Il cavaliere: «È fascista solo quando fa comodo»
Berlusconi: «Ciarrapico? Uno dei tanti»
L'editore: «Fini lo trattano come uno sguattero. In pubblico mi dà del fascista, poi mi invita a pranzo»
ROMA - «Ciarrapico è un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe, che è anticomunista, antifascista e antitotalitario. Ciarrapico è solo uno dei mille candidati del Popolo delle libertà». Lo ha chiarito Silvio Berlusconi rispondendo alle domande sulla candidatura dell'editore («fascista mai pentito») Giuseppe Ciarrapico. Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che appena martedì aveva detto che Ciarrapico porta in dote «giornali importanti e non ostili», il candidato premier del Pdl ha risposto: «Dobbiamo riprendere a parlare dei comunisti nelle liste del Pd e dei loro misfatti? Ciarrapico vi ha fatto comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo».
«ME NE FREGO» - In precedenza il "Ciarra" aveva risposto «Me ne frego!. Anzi, me ne fotto!» in puro stile mussoliniano ai mal di pancia di Alleanza nazionale sul suo nome in lista nel Pdl. «Quando il fascismo ha fatto le leggi razziali, io avevo 4 anni: che responsabilità posso avere? Mi hanno trattato come se fossi il comandante del campo di Auschwitz», ha protestato.
«FINI SGUATTERO» - Ciarrapico ha aggiunto poi un carico da undici su Gianfranco Fini e sui colonnelli di An. «Fini? Ormai lo trattano come uno sguattero. In pubblico mi dà del fascista, poi in privato mi invita a pranzo. Anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo», ha detto l'editore ciociaro in un'intervista a Repubblica. «Il caso è finito con la presentazione delle liste ed è stato sepolto quando Berlusconi ha dichiarato che An era informata e d’accordo sulla mia candidatura. E ha detto la verità. Io con il Cavaliere ho un rapporto stretto: lunedì mi ha chiamato quattro volte».
GASPARRI: MOLTE PERPLESSITÀ - La candidatura di Ciarrapico continua comunque a suscitare perplessità tra gli ambienti di An. «La candidatura è emersa all'ultimo momento tra molte perplessità e nonostante questo è stata inserita nelle liste del Pdl», ha detto Maurizio Gasparri a Radio Città Futura. «Mi auguro che una serie di affermazioni smentite dallo stesso Ciarrapico non riemergano, perché le elezioni sono una cosa seria e non ci possiamo attardare in polemiche fuori luogo. È necessario che Ciarrapico resti sulla linea delle smentite che ha fatto e quindi dei valori e delle scelte di libertà e di democrazia del Popolo della libertà».
CALDEROLI: SCELTA INOPPORTUNA - Di parere opposto la Lega Nord. Lo ribadisce Roberto Calderoli a Radio Radicale. «Non c'era nessuna necessità di candidare Ciarrapico, noi non lo avremmo fatto. C'è anzi il rischio che sia un danno».
ASSUNTA ALMIRANTE: COSTRETTO A SMENTIRE - Assunta Almirante, intervistata dal Corriere della Sera: «Povero Ciarrapico. È nato fascista, è sempre stato fascista, è la sua religione. Lo hanno fatto smentire». Per la vedova di Giorgio Almirante, la «cosa più ridicola» è l'indignazione di Fini, uno che «ama le certezze e ha scelto quella della poltrona». Sulla vicenda degli aiuti alla famiglia ebrea raccontata dallo stesso Ciarrapico, rivela: «Non me l’ha mai detto. Potrebbe persino esserselo inventato». In ogni caso, conclude Assunta Almirante, i candidati del Pdl «sono una massa di buffoni. Mi aspettavo una sfilza di giovanotti e invece sembra un ospizio. Servono menti fresche e non settantaquattrenni».
http://www.corriere.it/politica/08_m...ba99c667.shtml
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