Associazione per la Giustizia e il Diritto “Enzo Tortora”
Redazione di “Giustizia Giusta”
Viale Giulio Cesare, 59 - 00192 Roma
COMUNICATO STAMPA
Ancora un divieto alla libertà di opinioni
Il giorno 8 marzo ad Avezzano, presso la sala riunioni del Comune, si doveva tenere un incontro organizzato da M.i.n.e.r.v.e. (Mouvement pour l’Imperium, la Nature, l’Etique, les Régions e pour la Vitalità de l’Europe) sulla “Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea: la libertà di pensiero, di parola, di stampa, di religione”, incontro al quale avrebbe dovuto partecipare anche il prof. Claudio Moffa, ordinario presso l’Università di Teramo e direttore del Master “Enrico Mattei” in Vicino e Medio Oriente.
Seguendo logiche ormai ben note il Comune di Avezzano ha all’ultimo momento – e attraverso stampa - vietato l’uso dei locali municipali adducendo i soliti motivi di “ordine pubblico”. «Abbiamo ricevuto lettere di persone che si oppongono all'iniziativa», ha spiegato Francesco Paciotti, presidente del Consiglio comunale, «e che si sono dette pronte a manifestare contro la concessione della sala consiliare».
Il “polista” Paciotti, nell'avviso di ripensamento, ricorda che «la stessa associazione ha già accolto, con l'invito a Teramo del prof. Faurisson, una linea di revisionismo storico che pone in dubbio l'olocausto». Insomma il Comune non ha voluto rischiare, in fase preelettorale, il ripetersi di quello che accadde nel maggio del 2007 con la contestazione dei docenti e l’aggressione (le quattro “cinquine”!) da parte dei giovani della Comunità ebraica di Roma guidati dal solito “intoccabile” Riccardo Pacifici; ed ha quindi ceduto alle minacce intervenute ad opera dei locali dirigenti di Rifondazione e di altre formazioni politiche.
Insomma, il risultato è stato nuovamente lo stesso: aula ritirata e niente spazio per il prof. Claudio Moffa che già qualche mese fa aveva fatto un lungo braccio di ferro con l'Università di Teramo a causa dei suoi “contestati” seminari.
La redazione di “Giustizia Giusta” denuncia l’ennesimo attentato portato alla libertà di opinioni nonostante gli art. 21 e 33 della Costituzione Italiana, l’art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea, l’art. 10 della Convenzione Europea per la Tutela dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali, l’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Attentato che ancora una volta avviene grazie alla complicità della stampa “organica” al sistema e all’arroganza prevaricatrice di una casta politico-giudiziaria sempre “opportunamente” silenziose sui crimini dello Stato israeliano contro i Palestinesi e sulla recentissima condanna nei confronti di Israele a Bruxelles da parte del “Tribunale internazionale dei Cittadini per il Libano” per crimini contro l’umanità e per genocidio in riferimento agli atti commessi in Libano dalle forze armate israeliane durante gli eventi bellici del luglio-agosto 2006.
Roma 9 febbraio 2008




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