IL LAVORO ILLUSORIO 15 Marzo, 2008




Schiavi e padroni


Che cosa è il Lavoro ?

Possiamo definirlo in modo molto semplice.
Il Lavoro implica la trasformazione di uno schiavo confuso, dominato dall’illusione,
in un padrone illuminato ed integro, completo.
Cosa intendiamo per padrone e schiavo?
Lo schiavo non ha controllo sulla propria vita, è spinto da forze esterne, è
alla mercè di impressioni casuali, è schiavo delle abitudini, la maggioranza
delle quali cattive. Inoltre è facile preda della credulità, della
suggestionabilità, di speranze e paure.


Soprattutto lo schiavo è una creatura della fantasia. Abita in un mondo di
sogni. E’ tagliato fuori dalla conoscenza del mondo reale da un meccanismo
del suo cervello che genera illusione. Lo schiavo mente a se stesso riguardo
a se stesso e ad ogni altra cosa. Non sa di mentire. E’ uno schiavo che
sogna di essere libero. E’ un bugiardo che sogna di conoscere la verità.


Il padrone si è liberato dal meccanismo del cervello che produce l’illusione.
E’ un abitante del mondo reale. Per entrare in questo mondo ha dovuto
sacrificare i suoi sogni. Ha osato confrontarsi con la verità riguardo a se
stesso ed ai suoi simili. E’ stato abbastanza forte ed astuto da fuggire
dalla prigione dove gli schiavi passano la vita. E’ pienamente sveglio. Ha
visto la verità e la verità lo ha reso libero. Ma ha pagato un prezzo
estremamente alto per ottenere questa libertà.


Valutate attentamente! Siete disposti a pagare il prezzo? Osate incontrare
faccia a faccia la realtà? Potete sopportare di sapere la verità su voi
stessi e sui vostri simili?
Questa verità non è confortante nemmeno un po’. Ci sono diversi miliardi di
esseri umani legati come asini bendati alla ruota di un mulino, spinti da
dietro con il bastone della paura, allettati davanti dalla carota della
cupidigia. Il guardiano del Mulino, un grande e terribile spirito, si
assicura che gli asini non cerchino di fuggire e lo fa mediante il semplice
procedimento di ipnotizzarli, convincendoli che sono già liberi.
La stretta di questa ipnosi puo’ essere allentata?


Non per la maggioranza degli asini. Ogni ben intenzionato liberatore che
tenterà di svegliarli dal loro stato di sonno sarà certamente attaccato,
picchiato e morso, per aver osato suggerir loro che sono schiavi. Un tale
suggerimento toglie loro la loro più cara illusione, l’illusione di essere
liberi e padroni del loro destino. Gli asini preferiscono vivere nel loro
mondo irreale. Se è loro offerta una scelta tra una cosa facile ed una
difficile, gli asini inevitabilmente seguiranno la via facile.

Come puo’ succedere allora che qualcuno di questi schiavi riesca a sfuggire
dal Mulino e si trasformi in un padrone?
La risposta è che molto pochi fuggono veramente. Il guardiano del Mulino, il
terribile spirito che qualcuno chiama maya, altri il Diavolo o il Padre
della Menzogna, ha molti bei trucchi a sua disposizione. E’ sulla breccia da
molto tempo e comprende molto bene le debolezze interiori della razza umana.


Lo Spirito della Menzogna sa che il suo atavico avversario, lo Spirito della
Verità, a volte puo’ influenzare gli asini ipnotizzati.
Puo’ offrir loro un fugace barlume di realtà e risvegliarli per un momento
dalla nebbia dei sogni ovi essi abitualmente passano il tempo. Nella psiche
umana c’è il desiderio di verità ma esso è debole se confrontato con il suo
opponente, il desiderio di autoinganno. Lo Spirito della Verità opera
attraverso il desiderio di verità.
Ma lo Spirito Menzognero sa come contrattaccare e neutralizzare il desiderio
di verità prima che esso renda capaci gli schiavi di liberarsi dalle loro
illusioni. Lo fa preparando una contraffazione, un imitazione del Lavoro
reale, un Lavoro illusorio. Ed è in questo Lavoro illusorio che cosi tanti
schiavi restano intrappolati nel tentativo di fuggire. Il Lavoro illusorio
li mette in condizione di credere che stanno lavorando su di se, quando
invece barattano solo un insieme di sogni con un altro.


Gli schiavi che fuggono dal Mulino entrano nella Foresta e devono
districarsi da essa, ancor prima che un vero lavoro interiore possa
iniziare. E’ facile perdersi nella foresta ed a molti accade proprio questo.
E’ piena di sentieri che non portano da nessuna parte e di guide che non
conoscono essi stessi la Via. Vi si trova anche la profonda ed oscura gola
che Herman Hesse chiamo “Morbo inferiore” dove tutta l’ispirazione è
perduta, l’entusiasmo svanisce le mete superiori sono dimenticate.


Al di la della Foresta si stagliano due alte cime, a volte visibili tra gli
alberi: la Montagna del Potere e la Montagna della Liberazione. Fugaci
visioni di queste cime incoraggiano il viaggiatore a continuare nella
ricerca della strada che porta ai piedi delle due montagne. Ma le visioni
sono solo occasionali e troppo facilmente vengono dimenticate. Dimenticando
dove stava cercando di dirigersi, il viaggiatore si perde di nuovo.


Proprio perchè si tratta di un luogo cosi pericoloso, la fuga nella Foresta
rende le cose peggiori di quanto fossero in precedenza.
Almeno nel Mulino gli schiavi erano a loro agio perchè non conoscevano la
verità su se stessi, grazie al loro stato di sonno ipnotico. Invece nella
Foresta si sentono a disagio, hanno visto barlumi di verità e questo ha
rovinato il loro sonno.
Cosi non sono più felicemente schiavizzati né veramente liberi.
Gli schiavi sfuggiti al Mulino e perduti nella Foresta prendono le distanze
dal loro disagio mediante il Lavoro illusorio.
Sognano di star “Lavorando” quando in realtà non stanno facendo nulla.


Non hanno pagato il biglietto d’entrata. Non hanno sacrificato i loro sogni
né vinto le loro abitudini meccaniche. Sono schiavi tanto quanto lo erano
prima di lasciare il Mulino, ma la grande illusione di star “lavorando”
impedisce loro di accorgersene.
Sono entrati in uno stato chiamato Secondo Sonno, da cui è molto difficile
svegliarsi. Chi è nel Secondo Sonno sogna di essere sveglio.
Lo pseudo Lavoro consiste in una serie di trappole. Cadere in una di esse
sarà sufficiente per portare il vero Lavoro ad un arresto.
Chi cade in una trappola, chi in un altra. Alcuni riescono a sfuggire alle
trappole dopo lunghe lotte. Altri non sfuggono mai per la semplice ragione
che non sanno di essere intrappolati.


Allora chi puo’ entrare nel vero Lavoro?
Il vero Lavoro è aperto solo ai membri pienamente paganti del club CDV. CDV
significa Cercatori della Verità. I membri di questo club sono conosciuti
collettivamente come il Popolo della Verità. In arabo sono chiamati
Ahl-i-Haqq e, poiché Haqq (verità) è uno dei 99 nomi di Dio essi si chiamano
anche il Popolo di Dio. Per i membri del club CDV Dio è verità ed il loro
motto pone la ricerca della verità al di sopra di qualunque altro scopo
nella vita.


“Preferisco conoscere la verità, per quanto terribile, che rifugiarmi in
qualche confortante sistema illusorio.” Per quanto il club CDV sia aperto a
tutti, pochissimi ne entrano a far parte. La ragione di ciò è che pochissimi
possono pagarne la tariffa di ammissione. Per entrare nel club CDV e
divenirne un membro a pieno diritto occorre sacrificare le proprie
illusioni, in particolare quelle su se stessi. La maggior parte della gente
non osa fare questo. Anche chi è fuggito dal Mulino preferisce entrare nel
Lavoro illusorio, piuttosto che sacrificare le illusioni ed entrare in
quello vero.


Il lavoro illusorio assume la forma di otto trappole. Chiunque cerca di
entrare nel Lavoro cade prima o poi in una di esse. Caderci è inevitabile.
Qualunque realistico seguace della Via lo sa e si prepara in anticipo per
affrontarlo. Questo implica di conoscerle di sapere di esser caduti in un di
esse e di sapere come uscirne …..


Continua…Da “LA VIA DELLA COMPLETEZZA Una chiave per una vita significativa

di Robert S.De Ropp
(traduzione :Fabio Pellegrini)