



Naaa, non mi avete convinto, è solo una pietosa e inutile formalità, rischiosa, ansiogena e autocelebrativa, per quelli a cui interessa...a me non interessa, la tesi l'ho fatta solo perché dovevo, non mi ci sono impegnata chissà quanto, non farò venire parentato etc a vedermi...giusto qualche amico per mero supporto psicologico.
La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..












"extraterrestre.. portami via.. voglio una stella che sia tutta mia.. extraterrestre.. vienimi a cercare.. voglio un pianeta su cui ricominciare"
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grazie a tutti..




Perfetto, aggiungo solo un paio di cose.
A mio parere, se hai un buon relatore, la tesi serve mentre la si fa, meno quando la si presenta e discute. Anni fa, nell’era delle quadriennali, io ne diedi due (umanistiche, diritto tributario e rivoluzione francese, due cagate pazzesche, ho abbandonato a meno dieci il terzo corso di laurea).
Non so in che cosa ti laurei, ma presumo che il giorno della tua discussione ci saranno almeno altri quindici o venti laureandi ognuno col suo malloppo, con le sue ricerche e argomentazioni. In realtà, durante la discussione, a parte il tuo relatore, e forse il controrelatore, l’unico che conosce bene quello che hai scritto, il lavoro che tu stessa hai fatto, ovviamente sarai tu. Gli altri professori se non in casi particolari non hanno alcun interesse a rovinare il tuo giorno di piccola gloria, né motivo o voglia di crearti delle difficoltà.
Quindi stai tranquilla e serena, senza però rinunziare a conoscere e ricordare bene quello che hai scritto e il lavoro che hai fatto. Ma per te, non per la scuola. Come affrontare un problema, come disporre i pensieri, come porsi di fronte alle difficoltà della parola e delle espressioni, meditando prima di esprimersi, quali sfaccettature nuove può presentare un argomento ecc. ecc. almeno nel settore relativo a quello che hai studiato nel corso del tuo triennio (o quinquennio) universitario: a questo dovrebbe servire “fare una tesi”.
Ti accorgerai, poco alla volta, che da lì alla vita il passo non è poi così lungo.