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  1. #1
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    Predefinito Minacciato di morte, aguzzino presto libero.

    2008-03-16 20:05
    RAGAZZO PERSEGUITATO, AGUZZINO PRESTO LIBERO FERRARA - "Mamma, io a questo mondo non ci sto più a fare niente". Così un sedicenne ferrarese perseguitato da due anni con minacce telefoniche e botte da un diciottenne, si è sfogato con la madre. "Si è preso tutta la mia vita e a me non resta più nulla. Mi ha tolto la spensieratezza dei miei anni e la gioia di vivere".

    Il diciottenne dovrebbe uscire dagli arresti domiciliari tra pochi giorni e per scongiurare che l'incubo possa tornare i genitori del minorenne hanno lanciato un appello dalle pagine ferraresi e nazionali del Resto del Carlino perché il bullo non venga liberato. Il sedicenne, un ragazzo di buona famiglia, bravo a scuola, ottimo tennista, da quasi due anni è bersaglio di un diciottenne che lo ha preso di mira con valanghe di sms (300 in poco più di un mese e mezzo), chiamate a casa (60 al giorno) e sul cellulare del padre, noto professionista. Poi botte, una volta in un ristorante e un'altra alla stazione di Ferrara. E inseguimenti in moto, soprusi, prese in giro.

    La famiglia, assistita dall'avvocato Marco Linguerri, ha presentato varie denunce e il 19 dicembre scorso il gip Silvia Migliori ha disposto gli arresti domiciliari per il diciottenne. Misura che terminerà mercoledì, decorsi i termini di legge. Per evitare questo l'avvocato ha presentato richiesta di proroga della custodia cautelare e la trasformazione dei domiciliari in detenzione in carcere. Ma il tempo stringe e la famiglia teme che il persecutore torni in libertà. Questi, tra l'altro, è stato rinviato a giudizio il 21 febbraio scorso in seguito a una denuncia alla procura dei minori di Bologna e verrà processato il 4 luglio per i fatti che vanno dall'agosto al novembre 2007 quando era minorenne, per i reati di violenza aggravata e continuata, tentate lesioni personali, molestie e disturbi continuati.

    "Mio figlio è terrorizzato", ha raccontato la madre. Da quando il bullo è ai domiciliari "mio figlio è rinato, è tornato ad uscire, ma fino a quando? Mercoledì quello potrebbe tornare libero. Abbiamo paura, abbiamo il terrore che nostro figlio compia una sciocchezza". Il bullo - ha spiegato ancora la donna - "ha sempre umiliato nostro figlio e non abbiamo mai capito perché. Siamo stremati e lui rischia un crollo nervoso". Il ragazzo infatti è seguito da una psicologa che parla di una "sindrome depressiva". Intanto il persecutore non demorde. Di recente un'amica del ragazzo sarebbe stata contattata dal diciottenne che le avrebbe inviato un messaggio tramite Internet: "Appena lo trovo ti giuro che lui finisce di parlare. Appena lo trovo muore...".

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._20930790.html


    Ma com'è possibile che uno che minaccia deliberatamente di morte qualcuno, dopo averlo perseguitato per mesi, venga rimesso a piede libero senza nessuna forma di tutela nei confronti del ragazzo minacciato?

    Mi auguro che la richiesta di detenzione in carcere vada in porto, visto che tra l'altro si tratta di un maggiorenne e non di un ragazzino.

  2. #2
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    Predefinito

    il bullo ha 118 anni e il PdL ferrarese potrebbe candidarlo.

  3. #3
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    Questo è il risultato di una giustizia malata fatta di indulti e benevolenza verso i delinquenti.

    Quel ragazzo che ha perseguitato per anni deve vivere in restrizione un lungo periodo, magari essere obbligato a cambiare città e non trasgredire, pena un lungo periodo di detenzione.

    Ma si sa che la giustizia italiana tutela i carnefici e non le vittime.

    P.S. Compagna, dov'eri quando si parlava di questo?

    SOS CRIMINALITà
    Assalto in villa nel 2005, scarcerata
    grazie all'indulto banda italo-albanese
    Barco di Bibbiano, picchiata edicolante

    In quella drammatica notte, nella casa si consumò anche una violenza sessuale. La famiglia minacciata esce dal processo: "Questa giustizia non tutela le vittime". All'alba, a Barco di Bibbiano, nuovo episodio di criminalità
    Home Reggio Emilia
    prec
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    Carabiniere Reggio Emilia, 16 febbraio 2008 - Quel "se ci denunciate torneremo", ha rimbombato nelle loro teste per due anni e mezzo. L’incubo non poteva andare oltre. Da quel terribile 3 settembre del 2005, quando una spietata gang di banditi penetrò di notte nella loro villa della Bassa Reggiana, la vita non è stata più la stessa: ogni faccia sconosciuta era una minaccia, ogni rumore un incubo. Il terrore di una vendetta ha governato ogni attimo delle loro vite. Non sono bastati i sistemi di allarme o le inferriate.



    Sapere che quel gruppo di malviventi, tra un indulto e l’altro, era a piede libero, pronto a ritornare e magari di nuovo a puntare il coltello alla gola delle figlie più piccole, ha tolto loro la voglia di combattere, e alla fine alzare bandiera bianca è stata una scelta obbligata: così una famiglia di Reggio Emilia, che aveva subìto una rapina in villa e lo stupro della padrona di casa, si è "ritirata" dal processo, dando mandato al proprio legale di revocare la costituzione di parte civile e ogni altra azione collegata a quel procedimento penale.


    Così come erano stati catturati e portati in cella, nello stesso modo, uno dopo l’altro, gli autori di quella rapina, dal 2005 a oggi sono stati liberati. Con la costituzione di parte civile, la coppia vittima del drammatico episodio aveva pensato di poter chiedere giustizia, restando direttamente legata alle fasi del processo. Ma sono rimasti delusi, e da qui la decisione di recedere. "Visto l’andamento di questo processo, fra tempi lunghi e un sistema generale che non sempre tutela le vittime dei reati, anche molto gravi, abbiamo deciso di chiudere definitivamente questa pagina terribile per noi", dicono i coniugi aggrediti in casa, dove si trovavano con le loro figlie al momento del blitz.


    Delusione, dunque, di fronte a una giustizia che, in breve tempo, ha fatto uscire dal carcere la banda di albanesi autori della rapina (già sottoposti a processo) e i presunti basisti italiani (uno ha patteggiato, l’altro, il modenese Antonio Sebastiano, si difende in un processo ancora in corso). E’ rimasto in cella solo il 27enne Gentian Sinani, autore della violenza sessuale consumata nella camera da letto dove c’era anche la figlia cinque anni della coppia, che fortunatamente aveva continuato a dormire fra le braccia della madre, senza accorgersi di nulla.



    Ma la recente sentenza d’appello che gli ha diminuito di tre anni (da sedici a 13, comprendendo pure un’altra rapina compiuta nel Bolognese) la condanna complessiva, ha lasciato tanta amarezza nella coppia rapinata. Anche da questo aspetto, la decisione di voltare pagina, lasciandosi alle spalle il processo, che per loro finisce qui. Ma più di tutto c’è la paura. Quella lasciata, indelebile, dalle parole dei banditi: "Mentre cercavamo di uscire dalla casa — ha ricordato la vittima — abbiamo trovato quei malviventi che ci aspettavano davanti al cancello, con i fari dell’auto puntati contro di noi: dissero che se li avessimo denunciati sarebbero tornati. Aggiunsero di preparare altri soldi. E puntarono un coltello alla gola di una delle mie figlie. Dissero che l’avrebbero uccisa se avessi raccontato di quella sera alle forze dell’ordine. Noi, però, dopo una lunga riflessione, ci siamo rivolti ugualmente alle autorità. Dunque, come non temere una vendetta?".



    Poi fuggirono con un bottino di circa 150 mila euro fra preziosi e denaro. Ma le conseguenze più gravi sono rimaste nella mente, nel ricordo, nella vita di ogni giorno della coppia. Il capofamiglia, al nostro giornale, non ha nascosto di aver investito fior di quattrini per intensificare i sistemi di sicurezza della sua villa.


    "Siamo arrivati a blindarci con sistemi anti-intrusione, per il timore di essere nuovamente presi di mira dai banditi. Inutile dire che gli incubi sono ricorrenti, che questa terribile esperienza ci ha cambiato la vita, anche se ci sforziamo in ogni modo di affrontare la realtà, giorno dopo giorno, soprattutto per non condizionare le nostre figlie".



    Ora la coppia vuole cercare di dimenticare quell’assalto. Tre albanesi entrarono in casa e svegliarono il padrone della villa. Sotto la minaccia dell’arma e di un paio di coltelli, lo costrinsero ad alzarsi e gli legarono le mani dietro la schiena con nastro adesivo. Svuotarono la cassaforte, ma non contenti chiesero dove si trovasse la seconda cassaforte, che non esisteva, minacciando di sparare. Due dei rapinatori scesero nella zona giorno con l’imprenditore, mentre il terzo, quello armato di pistola, rimase nella camera da letto dove, sotto la minaccia di un coltello, all’insaputa dei complici, stuprò la donna, che teneva in braccio la figlia.

    Antonio Lecci

    http://ilrestodelcarlino.quotidiano....arcerata.shtml
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=412031

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio

    Ma si sa che la giustizia italiana tutela i carnefici e non le vittime.
    chissà per colpa di chi

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Questo è il risultato di una giustizia malata fatta di indulti e benevolenza verso i delinquenti.

    Quel ragazzo che ha perseguitato per anni deve vivere in restrizione un lungo periodo, magari essere obbligato a cambiare città e non trasgredire, pena un lungo periodo di detenzione.

    Ma si sa che la giustizia italiana tutela i carnefici e non le vittime.

    P.S. Compagna, dov'eri quando si parlava di questo?



    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=412031

    Non mi era ancora capitato di leggerlo. Quindi puoi mettere da parte l'idea che non ci fossi intervenuta solo perchè si tratta di albanesi.

  6. #6
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    lo stato praticamente non esiste nemmeno di fronte ad una acclarata e manifesta violenza, addirittura annunciata e protratta malgrado la detenzione domiciliare... i giudici a spedire in carcere uno che minaccia di morte dai domiciliari la vittima designata non ci pensano?

    i genitori del ragazzo dovrebbero assoldare una guardia del corpo e chiedere di scalare dal 740 la spesa per la protezione, come dovrebbero fare i negozianti costretti a pagare il pizzo a cui si chiede di fare gli eroi, visto che anche quando denunciano i mafiosi se li vedono belli che liberi in stile Riina jr per le vie di corleone....

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1969 Visualizza Messaggio
    lo stato praticamente non esiste nemmeno di fronte ad una acclarata e manifesta violenza, addirittura annunciata e protratta malgrado la detenzione domiciliare... i giudici a spedire in carcere uno che minaccia di morte dai domiciliari la vittima designata non ci pensano?


    Tristemente vero

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da compagna Visualizza Messaggio
    Ma com'è possibile che uno che minaccia deliberatamente di morte qualcuno, dopo averlo perseguitato per mesi, venga rimesso a piede libero senza nessuna forma di tutela nei confronti del ragazzo minacciato?

    Mi auguro che la richiesta di detenzione in carcere vada in porto, visto che tra l'altro si tratta di un maggiorenne e non di un ragazzino.

    Compagna!

    E' colpa della societa'. E' sbagliato tenere in galera le persone, perchè la pena deve recuperare e non punire. In più, la sua vittima è un ragazzo di buona societa', quindi il bullismo e' una giusta reazione proletaria alle disuguaglianze sociali prodotte dall'accumulazione capitalista.

    Propongo un indulto immediato.

    http://iovotoforzanuova.splinder.com

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da compagna Visualizza Messaggio
    Non mi era ancora capitato di leggerlo. Quindi puoi mettere da parte l'idea che non ci fossi intervenuta solo perchè si tratta di albanesi.
    Ne hanno parlato tutti i TG, ma per questa volta mi tengo il beneficio del dubbio anche se la tua risposta denota una coda di paglia abbastanza lunga.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    chissà per colpa di chi
    Mi piacerebbe sentirlo dire da te.

    Personalmente ti dico che è colpa di chi inizia a sbavare quando alcuni rimangono impuniti, i soliti potenti appoggiati dai politici, e difende la feccia criminale che gira per le strade trovando ogni genere di giustificazione per chi delinque in stato di bisogno, secodo i suddetti idioti.

    La realtà è che un certo populismo dilagante nella sinistra estrema, porta a schierarsi dalla parte del malfattore a tutti i livelli, questa tendenza deve cambiare con le buone o con le cattive, e ti assicuro che la gente è stanca al punto da poter dare appoggio ad un uomo forte che possa veramente dare una svolta. Quindi prima di schierarsi nuovamente dalla parte di criminali che ogni giorno mettono in dubbio la nostra sicurezza è meglio fermarsi e fare una seria riflessione.

    Tu sei giovane, pensaci bene.

 

 
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