Iera sera, nel salotto morbido di Bruno Vespa, si è consumata l'ennesima sceneggiata dei partiti piccoli. Nel caso specifico turigliatto si è alzato non appena è stato presentato il programma neofascista di forza nuova. Per chi ha visto la trasmissione avrà notato la calma e la moderazione di Roberto Fiore, il quale non ha alzato la voce o usato toni squadristi, come invece ha fatto il buon ferrando, lanciando accuse a destra e sinistra.
Ma leggiamolo questo programma, vorrei sapere cosa ne pensate soprattutto sulla militarizzazione del sud italia, sull'aborto, sulla nazionalizzazione delle imprese, sulla lotta al precariato, sulla lotta alle grandi banche etc...
USCITA DELL’ITALIA DALLA NATO E DELLA NATO DALL’ITALIA
L’utilizzo di armi contenenti il pericolosissimo “uranio impoverito” durante l’aggressione contro la Serbia da parte dell’esercito americano, la strage della funivia del Cermis causata dalla pirateria dei piloti statunitensi, il continuo emergere di patologie come cancro e leucemia tra i soldati italiani impegnati nella penisola balcanica ci devono obbligatoriamente far ripensare il ruolo della NATO per liberare l’Italia da un giogo che ci vincola ormai da oltre cinquant’anni.
La presenza costante ed arrogante di basi americane nel nostro territorio è un pericolo per tutti i cittadini; lo stato di occupazione militare sottesa all’alleanza atlantica non può perdurare in un Paese che deve essere libero ed indipendente!
Forza Nuova chiede l’immediata espulsione di tutte le strutture ed i mezzi militari stranieri dal suolo patrio, e la rottura repentina di qualsiasi patto o alleanza strategica che mira solamente alla supremazia dell’interesse anglo-americano in Europa.
Non è possibile che i nostri figli siano costretti ad essere schierati in conflitti e guerre non volute e solamente nocive per il nostro Popolo.
La nuova Europa non dovrà essere asservita a logiche imperialiste eredi della guerra fredda; l’Italia dovrà essere promotrice di un esercito unico europeo formato da professionisti e svincolato dalle decisioni della Casa Bianca.
La presenza inoltre nelle basi Nato di ordigni nucleari rappresenta un gravissimo pericolo per l’intera Comunità Nazionale.
POTENZIAMENTO DEGLI INTERESSI NAZIONALI NELL’UNIONE EUROPEA
Forza Nuova propone una totale rivisitazione del ruolo assunto dal Parlamento Europeo: quest’organo che dovrebbe assumere le più importanti decisioni di politica comunitaria, non è altro che una compagine frammentata ed inutile di sterili schematismi burocratico-politici.
Tutti i cittadini italiani si sono accorti dell’inadeguatezza e della farraginosità del suo operato. Tra l’altro i giganti dell’unione europea come Germania e Francia veicolano indiscutibilmente i propri interessi a scapito delle richieste degli altri stati membri.
Forza Nuova esige chiarezza e trasparenza nei rapporti di forza tra gli Stati e l’eliminazione dei cartelli di potere rappresentati dai gruppi parlamentari europei portatori d’interessi partitici sovranazionali invece di dar voce alle rispettive volontà nazionali.
AVVERSIONE ALL’ALLARGAMENTO DELL’UE
Forza Nuova si oppone fieramente all’entrata nell’UE di paesi quali Turchia ed Israele, non solo geograficamente non europei, ma profondamente differenti per Storia, Tradizione, Cultura e Religione.
La Turchia oltre ad essere un Paese instabile e sottosviluppato inciderebbe in maniera mortale nell’entrata in Europa di milioni di extracomunitari clandestini in cerca di fortuna. Rappresenterebbe inoltre un durissimo attacco alla Cristianità del nostro Continente supportando l’espansione dell’Islam e delle sue degenerazioni.
In linea con l’eminente parere espresso dall’Arcivescovo di Bologna Biffi crediamo che la diffusione in Europa di moschee e minareti possa danneggiare irreversibilmente l’identità del nostro Popolo.
Anche Israele è uno stato instabile e guerrafondaio che, se inserito all’interno dell’Unione, minerebbe drasticamente i rapporti politici e commerciali con i paesi arabi e mediorientali produttori di petrolio, infierendo oltremodo sulle nostre capacità energetiche.
Invochiamo a gran voce l’entrata nell’ UE della Russia non comunista di Putin, gigante euro-asiatico e baluardo difensivo della Cristianità. Con una Russia in Europa si potrebbe certamente allentare il giogo americano creando un equilibrio politico militare finalmente stabile e si potrebbe finalmente dar vita al grande obiettivo strategico di un Europa dal Portogallo agli Urali.
NO ALLA MONETA UNICA EUROPEA
Il fallimento economico dell'operazione Euro è sotto gli occhi di tutti: giorno dopo giorno la valuta dell'Unione Europea perde terreno nei confronti del dollaro, con conseguente danno dell'economia dei Paesi
dell'Unione che hanno aderito al sistema valutario unico (ricordiamo che la Gran Bretagna, vera e propria quinta colonna Angloamericana all'interno della UE, ha preferito non integrarsi).
Tralasciando l'analisi delle scelte strategiche discutibili della Banca Centrale Europea, la riflessione che va fatta è semplicemente una: come può una moneta, espressione massima della sovranità, dell'indipendenza e della potenza economica di una Nazione o, come nel caso dell'Unione Europea, di una federazione di Stati, imporsi e farsi valere sui mercati quando non è sostenuta da un potere politico reale, deciso, autorevole?
L'Euro è stato il parto di pochi burocrati asserviti agli interessi delle multinazionali e dei poteri forti, non il prodotto fisiologico nato da una vera unione degli interessi popolari e nazionali europei.
La differenza con il dollaro, principale antagonista valutario dell'Euro è lampante: dietro alla moneta statunitense c'è una classe politica che si muove compatta ed in modo deciso per sostenere gli interessi federali, una classe politica che vede come fumo negli occhi la possibilità di un Europa veramente indipendente e sovrana.
Come possiamo noi europei pretendere di costituire una potenza economica e politica unitaria quando permettiamo al nostro principale avversario e concorrente di imporre sanzioni, dettare le direttive economiche, mantenere da sessant'anni una forza di occupazione militare sul nostro suolo e addirittura scatenare una guerra entro i confini continentali (vedi Kosovo)?
No all'Euro quindi, a meno che l'Europa Unita diventi veramente un'entità in grado di far valere le sue ragioni ed i suoi interessi in politica estera così come sui mercati internazionali.
La proprietà della valuta europea, così come quella nazionale, dovrà essere comunque restituita al Popolo, limitando lo strapotere delle banche nazionali, che sono tali solo di nome ma non di fatto.
NO AL DIRITTO UNICO EUROPEO
Sin dalla fine dell’ultima guerra mondiale è iniziata una campagna di promozione dell’unificazione del diritto degli Stati membri della Comunità Europea.
Ma se si guarda alla sostanza attuale delle Istituzioni Europee, si può osservare che vi sono sempre crescenti aree di rapporti (quali quelli collegati alla concorrenza o alla libera circolazione di persone, delle merci e dei capitali) nelle quali alcuni dei massimi poteri di regolamentazione, di decisione e di giurisdizione, vengono esercitati nei confronti dei cittadini non più a livello dei singoli Stati ma a livello Comunitario, e questo fenomeno porta ad un snaturamento del principio di Sovranità Nazionale.
Si è arrivati quindi ad un’affermazione del Diritto Comunitario come Ordinamento rispetto a quello degli Stati membri, caratterizzato da validità ed effettività nella sfera di ciascuno di essi.
L’Ordinamento Comunitario è infatti direttamente efficace e prevale sull’Ordinamento concorrente di ogni Stato membro, provocando così l’evizione della disciplina apprestata dagli Ordinamenti Nazionali e limitando notevolmente la Sovranità Nazionale di ciascun Paese.
DIFESA DEI PRODOTTI ITALIANI
Il ruolo subalterno dell’Italia rispetto ad altri paesi membri dell’Unione traspare anche dall’inadeguatezza e latitanza dei nostri governanti nel difendere e salvaguardare i prodotti nazionali. La vertenza delle quote latte, la distruzione di agrumi ed olio, fino a giungere al ritiro dal commercio delle “bistecche con l’osso” sono solo i primi segnali di una crisi dei settori produttivi agro-alimentari nazionali.
Per migliaia di lavoratori l’entrata in Europa ha rappresentato il motivo di chiusura delle aziende, l’abbattimento dei profitti ed in taluni casi la povertà!
Forza Nuova propone l’immediata stesura di un registro nazionale dei prodotti a rischio da tutelare, e la nascita di una commissione permanente di vigilanza parlamentare che contesti in Europa il sistema delle quote ridando così ossigeno alle bistrattate categorie produttive nostrane.
LOTTA ALL’USURA
Forza Nuova ritiene tra i suoi compiti urgenti la distruzione dell’usura con la soppressione delle bande criminali dedite allo strozzinaggio e soprattutto attraverso l’attacco all’interesse applicato su prestiti non produttivi.
La Banca deve essere riconcepita come Istituto di vero credito popolare orientato verso il bene comune e pertanto controllato dallo Stato.
Forza Nuova esige che venga cancellato il Debito Pubblico nei confronti del Fondo Monetario Internazionale ed altri istituti, fonte d’ingiuste imposte.
Sia lo Stato, inoltre, a battere e coniare Moneta nell’interesse del Popolo, sottraendo alla Banca d’Italia questo potere ingiustamente acquisito.
Forza Nuova propone una soluzione legislativa semplice ed immediata: dichiarare immediatamente decaduti e non riscuotibili tutti i debiti usurai contratti nel passato e punire con pene fortissime tutte le forme di usura. E’ comunque chiaro che nessuna forza politica (vista la totale dipendenza dalle lobbies finanziarie) adotterà mai tali provvedimenti contro l’usura. S’impone quindi, a chi abbia a cuore il benessere della Nazione e dei cittadini, l’elaborazione di soluzioni tali da limitare il danno prodotto dall’usura, nonostante e contro l’azione governativa.
INCENTIVI ALLE NUOVE PMI (piccole e medie imprese)
La forza della nostra economia è sicuramente basata sulla capillarità e genuinità delle PMI, le piccole e medie imprese.
Il “Miracolo Italiano” e l’assunto del ricco Nord-est non si possono spiegare correttamente senza valutare il vantaggio ed il benessere apportato da queste imprese che spesso si basano sull’istituto familiare.
La pressione fiscale sempre più elevata e la carenza infra-strutturale che fanno dell’Italia la vergogna dell’Unione Europea, stanno severamente minando il futuro produttivo di questi soggetti a cui il nostro Paese deve le proprie fortune.
In sede Parlamentare gli interessi delle grandi imprese, spesso straniere, oscurano le naturali esigenze dei piccoli imprenditori.
La competitività delle imprese Italiane è stata seriamente minata da accordi taciti ed anti-nazionali tra classi politiche corrotte e Grandi imprese multi-trans-nazionali.
Il Popolo delle partite Iva è stato sempre vessato con incipienti contributi ed oneri fiscali; l’amministrazione statale si ricorda delle piccole imprese solo quando viene l’ora della “mungitura”…
Forza Nuova propone l’istituzione di una Camera delle Categorie che abbia la facoltà di legiferare e controllare l’attività svolta dal Parlamento Italiano, dandole potere di veto in caso di evidenti conflitti d’interessi.
L’ARTIGIANATO NEL TERZO MILLENNIO
L'Italia non ha mai avuto storicamente e strutturalmente una vocazione alla grande produzione industriale. La forza della nostra economia ma anche la base del nostro sistema sociale è stata sempre la piccola e media impresa e soprattutto le aziende artigiane. È con il lavoro artigiano che la creatività, le doti individuali, la fantasia e l'amore per il dettaglio - tutte qualità che appartengono tradizionalmente al nostro popolo da millenni - hanno potuto esprimersi al meglio. Oggi come ieri l'eccellenza italiana è rappresentata dai suoi stilisti, designer, architetti di fama mondiale così come dalle migliaia di connazionali che svolgono con amore e dedizione un lavoro al quale spesso si sono dedicati prima i loro padri. È questa continuità, questo trasmettere i segreti di un'arte di generazione in generazione, anche attraverso l'antico istituto dell'apprendistato, sicuramente da rivalutare ed incentivare, che ha stabilito nel tempo una forte coesione tra famiglie e mondo del lavoro, ovvero tra i pilastri di ogni società sana.
Incentivi, facilitazioni e sgravi fiscali consistenti per le aziende artigiane attenzione ed incoraggiamento di tecniche di formazione da integrare con l'apprendistato. Il tutto per salvaguardare la ricchezza rappresentata dalla creatività italiana che non ha eguali al mondo.
RIVOLUZIONE TRIBUTARIA: ABOLIZIONE DELL’ICI, RIVISITAZIONE DELL’IRPEF, DELL’IRAP, DELLE TASSE SULLA SUCCESSIONE
Forza Nuova propone una Controriforma tributaria che in armonia con i parametri fiscali internazionali riporti il gettito fiscale pro-capite al di sotto del 25%.
L’unica maniera per creare stabilità in una materia delicata come la Scienza delle Finanze è portare attenzione a ciò che realmente un individuo/impresa può naturalmente destinare alla spesa pubblica senza snaturare i propri bisogni ed esigenze economiche.
Lo Stato non deve essere un tiranno controllore vessatore, ma un fratello più grande che ciò che toglie riconsegna in altra forma (servizi, strutture…).
L’Eticità dei tributi deve essere il primo fondamentale parametro di valutazione delle tasse: ad esempio l’odiata ICI (imposta comunale sugli immobili) va certamente abolita, in quanto tassa comunista che appesantisce il patrimonio familiare creato con enormi sforzi e sacrifici.
Lo stesso vale per l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche): uno non può essere tassato solo in quanto esiste, il reddito dovrà essere tassato in conformità a degli scaglioni da rivisitare completamente, mantenendo la contribuzione solo per le fasce elevate ed eliminando quella per le fasce a rischio.
E’ chiaro che lo Stato dovrà affrontare con particolare attenzione il principio della controprestazione, ovverosia: “Io ti levo del denaro, ma ti do strade, sanità, scuola, sicurezza…”
Particolare totalmente trascurato dai governi di ogni colore, ma indispensabile nel rapporto tra il cittadino e l’amministrazione.
Solo così si riusciranno a contenere le altissime percentuali di evasione ed elusione fiscale, spesso incrementate dalla miopia degli esattori che usano il pugno duro con i deboli ed i guanti di velluto con i forti!
Le tasse sulla successione devono essere eliminate: odiose quanto inique, colpiscono l’individuo/famiglia nel momento di sofferenza legato alla perdita di una persona cara, e rendono inutile la base dell’Economia Nazionale , ovverosia il Risparmio familiare.
RIFORMA FINANZIAMENTO DELLA SANITA’
Se il sistema Sanitario nazionale è in crisi profonda lo si deve anche al metodo di finanziamento ad esso collegato.
Non è giusto che i soldi raccolti nelle Regioni per finanziare la salute vengano spesi altrove, per soddisfare le esigenze delle lobbies politiche.
Ogni regione ha la forza di mantenere da sola il proprio settore sanitario; per troppo tempo i governanti di Roma hanno costruito gli ospedali solo dove sono nati i vari De Mita o Pomicino, mentre chiudevano quelli in altre zone prive di padrini politici.
La razionalizzazione del rapporto tra entrate e spese può assicurare un soddisfacente servizio sanitario su tutto il territorio Nazionale.
CREAZIONE DELL’AUTARCHIA ENERGETICA E FINE DELLA SCHIAVITÙ DEGLI IDROCARBURI
Una delle più pressanti esigenze della nostra economia è sicuramente quella Energetica: dopo anni di serrato e fazioso dibattito sulla schiavitù dal petrolio ed i suoi derivati il sistema politico ed i Governi non sono ancora riusciti a ritrovare valide e concrete alternative.
La propaganda anti-nucleare messa in campo dai Verdi e dalla sinistra è sicuramente basata su interessi anti-nazionali che puntano ad avere un’Italia succube dei paesi produttori di petrolio e dei giganti dell’Unione Europea per quello che riguarda l’energia elettrica.
L’Italia, infatti, importa energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari di Francia e Germania. Il vituperato rischio di catastrofe nucleare perciò rimane invariato: un’esplosione di un reattore a pochi km dai nostri confini nazionali ci coinvolgerebbe in maniera diretta come se avvenisse nei nostri territori!
Perché quindi acquistare energia ad alto costo subendo i medesimi rischi e non produrla (sfruttando tecnologia all’avanguardia esistente in Italia) noi stessi?
Questa vertenza non è più in voga, ed i Governi che si sono succeduti, schiavi d’interessi altrui, non cercano minimamente di creare un’indipendenza energetica del nostro paese.
L’autarchia energetica (il produrre da sé ciò che serve) diventerà presto un’esigenza primaria per la nostra Politica economica.
Conquistarla non è né impossibile, né difficile a realizzarsi. Per far ciò bisognerà però smascherare la latitanza dei Governi ed il loro asservimento alle grandi multinazionali produttrici d’energia.
Forza Nuova si schiera apertamente contro la privatizzazione del settore energetico, in quanto una sfera così strategica della nazione non può né deve essere in balia di speculatori ed interessi privati.
LIMITAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE IN BASE A FONDAMENTI ETICI INDISCUTIBILI
Quest’anno ricercatori e scienziati Italiani hanno firmato un manifesto per avere campo libero nella loro attività di ricerca, al fine di svincolare il proprio operato da qualsivoglia genere di parametro e vincolo etico-spirituale.
Forza Nuova rigetta l’ondata alchimista attuale volta ad arrivare alla creazione di uomini ed animali in provetta, in vitro e si oppone con vigore ad ogni genere di tentativo d’alterazione della Natura e degli esseri viventi.
La scienza non può pretendere di oltrepassare le barriere del pudore e dell’Ordine Naturale!
L’Italia forte di tradizione e storia Cristiana deve riuscire anche in sede europea a mettere dei freni alle sperimentazioni, veri e propri laboratori di “scienziati pazzi” prezzolati dalle Multinazionali Chimiche-Genetiche-farmaceutiche, e vincolare il lavoro del ricercatore a canoni trasparenti di rispetto dei valori naturali.
I Mostri clonati, le fecondazioni artificiali e gli uteri in prestito rappresentano una piaga da aborrire ed eliminare subito!
INCENTIVI ALL’ASSUNZIONE DI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO
La disoccupazione in Italia tocca quota 12 % della Popolazione, quindi risulta estremamente elevata e pericolosa per la sua strutturalità.
Ogni anno nel nostro Paese vengono assunti centinaia di migliaia di lavoratori stranieri che rappresentano una concorrenza a basso costo e bassa professionalità castrante per i nostri disoccupati.
Forza Nuova rilancia la Preferenza Nazionale: non si possono assumere stranieri in un paese dove i nostri figli non hanno lavoro.
Forza Nuova propone di accettare e cercare manodopera solamente tra gli Italiani residenti all’estero e tra le larghissime fasce di disoccupati del Mezzogiorno.
Solo in America latina vi sono 25 milioni di Italiani che raddoppierebbero nel momento in cui lo stato concedesse la cittadinanza a coloro che hanno almeno un nonno italiano.
Un costante coordinamento tra i Consigli Regionali del Nord e del Mezzogiorno con la creazione di una banca dati nazionale dei rispettivi uffici di collocamento può abbattere il fenomeno della disoccupazione.
AUMENTO DELLE PENSIONI MINIME E DECURTAZIONE DELLE PENSIONI D’ORO
Forza Nuova chiede l’immediato aumento delle pensioni minime, consapevole del fatto che un cittadino non può sopravvivere in questo paese con una pensione di 500-600 mila Lire. Allo stesso momento invoca una revisione totale delle cosiddette “pensioni d’oro” di politici, amministratori, ex- funzionari pubblici.
Combattere quest’ingiustizia deve essere il primo punto di una battaglia fondamentale per dare di nuovo garanzie a coloro che hanno bisogno urgente di certezza e sicurezza.
Forza Nuova si batte quotidianamente contro ogni tentativo iper-liberista all’anglosassone di riforma previdenziale: coloro che pagano rettamente per una vita intera contributi allo Stato devono essere certi di garantirsi un reddito pensionistico statale in età non più lavorativa.
Anche in questo campo c’è bisogno d’equilibrio: non si può pretendere di fare lavorare la gente fino alla vecchiaia per raggiungere l’età pensionabile!
Lo Stato deve farsi garante dei primari bisogni del cittadino e non latitare a favore di facili quanto spietate chimere come i rinomati fondi d’investimento previdenziale; non può farsi sostituire da privati in un settore così delicato e deve , invece, imporre il proprio primato acquistando serietà ed efficienza.
AUMENTO DEI TASSI D’INTERESSE SUI TITOLI DI STATO
I titoli di Stato quali i Bot, Cct, sono una garanzia per il risparmio Pubblico e per le famiglie. I tassi d’interesse a loro collegati devono quindi essere superiori per legge ai rendimenti degli altri titoli del Mercato finanziario.
Le famiglie ed i cittadini devono investire nel settore pubblico avendo garanzie di rendimenti elevati, senza essere costretti a tentare la sorte in titoli ed azioni che possono far dilapidare interi patrimoni.