessuno dovrebbe sentirsi offeso. Qualsiasi altro atteggiamento nei confronti dei gentili impedirebbe a questi ultimi l'accesso all'unico Dio rivelato a Israele nella Torah. La preghiera cattolica manifesta lo stesso spirito altruista che caratterizza la fede del giudaismo. Il regno di Dio apre le proprie porte a tutta l'umanità: quando pregano e chiedono il rapido avvento del regno di Dio, gli israeliti esprimono lo stesso grado di libertà di spirito che impregna il testo papale della preghiera per gli ebrei (meglio: il "Santo Israele") da pronunciare al venerdì santo. Mi spiego. Per la teologia del giudaismo nei confronti dei gentili mi baso sulla liturgia standard della sinagoga, ripetuta tre
volte al giorno. Il testo cui mi riferisco è l'Authorised Daily Prayer Book delle United Hebrew Congregations of the British Empire (London 1953), che contiene una traduzione inglese di una preghiera per la conversione dei gentili, con la recitazione della quale si conclude il rito pubblico eseguito eseguito tre volte al giorno in ogni singolo giorno dell'anno. In questo testo Israele, in quanto popolo sacro (da non confondere con lo stato di Israele) ringrazia Dio per avere reso il popolo sacro diverso dalle altre nazioni, e chiede che il mondo sia portato fino alla perfezione, quando tutta l'umanità invocherà il nome di Dio inginocchiandosi davanti a Lui. Il testo della preghiera "E' nostro dovere lodare il Signore di tutte le cose" ringrazia Dio per avere creato Israele diverso dalle altre nazioni del mondo. Israele ha il proprio "destino", che consiste proprio nell'essere diverso da tutte le altre nazioni. A Dio viene chiesto di "eliminare gli abominii della terra", quando il mondo giungerà alla
perfezione sotto il regno dell'Onnipotente. Questa preghiera per la conversione di "tutti gli empi della terra", che sono '.'tutt gli abitanti del mondo", viene recitata non una volta all'anno ma ogni giorno. Ha un parallelo in un passo delle Diciotto Benedizioni, nel quale si domanda a Dio di spazzare via "il dominio dell'arroganza". Possiamo quindi affermare che nel giudaismo si chiede a Dio di illuminare le nazioni e di accoglierle nel suo regno. Proprio per sottolineare ulteriormente quest'aspirazione la preghiera "E' nostro dovere" è seguita dal seguente Kaddish: "Possa egli stabilire il suo regno durante la vostra vita e nei giorni e nella vita di tutta la casa di Israele". Questi passi tratti dalla liturgia standard del giudaismo non lasciano alcun dubbio sul fatto che, quando Israele si riunisce in preghiera, chiede a Dio di illuminare il cuore dei gentili. La visione escatologica trova il proprio nutrimento nei Profeti e nella loro visione di una singola umanità riunita, nonché in uno spirito liberale che si estende a tutta l'umanità La condanna dell'idolatria
non concede molto sollievo al cristianesimo o all'islam, che non vengono menzionati. Le preghiere chiedono a Dio di affrettare l'avvento del suo regno. Queste preghiere sono il corrispettivo di quella che chiede la salvezza di tutto Israele "quando il tempo avrà raggiunto la propria pienezza e tutta l'umanità entrerà nella chiesa". Le preghiere di proselitismo giudaiche e cristiane hanno in comune lo. stesso spirito escatologico e tengono la porta della salvezza aperta per tutti gli uomini. Tanto la preghiera "E' nostro dovere" quanto quella "Preghiamo anche per gli ebrei" sono la concreta espressione della logica del monoteismo e della sua speranza escatologica.
Jacob Neusner
professore dì Storia e teologia del giudaismo al Bard College di New York




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