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    Thumbs down La ricostruzione che non finisce mai

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    INCHIESTA LE FERITE DEL TERREMOTO - 4 Il cielo in un container ''Ecco la ricostruzione che non finisce mai'' In Umbria otto famiglie vivono da tredici anni nelle case di latta

    Michele Brambilla INVIATO A VALTOPINA (PG) Speriamo che tu ci creda, perche' la storia che stiamo per raccontarti e' inverosimile», ci dice Valentina Armillei, 35 anni. E' la presidente del Comitato pro Giove e in effetti la storia che sta per raccontare potrebbe comparire nella fortunata rubrica della Settimana Enigmistica: strano ma vero. E' strano che a Giove, una frazione del Comune di Valtopina - in provincia di Perugia, fra Foligno e Nocera Umbra - a tredici anni dal TERREMOTO ci sia ancora che gente che vive nei container. Ma e' vero. D'altra parte non c'e' come vedere per credere. Valentina ci accompagna su a Giove, in collina, al termine di una salita sterrata. Era il paese dei suoi nonni, lei ci vorrebbe andare a vivere, ma la sua casa e' ancora inagibile, come tutte le altre. Il 26 settembre del 1997, quando la scala Richter segno' un 6, 1, i residenti di questo paesino erano 75. Sono rimasti in 50. Gli altri 25 sono morti nella vana attesa di rientrare a casa propria. Chi e' ancora fra i vivi abita in container di latta che in media riservano due o tre metri quadrati per ogni persona. Come mai sono ancora in queste trappole, forni d'estate e frigoriferi d'inverno? Ma e' semplice: «Perche' le pur poche case di questo paese sono ancora da mettere a posto», dice Valentina, che ha ingaggiato una lunga battaglia a colpi di denunce, ricorsi, esposti. Alcuni si sono stufati e hanno trovato ospitalita' altrove. Ma otto famiglie sono ancora qui, nei container: 12 persone in totale. «Sono qui dal 22 dicembre 1997», racconta Marcella Mariani. Non c'e' bisogno di chiederle come se la passa: «Malissimo. Caldo, freddo, siamo isolati, se di notte mi devo alzare devo scavalcare mia madre. Pago luce e telefono». E il riscaldamento? «Ma quale riscaldamento? Ho una stufa a legna. Viviamo da tredici anni nell'attesa di tornare a casa nostra, che e' qui a pochi metri di distanza, ma non e' ancora pronta». Non e' che le istituzioni si siano dimenticate di lei e degli altri sfollati del paese. Infatti anche a lei, come a tutti gli altri, e' appena stata gentilmente recapitata una busta dal Comune. La signora Marcella ce ne mostra il contenuto. E' il conto presentato ai terremotati di Giove: ci sono 29.987,29 euro da pagare. Com'e' possibile? «E' successo - spiega - che la ditta che doveva ristrutturare le nostre case e' fallita. Quella che e' subentrata ha scoperto che l'impalcatura non era a norma: per un po' hanno continuato a utilizzarla lo stesso, poi l'hanno sostituita. E a chi fanno pagare la nuova impalcatura, e quindi l'irregolarita' della ditta fallita? A noi residenti». La casetta di latta qui a fianco e' occupata dalla signora Oriana Galli e da tre suoi familiari. Ci confermano: «Hanno chiesto a noi di pagare i danni che loro hanno fatto, i lavori che loro hanno sbagliato e che ora vanno rifatti. Ma le pare? Dobbiamo pagare noi, che siamo qua da tredici anni in un container?». Graziano Armillei e' un altro degli abitanti di Giove in attesa di un «fine lavori» che non arriva mai. «A maggio mi hanno detto: ''Casa tua e' pronta, puoi entrare. Devi solo accollarti 126.000 euro di costi aggiuntivi''. Ho risposto che mi riservavo di controllare e ho chiamato un ingegnere per una perizia. Risultato: il tetto e' da rifare, il cordolo non e' a norma, le travi neanche, ci sono 60.000 euro da spendere per metterla a posto. Tenga presente che della casa esistono solo le pareti esterne: dentro non c'e' nulla: ne' servizi, ne' pavimenti, ne' intonaco. Quindi per entrarci dovrei spendere: 126.000 euro di accollo, piu' 60.000 per riparare i danni fatti dal costruttore, piu' le spese per gli interni. Il tutto per avere una casa che non e' neppure antisismica». Si pensera' che Giove e' finito nel dimenticatoio perche' e' una piccola frazione di un piccolo Comune. Ma basta fare pochi chilometri e andare a Nocera Umbra - uno dei centri piu' grossi da quelli colpiti dal TERREMOTO del '97 - per vedere quanto puo' essere lenta una ricostruzione. Anche qui si e' costituito un comitato di cittadini: lo presiede Giuseppe Pesciaioli. Ci accompagna a fare un giro nel centro storico: «Un quarto del centro - spiega - non e' stato ancora messo a posto e i costi sono lievitati di un milione di euro, che sara' accollato ai singoli proprietari di case. Dei tre quarti ricostruiti, il 99 per cento e' ancora disabitato per problemi strutturali: fognature, acqua, e cosi' via. Solo sette famiglie hanno potuto rientrare a casa». La passeggiata per il centro e' un altro viaggio nell'incredibile. I portici san Filippo, uno dei passaggi piu' chic del paese, sono totalmente abbandonati: non si e' neppure provveduto a chiudere gli ingressi dei vecchi negozi e dei vecchi ristoranti, cosi' chiunque puo' entrare e portar via cio' che vuole. Anche la chiesa di san Filippo e' tale e quale al giorno del TERREMOTO; anzi e' peggio, perche' pure qui l'ingresso e' rimasto aperto per la razzia libera. Restano le macerie. Il turismo e' crollato come le vecchie case: «Avevamo diecimila presenze all'anno - ci dicono all'hotel Europa - adesso siamo a 3-4 mila». Com'e' potuto succedere? «Non hanno voluto far lavorare le aziende locali perche' temevano subappalti - dice Pesciaioli -. E' successo che i subappalti li hanno fatti le ditte venute da fuori: se lei guarda i cartelli sui cantieri, vedra' che sono tutte ditte del Casertano, dell'Avellinese, della Calabria. Non voglio dire che non siano bravi: ma rischiamo di perdere la nostra identita'. Il guaio e' che, come sempre, c'e' stato un grande attivismo nell'immediato post-TERREMOTO, quando c'erano qui le tv. In quel periodo tutti bravi e tutti efficienti. Spenti i riflettori, il pallino e' passato ai Comuni, che non dappertutto sono stati all'altezza». Lasciando Nocera passiamo per uno dei suoi «provvisori» quartieri. Le scuole elementari e medie, il Duomo, il centro commerciale: tutto e' ancora nei container.
    Ultima modifica di C@scista; 06-04-10 alle 18:11

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