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  1. #1
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    Predefinito Queta è la donna che dovrebbe dibattere con Berlusconi.

    Su RaiUno "Il coraggio di Angela", la storia dell'imprenditrice che ha detto no alla camorra
    Tano Grasso: "Finora in campagna elettorale nessuno ha parlato della lotta contro il pizzo"
    Un film su Silvana, eroina anti-racket
    "Ma la politica ignora l'argomento"
    Nel 2005 Fucito è stata inserita da Time fra le "persone straordinarie"
    "Ho combattuto e ho vinto, vorrei che la mia vicenda servisse da esempio"
    di ALESSANDRA VITALI

    ROMA - In Italia non sono in molti a conoscere questa donna, ma il Time nel 2005 l'ha inserita nella lista delle "persone straordinarie che affrontano sfide che gli altri preferiscono evitare, ricordando a tutti quanto una sola persona, perfino di fronte alle avversità, possa fare". Probabilmente, da martedì sarà "più esposta, e ancor più lo sarà nel medio termine", dice Tano Grasso, presidente onorario della Federazione delle associazioni antiracket (oggi anche consulente per Rosa Russo Jervolino), alla presentazione di Il coraggio di Angela, fiction in due puntate (RaiUno, lunedì 17 e martedì 18 marzo) che racconta la vicenda di Silvana Fucito, l'imprenditrice di Napoli che davanti al racket ha incrociato le braccia e ha fatto arrestare gli estorsori. Protagonista Lunetta Savino, regia di Luciano Mannuzzi, Il coraggio di Angela va in onda in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno in onore delle vittime di mafia indetta per sabato 15 marzo, dall'associazione Libera.
    a storia di Silvana, commerciante, tre figli, comincia nel 2002. Resiste ai tentativi di estorsione da parte della camorra: le costa un incendio che distrugge il suo negozio di vernici a San Giovanni a Teduccio, a Napoli. Brucia il pianterreno di un palazzo di sette piani, si sfiora la strage. Lei rompe il silenzio, denuncia, manda in galera quindici persone. C'era anche lei, piccolina, abito azzurro e filo di perle, alla Rai, a testimoniare questa vicenda che è diventata un film.
    La fiction racconta la storia di Silvana (sullo schermo si chiama Angela) e dei suoi sforzi per strappare agli ingranaggi del crimine un giovane, nipote di una cugina, figlio di un boss in carcere e con la madre ammazzata dalla camorra. Lo fa lavorare nel suo negozio in cambio di educazione, disciplina, rispetto per il lavoro. E' proprio questo, secondo Grasso, l'aspetto che mette a rischio Silvana, l'azione educativa: un atteggiamento che la criminalità giudica più pericoloso della denuncia. Quello che la mafia non tollera "è che qualcuno agisca per evitare che le sue fila si ingrossino".

    Lo stesso Grasso ha avuto dei dubbi di fronte al progetto televisivo. "Leggendo la sceneggiatura, mi sono fermato e ho detto di no, temevo la maggiore esposizione cui sarebbe andata incontro Silvana". Che vive sotto scorta "non perché ho denunciato - spiega la donna - ma per l'alone di eroismo che mi porto dietro, non mi facevo i fatti miei, facevo volantinaggio, dicevo ai commercianti di denunciare. Davo fastidio".

    Però, continua, "non ci si può sempre tirare indietro, mi hanno distrutta ma ne sono uscita vittoriosa. Se uno si prende delle responsabilità, le cose possono cambiare". Per questo ha accettato che la sua storia fosse raccontata, "per far sapere alla gente che si può dire no al racket. Ho avuto, non so da chi, il compito di portare avanti questa battaglia. Si può uscire dalla morsa continuando a lavorare con tranquillità. Nessuno di noi ha ricevuto contraccolpi. Ben venga se ho dato il mio negozio per questo".

    E' lo stesso Grasso, lui che per primo, diciotto anni fa, fondò un'associazione anti-pizzo a Capo d'Orlando in Sicilia, a denunciare che il tema è assente dalla campagna elettorale per le prossime elezioni: "A destra e sinistra di questa lotta non si parla. Sarebbe importante, anche per quel che riguarda l'economia. Il pizzo al Sud fa scappare gli investitori stranieri e quelli italiani. Chiunque faccia impresa in quel quarto d'Italia che comprende Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata, è costretto a rapportarsi con il potere mafioso".

    La conclusione di Fucito non è ottimistica. "Vorrei che i napoletani fossero più reattivi - dice - invece ci abituiamo a tutto. Alla camorra, e ora anche alla spazzatura. Ci dobbiamo prendere le nostre responsabilità. Vorrei che tutti guardassero al mio come un gesto di liberazione. A Napoli la gente è depressa, in città non ci sono più turisti, il traffico è paralizzato. Quand'è che ci sveglieremo?".

    (13 marzo 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/03/sez...io-angela.html

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  2. #2
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    E' pure cavaliere del lavoro come lui!


    l decreto di nomina di Cavaliere del Lavoro.

    Silvana FUCITO

    Nata a Napoli (Napoli) nel 1950

    Decreto del 28 maggio 2007

    Brevetto n. 2587

    Settore: Commercio, turismo e servizi

    Campania

    Commercio

    Silvana Fucito, madre di tre figli e commerciante da oltre 30 anni nel settore delle vernici, è sicuramente tra i principali protagonisti della lotta al racket a Napoli e nell’Italia intera.
    Presidente dell’Associazione “San Giovanni a Teduccio per la legalità”, nel 2005 è stata inserita fra i 37 eroi europei proclamati dal settimanale inglese Time, unica italiana simbolo della lotta alle estorsioni.
    La sua storia ha inizio il 19 settembre del 2002, quando a seguito della resistenza a tentativi di estorsione da parte della criminalità organizzata i locali del suo esercizio commerciale a San Giovanni a Teduccio furono dati alle fiamme, mentre era in compagnia dei suoi familiari per festeggiare l’onomastico del marito.
    Una strage sfiorata perché il locale si trovava al pianterreno di un palazzo di sette piani. Fiamme, distruzione e anche ingiurie da parte di tanti, ma da quella tragedia la Fucito ha trovato la forza e il coraggio necessari per denunciare i suoi oppressori.
    Spezzata la catena del silenzio, insieme con il movimento antiracket napoletano, l’imprenditrice offre oggi sostegno agli operatori economici per la denuncia delle estorsioni camorristiche usando il solo strumento a disposizione: la sua storia.
    Una storia che le ha cambiato vita e abitudini. Le sue giornate hanno un impegno in più. Oltre al lavoro che quotidianamente svolge con la sua famiglia, Silvana Fucito ha una missione: sensibilizzare i suoi colleghi, i cittadini e le nuove generazioni.
    Liberare la città dal pizzo: una lotta che non le fa paura. Infatti è presente nelle scuole di Napoli e provincia per diffondere la cultura della legalità; compare in trasmissioni sulle reti televisive nazionali e sui circuiti locali sempre con lo stesso obiettivo: parlare del problema e tenere desta l’attenzione perché le organizzazioni criminali sono aiutate dall’omertà. “Per combattere le mafie- sostiene - non servono solo la repressione, le leggi speciali, ma risposte concrete. Per strappare i giovani alle mafie bisogna offrire loro delle alternative”.
    http://www.cavalieridellavoro.it/cav..._brevetto=2587

  3. #3
    Edge of a straight razor.
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    si ma questa mica ci dibatte, gli corre direttamente dietro con qualcosa di contundente.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Max72 Visualizza Messaggio
    si ma questa mica ci dibatte, gli corre direttamente dietro con qualcosa di contundente.


  5. #5
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    E intanto a Bologna il candidato PD Sangalli ha anche lui le sue gatte da pelare.

    Generoso Coraggio contro tutti
    Le accuse del dirigente Enac
    i
    "Mi sono rotto le scatole, ora io vi do tutte le carte"
    L'Enac di Roma gli ha ordinato di non tenere una conferenza stampa, ma Generoso Coraggio il dirigente regionale, non ci sta. Ha convocato i cronisti nella sede dell'Enac all'aeroporto Marconi per raccontare la sua verità. "Mi sono rotto le scatole, ora io vi do tutte le carte".

    E' con questo annuncio che il direttore, nella bufera da due giorni dopo che il suo documento di denuncia è diventato pubblico, si è presentato ai cronisti. "Possiamo anche stare qui a parlare tre ore per quanto mi riguarda - ha detto - questa volta voglio che si sappia tutto e vi consegno tutte le carte". "Ho chiamato l'Enac di Roma per dire che facevo la conferenza stampa e mi hanno ingiunto di non farla. Ma io la faccio lo stesso, mi sono proprio rotto le scatole".

    Coraggio ha annunciato di aver scritto una lettera a Giuseppina Gualtieri, presidente di Sab (società di gestione dell'aeroporto di Bologna 'Marconi') per annunciare l'intenzione di rinunciare a querelarla, a patto che l'amministratrice si dimetta dal suo ruolo. Ha sparato a zero sui vertici - vecchi e nuovi - dell'aeroporto. Coraggio ha più volte denunciato inadempienze nella gestione dello scalo, al centro di un'inchiesta penale sui subappalti dell'handling che vede 26 indagati. Inadempienze di cui sono a sua parere responsabili i vertici dell'aeroporto. Nei giorni scorsi un suo dossier era stato addirittura illustrato in una conferenza stampa dell'Altrasinistra.

    Gli inquirenti hanno più volte sottolineato il valido contributo dato dall'ufficio Enac di Bologna alle indagini attraverso l'acquisizione di atti, per lo più note, che hanno permesso di ricostruire la vicenda di Doro Group (gruppo societario al centro dell'indagine) ma anche i numerosi richiami fatti dall'ente di controllo agli handlers (Bas e Marconi Handling) e Sab ad esercitare le loro funzioni di controllo.[/COLOR] Ieri il presidente Enac Vito Riggio proprio riferendosi alle dichiarazioni di Coraggio ha chiesto al direttore generale Silvano Manera di predisporre un'ispezione.


    Dopo la bacchettata Coraggio non s'è perso d'animo: ha convocato la stampa nonostante gli fosse stato negata da Enac l'autorizzazione ("Mi vogliono far stare zitto"). Ai giornalisti ha consegnato un faldone di carte, appunti, lettere e atti. Tra quelle carte, appunto, la lettera per Gualtieri. Risposta evidente al fatto che Sab nei giorni scorsi aveva diffidato Coraggio e Giancarlo Sangalli, ex presidente, l'aveva querelato. Dopo un incipit a dir poco non ortodosso ("Cristo disse al Padre perdona coloro che non sanno quel che fanno mentre spirava sulla croce, ma da laico non crocefiggibile la perdono e non le faccio querela") Coraggio accusa il presidente di avergli impedito di esercitare le sue legittime funzioni di controllo.

    La missiva prosegue con allusioni a rapporti fra l' amministratrice e Nomisma ("la sua brillante carriera nomismatica"), segue l'invito ad andare a dirigere una galleria d'arte, per concludere "a noi toccherà già da lunedì affrontare i problemi urgentissimi sulla sicurezza aeroportuale non risolti nè dalla gestione Sangalli (Gian Carlo, ndr) nè della gestione Gualtieri". Nella conferenza stampa Coraggio ha anche mostrato il verbale della sua audizione resa davanti al pm Antonello Gustapane ("Il segreto istruttorio? se devo aspettare i tempi della giustizia...").

    In quell'interrogatorio avrebbe raccontato che Sante Cordeschi, ex ad di Marconi Handling e indagato nell'inchiesta, il giorno prima che gli fossero revocate le deleghe, avrebbe ammesso in un colloquio "mi hanno abbandonato. Sapevano tutto tutti. Ma io mi sono conservato tutte le delibere", riferendosi alle delibere di accreditamento di Doro Group (società al centro dell'inchiesta penale) nello scalo. Coraggio ha detto poi di aver scritto ai soci di minoranza dell'aeroporto per chiedere l'apertura di una azione di responsabilità, ma che nessuno gli ha risposto. Ha anche alluso ad una offerta della carica di direttore dell'Enac per smettere di indagare.
    (14 marzo 2008)
    http://bologna.repubblica.it/dettagl...4239?ref=rephp


    E intanto ci sono i lavoratori della Gesticoop rimasti senza lavoro.

    "Ci spieghi il piano industriale"
    Marconi, Mancuso convoca Gualtieri
    di silvia bignami

    Bologna - Sul caso dei 31 lavoratori Gesticoop rimasti senza lavoro dopo l´apertura dell´inchiesta sulla società dei servizi Doro Group, Palazzo D´Accursio chiama in causa la presidente dell´aeroporto Giuseppina Gualtieri. «Venga in Comune a spiegarci come sia possibile che il piano industriale del Marconi metta in concorrenza due società che non possono farsela, essendo entrambe partecipate della stessa società» ha detto l´assessore agli affari istituzionali Libero Mancuso riferendosi alle due appaltate da Marconi, Handling e Bas, di cui Sab detiene rispettivamente il 100% il 40%. Mancuso, che ha parlato in commissione davanti a una delegazione di ex lavoratori Gesticoop, ha parlato di «anomalie» nella gestione di appalti e subappalti e ha suggerito di contattare il direttore di Enac Generoso Coraggio, «la persona giusta per dare indicazioni precise per andare avanti». Più severa la maggioranza, che ha chiamato in causa direttamente l´ex presidente dell´aeroporto, oggi candidato al Parlamento del Pd, Giancarlo Sangalli. «E´ sua la responsabilità politica di spiegare quello che è successo all´aeroporto nella gestione dei servizi di terra» ha attaccato il consigliere di Sd Gianguido Naldi. Intanto i lavoratori, che presidiano la hall dell´aeroporto e preparano uno sciopero il 3 marzo, chiedono date certe per tornare al lavoro. Oggi la Marconi handling, dopo l´incontro con sindacati ed Rdb di lunedì, farà sapere se i 31 disoccupati potranno essere riassunti. «Se non ci verranno date risposte - spiega Maurizio Lunghi della Cgil - andremo a bussare alla porta di Comune, Provincia, Regione e Camera di Commercio».
    http://www2.rdbcub.it/rassegna_stamp...2008022129.htm





    Fino a oggi i lavoratori stanno ancora aspettando.

  6. #6
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    Per i tre video della conferenza stampa di Generoso Coraggio (nomen omen), cliccare qui.

    http://bologna.repubblica.it/multimedia/home/1831334

    (in particolare i video 2 e 3)

 

 

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