Dal primo organizzato racconto dell'Occidente, opera completa dove sussistono gli eventi fondamentali che saranno gli ingredienti del romanzo fino ai giorni nostri, possiamo ricavare moltissimi insegnamenti morali, spirituali e di vita. Guerra, passioni,amori, peripezie,interventi divini, viaggio umano e iniziatico,riempiranno quella storia affascinante dove l'intelligenza, che esprime le aspettative umane e spirituali, viene usata palesemente, da Odisseo, per aggirare gli ostacoli e a fini egoistici.
Quell'uomo chiamato Ulisse in realtà rappresenta l'opportunista, il Meccanè, colui che usa l'inganno e l'astuzia per arrivare alla vittoria in senso lato.
Vince la guerra contro Troia usando un cavallo di legno (simbolo per certi versi sacro e legato al mondo degli inferi). Gli Dei lo avverseranno giustamente per questo, ma lui è carico della sua "intelligenza" e butterà gran parte della sua vita in un viaggio pieno di rischi e difficoltà, un viaggio espiatorio allo scopo di ritornare e forse di riscattare la sua arroganza. Il fredifrago (sopratutto verso gli dei)supererà le prove usando l'astuzia e l'inganno aggravando la sua condizione. La sua sorte è segnata, un viaggio che lo riporterà da dove è partito, dove ha lasciato nella sofferenza e nell'abbandono i suoi più cari affetti. Il cammino acqueo assegnatoli dalle divinità per aver usato l'intelligenza a scapito dell'onestà lascia orrore e distruzione, via via moriranno i suoi compagni. Chiaramente ci sono molte altri implicazioni su quel viaggio, ma potremo paragonare Ulisse all'uomo moderno che astutamente aggira le difficoltà, inganna la natura convinto di migliorare la sua esistenza , inganna i suoi simili per dominarli, e di questo passo perde il significato della vita si dimentica dell'anima,della sua terra, della donna amata e dei figli. Alla fine del viaggio ,al termine della notte, forse ritroverà dal nulla il suo Angelo-demone e gli Dei avranno compassione di lui finalmente non sarà più il nessuno.