Salve a tutti,
leggevo in un post di questa sezione dell'importanza del digiuno quale precetto divino. Vorrei però capirne il senso, l'utilità.
Grazie a chi voglia rispondermi


Salve a tutti,
leggevo in un post di questa sezione dell'importanza del digiuno quale precetto divino. Vorrei però capirne il senso, l'utilità.
Grazie a chi voglia rispondermi
alcuni "scopi" del digiuno sono questi
* la mortificazione degli appetiti sensibili (e con il digiuno in maniera evidente il vero e proprio appetito) che serve ad allontanarsi dalle cose terrene per riuscire anche se in maniera imperfetta, per cercare di prepararsi al meglio a cogliere il dolce mistero della Pasqua
* la possibilità di offrire un piccolo fiore a Nostro Signore che ha tanto patito per noi, perchè oltre al digiuno puoi aggiungere qualche piccolo fioretto, cose piccole appunto me che ci costano molto e che molto sono gradite al Signore...ho imparato per esempio dalla mia nonna, che faceva il fioretto di non bere vino in quaresima, e io da parte mia ho rinunciato a cioccolata e caramelle...sembra poco ma provaci...potrebbe essere anche un buon modo per smettere di fumare, perchè il digiuno è anche digiuno dai propri vizi!!
* la penitenza vera e propria, per certi versi simile al castigo che ci dava la mamma quando eravamo piccoli, perchè in realtà di tutto ciò che abbiamo quanto poco davvero ci meritiamo, e con tutti i danni che facciamo, quanto più ci meritiamo il "castigo" della penitenza?
queste sono le prime cose che mi vengono in mente e te le dico così,senza riferimenti di alta teologia ma con quel poco di senso pratico che mi è venuto proprio dal vedere la vita cristiana per esempio della mia nonna,altri poi ti daranno spiegazioni più profonde e più complete...


Daccordo, ma perchè il "Signore" ha così a cuore la "mortificazione" degli appetiti sensibili? mi risulta che un cristiano crede nel creazionismo divino, ovvero, Dio stesso creando, ha dato all'uomo quegli attributi sensibili. Qual è il senso che, in un determinato periodo dell'anno, tali appetiti vadano soppressi...e poi, in quale parte dei testi sacri c'è un'esplicito riferimento al digiuno, oppure è un'introdizione avvenuta nei secoli successivi?


Non sono di questo forum, ma se posso permettermi di fornire una mia personale opinione: l'importanza del digiuno dovrebbe essere non solo e non tanto "penitenziale" (cioè, non è masochismo e autolesionismo), ma ascetica, ossia, come detto da Filotea, di distacco dalle cose terrene, per ristabilire un corretto rapporto tra anima e corpo, ed evitare che le istanze corporali prevalgano fino a soffocare la vita spirituale, come i rovi della nota parabola. Il digiuno è "allenamento" all'autocontrollo, alla resistenza contro tentazioni anche molto più gravi del semplice spirito mangereccio. Spero di non aver detto sin qui nulla di anticattolico...
Riguardo i riferimenti scritturali, Gesù raccomanda di digiunare, ma senza darlo a vedere agli altri con facce tristi e patetiche: deve restare una cosa tra noi e Dio. (non ho le Scritture a portata di mano, non saprei citare il passo esatto).


Omelia sul digiuno di san Basilio il Grande
Dice il Signore: Non mostratevi tristi... ma lavati la faccia e ungiti la testa. Disponiamoci come ci è stato insegnato alle feste che si avvicinano: non con il volto arcigno, ma con ilarità, come si addice ai santi. Chi è abbattuto, non viene incoronato; chi piange, non ottiene il trofeo. Non essere triste mentre vieni curato. Sarebbe sciocco non rallegrarsi per la salute della propria anima, ma dolersi per la sottrazione dei cibi, mostrando così di dar più importanza ai piaceri del ventre che alla guarigione dell`anima. La sazietà è un godimento del ventre; il digiuno è un guadagno per l`anima. Rallegrati che il medico ti dà una medicina atta a cancellare il peccato. Come i vermi che germinano nell`intestino dei bimbi si cacciano con medicamenti molto aspri, così il peccato che dimora nel profondo dell`anima viene ucciso dal digiuno - che sia veramente degno di questo nome -, appena sopraggiunge nell`anima. «Ungiti la testa e lavati la faccia». La parola divina ti chiama a un mistero: chi è unto, si unga, chi ha ricevuto il lavacro, si lavi. Applica il precetto anche alle membra interne: lava la tua anima dai peccati; ungiti la testa con il sacro crisma, perché tu sia partecipe delle membra di Cristo, accedendo così al digiuno. Non oscurarti in volto come i commedianti. Il volto si oscura quando il sentimento interno viene artificiosamente celato, quasi ricoperto da un velo di menzogna. Il commediante poi sul teatro rappresenta una persona altrui: a volte recita la parte di padrone, pur essendo schiavo; o di re, pur essendo cittadino privato. Così, in questa vita, i più recitano la loro parte come su di una scena: una cosa portano in cuore, e un`altra mostrano agli occhi della gente. Non oscurare dunque il tuo volto: tale sei, tale mostrati: non trasformarti in una maschera triste e tetra, per ottenere da queste parvenze la fama di temperante. Un`opera buona pubblicata a suon di tromba non è di utilità alcuna; un digiuno annunciato al popolo non è di guadagno alcuno. Ciò infatti che si fa per ostentazione non reca frutto per la vita futura, ma si esaurisce tutto nella lode degli uomini. Accorri lieto, perciò, al digiuno!
Il digiuno è occasione di letizia. Come infatti la sete rende dolce la bevanda e la fame rende appetitosa la mensa, così il digiuno condisce il piacere dei cibi. Si pone in mezzo, interrompe la continuità nel piacere del cibo, e fa che la sua degustazione, perché interrotta, ti appaia più desiderabile. Perciò, se vuoi prepararti una mensa gustosa, accetta di intercalarla col digiuno. Ma tu, dandoti troppo al piacere, te lo rendi, senza avvedertene, insipido, e per troppo gusto sopprimi il gusto. Nulla infatti è tanto desiderabile da non diventar mai nauseante per la continua degustazione. Ma ciò che si ha raramente, lo gustiamo con avidità. Così colui che ci ha creati ha provveduto che i suoi doni ci fossero sempre grati per il loro continuo variare nella vita. Non vedi che il sole è più raggiante dopo la notte? Che la veglia è più serena dopo il sonno? E la salute è più apprezzata dopo che si è sperimentato il contrario? E così la mensa è più lieta dopo il digiuno: sia per i ricchi che mangiano bene, sia per coloro il cui cibo è semplice e frugale.


rispondo alla prima parte:
Dio ha creato in effetti l'uomo "perfetto" ma anche libero. Ora l'uomo (i cui istinti erano perfetti, e le cui sensi erano "regolati" cioè non aveva "passioni") essendo libero ha scelto di allontanarsi dalla strada della perfezione e tentato dal diavolo ha peccato ribellandosi a Dio. Questo "peccato originale" ha intaccato e guastato la prefezione dell'uomo e lo ha reso schiavo delle passioni e del peccato, non solo in Adamo ed Eva che hanno peccato, ma anche in tutta la loro discendenza che siamo noi... per questo gli appetiti che Dio aveva creato "ordinati" sono divenuti, a causa della libertà male usata, disordinati, ovvero passioni peccaminose... per questi motivi gli appetiti non vanno "soppressi" (le passioni vanno soppresse) ma regolati (o ri-regolati) attraverso una serie di "azioni" "ascetiche" (e in questo senso condivido quanto dice Nazzareno, ma non c'è una così netta differenza fra ciò che lui chiama "penitenziale" e ciò che lui chiama "ascetico", in quanto la "penitenza" è una forma di "ascesi"). I digiuni periodici sono uno di questi "esercizi" ascetici...![]()
Non sono un cattolico ma passavo per caso e la domanda mi è sembrata stimolante: rispondo in qualità di studioso di svariate religioni orientali.
Il digiuno o meglio l'attenzione all'alimentazione lo ritroviamo ovunque, a partire dalla Bhagavad Gita (induismo 3000 ac ) passando per il buddismo , confucianesimo taoismo ,zen ecc...
Ritengo che il punto d'incontro tra le varie dottrine sia questo ( le parole sono mie, i concetti no ): Il corpo fisico è un dono anch'esso e va rispettato.
Oltre a quelli dei 4 Vangeli ci sono riferimenti interessanti sul digiuno e l'alimentazione nei vangeli gnostici e , se lo volete accogliere, nel vangelo esseno della pace dove Gesu' si presenta ai sofferenti come guaritore... un saluto


Un commento a quel che ha scritto Euvitt. Il digiuno è una cosa, e "l'attenzione all'alimentazione", come lui la definisce, una cosa che col digiuno non c'entra, o semmai c'entra con le diete moderne. Il digiuno, in tutte le tradizioni, al pari della castità, del silenzio ed altre simili pratiche, è mortificazione e controllo degli istinti mediante privazione di cibo. L'aspetto igienico-alimentare non conta.
ciao M.




Diciamo che l'idea di digiuno posta da Evitt si origina più dall'idea buddista e comunque presente in molte eresie orientali di svuotamento della mente seguendo l'esercizio di "far riflettere la propria mente come uno specchio" e seguendo l'idea di ricongiungimento con il nirvana, ovvero il nulla, noi invece quando digiuniamo non vogliamo annullare la nostra presenza fisica e sensoriale, per fa uscire l'anima dal corpo, tutt'altro proprio per glorificare il Signore noi rinunciamo a cibarci a sazietà per rafforzare lo spirito e rendere lode al signore, mortificando, ma non annullandoci o "ricomponendoci con l'universo", la carne, i vizi e le passioni, per amore di Dio e per rendere il nostro corpo più forte e resistente alle tentazioni di questo mondo, il nostro scopo è la visione beatifica di Dio uno e trino nel Paradiso, non il nulla, che semmai è espressione dell'inferno e della dannazione(ovvero la privazione della visione salvifica di Dio).