Da l'articolo su destradipopolo http://rfucile.altervista.org/?p=213#more-213


"........Diciamo però qualcosa di più, vista la stolta dichiarazione di Cicchitto: “siamo antifascisti” e le penose giustificazioni di AN (” è improprio dire che eravamo a conoscenza” di La Russa).
I grandi fenomeni storici di inizio secolo, cari politici del “Popolo della Libertà”, vengono ormai studiati, analizzati e dibattuti da esperti internazionali, nel bene e nel male. La strada aperta da De Felice porta ormai a una rivalutazione del “primo fascismo” da parte della maggioranza degli storici neutrali, con le importanti opere pubbliche, le leggi all’avanguardia nel campo sociale, della tutela del lavoro e delle donne, dalla previdenza alle conquiste sindacali, dalle condizioni di lavoro al diritto alla salute, si trattava di leggi oggi riconosciute come all’avanguardia nel mondo occidentale.
Mentre nella liberista America e nella massimalista Unione Sovietica si sfruttavano ancora i lavoratori, l’Italia fascista riconosceva loro diritti, salari e case popolari, sanità e tutela minorile, diritti alle donne: questo dice la Storia, cari “neoantifascisti”.
Quanto all’antifascismo, ricordiamo all’ex socialista Cicchitto, che in nome di questo “antifascismo” oggi evocato anche dal “Popolo della Libertà” sono stati trucidati nel ‘45 decine di migliaia di innocenti, sacerdoti, donne e bambini, sono stati commessi crimini e violenze inaudite da assassini in camicia rossa ( non nera), negli anni ‘70 sono stati ammazzati sotto casa i Ramelli e bruciati vivi i fratelli Mattei, uccisi come cani i Mantakas, i Venturini e i ragazzi di Acca Larentia. E’ questo l’antifascismo a cui fate riferimento? E’ il sangue di decine di giovani che credevano in un ideale e che hanno sacrificato la loro vita per una “speranza di libertà”, che volete rinnovare? E dove eri tu Cicchitto mentre questi ragazzi ” fascisti ” pagavano con la vita i loro ideali, mentre tanti giovani uscivano di casa il mattino per andare a scuola o all’Università o a un comizio di Almirante senza sapere se avrebbero più rivisto i loro genitori la sera? Eri alla corte di nani e ballerine? O eri in un ristorante alla moda di Roma a spartirti il potere craxiano con attricette, mignotte di lusso e manutengoli della finanza? O in un salotto radicalchic di qualche contessa romana che amava accompagnarsi a letto coi nuovi “potenti” ?"