In Parlamento al posto di Cota un indagato .
Mercoledì 31 Marzo 2010 15:23 . .di D.M. e A.D
Roberto Cota, il neo governatore del Piemonte, dovrà lasciare il seggio alla Camera dei Deputati dove peraltro ricopre il ruolo di capogruppo. Al suo posto dovrebbe subentrare Maurizio Grassano, ex Lega nord oggi fuori dal partito per i guai che ha avuto con la Giustizia tanto che è finito in carcere con l'accusa di truffa. Lui era primo escluso della lista Lega Nord nella circoscrizione Piemonte2 (che raggruppa tutte le provincie piemontesi tranne quella di Torino) in cui Cota venne candidato e risultò eletto.
Maurizio Grassano, fino al 12 novembre di quest'anno uno degli uomini del Carroccio più in vista ad Alessandria e provincia.
Fino al 12 novembre, ovvero fino al giorno in cui fu sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, dal ruolo di Presidente del Consiglio comunale di Alessandria.
Ma la parabola discendente di Graziano inizia molto prima dello scorso mese, e vale la pena ricostruirla sinteticamente.
Al momento della sua elezione in consiglio comunale Maurizio Grassano risultava impiegato presso la Vega Sas di Novi Ligure, azienda che contava due dipendenti e dalla quale percepiva uno stipendio mensile di circa 20000 euro.
Diventato Presidente del consiglio comunale decise di occuparsi a tempo pieno dell'attività politico-istituzionale.
Secondo la legge un tale impegno a tempo pieno avrebbe permesso alla Vega Sas di vedersi rimborsato, a spese del Comune di Alessandria, l'intero importo dello stipendio di Grassano.
Trascorrono diverse mesi fino a quando la Procura non si interessa del caso, così come la Guardia di Finanza che compie un'ispezione alla Vega Sas.
A fine ottobre Grassano ed il rappresentante legale della Vega Sas, Sergio Cavanna, vengono rinviati a giudizio con l'accusa di "truffa aggravata e tentata ai danni del Comune di Alessandria" e "accusa di falso legata alle buste paga presentate da Cavanna per ottenere i rimborsi previsti per legge". La data del processo è già fissata per il prossimo 8 febbraio.
Sul fronte politico iniziano i primi inviti alle dimissioni del presidente del consiglio, fatti da maggioranza e opposizione, che Grassano ripetutamente rifiuta.
Si paventa addirittura una modifica dello statuto del consiglio comunale per stabilire una durata più breve del mandato del suo presidente.
Ad inizio novembre il Sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio (del PdL) e la maggioranza di centrodestra presentano una mozione di sfiducia nei confronti del loro Presidente del Consiglio Comunale. Con il contributo dell'opposizione, il 12 novembre, vengono raccolte le 31 firme necessarie.
Grassano viene destituito.
In una dichiarazione registrata da un settimanale alessandrino al termine della seduta, Grassano dichiara di considerarsi ancora, nonostante tutto, appartenente alla maggioranza.
Esce, o viene fatto uscire secondo le malelingue, dal gruppo della Lega Nord ed entra nel gruppo misto.
L'onorevole Tino Rossi, altro esponente di punta del Carroccio alessandrino, conferma tutt'ora il fatto che Grassano non faccia più parte del partito.
L'articolo 27 della Costituzione repubblicana recita che nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio. Di conseguenza Maurizio Grassano non è colpevole, è semplicemente accusato di alcuni gravi reati.
Tutto questo, comunque, non impedirà a Grassano di entrare in parlamento ora che Cota è diventato Presidente della regione Piemonte.
In Parlamento al posto di Cota un indagato




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