Ecco ho dato per scontato che tu considerassi i due volti della morale. Un momento lasciami spiegare.
Anche se il cittadino non seguirà alla lettera le regole morali approvate democraticamente, comunque sarà presente in lui quella tensione morale di cui ti parlavo. Ed è questo che ti dicevo molto importante, negato in una società atea che rifiuta di affrontare l'argomento in nome di una santa anarchia morale!
tu poi confondi due cose: l'aspetto generico della morale, che è eterno; ti faccio esempio: approfittarsi degli altri per i propri fini è sempre immorale, in qualunque era della civiltà. Questo è l'aspetto eterno della morale che la religione deve tutelare. Poi c'è una parte della morale che è mutabile, ti faccio esempio: cosa è considerato approfittarsi degli altri? ecco in questo caso, a parte i casi evidenti, ci sono tante situazioni sulle quali ci si può interrogare e quindi nello specifico della regola morale ci possono essere cambiamenti.
Il fatto che nella società sia tenuto in forte considerazione l'aspetto morale, è positivo, molto positivo. Con l'ateismo questo non c'è affatto.
No, per il fatto che l'affermazione che avevo fatto ("l'assenza di tensione morale porta quasi sempre effetti negativi") per me è dimostrata e per te no.Originariamente Scritto da polemiko
Mi chiedi i dati ma non ti posso offfrire statistiche ufficiali di qualche ente di rilevazione statistica... è una risposta che ognuno si dà con le proprie esperienze, con la propria riflessione, con i propri studi.![]()



... ergo la "tensione morale" scema... in quanto non vi è certezza che tale morale sia quella giusta... solo attraverso le morali dogmatiche un credente può avere timore del giudizio divino... quindi la religione alla quale tu aspiri ha ben poche speranze se come fondamento deve avere la condotta morale del fedele, per paura del giudizio divino, in quanto, ripeto, quelle morali non sono dogmi, e possono essere sbagliate 

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