Tre episodi di intolleranza nei campionati calcio francesi tra il 16 e il 23 febbraio, in quella che è già stata definita la "settimana della vergogna".
16 febbraio. Il difensore marocchino Ouaddou, capitano del Valenciennes, nell’intervallo della gara a Metz sale sulle tribune per affrontare un "tifoso" che per tutto il primo tempo lo aveva insultato.
L’arbitro lo ammonisce ma l'affare finisce in tribunale.
Secodo Piarra Power, dell'ong britannica Kick Racism Out of Soccer, "in Inghilterra sarebbe stato escluso da tutti gli stadi per tre anni e sarebbe finito in una lista speciale in modo da non poter assistere a partite nemmeno all'estero".
22 febbraio. A Bastia gli ultrà locali accolgono con uno striscione razzista il Libourne, in particolare Kebé, giocatore del Burkina Faso che all’andata aveva rivolto alle tribune corse un gesto eloquente, in risposta ad insulti razzisti.
23 febbraio. Due "tifosi" del Metz pescati mentre si esibiscono in saluti nazisti dagli spalti.
Il ministro dello Sport, Laporte, vuole che la legge sia applicata rigorosamente.
Ha affidato all'ex milanista Marcel Desailly lo studio del problema
Secondo Platini "L'affare Ouaddou è molto serio ma riguarda un comportamento individuale, mentre quello di Kebe è persino peggiore, perché si tratta di qualcosa di premeditato".
Notizie tratte da
http://www.calciomercato.com/index.php?a=72867
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